martedì 25 agosto 2020

Il mondo nuovo - Huxley Aldous Review Party

 


Il mondo nuovo e Ritorno al mondo nuovo
Titolo originale: Brave new world e Brave New World Revisited 
Edizione: Mondadori
Collana: Oscar Draghi
Traduzione: Lorenzo Gigli, Paola Levante, Luciana Bianciardi, Alessandro Maurini
Illustrazioni: Giuseppe Palumbo
Genere: Distopico - Fantascientifico
Pagine:480
Prezzo: 28,00 euro


"O brave new world, that has such people in't" diceva Miranda in un passo della Tempesta di Shakespeare dal quale Huxley ha tratto e reso in maniera ironica, il titolo di uno delle sue opere più famose: Il mondo nuovo o, in originale, Brave new world.

Ed è proprio di quest'ultimo che vi parlerò oggi in quanto è uscita ieri, per Mondadori, una bellissima edizione illustrata da Giuseppe Palumbo (il quale, per chi non lo sapesse, cura anche Diabolik), che comprende sia Il mondo nuovo che Ritorno al mondo nuovo, un saggio scritto sempre da Huxley, nel quale riprende i vari temi presenti nel suo romanzo e li rivisita alla luce degli avanzamenti in campo tecnico e scientifico, che si sono avvicendati nell'arco di tempo che intercorre tra la scrittura dei due testi.

Qui sopra trovate la copertina (stupenda!!!) e qualche informazione basilare, mentre di seguito vi lascio la trama:

Scritto nel 1932, "Il mondo nuovo" (qui accompagnato dal testo del 1958 "Ritorno al mondo nuovo") è ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, nel quale ogni aspetto della vita viene pianificato in nome del razionalismo produttivistico e tutto è sacrificabile a un malinteso mito del progresso. I cittadini di questa società non sono oppressi da fame, guerra, malattie e possono accedere liberamente a ogni piacere materiale. In cambio del benessere fisico, però, devono rinunciare a ogni emozione, a ogni sentimento, a ogni manifestazione della propria individualità. Produrre, consumare. E soprattutto, non amare. Un romanzo visionario, dall'inesausta forza profetica, sul destino dell'umanità. E sulla forza di cambiarlo. 

Foto di Adrian Goh 

L'ambientazione è davvero unica e particolare, Huxley si sofferma davvero poco sulle descrizioni ambientali, ci fornisce lo stretto necessario a comprendere che ci troviamo in un futuro non troppo remoto, nel quale la tecnologia ha preso il sopravvento, ed è diventata uno strumento nelle mani dell'uomo per la manipolazione della società.

Huxley infatti ci descrive un mondo utopico nel quale gli esseri umani non sono più vivipari, in quanto vengono coltivati in vitro, e attraverso l'eugenetica, il sesso e la classe di appartenenza dell'individuo che verrà creato, vengono stabilite in anticipo. 

La società, sulla quale Huxley si sofferma molto, è divisa in caste: gli esseri umani che hanno subito un processo di gestazione in vitro che non gli ha consentito lo sviluppo di capacità fisiche ed intellettuali, appartengono alle classi gamma ed epsilon, e vengono sfruttati per l'esecuzione dei lavori più beceri. Mentre invece gli esseri umani che hanno subito il trattamento "completo" ossia i beta, sono la borghesia, a loro vengono assegnati lavori mediamente elevati e sono, per così dire, liberi di divertirsi e di vivere la propria vita, così come gli Alfa e gli Alfa Plus ai quali vengono assegnati solo ruoli prestigiosi, essendo stati creati con un cervello che possa superare le aspettative in termini di intelligenza.

Tutte le caste subiscono un processo di condizionamento mentale, fin dalla primissima infanzia, che li costringe a vivere la propria condizione senza mai sollevare obiezioni e prendendo per normale, ciò che invece ai giorni nostri risulterebbe abominevole.

In tale contesto, le donne non partoriscono più e possono amare tutti gli uomini che vogliono, il concetto di famiglia viene completamente abolito e addirittura aberrato.

Ma tutto questo a che pro?

In questo modo l'uomo viene sedato ed assuefatto, convito che per essere felice basti seguire le regole, ed un uomo felice, non può sovvertire gli equilibri dello stato sovrano.

Ma, ci sono alcune persone come ad esempio Bernard Marx, protagonista della nostra storia, che sono state in grado, per un errore durante la loro gestazione artificiale, di sfuggire a tale condizionamento mentale.

Bernard risulterà essere sempre fuori luogo in quanto non riesce ad ambientarsi e a fare proprie quelle che sono le attività della sua classe. E' possibile riscontrare in questo alienamento, un filone autobiografico in quanto Huxley, a causa della sua spiccata intelligenza generava negli altri aristocratici una sorta di timore referenziale, e nonostante il suo impegno non riusciva ad integrarsi con i suoi pari.

A tal proposito Huxley ha saputo creare dei personaggi molto verosimili, gli unici a subire una caratterizzazione spiccata sono appunto Bernard e John, tutti gli altri che si avvicendano all'interno del racconto risultano piatti ed insignificanti, esattamente come la società costruita dall'autore li vuole.

Attraverso la sua narrazione, che cambia ritmo a seconda delle scene che racconta, si percepiscono gran parte delle sensazioni, che di certo non pervengono tramite le descrizioni che sono poche e talvolta manchevoli. Il connubio di quanto appena detto con uno stile molto semplice e pulito, rendono Il mondo nuovo, un libro estremamente fruibile, a dispetto dei temi trattati che risultano davvero forti e spesso scomodi o controtendenza, motivo per il quale questo romanzo ha faticato molto ad affermarsi.

