mercoledì 27 gennaio 2021

Recensione Adattamento Editoriale Il giardino segreto - Il Film 2020

 

Editore DeA Planeta
Autore: Linda Chapman sulle sceneggiature di Jack Thorne
Traduzione: Alessandra Maestrini
Pagine: 256, con inserto fotografico
Prezzo: 14,90 euro


Ciao Lettori,

come promesso eccoci di nuovo insieme per parlare del libro Il giardino segreto pubblicato da DeA Planeta in occasione dell'uscita dell'omonimo film, visionabile su Prime Video.

Ci tengo a precisare che questa edizione non contiene la storia originale di Frances Burnett, ma si tratta dell'adattamento editoriale scritto da Linda Chapman basato sulle sceneggiature di Jack Thorne.

Per chi non la conoscesse di seguito vi lascio la sinossi:

Per Mary Lennox le storie hanno un potere straordinario. Le basta raccontarne una ad alta voce per superare i momenti difficili. Ma la sua partenza per l’Inghilterra e la sua misteriosa e sterminata brughiera sta per cambiare ogni cosa. Mary andrà a vivere insieme a uno strano ricchissimo zio che non ha mai visto, e che, di certo, non ha tempo per le storie. All’improvviso, il mondo di Mary inizia a crollare. I suoi genitori non ci sono più, l’amata India, la terra delle storie, è più lontana che mai. Sembra che non ci sia rimedio a nulla. Almeno fino a quando Mary non incontra Colin, il cugino che non ha mai conosciuto. E Dickon, espertissimo di natura, di animali, sempre pronto ad ascoltare. Insieme a loro Mary attraverserà il maniero dello zio fino a scoprire un meraviglioso giardino, un luogo incantato che custodisce un segreto, ma… dove è proibito mettere piede. Ed è qui che l’avventura inizia. È qui che la storia prende vita. È qui che Mary Lennox troverà la sua vera casa.

Detto ciò devo dire che l'edizione in se è davvero molto bella e curata, ci sono delle belle illustrazioni floreali come intermezzo fra i capitoli, ed alla fine della storia è stato inserito un albo illustrato a colori di bellissime immagini tratte dal film.

Purtroppo non mi sento di approvarne il contenuto in quanto sono davvero molto affezionata alla storia narrata dalla Burnett, e quella raccontata da Linda Chapman se ne discosta abbastanza.

Ciò che più mi ha infastidita è stata la snaturalizzazione dei personaggi originali che, come dicevo anche nell'articolo del blog tour che potete ripescare cliccando qui, hanno perso il loro fascino ed, in alcuni casi, la loro funzione all'interno della storia.




Immagino che determinati cambiamenti siano stati fatti per modernizzare un classico che probabilmente avrebbe annoiato i ragazzi di oggi. Sono stati aggiunti, infatti elementi che possono essere sicuramente più appetibili e interessanti per il target verso il quale sono rivolti.

Però per gli affezionati della storia della Burnett queste sono cose che poco si digeriscono.

Una innovazione rispetto all'originale che salverei, è la giustificazione che hanno voluto dare alla madre di Mary per la sua mancanza d'amore nei confronti della figlia, e quindi l'inserimento del rapporto che intercorre fra le due sorelle (la mamma di Mary e quella di Colin) e tutto il mistero che ruota intorno alle loro vite.

Bellissimo anche il worldbuilding che ho trovato molto ampliato e, tutto sommato, appropriato, che associato anche alle bellissime immagini del film, è stato in grado di creare la giusta suggestione, e sollevare un adeguato interesse.

Restano solide le tematiche principali della storia originale, quali ad esempio la forza di volontà nella persecuzione dei propri interessi, aiutare il prossimo, e aprirsi al mondo.

In conclusione, penso che la storia possa essere apprezzata da coloro i quali non sono affezionati alla versione originale, mentre a chi come me ha adorato il libro della Burnett, farà un pò storcere il naso.

Ringrazio la DeA Planeta per la copia in omaggio ed Ylenia per aver organizzato l'evento.

Di seguito vi lascio la grafica con tutti gli appuntamenti con i vari blogger coinvolti.

Alla prossima!





sabato 23 gennaio 2021

Il giardino segreto: confronto tra i personaggi del libro originale ed il retelling del 2020

Bentornati cari lettori,
Oggi parleremo de il Giardino Segreto di Frances Burnett e del suo retelling prodotto da DeAgostini, un libro tratto dal remake del film Il giardino segreto, al momento disponibile su Prime video.

