venerdì 20 novembre 2020

Le eroine: Alice, Dorothy e Wendy, affinità e differenze

 Ciao Lettori,

bentrovati alla fine di questo viaggio che ha visto protagoniste le storie delle nostre piccole eroine Alice Wendy e Dorothy, insieme raccolte in questa bellissima edizione curata da Mondadori.

Ringrazio le mie compagne di viaggio per le loro preziosissime opinioni in merito ai volumi di cui abbiamo abbondantemente disquisito e per i loro articoli di approfondimento. 

Claudia Divora LibriFenice fra le pagineLove readig moreBiblionativeL'angolo di Alexys, Lellabooks, LoScrignoDelleLetture, Una Marea di Libri, Alessandra Nekkina

E' stato bello collaborare con tutte voi.


Un sentito grazie va anche alla casa editrice Mondadori che ci ha concesso la lettura in anteprima della graphic novel Cheshire Crossing e anche del drago Alice, Dorothy & Wendy, entrambi già presenti in tutte le librerie dal 17 Novembre.

Terminati i giusti convenevoli, passiamo al nocciolo della questione: quanti di voi si sono chiesti come mai questo trio variegato di fanciulle, sia stato assemblato in un'unica edizione? Perchè scegliere proprio queste tre favole che sono, tutto sommato, molto diverse fra loro?

Ebbene io ho provato a darmi una risposta, perchè in effetti benchè le storie siano diverse presentano alcune analogie per nulla trascurabili.

Prima di tutto sono tutte state scritte all'incirca nello stesso periodo, Alice e Peter e Wendy sono entrambe Inglesi e frutto appena colto di un cambiamento radicale nella cultura dell'epoca Vittoriana.

Ci troviamo difronte a due favole che non hanno la presunzione di voler a tutti i costi insegnare qualcosa, queste storie sono scritte per intrattenere i bambini, e non per sciorinare una qualsivoglia morale. Oltretutto si distaccano completamente dalla struttura classica della favola, diventando addirittura antipedagogiche. Alice scappa nel suo paese delle meraviglie estraneandosi dalla realtà in cui vive, cosa molto disdicevole all'epoca. Le bambine dell'alta società non potevano essere sognatrici, dovevano istruirsi ed impegnarsi affinchè potessero trovare un degno marito, la vita era pregna di realismo e non c'era spazio per le farneticazioni, che venivano perlopiù attribuite ai bambini più piccoli o, in età preadolescenziale, a dei disturbi psicologici.

Lo stesso vale anche per la storia di Peter e Wendy la quale scappa di casa perchè anche lei non vuole crescere e adempire a suoi doveri.

Un pò diversa, sotto questo punto di vista, è la favola de Il meraviglioso Mago di Oz la quale prende dinamiche affini ma allo stesso tempo differenti. Si tratta di una favola Americana, e della sua geolocalizzazione, ne cogliamo certamente l'influsso, la cultura del "think positive" diventa l'emblema del viaggio della nostra eroina. Anche in questo caso l'autore scrive per dilettare e non per lasciare una morale, anche se, in fin dei conti, qualcosa lo insegna lo stesso ma in maniera più sottile. Anche in questo caso l'elemento antipedagogico  non manca, in quanto la figura del Mago di Oz non è proprio un esempio di rettitudine, oltretutto è una delle poche favole nelle quali gli impostori non vengono puniti, tutt'altro.

Un altro elemento conduttore che ha legato tutte e tre le protagoniste e incrociato le loro storie, è senza dubbio la volontà di evidenziare un percorso che va dalla puerilità alla pubertà. Se leggiamo le favole di Alice, Wendy e Dorothy diacronicamente, è possibile notare come le tre ragazzine appartengano esattamente alle tre fasi della crescita di un individuo.

Alice è sicuramente la parte fanciullesca, dedita alle sue fantasticherie e persa nel suo mondo immaginario, non è alla ricerca di valori, ma solo di avventure che possano divertirla. Non c'è assennatezza in lei, bensì la semplice curiosità che spingerebbe qualsiasi bambino a mangiare, senza pensarci due volte, biscotti con su scritto "mangiami", o a bere da bottiglie il cui contenuto è sconosciuto, senza immaginare le conseguenze del gesto. Conseguenze alle quali Alice non cerca un rimedio, bensì si lagna che siano accadute, proseguendo imperterrita nel suo obiettivo di cercare il giardino che vede dal buco della serratura, e puntualmente, facendosi sviare dai vari altri personaggi che incontrerà.

Dorothy invece, è chiaramente la parte preadolescenziale, sicuramente molto più coscenziosa di Alice, si trova in un mondo che non conosce, ma seppur con il candore e l'ingenuità che contraddistingue il suo carattere, cercherà di porre rimedio alla sua condizione, con più giudizio. Affronterà un viaggio durante il quale sarà comunque in grado di acquisire valori importanti, e finalmente riuscirà a tornare a casa arricchita. 

Wendy, infine, è la palese rappresentazione della ribellione adolescenziale. Lei si rifiuta di crescere e così scappa con Peter sull'isolachenoncè, dove poi si renderà conto che una vita di sregolatezze non è poi tanto divertente se condotta per sempre, e quindi deciderà di tornare a casa sua e di riprendere la sua vita fra le mani.

Spero di cuore che questo viaggio vi abbia tenuto compagnia, alla prossima.



6 commenti:

  1. Per me questo articolo è bellissimo, hai una scrittura che mi piace troppo!

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  2. Bellissimo articolo Rossella! Come sempre scrivi da Dio e hai saputo veramente trovare il punto comune di queste tre storie! Brava!

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  3. Ciao :)
    Bellissimo articolo!
    Concordo su tutto :)
    (AlessandraNekkina9372)

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  4. Molto interessante. Questa edizione mi piace molto^^

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  5. Un bellissimo approfondimento su tre personaggi che ho sempre amato. In particolare Wendy l'ho sempre adorata!

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