Dovettero infatti passare gli anni della guerra prima che Brave new world raggiungesse il successo, nel periodo che va dagli anni 40' agli anni 70', infatti, la letteratura science and fiction, in cui venne inserito questo titolo, fu relegata in un angolo come letteratura di svago e il suo pubblico venne individuato nei bambini e negli adolescenti. In questo modo fu possibile evitare il confronto con le grosse critiche che animavano questi testi, perchè quest'etichetta dava la giustificazione a considerarli in qualche modo "poco seri". Soltanto di recente, quest'opera di Huxley è stata inserita nei programmi scolastici delle scuole superiori.

Tutto questo perchè Il mondo nuovo è un libro avvincente che mette in luce tutti gli aspetti deteriori di uno Stato dittatoriale e padrone delle coscienze, e dove la riflessione sugli aspetti della spiritualità individuale non prende eccessivo spazio.

Se volete conoscere altre informazioni sulla controversa figura di Huxley, vi invito a leggere l'articolo che ho pubblicato ieri che potete trovare cliccando qui

Oppure potete approfondire i vati temi presenti in questo romanzo leggendo i bellissimi articoli dei miei colleghi blogger che vi lascio qui sotto.

Colgo l'occasione per ringraziare Milena e Mondadori per aver organizzato questa bellissima collaborazione.


lunedì 24 agosto 2020

Huxley Aldous il lungimirante autore de Il mondo Nuovo

 

Ciao Lettori!

Oggi parleremo di Aldous Huxley, uno dei padri del genere distopico, scrittore di Brave New World, meglio conosciuto in Italia come Il mondo nuovo, di cui uscirà a fine Agosto una nuova edizione targata Mondadori, in una veste davvero splendida con tanto di illustrazioni di Giuseppe Palumbo.



Ma torniamo a noi : Huxley è un autore davvero controverso e geniale, nasce in Inghilterra nel 1894 da una famiglia di aristocratici intellettuali, inizia i suoi studi ad Eaton desiderando diventare medico, ma a 16 anni una grave malattia oftalmica lo rese ipovedente.

Dovendo così rinunciare alla sua carriera medica, si diede allo studio letterario e filosofico e, nonostante tutto, riuscì a migliorare la sua condizione ed anche a laurearsi. Un altro episodio segnante della sua infanzia, fu la morte di sua madre quando aveva solo 14 anni. Un trauma, questo, che può essere riscontrabile in molte delle sue opere poiché buona parte dei personaggi per i quali i protagonisti dei suoi libri nutrono un grande affetto, muoiono quasi sempre a causa di un tumore, la malattia che ha appunto ucciso sua madre.

In generale questo non è l'unico episodio della vita di Huxley ad aver influenzato la sua scrittura. Tutte le sue opere subiscono sempre le esperienze travagliate dell'autore.

Ad esempio la rigida gerarchia classista che ritroviamo in Brave New World, non è altro che una caricatura di quella presente nel 1932 a Londra, è proprio lì, infatti, che Huxley ha scritto il suo celebre romanzo in soli quattro mesi. La sua esperienza personale lo portò a isolarsi dai suoi stessi simili, in quanto la sua straordinaria intelligenza e la sua grande curiosità, erano entrambe doti che lo allontanavano dagli altri aristocratici del suo stesso rango. Questo suo senso di disagio nel far parte della "classe superiore" senza mai essere realmente integrato, lo si evince ne Il mondo nuovo in cui personaggi fondamentali come Bernard Marx e Helmholtz Watson, entrambi appartenenti all'elite, non riescono realmente a farne parte in quanto i loro interessi non collimano con quelli del resto della comunità, rendendoli così persone strane e con cui non è piacevole accompagnarsi.

Partendo quindi dal presupposto che c'è molto della vita di Huxley nelle sue opere, è possibile suddividerle in due parti:

La prima va dal 1921 al 1946, raccoglie tutte le sue opere di narrativa, nelle quali emergono argomenti strettamente legati al suo ambiente familiare. E' possibile appunto trovare tematiche scientifiche, che si accompagnano a questioni etiche di tipo filosofico e sociale. Fanno parte di questo filone: Giallo Cromo in cui l'autore satireggia i capricci e le mode dell'epoca, oppure Il mondo nuovo in cui vengono anticipati temi quali lo sviluppo della tecnologia per la riproduzione assistita e il condizionamento mentale, usati come strumento per la creazione di una società distopica, o ancora L'Isola in cui il protagonista viene a contatto con una popolazione dal carattere gentile e sereno che è riuscita a coniugare la scienza con l'arte, e trova giovamento dall'utilizzo di droghe. 

Tali argomenti venivano approfonditi con il padre intellettuale e scrittore, il nonno Thomas Henry scienziato darwinista, suo zio Mattew Arnold poeta, e suo fratello Julian biologo, con i quali l'autore era solito confrontarsi. Egli rielaborò tutte le loro tematiche di discussione con originalità, ironia e fantasia trasponendole all'interno delle sue opere.

Nel momento in cui Huxley esaurisce l'approvvigionamento di tematiche attraverso le persone che compongono la sua famiglia, è possibile notare un cambiamento repentino. In questo momento della sua vita, si trasferisce in America ed inizia la seconda fase della sua produzione, abbandona la narrativa per dedicarsi completamente alla speculazione filosofica. Le sue ricerche lo portano ad approfondire gli studi esoterici cui aveva dato inizio vent'anni prima durante i suoi viaggi in India, ed inizia a sperimentare su se stesso gli effetti di sostanze come la mescalina e l'acido lisergico.

Queste sostanze gli rivelarono nuove capacità e nuovi orizzonti della psiche umana, e venne aspramente criticato per questo aspetto della sua ricerca, ed a causa della sua eccentricità, la produzione di questo periodo ebbe un successo postumo e neppure troppo eclatante.

In definitiva Huxley ha osservato il mondo in cui viveva con l'obiettività di uno scienziato, e con la sensibilità di un artista riunendo in sè entrambe queste caratteristiche. Sebbene di mentalità scientifica non fu affatto materialista, ma seguì la sua vena spirituale, da cui fu guidato senza mai cadere nel dogmatismo.