Purtroppo per me, questo libro, ed il relativo film, cascano male in quanto giusto a Novembre ho letto l'edizione originale della Burnett, e ad essere onesta, mi ha fatto storcere un po' il naso, soprattutto per la caratterizzazione dei personaggi che é stata completata stravolta, cambiando, a mio modesto parere, anche un po' il senso stesso della storia.
Mary, la protagonista, originalmente viveva in India, accudita esclusivamente dalle sue balie, in quanto la madre e il padre, non avevano tempo ma neppure voglia e pazienza per occuparsi di lei, perché Mary era estremamente viziata, presuntuosa ed ostinata. Persino le sue balie non la curavano particolarmente, perché venivano trattate malissimo. Per cui durante un'epidemia di colera, al sopraggiungere della morte improvvisa del padre e della madre, tutti i domestici abbandonarono la casa, lasciando Mary completamente sola. Essa fu ritrovata diversi giorni dopo da uno degli amici del padre che era andato a fare un sopralluogo dell'abitazione. La forza del cambiamento di Mary sta proprio nel suo carattere avverso ed ostile, che invece nel retelling è stato completamente smorzato.

Un altro personaggio chiave della versione originale è Martha, la giovane cameriera di casa Craven , che attraverso il confronto con la realtà della sua famiglia, povera ma ricca d'amore, con il racconto dolce di sua mamma che sforna pane e dolci per tutti i suoi figli, risveglia la coscienza di Mary e la sprona a cercare di migliorare la sua condizione triste e solitaria. Mentre invece nel retelling, Martha ha solo la funzione di fare conoscere a Mary Dickon, suo fratello, dandole così lo spessore di una pozzanghera.

Anche Dickon, che è stato il mio personaggio preferito nella versione della Burnett, é stato completamente spersonalizzato. Lui é un amante della natura e degli animali, a cui si dedica con amore e dedizione, cura il giardino segreto e grazie a lui tutto sboccia e rinasce, cosa che nella nuova versione, non emerge.

Forse i personaggi più mal caratterizzati in assoluto sono proprio Colin e suo padre il Signor Craven. Nella versione originale sono entrambe persone fragili e ferite dalla morte della Signora Craven in cerca solo di un'ancora di salvezza, che troveranno poi in Mary e Dickon. Mentre invece nel retelling vengono ritratte come persone schive e cattive.

Completamente assente invece la figura del giardiniere Ben Weatherstuff, che però é stato rimpiazzato da un simpatico cagnolino, ed anche il dolcissimo pettirosso che diventa il primo amico di Mary, il simbolo della sua speranza e del suo cambiamento, ha solo un ruolo tristemente marginale.

Nel complesso dunque sono queste le cose che mi hanno lasciata molto a desiderare. Certo la storia é stata sicuramente "allegerita", e magari resa fruibile per tutti coloro che non conoscono la storia originale. Ma per chi, come me, é affezionato ai personaggi della Burnett, é stato un piccolo colpo al cuore.

Ringrazio Nia per avermi coinvolta in questo evento e la DeAgostini per la copia cartacea.
Vi lascio la locandina con tutti i blog che hanno scritto per l'evento e sui quali potrete trovare altri interessati articoli relativi al retelling de Il giardino segreto.




mercoledì 20 gennaio 2021

Sorcery of Thorns di Margaret Rogerson

Autore: Margaret Rogerson
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Vault
Genere: Fantasy YA
Pagine: 444
Costo: 22,90 euro


Bentrovati lettori!

rieccoci qua ad analizzare insieme un nuovo attesissimo caso editoriale a cura ancora una volta di Mondadori.

Questo 2021 sarà iniziato bene o male per questa blasonatissima casa editrice che sforna un successo dietro l'altro?

Se dobbiamo basarci solo su Sorcery of Thorns di Margaret Rogerson, vi anticipo che si tratta di un NI.

Vi lascio la trama dopodiché andremo ad analizzare i vari aspetti che caratterizzano questa attesissima lettura:

Trovatella allevata in una delle Grandi Biblioteche di Austermeer, è cresciuta in mezzo agli strumenti della stregoneria: grimori magici che sussurrano e sferragliano catene. Se provocati, si trasformano in mostri inquietanti di cuoio e di inchiostro. Ciò cui Elisabeth ambisce è diventare una guardiana, incaricata di proteggere il regno dalle minacce della magia.

Il suo disperato tentativo di impedire l’atto di sabotaggio che libera il grimorio più pericoloso della biblioteca finisce per ritorcersi contro di lei: ritenuta coinvolta nel crimine, viene condotta nella capitale, in attesa di interrogatorio. L’unica persona su cui può fare affidamento è il suo nemico di sempre, il Magister Nathaniel Thorn, con il suo misterioso servitore; ma tutto sembra intrappolarla in una congiura secolare, che potrebbe radere al suolo non solo le Grandi Biblioteche, ma anche il mondo intero.