Ringrazio Milena di TimelessHopefulReader per aver organizzato l'evento che comprende sia il Blog Tour, per il quale ho scritto questo articolo, che il Review Party per il quale troverete la mia recensione de Il mondo nuovo il prossimo 26 Agosto.

Inoltre vi lascio di seguito la locandina con gli appuntamenti con gli altri blogger che vi parleranno di quest'opera, vi consiglio di non perdervi i loro articoli perchè sono davvero super interessanti!






domenica 2 agosto 2020

Agnes Grey, I capolavori delle impareggiabili penne sororali review party




I capolavori delle impareggiabili penne sororali
Edizione: Mondadori
Collana: Oscar Draghi
Traduzione: Anna Luisa Zazo, Margherita Giacobino, Luisa Reali
Pagine: 768
Prezzo: 28,00 euro


Ciao lettori!

Oggi facciamo un salto nel mondo dei classici, perchè si, non leggo solo fantasy e sottogeneri, anzi!
Credo che le storie di un tempo siano importantissime per ispirare quelle nuove perchè, volente o nolente, dal passato c'è sempre una lezione da imparare.

Dunque parleremo delle mie care Sorelle Brontë di cui Mondadori ha creato una bellissima raccolta che comprende: Agnes Grey di Anne Brontë, Cime Tempestose di Emily Brontë e Jane Eyre di Charlotte Brontë, con una breve introduzione di Virginia Woolf, che sarà disponibile a partire dal 25 di Agosto, in una delle loro magnifiche edizioni della collana Oscar Draghi.

Ne approfitto per ringraziare Milena di Timeless Hopeful Reader per aver organizzato questo bellissimo evento, e come al solito la Mondadori, per avermi dato la possibilità di leggere in anteprima questo libro in una veste davvero stupenda.

Ma ora passiamo a noi! Fra tutti e tre i romanzi presenti in questo tomo, ho scelto di parlarvi di Agnes Grey di Anne Brontë, perchè è l'unico dei tre che non avevo ancora letto, ed ero curiosa di scoprire come mai questo volume, non abbia avuto il successo che hanno avuto invece quelli delle altre due sorelle. Partiamo subito dalla trama in modo tale che possiate farvi un'idea di ciò che andrò ad analizzare più avanti:

 Protagonista della vicenda, è Agnes, una giovane ragazza di sani principi che lascia la famiglia caduta in disgrazia per aiutarla economicamente, dando così prova delle proprie capacità di istitutrice presso due famiglie ricche, con figli viziati. La sua figura si rivela essere, in maniera atipica per l'epoca in cui si muove, moderna e riflessiva. Con una prosa elegante e scorrevole, la scrittrice mette a confronto gli usi e i costumi della nobiltà dell'epoca vittoriana, priva di scrupoli e valori, con i principi morali di una giovane credente.


Le sorelle Brontë illustrate da Elisabetta Stoinich
Già a partire dalla trama è possibile intuire uno dei motivi del mancato successo di questo romanzo, in quanto, essendo anche Agnes un'istitutrice, scatta il paragone facile con la figura di Jane Eyre, anche se i due scritti hanno davvero ben poco in comune. L'ambientazione creata da Charlotte è certamente più gotica rispetto invece a quella di Anne molto bucolica, che punta a contenuti moraleggianti che portano il suo libro sulla scia del romanzo di formazione.
Inoltre è palese anche la differenza di stile che intercorre tra le due, quello di Charlotte è più complesso e maturo, mentre invece quello di Anne è molto più semplice e lineare.

Un altro dei motivi che sicuramente le ha precluso il successo, è stato certamente il fatto che Agnes Grey è stato stampato lo stesso anno in cui è uscito anche Cime Tempestose, il cui enorme successo è arrivato roboante fino ai nostri giorni.

Anche i personaggi costruiti da Anne, non funzionano bene tanto quanto quelli delle sorelle: Jane e Catherine sono donne che incarnano l'evoluzione femminile nei primi dell'800 la prima vuole essere autonoma ed indipendente dalla figura maschile, la seconda lotta per mantenere la sua libertà di scelta ed il suo carattere selvaggio e ribelle, Agnes invece è una donna mite e silenziosa, dedita alla sua mansione di istitutrice nella quale non riesce tanto bene quanto vorrebbe, anche a causa del fatto che i Signori presso i quali presta servizio, le tarpano continuamente le ali, non consentendole di educare nel modo giusto i bambini, scapestrati, che le vengono affidati. Soccombe molto facilmente alle angherie sia dei suoi allievi che dei suoi padroni, senza mai controbattere o alzare il capo, ricorrendo solo alla sua incrollabile fede come espediente per cercare di correggere gli atteggiamenti indisciplinati delle persone che la circondano. Questo lo rende sicuramente un romanzo critico di quella che era l'alta società di quei tempi, che andava sempre di più allontanandosi dalla chiesa e dai buoni precetti, cedendo a facili costumi e civetterie varie che allontanavano dalla retta via.

Si ritrovano, infatti, tantissimi riferimenti alle sacre scritture ed ai vangeli, oltre che dei veri e propri consigli per affrontare la vita secondo la parola di Dio, che l'autrice conosceva bene essendo lei figlia di un esponente ecclesiastico. Pertanto è facile immaginare che il suo libro volesse si criticare determinati atteggiamenti, ma anche porvi rimedio grazie a tutti i buoni precetti di cui lo ha infarcito.

A tal proposito, il romanzo di Anne può essere anche inteso come uno dei primi trattati pedagogici dell'epoca, per più di metà del libro infatti, si dedica a spiegare come ha cercato di affrontare il suo compito di istitutrice, comparando le soluzioni che secondo lei erano le più giuste da applicare per una corretta educazione, con quelle che i genitori dei suoi alunni le imponevano di utilizzare. Infatti lei era costretta a compiacere i suoi studenti e a persuaderli sempre con maniere gentili, le era proibito alzare la voce o usare modi bruschi, non poteva obbligarli a fare qualcosa, o a tenerli chiusi in una stanza, pertanto il suo compito era davvero arduo, in quanto non le restavano molti espedienti per poter garantire ai suoi studenti una buona educazione, Tutto questo non vi è familiare?

Fa quasi sorridere il fatto che a quasi 200 anni di distanza, si sia ritornati ad un modello educativo che già Anne Brontë all'epoca riteneva poco produttivo, spesso si sente di insegnanti allo strenuo delle forze, perchè costretti a lottare con dei genitori che non consentono che il proprio figlio venga rimproverato, o addirittura costretto a trascorrere tempo sui libri anche in orari extra scolastici.
Situazione quanto mai attuale non credete?

Infine è possibile trovare elementi autobiografici all'interno del libro in quanto la storia di Agnes Grey è davvero molto affine con quella di Anne, entrambe sono infatti figlie di reverendi, entrambe hanno intrapreso la carriera di educatrici, e nutrono un profondo amore per la famiglia per per Dio, entrambe poste al nord della bussola del loro cuore.
Probabilmente la storia di Agnes Grey si tratta di una rappresentazione romantica della vita che Anne non ha potuto avere, anche a causa della sua tragica morte prematura.

In conclusione posso dire che è un romanzo piacevole e molto scorrevole, che vi aiuterà a calarvi nella brughiera Britannica ed assaporare un pò dei tempi perduti, sensa dover investire troppo tempo nella lettura, grazie alle sue agevolissime 230 pagine circa.

Vi invito a leggere anche gli articoli delle mie colleghe blogger, che usciranno nei prossimi giorni:



lunedì 27 luglio 2020

Il mare senza stelle Erin Morgenstern





Il mare senza stelle
Titolo originale: The Starless sea
Casa editrice: Fazi
Collana: Lainya
Traduttore: Donatella Rizzati
Pagine: 600
Prezzo 17,58




A volte essere dei lettori appassionati porta delle piccole gioie, e devo dire che il famigerato nuovo titolo di Erin Morgenstern Il mare senza stelle, emerge come una perla fra i sassi nel panorama della letteratura straniera di quest'anno.
E' il primo libro che leggo di questa autrice, e devo dire che la sua fama non mi ha affatto delusa.
Il mare senza stelle può definirsi davvero ricco, e la cosa più bella e particolare è che ogni lettore troverà al suo interno un pezzettino che si adatti perfettamente alle proprie corde.

Non è sicuramente un libro di semplice lettura, richiede molta attenzione ed, una volta giunti alla fine, lascia un desiderio quasi compulsivo di voler ritornare a pagina uno per poter assaporare tutte le sfumature che durante una prima lettura, non si riesce davvero a cogliere.

Vi lascio di seguito la trama in modo da avere una vaga idea di ciò di cui andrete a leggere, anche se vi faccio la calda raccomandazione di non fermarvi a quanto leggerete nelle prossime righe, in quanto nessuna sinossi, per  quanto ben scritta, è in grado di rendere giustizia a quello che realmente è questo libro:

Zachary Ezra Rawlins è uno studente del Vermont che un giorno trova un libro misterioso nascosto fra gli scaffali della biblioteca universitaria. Mentre lo sfoglia, affascinato da racconti di prigionieri disperati, collezionisti di chiavi e adepti senza nome, legge qualcosa di strano: fra quelle pagine è custodito un episodio della sua infanzia. È soltanto il primo di una lunga catena di enigmi. Una serie di indizi disseminati lungo il suo cammino – un’ape, una chiave, una spada – lo conduce a una festa in maschera a New York, poi in un club segreto e infine in un’antica libreria sotterranea. Là sotto trova ben più di un nascondiglio per i libri: ci sono città disperse e mari sterminati, amanti che fanno scivolare messaggi sotto le porte e attraverso il tempo, storie bisbigliate da ombre. C’è chi ha sacrificato tutto per proteggere questo regno ormai dimenticato, trattenendo sguardi e parole per preservare questo prezioso archivio, e chi invece mira alla sua distruzione. Insieme a Mirabel, un’impetuosa pittrice dai capelli rosa, e Dorian, un ragazzo attraente e raffinato, Zachary compie un viaggio in questo mondo magico, attraverso miti, favole e leggende, alla ricerca della verità sul misterioso libro. Ma scoprirà molto di più.
Preparatevi a solcare le pagine del Mare Senza Stelle, a perdervi in questo viaggio straordinario attraverso mondi inimmaginabili, che celebra il potere delle storie e l’amore per i libri. Finché il Mare Senza Stelle non scriverà l’ultima pagina.

Per coloro che provano nostalgia verso un luogo dove non sono mai stati.
Coloro che cercano anche se non sanno cosa (o dove) sia ciò che stanno cercando.
Coloro che cercano, troveranno. Le loro porte li stanno aspettando.


Come anticipatovi, Il mare senza stelle è una lettura davvero inusuale, è concepito per essere una raccolta di metastorie a struttura circolare, intrecciate l'una all'altra, che si incastrano come un puzzle, e lasciano il lettore davvero a bocca aperta per la minuziosità con cui alla fine tutto torna.
L'autrice è stata davvero geniale nel ricamare la trama di questo libro, ed attraverso il suo stile di scrittura molto fluido, è stata in grado di creare un percorso sensoriale che consente di percepire le vicende narrate, stimolando tutti e cinque i sensi grazie alle sue descrizioni accurate e talmente coinvolgenti, che sono in grado di risucchiare il lettore all'interno della storia lasciandolo quasi stordito una volta riemerso, dando la sensazione di aver appena fatto un sogno ad occhi aperti.