A mano a mano che la sua alleanza con Nathaniel si rafforza, Elisabeth inizia a mettere in discussione tutto quello che le hanno insegnato sui maghi, sulle biblioteche che ama così tanto, e soprattutto su se stessa. Perché Elisabeth ha un potere che non avrebbe mai sospettato, e un destino che non avrebbe mai potuto immaginare.

Partirei dal world building, sicuramente un aspetto di questa storia abbastanza penalizzato in quanto non viene ben approfondito, Margaret fornisce solo pochi spunti sui quali poi il lettore costruirà, a mano libera, una visione dei luoghi in cui sono calate le vicende dei protagonisti. All'inizio infatti la sensazione è quella di trovarsi in un Medioevo fantasy in cui la magia la fa da padrona, mentre solo avanzando con la lettura scopriremo di trovarci nei primi dell' 800', nel regno di Austermeer dove in realtà la modernità inizia a scalzare e mettere da parte la magia che è si riconosciuta, ma come qualcosa di non esattamente buono. Motivo per il quale i Grimori appartenuti ai maghi necessitano di essere custoditi in delle biblioteche che siano in grado di contenere il loro potenziale magico, sia per proteggere gli umani dal loro potere, ma anche per essere protetti da tutti coloro che potrebbero farne un uso improprio.

La non invadenza di un world building immaginativo, è positiva da un lato, perchè non annoia il lettore con pagine e pagine di descrizioni, talvolta fini a se stesse, rendendo la lettura snella ed agile, dall'altro lato con una complessità di argomenti quali quelli prescelti dall'autrice, un pizzico di chiarezza in più non sarebbe guastata, sarebbe stato interessante infatti, comprendere più a fondo il sistema magico che non è assolutamente banale, ma davvero poco sviluppato e convincente. 


Poco sviluppata è anche la caratterizzazione dei personaggi, la protagonista, Elizabeth, è una ragazzina che è sempre vissuta all'interno di una biblioteca, per cui viene rappresentata come una persona impavida ma credulona, che nell'arco della narrazione subisce una piccola evoluzione, ma che sicuramente non basta a garantirle il titolo di eroina che le viene attribuito.

Nathaniel Thorn (che del vero, solo, ed unico Thorn della Dabois ha solo il cognome) viene presentato come uno dei più temibili maghi del secolo, in quanto è l'unico in grado di padroneggiare l'arte della negromanzia, ma per tutta la durata del libro, emerge solo la controparte estremamente umana. Nathaniel deve essere curato, servito e riverito dal suo maggiordomo demoniaco, in quanto non è neppure capace di annodarsi la cravatta. La sua forza, non risiede tanto nel suo potere, quanto nel fatto che abbia schierato dalla sua parte Silas, un demone di prima classe tanto figo che gli salva le terga in ogni occasione.

Ma è proprio quest'ultimo a detenere il premio di miglior attore non protagonista di questo libro. Silas è una figura davvero bellissima un demone di alta classe al servizio di un mago, del quale si è preso cura sin da quando era solo un ragazzino al quale il destino aveva strappato l'affetto della sua famiglia. E' un esperto conoscitore della psiche umana, in quanto vive sulla terra al servizio della famiglia Thorn da secoli ormai, e per lui ogni gesto o espressione non cela segreti. Si diverte a osservare le dinamiche sociali degli umani, e a prendersi cura della casa e di chi la abita, ma lo fa perchè vuole bene al suo padrone, o solo perchè è ad esso legato da un contratto? E' questo il sottile filo sul quale viaggia la personalità di questo demone sul quale avrei voluto sapere tanto di più.

In conclusione non mi sento di denigrare completamente il lavoro della Rogerson. E' un libro che nonostante i vari difetti sopra elencati, si legge davvero in poco tempo, e se lo si affronta senza troppe pretese, può risultare una lettura carina e scorrevole, adatta magari ad un periodo nel quale non si ha voglia di libri pesanti o impegnativi.

Certo non lo annovererei tra le letture migliori di questo 2021, sono certa che ce ne saranno di più belle, ma questo è uno ya senza troppe pretese, godibile, e che consiglierei a chiunque abbia magari la necessità di uscire da un blocco del lettore, o a chi vuole approcciarsi al fantasy in maniera soft.

Ringrazio la Mondadori per avermi concesso di leggere il libro in anteprima e passo la parola alle mie colleghe Giorgia di Love Reading more e Silvia di A book play list che oggi pubblicheranno la loro recensione.



mercoledì 25 novembre 2020

La vita invisibile di Addie LaRue di Victoria Schwab



    Editore: Mondadori
Genere: Fantasy/Romance
Pagine: 492
Copertina: Rigida
Prezzo: 24,00 euro



Ciao lettori,
ebbene si, è arrivato finalmente anche per me il tempo di parlarvi del libro più atteso, nonchè più pubblicizzato della fine di questo 2020 (almeno fin ora).