Attraverso la vista, l'udito, l'olfatto, il gusto ed il tatto ci guida alla scoperta di questo mondo bellissimo fatto di storie che si annidano ovunque. Ci viene presentato come una enorme biblioteca magica e sotterranea, nella quale ogni porta è in grado di condurre chi la apre in un luogo con una storia che ne contiene altre. Alcune porte sono anche in grado di portare le persone in delle sacche temporali in cui il tempo scorre in maniera differente. Questa è la baia del mare senza stelle, il luogo dove tutte le storie hanno un inizio ed una fine, e non attendono altro che essere scoperte e raccontate.

Ed è qui che i nostri personaggi seguiranno il filo che il fato ha tessuto per loro, senza però perdere di vista se stessi, il monito che la Morgenstern lancia fra le righe è che ognuno è artefice del proprio destino, ci vuole solo il coraggio necessario a far avvenire il cambiamento che è il fulcro di ogni storia. Un messaggio di speranza davvero bellissimo che ognuno di noi vorrebbe sentire all'infinito, infondo a chi non è mai capitato di pensare di essere sulla strada sbagliata più di una volta nella sua vita?
Proprio questo può essere considerato il punto forte di questo romanzo, ci si sente talmente in sintonia con le vicende narrate, da scoprire nel libro un pezzo che parli di se o, ancora meglio, si ha la sensazione che il libro stia parlando direttamente al lettore. Questo grazie alla narrazione in prima persona ed anche al fatto che i personaggi sono appena sbozzati, in modo da rendere molto più semplice l'immedesimazione in questi ultimi.

Un altro messaggio molto bello che l'autrice fa passare, è che una storia può trovare qualsiasi mezzo per essere raccontata, ho apprezzato moltissimo la mescolanza di vecchio e nuovo, un libro può essere il supporto adatto alla trasmissione di un racconto tanto quanto possono esserlo i videogiochi, e in effetti durante la lettura si ha la sensazione di stare giocando un gioco di ruolo costruito da quest.

Se proprio si deve trovare un difetto a questo libro, è sicuramente il fatto che in alcune parti, soprattutto verso la fine, è davvero molto prolisso, come se l'autrice non avesse mai voluto smettere in alcun modo di raccontare storie e di ampliarne il significato collocandole nella trama. Inoltre spesso si ha un senso di dispersione, anche perchè non tutti i racconti trovano subito la loro collocazione nella trama, e spesso per alcuni capita di smarrire i dettagli importanti, passando avanti senza capire esattamente come collegarli a tutti gli altri. Per questo motivo, è importante farne una rilettura che serve sicuramente ad appropriarsi di tutti quei dettagli che non conoscendo esattamente l'evoluzione delle vicende, si perdono inevitabilmente, data la ricchezza e la vastità dei contenuti offerti.

Con oggi si conclude, questo bellissimo evento organizzato da me Francesca de La biblioteca di Zosma, Giorgia di Love Reading and more e Ylenia di Cronache di lettrici accanite, in collaborazione con la Fazi che ringrazio per averci dato questa possibilità.

Il mare senza stelle é un libro complesso e sognante, ognuna di noi ha carpito e fatto suo qualcosa, di questa incredibile storia.
Siamo passati attraverso le porte che Caterina ci ha mostrato e studiato la simbologia insieme a Francesca. Abbiamo scovato i riferimenti mitologici grazie a Michela. Federica ci ha guidati alla scoperta del famigerato Mare senza stelle, e Concetta ci ha parlato dei personaggi che lo hanno solcato. Abbiamo affrontato il tema della resurrezione grazie a Patrizia, e parlato di amore ed oscurità insieme a Ylenia e Miriam.
Non sono mancate le recensioni puntualissime di Giorgia, Beatrice, Gaia, Barbara, AlekTania ed Eleonora, che mi hanno messo una gran voglia di acquistare (ancora ed ancora) questo libro davvero interessante.

A tutte le persone che ho citato fin ora va il mio più sentito ringraziamento, siete stati tutti fantastici senza di voi tutto questo non sarebbe stato così bello e divertente, mi porto a casa questa esperienza da organizzatrice ed un pezzetto che ognuno di voi mi ha donato con le sue parole.


sabato 25 luglio 2020

Recensione Il portale degli Obelischi N. K. Jemisin




Il portale degli Obelischi
Autore: N. K. Jemisin
Traduttore: Alba Mantovani
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: 14,25 euro 
Genere: Fantascienza
Vol. 1 di 3
Pagine: 490
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Ciao Lettori!

Oggi torniamo a parlare della trilogia della terra spezzata e di N.K. Jemisin, in particolare del secondo volume Il portale degli Obelischi, uscito a Maggio per la Mondadori.
Se avete letto la recensione de La Quinta Stagione (e se non lo avete fatto potete recuperarla qui), saprete che è stato un libro che mi ha conquistata per diversi motivi.
Purtroppo non posso confermare la mia opinione sul secondo capitolo di questa saga, che ahimè, ho trovato davvero sottotono rispetto al primo.

Vi lascio una brevissima sinossi, per coloro i quali si erano già addentrati nella lettura del primo volume e hanno bisogno di un recap. Sconsiglio la lettura della trama a chi, invece, desidera leggere la saga. Potete scrollare un pò in giù e passare subito al commento che sarà senza spoiler.

La Stagione della fine si fa sempre più buia, mentre la civiltà sprofonda in una notte senza termine. Essun ha trovato un luogo dove rifugiarsi, ma soprattutto ha trovato Alabaster, sorprendentemente ancora vivo; ha inoltre scoperto che è stato lui, ormai in procinto di trasformarsi in pietra, a provocare la frattura nel continente e a scatenare una Stagione che forse non terminerà mai. E ora Alabaster ha una richiesta da farle: deve usare il suo potere per chiamare un obelisco. Agendo così, però, segnerà per sempre il destino del continente Immoto. Nel frattempo, molto lontano, anche Nassun, la figlia perduta di Essun, è forse approdata in un luogo dove sentirsi a casa, dove coltivare la sua straordinaria dote di orogenia, per diventare sempre più potente. Ma anche Nassun dovrà compiere scelte decisive, in grado di mutare il futuro del mondo intero.