Tutti lo acclamano, tutti lo vogliono, tutti lo adorano io, purtroppo, non sono di questa opinione.
Perciò sedetevi amici, possibilmente su una seduta che vi impedisca il ribaltamento, e prendetevi una tazza di thè poichè l'argomento sarà lungo ed impervio.

Per i pochi che ancora non conoscono la trama del libro, ve la lascio qui di seguito:

E se potessi vivere per sempre, ma della tua vita non rimanesse traccia perché nessuna delle persone che incontri può ricordarsi di te?

«Non pregare mai gli dèi che sono in ascolto dopo il tramonto.»

Nel 1714, Adeline LaRue incontra uno sconosciuto e commette un terribile errore: sceglie l'immortalità senza rendersi conto che si sta condannando alla solitudine eterna. Tre secoli di storia, di storie, di amore, di arte, di guerra, di dolore, della solennità dei grandi momenti e della magia di quelli piccoli. Tre secoli per scegliere, anno dopo anno, di tenersi stretta la propria anima. Fino a quando, in una piccola libreria, Addie trova qualcuno che ricorda il suo nome.

Dunque, partirei dalle note positive che ho avuto il piacere di riscontrare in questo romanzo. Non sono moltissime ahimè!
Rispetto ad altri scritti della Schwab, qui c'è un bel balzo in avanti sia relativamente alla caratterizzazione dei personaggi, che è davvero molto curata, che nello stile.

La sua bravura è stata quella di riuscire a modellare dei prototipi di persona nei quali è molto semplice immedesimarsi. Nelle innumerevoli vicende di Addie, Henry e Luc sarà semplice per il lettore trovare una situazione che gli si adatti a pennello, questo perchè sono personaggi estremamente umanizzati, portati più a cadere nell'errore che ad eccedere nei virtuosismi. Lo stesso Oscuro, è una divinità imperfetta, resa quasi umana, benchè comunque sia estremamente sadico e malvagio.

Per quanto concerne lo stile, mi è piaciuto perchè l'ho trovato piacevole e scorrevole, con frasi ad effetto e molto poetiche dalle quali, sono certa, verranno tratte una marea di citazioni.
Interessantissima anche la scelta delle tematiche, che sfortunatamente però passano in secondo piano rispetto alla love story che, prepotente, prende il controllo indiscusso della storia.

Anche l'accuratezza del contesto storico mi ha stupita, si vede che la Schwab ha fatto molte ricerche sui capi d'abbigliamento utilizzati nelle varie epoche vissute da Addie, sulla condizione sociale dei paesi in cui ha viaggiato, ma soprattutto sullo sviluppo artistico.

E diciamo che con le note positive abbiamo finito...lo so...stavate aspettando di leggere quelle negative, perchè la parte divertente delle recensioni è sempre quella e vi prometto che non vi deluderò!

Dunque direi di partire dalla peculiarità più grande di questo romanzo e che mi ha fatto venire i crampi allo stomaco durante la lettura: la prolissità.

Davvero...non era necessario cara Victoria, che tu ti soffermassi a parlarci di tutti, ma proprio tutti, TUTTI gli aneddoti della vita di Addie, anche quelli più insignificanti, per rimarcare la gravità, il dolore e la condizione di disagio che comporta la sua maledizione. Non ci interessa davvero sapere con quanti e quali uomini e donne Addie è andata a letto nei suoi 323 anni di vita, o quanti e quali vestiti abbia rubato e come, o che film Henry ha visto durante la sera di Halloween del 2014 e come sono stati scelti. Ok la cura dell'evoluzione del personaggio, ma non ti sembra un tantinello eccessivo?

O almeno, santo cielo, non farti spoiler da sola, mettendo alla fine di ogni capitolo un'anticipazione di quello che troveremo nei successivi. Questa è una delle abilità che proprio non sei riuscita ad abbandonare, che appesantisce tanto la lettura sufficientemente infarcita di pagine e pagine davvero inutili. Ma il tuo editor, esattamente, che problemi ha con la sintesi? Questo libro poteva benissimamente risolversi in 300 pagine e risultare molto più fruibile. Less is more è una formula che, ti assicuro, non funziona solo con il trucco o con l'arredamento.

Altra cosa che proprio non sono riuscita a digerire, è stato il voler stereotipare a tutti i costi una bella ambientazione, New York, che ha da offrire davvero moltissimi spunti. Anche i personaggi di contorno, che appunto contribuiscono all'arricchimento del world bilding, in questo caso sono sempre i soliti che si trovano in tutte le storie che hanno come sfondo la grande Mela: l'attore-ballerino-cantante che ha talento e vuole sfondare a broadway, la ballerina bionda con gli occhi azzurri bellissima e talentuosa, la donna di colore anch'essa dall'aspetto stupendo che studia per affermarsi, tutte cose già viste e sfruttate.

C'era un ottimo potenziale in questa storia, al quale avrebbe potuto attingere per rinfrescarla, ma l'autrice ne approfitta solo sul finale che chiude tutte le vicende in un modo davvero eclatante, e per me un pò destabilizzante, poichè fa cadere dal piedistallo uno dei personaggi più belli della storia.

Dunque in conclusione, mi sento di dire che questo romanzo non può assolutamente essere annoverato fra i migliori del 2020 accanto a libri del calibro de Il mare senza stelle o La Nona Casa, solo per citarne un paio.
Inoltre se cercate una lettura fantasy, bhè questa non lo è di certo, è più un romance con una sfumatura esoterica che vira all'elemento fantastico, pertanto io ve lo consiglio solo se avete davvero tanto tempo da investire.

Ringrazio comunque Alessandra di RaggyWords per aver organizzato l'evento, e la Mondadori, per avermi dato la possibilità di leggere in anteprima questo romanzo.
Vi lascio come sempre la locandina con le altri blogger che vi hanno parlato di questo libro, per avere anche altri opinioni che non siano tanto negative quanto la mia.









venerdì 20 novembre 2020

Le eroine: Alice, Dorothy e Wendy, affinità e differenze

 Ciao Lettori,

bentrovati alla fine di questo viaggio che ha visto protagoniste le storie delle nostre piccole eroine Alice Wendy e Dorothy, insieme raccolte in questa bellissima edizione curata da Mondadori.

Ringrazio le mie compagne di viaggio per le loro preziosissime opinioni in merito ai volumi di cui abbiamo abbondantemente disquisito e per i loro articoli di approfondimento. 

Claudia Divora LibriFenice fra le pagineLove readig moreBiblionativeL'angolo di Alexys, Lellabooks, LoScrignoDelleLetture, Una Marea di Libri, Alessandra Nekkina

E' stato bello collaborare con tutte voi.


Un sentito grazie va anche alla casa editrice Mondadori che ci ha concesso la lettura in anteprima della graphic novel Cheshire Crossing e anche del drago Alice, Dorothy & Wendy, entrambi già presenti in tutte le librerie dal 17 Novembre.

Terminati i giusti convenevoli, passiamo al nocciolo della questione: quanti di voi si sono chiesti come mai questo trio variegato di fanciulle, sia stato assemblato in un'unica edizione? Perchè scegliere proprio queste tre favole che sono, tutto sommato, molto diverse fra loro?

Ebbene io ho provato a darmi una risposta, perchè in effetti benchè le storie siano diverse presentano alcune analogie per nulla trascurabili.

Prima di tutto sono tutte state scritte all'incirca nello stesso periodo, Alice e Peter e Wendy sono entrambe Inglesi e frutto appena colto di un cambiamento radicale nella cultura dell'epoca Vittoriana.

Ci troviamo difronte a due favole che non hanno la presunzione di voler a tutti i costi insegnare qualcosa, queste storie sono scritte per intrattenere i bambini, e non per sciorinare una qualsivoglia morale. Oltretutto si distaccano completamente dalla struttura classica della favola, diventando addirittura antipedagogiche. Alice scappa nel suo paese delle meraviglie estraneandosi dalla realtà in cui vive, cosa molto disdicevole all'epoca. Le bambine dell'alta società non potevano essere sognatrici, dovevano istruirsi ed impegnarsi affinchè potessero trovare un degno marito, la vita era pregna di realismo e non c'era spazio per le farneticazioni, che venivano perlopiù attribuite ai bambini più piccoli o, in età preadolescenziale, a dei disturbi psicologici.

Lo stesso vale anche per la storia di Peter e Wendy la quale scappa di casa perchè anche lei non vuole crescere e adempire a suoi doveri.

Un pò diversa, sotto questo punto di vista, è la favola de Il meraviglioso Mago di Oz la quale prende dinamiche affini ma allo stesso tempo differenti. Si tratta di una favola Americana, e della sua geolocalizzazione, ne cogliamo certamente l'influsso, la cultura del "think positive" diventa l'emblema del viaggio della nostra eroina. Anche in questo caso l'autore scrive per dilettare e non per lasciare una morale, anche se, in fin dei conti, qualcosa lo insegna lo stesso ma in maniera più sottile. Anche in questo caso l'elemento antipedagogico  non manca, in quanto la figura del Mago di Oz non è proprio un esempio di rettitudine, oltretutto è una delle poche favole nelle quali gli impostori non vengono puniti, tutt'altro.