Credits: Gallifreievermore
Lo stile della Jemisin ne Il portale degli Obelischi è rimasto praticamente invariato, bellissimo certamente come suo solito, ma è sicuramente stato molto meno coinvolgente in quanto l'evoluzione della trama, non ha consentito di applicare grandi espedienti narrativi ad effetto, di cui lei è davvero maestra.

La trama si dipana lentamente, si ritrovano i personaggi che avevamo lasciato nel primo capitolo di questa saga e molte figure iniziano ad essere delineate meglio. Si inizia a comprendere bene chi siano i custodi e come nasca il loro potere per esempio, ed il point of view cambia. Si alternano capitoli dedicati a Essun con capitoli dedicati a Nassun due figure che non spiccano molto e rendono il romanzo statico.

Essun dopo tanto combattere e rinconrrere la figlia dispersa, fa prevalere l'istinto di sopravvivenza su quello materno, e si ferma a Castrima, una città sotterranea, all'interno della quale si ambienteranno la maggior parte delle sue vicende, di cui le uniche davvero interessanti saranno i flashback dei ricordi della sua esperienza al Fulcro che si mescola a quella di Tonkee, altro personaggio intrigante che è stato un po' approfondito in questo volume, ma non abbastanza.
E' manifesta la volontà dell'autrice di creare personaggi che siano umani, che sbaglino e che attraverso l'errore riescano comunque a creare un momento di crescita, ma con Essun è visibile solo una involuzione, in quanto compie azioni non sense, controcorrente rispetto alla caratterizzazione che ne aveva dato nel capitolo della saga precedente.

Le vicende di Nassun, invece, sono quelle che danno un po' di twist alla storia, con lei viene introdotto il tema del viaggio come momento topico per il cambiamento in cui si vede il suo passaggio dall'infanzia all'adolescenza. Mette da parte il suo amore incondizionato di bambina nei confronti del padre ed impara a sfruttarlo per sopravvivere, ha un moto di ribellione anche nei confronti degli insegnamenti della madre,  non vedendoli più come un modo per proteggerla, ma come una crudele coercizione.

Sullo sfondo delle loro vicende, infine, aleggia un monito che la Jemisin lancia fra le righe ed è che le catastrofi, quando si abbattono, colpiscono tutti indistintamente, sia le vittime che i carnefici.

Anche le tematiche restano pressoché le stesse, compresa quella relativa alle discriminazioni sociali, in questo caso i riferimenti sono mirati al tema della diversità. Nassun vive il disagio di dover negare la sua condizione di orogena, che il padre vuole a tutti i costi "curare" e per la quale è costretta a subire violenze psicologiche e fisiche. Il suo percorso rappresenta una vera e propria scoperta di sé e dell'affermazione della propria natura, un messaggio forte e disperato che arriva al lettore e infonde speranza e conforto, a ognuno di noi è concesso di essere come vogliamo, basta solo avere il coraggio e la perseveranza di affermarsi nel mondo esattamente per come desideriamo essere e non per come gli altri ci vogliono far apparire.

 Nel complesso parliamo comunque di un libro di alto livello, che sicuramente si fa leggere molto più facilmente rispetto a La Quinta Stagione, poiché l'ambientazione ed il contesto sono sicuramente più familiari, anche se le aspettative vengono un po' deluse, perché comunque la trama è sempre molto fumosa. Mentre ci si sarebbe aspettati qualche chiarimento in più, altra carne viene messa a cuocere.
Aspetteremo dunque con trepidazione il terzo volume di questa trilogia interessantissima per vedere se la conclusione sarà degna del suo inizio.

Ringrazio Beatrice e Yelena per aver organizzato l'evento in collaborazione con Mondadori, vi lascio il banner in modo che possiate dare un'occhiata anche agli altri articoli che sono usciti nei giorni trascorsi sempre riguardo a questo chiacchieratissimo titolo.


venerdì 17 luglio 2020

Blog Tour: 10 motivi per leggere La quinta stagione di N.K. Jemisin



Ciao Lettori,

oggi ho l'onore di concludere questo bellissimo blogtour organizzato da Beatrice e Yelena in collaborazione con Mondadori.

Vi elencherò 10 buoni motivi per leggere La quinta stagione di N. K. Jemisin, nel caso in cui la mia recensione appassionata non fosse bastata a convincervi, se non l'avete ancora letta potete trovare il link cliccando qui.

Inoltre di seguito trovate la locandina dell'evento contenente gli appuntamenti con gli altri blogger che insieme a me hanno iniziato questo viaggio straordinario:


Ma adesso passiamo alle motivazioni che mi spingono a consigliarvi questo gioiello della letteratura fantastica:


1

La quinta stagione è qualcosa unico nel suo genere, innovativo sotto moltissimi punti di vista. Non è certamente una lettura semplice che necessita di pazienza e concentrazione, ma regalerà immense gioie a chiunque avrà la costanza di arrivare alla fine. 

2

La suspance non è mai troppa! La Jemisin è stata in grado di creare una trama molto intrigata che permetterà al lettore di scoprire poco per volta tutti gli elementi che la compongono. Non c'è neppure una pagina inutile o che non invogli a scoprire subito cosa accade dopo. Leggere questo libro è come mangiare delle ciliegie, una pagina tira l'altra.