Un altro elemento conduttore che ha legato tutte e tre le protagoniste e incrociato le loro storie, è senza dubbio la volontà di evidenziare un percorso che va dalla puerilità alla pubertà. Se leggiamo le favole di Alice, Wendy e Dorothy diacronicamente, è possibile notare come le tre ragazzine appartengano esattamente alle tre fasi della crescita di un individuo.

Alice è sicuramente la parte fanciullesca, dedita alle sue fantasticherie e persa nel suo mondo immaginario, non è alla ricerca di valori, ma solo di avventure che possano divertirla. Non c'è assennatezza in lei, bensì la semplice curiosità che spingerebbe qualsiasi bambino a mangiare, senza pensarci due volte, biscotti con su scritto "mangiami", o a bere da bottiglie il cui contenuto è sconosciuto, senza immaginare le conseguenze del gesto. Conseguenze alle quali Alice non cerca un rimedio, bensì si lagna che siano accadute, proseguendo imperterrita nel suo obiettivo di cercare il giardino che vede dal buco della serratura, e puntualmente, facendosi sviare dai vari altri personaggi che incontrerà.

Dorothy invece, è chiaramente la parte preadolescenziale, sicuramente molto più coscenziosa di Alice, si trova in un mondo che non conosce, ma seppur con il candore e l'ingenuità che contraddistingue il suo carattere, cercherà di porre rimedio alla sua condizione, con più giudizio. Affronterà un viaggio durante il quale sarà comunque in grado di acquisire valori importanti, e finalmente riuscirà a tornare a casa arricchita. 

Wendy, infine, è la palese rappresentazione della ribellione adolescenziale. Lei si rifiuta di crescere e così scappa con Peter sull'isolachenoncè, dove poi si renderà conto che una vita di sregolatezze non è poi tanto divertente se condotta per sempre, e quindi deciderà di tornare a casa sua e di riprendere la sua vita fra le mani.

Spero di cuore che questo viaggio vi abbia tenuto compagnia, alla prossima.



martedì 17 novembre 2020

Il meraviglioso mago di OZ L. Frank Baum

 

Titolo: Alice, Dorothy & Wendy
Autori: Lewis Carroll, Lyman Frank Baum, James Matthew Barrie
Editore: Mondadori
Collana: I Draghi
Genere: Fiaba, Favola
Prezzo: 25,00 euro

Ciao Lettori,

ebbene è finalmente giunto il momento di parlare di questa raccolta bellissima con cui, ancora una volta, la Oscar Mondadori ha deciso di deliziarci.
Credo che fra i tanti usciti quest'anno, quello di Alice, Wendy e Dorothy sia stato il drago più atteso di tutti poichè contiene alcune fra le opere classiche per bambini più amate di tutti i tempi, chi non conosce anche per sentito dire i pazzi personaggi del Paese delle Meraviglie, o non ha desiderato indossare le bellissime scarpette d'argento o volare verso l'Isola che non c'è?
Indubbiamente queste storie sono fra quelle che ci hanno fatto sognare di più, e ritrovarle tutte insieme in questa veste a dir poco stupenda, con una traduzione resa molto più fresca e scorrevole, ci fa lappare.

Grazie alla Mondadori che ci ha fornito il file per un'anteprima di lettura, posso dirvi che questa volta si sono superati anche all'interno. Le pagine e gli inizi dei capitoli sono tutti decorati in maniera diversa per ognuna delle storie, ed inoltre sono ricche di illustrazioni originali delle prime edizioni che sono un corredo davvero molto bello, indubbiamente penso che questo diventerà il mio drago preferito in termini estetici.


Ma passiamo a dare un'occhiata a quello che vi troveremo all'interno: apre le danze Alice con Le avventure di Alice nel paese delle Meraviglie e subito a seguire Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò. E' poi la volta di Dorothy con Il meraviglioso mago di OZ , per poi continuare con Peter Pan nei giardini di Kensington e terminare con la più conosciuta e acclamata Peter e Wendy.
Per un totale di ben cinque libri in uno!

Oggi nello specifico andremo ad analizzare insieme Il meraviglioso mago di Oz, ma se seguirete tutte le tappe del nostro evento, potrete trovare anche altri interessanti articoli in merito agli altri libri contenuti in questa raccolta:



Baum è sempre stato un uomo ricchissimo d'inventiva e molto fantasioso, scrisse questa e molte altre favole per intrattenere i suoi figli, ed ebbero quasi tutte un discreto successo, ma sicuramente le avventure di Dorothy le surclassarono tutte, fino a diventare prima un musical (da lui stesso finanziato) e successivamente un famosissimo film la cui protagonista è stata Judy Garland che con la sua magistrale interpretazione lo ha fissato definitivamente nell'immaginario collettivo.