3

L'ambientazione è un altro elemento che mi ha lasciata davvero a bocca aperta, non avevo mai letto nulla di simile, ma soprattutto qualcosa di così specifico e complesso. Si vede che dietro questo worldbilding c'è una forte conoscenza di elementi geologia e vulcanologia, per le quali non basta fare ricerche approfondite.

4

Il sistema magico è un'aspetto particolarissimo e mai visto, molto realistico, se così si può definire, nel senso che se qualcuno venisse a dirmi che l'orogenia esiste, non faticherei a crederlo.
In questo caso è un organo posto alla base del tronco encefalico a fornire il quid in più che serve agli orogeni per utilizzare il loro potere.
L'orogenia riesce a governare qualsiasi aspetto della terra, che forse è uno degli elementi meno sfruttati, quando si parla di magia elementare, e la Jemisin lo fa in maniera davvero egregia.
Bello anche il fatto che in questo libro la magia si affianchi alla tecnologia, non è esattamente un concetto innovativo ma sicuramente è qualcosa che affascina sempre.

5

La costruzione di una protagonista diversa e fuori dagli schemi: penso di essere stata attratta da Essun inizialmente perchè è una madre, e così poche eroine fantasy lo sono. Oltretutto l'ha resa davvero molto realistia. Ha delle nevrosi e molti difetti, fa grandi errori, ma soprattutto sorprende. Quando Essun è combattuta circa le decisioni da prendere, è del tutto imprevedibile quale strada sceglierà, questo perchè è un personaggio che si avvicina moltissimo alle persone reali, si comporta esattamente come mi comporterei io se mi trovassi a vivere le sue stesse avventure. 



6

Per restare in tema personaggi, anche quelli secondari hanno comunque ruoli di spicco all'interno della storia, e nulla viene lasciato al caso. La Jemisin fa delle accuratissime caratterizzazioni di ognuno di loro, è difficile inquadrare le loro azioni nel contesto, ma di certo l'analisi psicologica è sempre molto ben approfondita.

7

I temi trattati non sono di certo banali o scontati: ritroviamo infatti problematiche inerenti al surriscaldamento globale, si parla di razzismo, di affermazione dei diritti personali e di minoranze etniche, fino a sfiorare anche le tematiche di genere e la pedofilia.

8

La quinta stagione è un libro crudo, non perchè vi siano scene particolarmente sanguinolente, ma perchè spesso sbatte in faccia delle situazioni che sono davvero raccapriccianti, e che spingono a ragionare sul fatto che non sono poi troppo distanti, da quelle che viviamo noi nel mondo reale, scatenando nel lettore un momento di riflessione.

9

Lo stile della Jemisin è davvero stupendo, e la traduzione altrettanto ben fatta ha vinto ben 3 premi Hugo, cosa c'è da aggiungere? 

10

Se tutte le motivazioni precedenti non fossero bastate, leggetelo anche solo per la qualità di questo scritto, cosa non sempre è scontata quando parliamo del genere fantascientifico. Gli amati degli espedienti narrativi ne apprezzeranno sicuramente ogni parola.


Per il momento è tutto, vi dò appuntamento alla prossima settimana, durante la quale scriverò anche la recensione del Il portale degli Obelischi, che è il secondo volume di questa trilogia.
A presto!




martedì 14 luglio 2020

Recensione La quinta stagione N. K. Jemisin





La quinta stagione
Autore: N. K. Jemisin
Traduttore: Alba Mantovani
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: 14,25 euro 
Genere: Fantascienza
Vol. 1 di 3
Pagine: 490
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Ciao Lettori!

La quinta stagione di N. K. Jemisin rientrerà quasi certamente fra i miei libri preferiti di questo 2020.
I motivi sono parecchi, primo fra tutti, è indubbiamente lo stile dell'autrice che mi ha catturata sin dalla prima pagina. Questo non è un libro per tutti, è molto complesso sia dal punto di vista del worldbilding, sia per la caratterizzazione dei personaggi ma anche per la storia in sè, in cui si è catapultati sin da subito, senza avere il tempo di capire bene cosa stia succedendo, si sprofonda fra i termini nuovi che il glossario alla fine del testo, aiuterà moltissimo a comprendere. E' una storia che lascia senza fiato, pagina dopo pagina si fa divorare inesorabilmente, è ricco di colpi di scena e la penna della Jemisin sa essere anche molto cruda in determinati momenti, ma questo secondo me aggiunge il famoso fattore x che fa pensare di aver letto un'opera bellissima.

Questo è il primo libro di una trilogia della quale qui in italia grazie alla Mondadori, sono già arrivati i primi due capitoli, e del secondo parleremo la prossima settimana, per cui stay tuned!

Ora vi lascio la trama in modo che possiate farvi un'idea:

È iniziata la stagione della fine. Con un’enorme frattura che percorre l’Immoto, l’unico continente del pianeta, da parte a parte, una faglia che sputa tanta cenere da oscurare il cielo per anni. O secoli. Comincia con la morte, con un figlio assassinato e una figlia scomparsa. Comincia con il tradimento e con ferite a lungo sopite che tornano a pulsare.

L’Immoto è da sempre abituato alle catastrofi, alle terribili Quinte Stagioni che ne sconquassano periodicamente le viscere provocando sismi e sconvolgimenti climatici. Quelle Stagioni che gli orogeni sono in grado di prevedere, controllare, provocare. Per questo sono temuti e odiati più della lunga e fredda notte; per questo vengono perseguitati, nascosti, uccisi; o, se sono fortunati, sono presi fin da piccoli e messi sotto la tutela di un Custode, nel Fulcro, e costretti a usare il loro potere per il bene del mondo.

È in questa terra spezzata che si trovano a vivere Damaya, Essun e Syenite, tre orogene legate da un unico destino.