Il meraviglioso Mago di Oz ha la struttura di una classica favola, ed il contenuto è davvero fra i più originali mai visti, e benchè Baum affermava che una favola non debba necessariamente essere legata ad una morale ma che può anche solo servire da intrattenimento, è riuscito ad arricchire il viaggio di Dorothy con un sacco di tematiche interessanti e di valori che ogni bambino dovrebbe imparare a conoscere fin dalla più tenera età.
Il viaggio che affronta la nostra eroina le tempra il carattere, la rende più furba e più coraggiosa, le insegna ad aiutare il prossimo e ad avere l'umiltà farsi aiutare quando le difficoltà incalzano. Oltre al viaggio in sè, è importante avere anche dei compagni che sappiano essere modelli positivi, come nel nostro caso, lo sono stati l'uomo di latta con il suo cuore gentile e generoso, lo spaventapasseri con la sua arguta intelligenza e la sua umiltà ed il leone con il suo impavido coraggio, e che siano disposti ad aiutare, consolare, e gioire all'occorrenza. Ogni viaggio, anche il più difficile, può essere più sereno se ci si contorna di persone positive, con le quali poter affrontare le difficoltà che la vita presenta.

Infine, ma non di certo per importanza, è davvero bello vedere con quanta semplicità Baum cerca di far comprendere l'antica faida tra cuore e cervello, indubbiamente per quanto mi riguarda questo è stato uno degli argomenti di cui mi è piaciuto di più leggere, perchè per quanto sia una questione etica davvero molto profonda, il discernimento tra i due diversi modi di agire, è spiegato con una semplicità disarmante.

«Malgrado tutto» disse lo Spaventapasseri «io chiederò il cervello
invece del cuore, perché uno sciocco non saprebbe cosa farsene del
cuore anche se lo avesse.»

«Io voglio avere il cuore» ribatté il Boscaiolo di Latta «perché il cer-
vello non ti rende felice, e la felicità è la cosa migliore del mondo.»

Dorothy non disse niente, perché non avrebbe saputo a quale dei
suoi due amici dare ragione,

Ma è il finale a rendere questa storia davvero innovativa, tradizione vuole, infatti, che alla fine del suo viaggio l'eroe trovi ciò che desidera magari a seguito di una battaglia sanguinaria, o gentilmente offertogli su un cuscino. In questo caso, no. E' stato proprio il viaggio ad aver reso i nostri amici ciò che desideravano di più, perchè tutto ciò di cui abbiamo realmente bisogno lo possiamo trovare solo in noi stessi. 


sabato 14 novembre 2020

Cheshire Crossing Andy Weir e Sarah Andersen Recensione

 

Editore: Mondadori
Collana: Oscar Ink
Genere: Graphic Novel Fan Fiction
Pagine: 117
Prezzo: 17,10 euro

Ciao Lettori,

il 17 Novembre uscirà per la collana Oscar Ink Cheshire Crossing una simpaticissima Graphic Novel scritta da Andy Weir e illustrata da Sarah Andersen. Come dite? Questi due nomi non vi sembrano sconosciuti? Bhè se avete sentito parlare di The Martian (L'uomo di Marte) avrete sicuramente sentito parlare anche del caro Andy, uno scrittore tra i più apprezzati nel panorama fantascientifico, che prima di dedicarsi alla scrittura, amava anche realizzare fanfiction in fumetti. E' lui che ha dato vita a questa fantasiosissima storia le cui protagoniste sono Alice, Wendy e Dorothy, in una veste sotto la quale non le avreste mai immaginate!

Nell'immaginario di Weir infatti, le nostre eroine-bambine sono cresciute e diventate delle adolescenti abbastanza problematiche, in quanto hanno dovuto convivere con le loro esperienze infantili alquanto traumatiche, che le hanno molto cambiate. Le ragazze, al ritorno dai loro mondi fantastici, hanno cercato di esternare le loro esperienze surreali agli adulti che le circondavano, i quali hanno creduto fossero diventate pazze, e di conseguenza, sono state costrette a girare molti ospedali psichiatrici colpevoli di essere affette da una malattia mentale identificabile con la psicosi dissociativa, di seguito vi lascio la breve trama:

Sono passati anni da quando Alice, Dorothy e Wendy hanno compiuto i loro favolosi viaggi nel Paese delle Meraviglie, a Oz e sull’Isola-che-non-c’è. Ora eccole qui, ormai adolescenti, a Cheshire Crossing: una scuola molto speciale dove impareranno a gestire le loro straordinarie esperienze e il loro dono di attraversare mondi magici.Ma proprio non sanno starsene buone buone sedute al banco, e iniziano di nuovo ad attraversare le dimensioni, lasciandosi dietro una scia di caos completo. E se fosse solo un po’ di confusione il problema, poco male. Il fatto è che, senza volerlo, fanno incontrare la malvagia Strega dell’Ovest e Capitan Uncino, unito ora in una coppia davvero diabolica.Per fermarli le tre ragazze dovranno fare ricorso a tutti i loro poteri e mettere insieme una squadra di improbabili alleati da tutto il multiverso! Cheshire Crossing è un viaggio vertiginoso, divertentissimo e sconfinato attraverso i classici della letteratura e i loro mondi fantastici come non avete mai osato immaginarli.