Come anticipato, il worldbilding è davvero complesso, come deducibile anche dalla trama, il tutto si ambienta in questo mondo il cui unico continente è l'Immoto, le quattro stagioni si alternano regolarmente, ma ne esiste anche una quinta che è il prodotto di vari eventi geologici che sono in grado di distruggere il continente, e solo coloro che saranno ben equipaggiati ed istruiti, potranno sopravvivere e ricostruire tutto ciò che è andato distrutto.


Inverno, primavera, estate, autunno; la quinta è la morte, e di tutti decide la sorte.
ANTICO PROVERBIO. [cit.]


Gli abitanti dell'Immoto sono tutti raccolti in COM, per appartenervi ogni persona deve adempiere al suo dovere, e rientrare nella propria casta d'uso, una sorta di struttura sovrafamiliare, in cui vengono raccolti per maestranze. Per aiutare le COM a sopravvivere, esiste il Fulcro, un'organizzazione di persone, chiamati orogeni, in grado di manipolare la terra e di gestire qualsiasi evento geologico grazie al loro potere. Questi ultimi, sono molto temuti e considerati al pari delle bestie perchè, anche se sono utili, sono in grado di scatenare una quinta stagione per la forza del loro potere, che è solo grazie al Fulcro che riescono ad addestrare e domare. Altre figure emblematiche sono i custodi, gli unici in grado di inibire ed annullare i poteri degli orogeni, il loro scopo è appunto quello di controllare che il loro potere venga usato solo per aiutare e mai per distruggere.
Nella costruzione dell'ambientazione, è intuibile l'attenzione che l'autrice ha verso il problema dei cambiamenti climatici, in questo libro vengono spiegati i problemi generati dal surriscaldamento globale, che inseriti in questo contesto sembrano delle iperboli, mentre invece non lo sono.
E' molto complicato stabilire l'epoca in cui è ambientato il romanzo, gli spostamenti avvengono ancora con i cavalli, i carri o a piedi, addirittura su navi di legno, ed utilizzano armi rudimentali quali archi frecce, spade e coltelli, però hanno oggetti in plastica e corrente elettrica e tutti i confort domestici dei nostri giorni. Ed immagino sia proprio questa incongruenza a creare un pò di difficoltà al lettore, ma non solo.

Art by Joshua Mays
Lo stile della Jemisin è davvero molto particolare in quanto è sempre in divenire, non si sofferma quasi mai sulle digressioni volte a dare spiegazioni, le informazioni arrivano poco alla volta e il lettore le mette insieme così come farebbe se fosse il protagonista della storia.
Inizia il romanzo in medias res, l'effetto è quello di una secchiata di acqua gelida, le prime cinquanta pagine mandano in confusione, ma la sua scrittura incalzante non concede altra possibilità che non sia divorare le sue parole una dopo l'altra, spinti dalla voglia di comprendere meglio cosa stia accadendo.
Inoltre quello che sconvolge più di tutto è la destrezza e la padronanza nell'utilizzo della consecutio temporum che varia da capitolo a capitolo e da personaggio in personaggio, per la resa della quale è necessario fare tanto di chapeau alla traduttrice Alba Mantovani, sicuramente fra le più esperte che io abbia letto, il cui lavoro è stato davvero encomiabile. Questo perchè la Jemisin non si è di certo risparmiata nel coniare un linguaggio vero e proprio adattato alla sua storia, per il quale ha preso molta ispirazione dalla geologia, di cui denota un'ottima conoscenza, e che la Mantovani ha saputo rendere in Italiano in maniera magistrale. La terminologia da lei scelta, non stona affatto con il contesto. Il linguaggio usato è davvero molto rock'n'roll, ma attraverso di esso, riesce a rendere la caratterizzazione dei personaggi molto più concreta.

Infatti come per l'ambientazione, non si lancia in descrizioni minuziose dei suoi protagonisti, bensì le palesa poco per volta, facendoli scoprire attraverso gli occhi degli altri personaggi che peregrinano nella storia, oppure tramite astutissimi escamotage linguistici, con i quali spadroneggia incontrastata.
Essun, Damaya e Syenite, sono tre donne forti ma umane, non si trovano tracce di cavalieri senza paura e senza macchia, sbagliano, hanno paura, e sono caratterizzate così bene che il lettore empatizza con qualsiasi scelta, giusta o sbagliata, che loro intraprendono.

Attraverso di esse e la loro storia, traspare sicuramente l'impegno che la Jemisin, fiera donna afroamericana,  profonde nell'attivismo politico per la difesa dei diritti e dell'uguaglianza razziale. Questo romanzo, infatti, è tutto incentrato su "quanti devono combattere per ottenere quel rispetto che agli altri è garantito" cit. Le nostre tre protagoniste, infatti, sono impegnate a lottare contro chi le vuole schiave, affermando la loro forza ribellandosi e prendendo la propria vita in mano lottando fortemente per avere diritto di scelta, e di affermazione, cose che per altri invece risultano scontate. Anche la controparte maschile è ben studiata ed interessante, fortemente umanizzata e sicuramente non manchevole rispetto a quella femminile. In questo libro non esiste disparità di genere, neppure sulle oppressioni sociali, che colpiscono indistintamente sia gli uomini che le donne, ma su questo è difficile aggiungere altro senza dover fare spoiler.

In conclusione, vorrei semplicemente dire che se la trilogia della terra spezzata ha vinto ben 3 premi Hugo consecutivi dal 2016 al 2018 come Miglior romanzo, un motivo c'è e potrete scoprirlo soltanto facendovi trascinare da questa bellissima esperienza di lettura che consiglio a chiunque voglia leggere qualcosa di davvero bello ed impegnativo sia per uno stile bello impeccabile e travolgente, che per una storia davvero appassionante.

Ringrazio Beatrice e Yelena per avermi dato la possibilità di leggere questo libro per questo evento in collaborazione con Mondadori per il quale nei prossimi giorni pubblicheranno anche altri bravissimi blogger, vi lascio di seguito le loro date, e io vi do appuntamento alla prossima!