A Sarah Andersen va tutta la mia stima per aver realizzato dei disegni davvero meravigliosi in gradi di catturare al primo sguardo l'occhio del lettore.
Conoscevo già Sarah per le sue vignette che ironizzavano sull'ansia e sulla psicologia umana, che hanno avuto un successo dilagante sul web sotto le occultate spoglie di Sarah's Scribbles. Chi non si è imbattuto in una delle sue tavole senza immedesimarsi, vi sta mentendo! Quando ho letto che le illustrazioni di Cheshire Crossing erano sue, giuro che non ci ho creduto perchè passare da questo:

a questo 

non è di certo un'associazione che si fa in maniera immediata. Ma sono davvero stupefatta della versatilità del suo disegno che può passare da linee semplici e stilizzate a qualcosa di molto più complesso e leggermente compassato.
Tutto questo giro per dire che i disegni sono davvero belli, e sopperiscono pienamente ai difetti di narrazione di questa graphic novel che non sono poi pochi.

Importantissimo è l'approccio con il quale si inizia la lettura di Cheshire Crossing, si tratta di una fan fiction che ha preso ispirazione da alcune delle favole più famose del nostro secolo, se cercate di ritrovare integri i personaggi che avete amato, non è sicuramente quello che troverete.
Si tratta infatti di uno stravolgimento, una visione futuristica, di ciò che Alice, Wendy e Dorothy sono diventate a seguito delle loro esperienze o, ancor meglio, di come le loro avventure abbiano influito sulla loro vita reale.




Troviamo una Dorothy molto intelligente e scaltra, una Wendy che ha assorbito molto del personaggio di Peter Pan, diventando un maschiaccio (nel senso buono di tale accezione) con i capelli corti, coraggio da vendere ed un gran cuore, Alice, invece, è quella che a mio parere ha avuto lo sviluppo peggiore, in quanto è diventata molto dura ed egoista, una vera piantagrane, per se stessa e per le sue due nuove amiche. Le ragazze torneranno a viaggiare all'interno dei loro mondi magici, che grazie all'alleanza di due cattivi quali la strega dell'Ovest e Capitan Uncino, saranno intersecati.

Ci sono alcune discrepanze con le storie originali, che fanno pensare al fatto che Weir non abbia esattamente riletto gli originali da cui ha tratto ispirazione, ma che si sia semplicemente rivolto ai ricordi che serbava di queste storie per poter scrivere questo cross over.
M fondamentalmente, poco importa.

Questo perchè, come spiega lui stesso all'interno dell'introduzione che c'è all'inizio del volume e che ho trovato davvero utile, non era sua intenzione replicare per filo e per segno quanto narrato nelle favole, ma portarne una sua visione ironica e modificata.
Se leggerete questa Novel con questo spirito, vi assicuro che vi divertirete un sacco, soprattutto in alcune scene riguardanti Peter Pan che cerca di affrontare i suoi ormoni in subbuglio, perchè si, le nostre eroine, non saranno le uniche a dover fare i conti con l'età della pubertà!

Certo sarebbe stato bello che la storia venisse un pò più approfondita sotto il punto di vista psicologico dei personaggi, date le premesse dell'autore, ma ahimè così non è stato. Si spera però che qualche dettaglio in più ci verrà dato in seguito in quanto, Cheshire Crossing, termina con un finale aperto che dà sicuramente spazio ad un seguito che attendo con grande fervore.

In conclusione mi sento di consigliare la lettura di questa Graphic Novel, a patto che riusciate a sdoganarvi dalla visione classica dei personaggi canon, se ci riuscirete, sarete in grado di trascorrere un paio di ore in totale spensieratezza, facendovi accompagnare da delle tavole dai disegni e dai colori davvero meravigliosi,

Con oggi si conclude il nostro viaggio all'interno di Cheshire Crossing, e dico nostro perchè ho avuto modo di condividere l'esperienza di lettura insieme a tutte le bravissime blogger che trovate nella locandina qui sotto, e che vi consiglio di passare a trovare: