martedì 16 novembre 2021

Addendum alla proposta di legge di autodeterminazione degli oggetti di Sephira Riva - Recensione

Ciao Lettor3,

Bentornat3 sul mio blog, prendete una bella tazza di caffé e accomodatevi, perché oggi parleremo di Addendum alla proposta di legge di autodeterminazione degli oggetti, un bellissimo racconto lungo scritto da Sephira Riva e pubblicato da Delos Digital, che ringrazio per avermi fornito una copia digitale e per aver organizzato questo Review party.

Di seguito vi lascio una breve sinossi in modo che possiate farvi un'idea di ciò di cui vi parlerò più avanti:

Uno sgangherato laboratorio di ricerca nelle isole Svalbard. Una macchina per il controllo del clima che fa grandinare nei corridoi. Un trio di giovanǝ ricercatorǝ con un incarico impossibile: il reverse engineering di un manufatto extraterrestre, commissionato da alieni incorporei (anzi: alien* incorpore*, perché non conosciamo il loro sesso). Cos’è il reverse engineering? E che aspetto ha un alieno incorporeo? La geniale autrice esordiente Sephira Riva gioca con i topoi della fantascienza e con il linguaggio inclusivo, per raccontarci la storia più surreale mai apparsa su Futuro Presente.

Addendum è un bell'esempio di come la narrativa inclusiva non possa rappresentare un limite, né per chi legge né per chi scrive, e può essere applicata a qualsiasi genere letterario.
Riva non si limita solo all'utilizzo dei caratteri tipici di questa nuova necessità stilistica ossia la ə (o Schwa), l'* o il 3 per neutralizzare l'uso del maschile e del femminile, ma estende il suo abbraccio inclusivo anche ai suoi personaggi.

Nadia, Ahmed, Ena e Paco costituiscono un gruppo di scienziati simpatico ed eterogeneo per nazionalità, genere, corporatura e disagi vari.

Ena é una donna corpulenta di origini greche, Nadia invece é gender fluid qualche mattina si sveglia femmina, altre maschio. Ahmed é un musulmano praticante e neuro-atipico, che pur trovandosi al Circolo Polare Artico, non perde il fuso orario di La Mecca per le sue preghiere, e Paco é quello troppo buono, troppo bello e troppo figo per non essere odiato dai suoi colleghi scienziati.

Ci si affeziona subito a questa banda di matti, perché Riva é stata in grado di renderli estremamente realistici pur facendone quasi una rappresentazione macchiettistica, che per chi invece é del mestiere, non si discosta poi troppo dalla realtà.

Ahmed è musulmano e neuro-atipico. Certe volte si alza di scatto dalla sedia con un grido e gli ci vuole un po’ per calmarsi, perché la sua testa va in loop. Succede nei momenti di forte stress, e loro sono costantemente stressati: hanno contratti della durata di sei mesi, sono in pochi e trascorrono troppe ore di fronte al computer.
(Un gentile bip ogni quindici minuti ricorda di battere le palpebre per evitare la secchezza agli occhi.)

Condisce il tutto un'ambientazione canonica, perché dove si può mai trovate un laboratorio che analizza reperti alieni, se non in in un continente Artico?
Anche se, con piccoli tocchi qua e là, ha anche saputo rendere riconoscibile il world Building da lei ideato.

Lo stile di Riva è ironico e scorrevole, ricchissimo di una varietà di termini tecnici che denotano un'ottima conoscenza della materia di cui si sta parlando, non a caso lei è un'ignegniere chimico e la sua formazione traspare prepotente, rendendo il tutto scientificamente molto accurato.

Un difetto a questo racconto bisogna pur trovarlo, ed è decisamente il fatto di essere troppo breve. La conclusione geniale e divertente, fa venire voglia di averne ancora e lascia il palato della mente del lettore solleticante ma all'asciutto.

Quindi in conclusione, questo racconto breve fa per voi se:

- Volete leggere qualcosa che sia scritto con uno stile inclusivo peró non vi va di affrontare letture ben più lunghe.
- Vi piace l'umorismo stile Gaiman
- Siete ricercatori squattrinati che pensano di essere messi male o stressati per il lavoro.
- Avete voglia di qualcosa di bello, e ben scritto a un piccolo prezzo.

Ringrazio ancora la Delos Digital per questa bellissima opportunità, di seguito trovate una locandina, dove potrete trovare gli altri blogger che vi parleranno di Addendum e qualche bella iniziativa, come ad esempio la diretta sul linguaggio inclusivo che avrà luogo sulla pagina Instagram @moedisia , durante la quale avrete modo di conoscere, Sephira Riva.

A presto e Virtual Hugs a tutt3




lunedì 15 novembre 2021

Le vite dei Santi di Leigh Bardugo tra culto religioso e immaginazione

 Ciao Lettorə,

nei prossimi giorni Mondadori pubblicherà Le Vite dei Santi, un libriccino appendice scritto dalla queen Leigh Bardugo, che va ad integrare il fantastico mondo che ha creato, ossia il Grishaverse, dandoci qualche informazione in più sulla cultura religiosa praticata a Ravka e dintorni.

Attenzione non immaginatevi nulla di noioso, tutt'altro! Sono brevi racconti che narrano la storia di persone straordinarie, che confermano ancora una volta la genialità di questa autrice.

Sono rimasta così affascinata dalle storie di questa raccolta, che sono andata alla ricerca di informazioni per capire da dove provenisse la sua ispirazione. Purtroppo non ho trovato nulla di accreditato dalla stessa autrice, ma ad una ricerca più approfondita, sono riuscita a capire che molti di questi racconti altro non sono che veri e propri retelling delle storie dei Santi Cattolici Ortodossi.

Il più riconoscibile è forse quello di Sankt Nicolai. Nel cattolicesimo San Nicola è colui che ha dato il via alla tradizione di Babbo Natale, ed è anche il patrono dei marinai, in quanto furono proprio questi ultimi a recuperare le sue spoglie e riportarle in patria.

Bardugo scrive di un ragazzino di nome Nikolai, un marinaio bravissimo, che resta intrappolato in un lago ghiacciato insieme al resto della ciurma. Poiché è il più piccolo, viene inviato alla ricerca di aiuto e viveri, e una volta arrivato sulla riva, viene soccorso da una renna (vi ricorda nulla?).

Il ragazzo viene condotto dall'animale presso un campo da bivacco dove si trova un ricco banchetto, un paio di stivali neri di pelliccia e (udite, udite) un cappotto rosso! 

Nikolai, mangia e riempie un enorme sacco di cibo per condividerlo con gli altri marinai, ma quando arriva sulla nave, il cibo che aveva portato si trasforma in sassi e cenere ed i suoi compagni lo malmenano. Dopo una serie di vicissitudini, Nikolai riesce a tornare a casa, dove scopre che il sacco che aveva usato per portare il cibo ai suoi compagni, si ricolma ogni giorno di leccornie, e così decide di girare il paese aiutando coloro che non hanno di che saziarsi. 

Un altra storia che ricorda molto quella dell'omonima Santa è quella di Sankta Anastasia, una donna che con il suo sangue è in grado di guarire dalla peste. Nella religione Cristiana Ortodossa, Santa Anastasia è la protettrice degli ammalati, ed in particolare, coloro che sono avvelenati dal demonio.


Queste non sono le uniche similitudini che possiamo trovare nei racconti scritti da Bardugo e le vite dei Santi della religione Cattolica Ortodossa, sta a voi leggere questa raccolta e scoprire tutti gli altri.

Se volete saperne di più il 19 uscirà una recensione completa del libro qui sul blog, mentre nella locandina qui sotto, potete trovare i blog che partecipano all'evento organizzato da Raggyword per Mondadori, in modo da farvi un'idea competa

 Restate connessə e buone letture!





venerdì 5 novembre 2021

La mano sinistra del buio Ursula Le Guin Recensione




Ciao lettorə,
Quella di oggi più che una recensione sarà un commento a un libro che, a mio modesto parere, non ha bisogno di recensioni.

Come per tutti i classici, che sono alla base di tutti i generi narrativi, non sta a me darne una valutazione, in quanto onestamente, non mi sento neppure all'altezza del compito. Ma posso parlarvene nella speranza di suscitare in voi anche il minimo desiderio di lettura.

La mano sinistra del buio di Ursula Le Guin è stato pubblicato per la prima volta nel 69' e successivamente tradotto in Italia negli anni 70'. Purtroppo non ha avuto un grande successo perché la nostra nazione, non era pronta ad essere sferzata dal vento dell'innovazione che portano con sé le parole di Le Guin, che sono talmente tanto futuristiche che probabilmente neppure oggi, a distanza di oltre 50 anni, siamo pronti a coglierne l'essenza.

Le Guin, in sole 300 pagine, è riuscita a costruire un mondo secondario con una precisione capillare. Durante il viaggio dell'ambasciatore umano Mr Genry Ai sul pianeta Inverno, conosceremo le dinamiche sociali, politiche e culturali di un luogo popolato da esseri simili agli umani, diversi solo perchè androgeni.

I Getheniani infatti, per gran parte del tempo sono individui senza genere, ogni 23 giorni circa la loro sessualità si attiva ed entrano in Kemmer, ossia una particolare situazione durante la quale c'è un forte desiderio sessuale, e cercano un compagno con cui condividere questo momento. Durante l'atto sessuale il loro corpo muta assumendo casualmente talvolta sembianze maschili, talvolta quelle femminili, cosicchè un individuo possa sperimentare il sesso da entrambe le prospettive. Anche vivere una gravidanza e la genitorialità non rappresenta una questione di genere:

Sospetto che non valga la pena distinguere fra un istinto materno e paterno; l'istinto genitoriale, il desiderio di proteggere, di incoraggiare, non è una caratteristica legata al sesso.

Questo aspetto domina la loro società, la loro cultura e la loro politica. I Getheniani non sono atti a farsi trascinare dalle pulsioni così come accade invece per gli umani. Ciò comporta il fatto che su Gethen non conoscano la parola guerra, le loro divergenze le risolvono con omicidi, faide, ma non con conflitti che prevedano l'impiego di risorse umane che non siano strettamente collegate alla discordia in atto.

Come viene promesso nel prologo, Le Guin ordisce una lucida menzogna così perfettamente costruita che il lettore non ha alcuna difficoltà a credere plausibile ciò che l'autrice racconta, anzi, ad un certo punto sorge spontaneo fare dei paragoni con la realtà rapportando l'immaginativo della scrittrice a situazioni quotidiane che sarebbero infinitamente più semplici, se viste sotto il suo punto di vista.

 Le Guin crea un mondo alternativo in cui non esiste maschilismo e neppure il femminismo, l'individuo viene considerato per le sue azioni, la cosa particolare è che Mr Genry Ai guarda la diversità dei Getheniani con critico disprezzo e si fa portavoce della cultura umana che si approccia al diverso.

Su Inverno si è rispettati e giudicati solo in quanto esseri umani. E' un'esperienza scioccante

Se la mettiamo sotto questo punto di vista, i Getheniani rappresentano il progresso socio-culturale, anche se sono retrogradi per quanto riguarda la tecnologia, mentre Mr Ai rappresenta il nesso con la realtà l'ancoraggio alle tradizioni, e la volontà di convertire un popolo alla tecnologia ed al commercio senza tener conto del fatto che il loro mondo è molto più bilanciato di quello da cui lo stesso proviene.

Approposito di tecnologia, è stupefacente come Le Guin nel 69' abbia immaginato trasporti elettrici, dispositivi che permettevano di "chattare" con persone lontane anni luce. E' impressionante come abbia anticipato il tema del surriscaldamento globale e dello scioglimento dei ghiacciai, quando ancora erano argomenti di cui non si parlava, utilizzando una terminologia tecnico-scientifica che certamente denota uno studio approfondito di  quelle che erano le nozioni dell'epoca riguardo il fenomeno.

In tal senso la scrittura di Le Guin non è sempre paragonabile ad una passeggiata spensierata, è uno stile ricco, non penso ci sia termine migliore per definirlo. E' ricco di descrizioni, di retorica, di aulicità e di vocaboli forbiti, e questa sua stessa ricchezza lo penalizza per coloro che non hanno la costanza e la pazienza di dedicarsi ad un libro che è tutt'altro che semplice.

La bellezza de La mano sinistra del buio infatti, non sta tanto nell'ordito della trama, che è di per se molto semplice, basato molto sulla politica e poco sull'azione. Il punto forte di questo romanzo, il motivo per il quale secondo me dovrebbe essere letto, è la visione di Le Guin relativamente ad un mondo dove il genere dell'individuo non domina la cultura e la societa, un mondo in cui non esistono guerre, un mondo in cui l'anarchia pacifista non è solo un lontano miraggio, ed il modo splendido in cui ci guida alla scoperta di una cultura giocando perfettamente al gioco del "immaginiamo che" rendendo talmente vivide queste possibilità, da non avere poi troppe difficoltà a credere che tali supposizioni, in questo frangente immaginarie, possano un giorno diventare realtà.




giovedì 7 ottobre 2021

Ragazza, serpente, spina Melissa Bashardoust Recensione



 Ciao Lettori,


oggi parliamo di Ragazza, serpente, spina, scritto da Melissa Bashardoust edito da Mondadori per la collana Oscar Fantastica che ringrazio per la copia ARC digitale.

Questa storia riprende un pò tutti i canoni dei classici fantasy con un tocco moderno. E' stata una lettura discretamente interessante, grazie proprio al fatto che i personaggi non sono scontati, pur essendo quelli canonici quali la principessa, il demone, la fata alata, poichè posseggono una caratterizzazione frizzante ed un pizzico di innovazione.

Soraya, la nostra protagonista, è una principessa maledetta, non può essere toccata da nessun essere vivente in quanto nelle sue vene scorre un veleno letale, che ammazza chiunque le sfiori la pelle. Questa sua condizione l'ha costretta ad una vita da reclusa, che inizialmente ricorda moltissimo la situazione della più famosa Raperonzolo.

Lei non è la classica eroina che mira a conquistare il potere per diventare più forte e così distruggere il nemico, bensì farà di tutto pur di spezzare la sua maledizione, che le ha tolto moltissimo in termini affettivi, ma le ha fornito una grandissima invulnerabilità. E' proprio a causa di questo suo atto egoistico che si scateneranno una serie di eventi che porteranno lo Shahmar a usurpare il trono di suo fratello.

Soraya dunque è una ragazza la cui umanità traspare dalle sue insicurezze, dalle sue pulsioni, fa danni e cerca di ripararli, spesso facendone di più grandi ancora. E' tutt'altro che un'eroina, e questo la rende senza dubbio un personaggio interessante, una rivisitazione della giovane principessa da salvare. Perchè Soraya viene salvata per diventare a sua volta salvatrice.

Anche l'antagonista della storia assume una bella sfumatura, lo Shahmar è il re dei demoni, dei quali si serve per conquistare il regno di Soraya, ma non è il classico villain brutto e cattivo senza motivi. La sua storia è intrigata e sanguinaria, ci sono dei moventi che lo hanno spinto a compiere le sue azioni. E' un personaggio che conserva ancora un pizzico di umanità e in tal senso ricorda molto la Bestia de La bella e la bestia. Insomma cattivo, ma con qualche riserva.

Infine abbiamo Parvaneh un demone donna dotata di ali di falena appartenente alla famiglia delle Parik, che più che un demone si assimila alla figura della fata, che in questo caso, non è la personificazione della bontà. E' astuta e manipolatrice, ma anche lei, ha un lato buono che giocherà un ruolo importantissimo in tutta la storia.

L'ambientazione anche è molto canonica, il castello è il luogo in cui risiede la famiglia reale, attorniato da guardie ed una fervente cittadina, la montagna invece è la dimora dei div (i demoni) che proliferano di notte e riposano di giorno, la foresta invece è la dimora delle Parik. Per quest' ultimo elemento l'autrice ci fa sapere che ha preso ispirazione dalle foreste miste ircane, dette anche foreste del Caspio, che si estendono nel Nord dell'Iran, di cui potete vedere alcune foto qui:



C'è sicuramente un plus, ed è il fatto che Melissa abbia preso ispirazione da un poema epico Persiano chiamato Shah-Nameh, dal quale ha tratto sia alcuni spunti per il background dei suoi personaggi, sia alcuni dettagli della cultura persiana, che sono andati ad arricchire il suo world building.

Apprezzatissime le note dell'autrice alla fine del libro che danno tantissime informazioni interessanti relative alle sue scelte di trama.

In conclusione mi sento di dire che:

E' una storia che corre sul filo che distingue il bene ed il male, la cui protagonista non è affatto un'eroina canonica senza macchie e senza paura. 

E' una storia che si fa leggere velocemente, e che tutto sommato lascia al lettore con parecchie riflessioni.

E' una storia che non ruota intorno al romanticismo, non troveremo la classica liaison c'è qualcosa ma nulla di scontato.

E' una storia che vi consiglio di leggere perchè non sarà un capolavoro, ma sa farsi apprezzare se saprete osservare bene, poichè è diversa da tutti gli young adult attualmente in circolazione.

Vi consiglio di passare anche dai blog delle mie colleghe:





venerdì 1 ottobre 2021

Untravel the dusk Elisabeth Lim recensione



Ciao Lettori bentrovati,
Ebbene se l'ultimo post parlava di un libro che per me é stato bellissimo (parlo di Le streghe in eterno di Alix Harrow: compratelo, leggetelo, amatelo!) ritorniamo subito a rotolarci nel fango parlando del seguito, nonché volume conclusivo, di Spin the down.

Unravel the Dusk si é rivelato essere un mega-giga-iper-super NO! Mi appello al vostro buon senso: non spendete i vostri soldi per questa dilogia, non se li merita.

Questo volume conclusivo é stato davvero estremamente deludente, in primis perché i personaggi hanno subito una fortissima involuzione.
Ritroviamo Maia che sta per trasformarsi in demone, ed é combattuta fra l'abbracciare il potere che deriva da questa nuova condizione per salvare la sua famiglia ed il suo paese, o rifiutarlo perché non vuole perdere i suoi ricordi e la sua umanità.
E indovinate un po' cosa sceglierà? Ma non mi dire....
Questo che io vi ho riassunto in poche frasi é il fulcro attorno a cui ruota tutta la trama di Unravel the dusk, se volete leggere quattrocento pagine di paranoia sulla questione, é esattamente il libro che fa per voi.

E Edan? Era l'unico motivo per il quale avevo salvato Spin the Dawn, mi era piaciuto molto come personaggio: potente, simpatico, spumeggiante avete capito no? Bene, prendete Edan, toglietegli i poteri, aggiungete un pizzico di vittimismo, abbondante pateticità, non dimenticate un po' di romanticismo stucchevole, e una buona dose di fragilità mascolina, e amalgamate bene. Ecco la ricetta perfetta per rovinare un personaggio dall'ottimo potenziale.

Ma quindi Lady Sarnai, L'Imperatore, e tutti gli altri? Niente, compaiono come meteore, perché il problema di tutta la storia é sempre quello: essere o non essere un demone? Ma falla finita che sappiamo tutti come andrà a finire!

E dunque come si capisce da quanto scritto fin ora, é facile intuire l'andazzo della storia perché é ricchissima di cliché. Qualche emozione (e non per forza positiva) ce la regalano i buchi di trama che compaiono, ti destabilizzano, e ti lasciano li come Julia Roberts nella famosa gif con il teoremi e i calcoli a cercare di capire cosa sta cercando di scrivere la Lim.

Sorvolo ampiamente sullo stile di scrittura che ho trovato sciatto ed elementare, l'unico pregio é che fa scorrere il libro velocemente, e altrettanto velocemente spero di dimenticarmene, perché davvero...no.

Ci sono tanti fantasy con ambientazione orientale che meritano di essere letti (per esempio la Guerra dei Papaveri), ma non é il caso di questa dilogia, che non fosse per la descrizione degli abiti e qualche cibo tipicamente orientale buttato qui e lì, non ha affatto un'ambientazione definita.

Desistete, fuggite, non vi curate di loro ma guardate e passate.

Ringrazio comunque Mondadori per la copia digitale e Nia per aver organizzato l'evento.


lunedì 13 settembre 2021

Le streghe in eterno Alix Harrow - Recensione


Titolo originale: The Once and Future Witches
Traduzione: Alice Casarini e Barbara Ronca
Collana: Oscar Fantastica
Genere: Fantasy storico
Pagine: 576
Edizione: Copertina Rigida
Prezzo: 22,80 euro




Ciao Lettori, bentrovati!


Sono davvero contenta di poter scrivere questa recensione perché finalmente, udite, UDITE, ho letto un libro che mi ha soddisfatta sotto tutti i punti di vista.


Come sa chi segue questo blog da un po', sono stati ben pochi i libri degni di nota che ho letto quest'anno, ci stavo quasi perdendo le speranze ed invece finalmente é arrivato lui: Streghe in Eterno di Alix Harrow edito Mondadori. 


Onestamente ero scettica nei confronti di questo libro, poiché l'anno scorso ho letto Le diecimila porte di January della stessa autrice, e non mi aveva fatta impazzire, perché la trama è un po' troppo prevedibile (se siete curiosi, vi lascio qui il link alla recensione), però mi era piaciuto moltissimo lo stile di scrittura della Harrow, per cui ho voluto dare una possibilità a questa storia, e posso affermare con certezza di aver fatto benissimo.


Rispetto a Le diecimila porte di January, ci troviamo ad un livello parecchio più alto, l'autrice é stata in grado di superare se stessa sotto tutti i punti di vista, raccontando una storia alla quale davvero non manca nulla.


Le protagoniste sono tre giovani donne, Agnes Amaranth, James Juniper e Beatrice Belladonna, tre sorelle streghe. Ognuna di essa incarna una delle figure femminili più ricorrenti nelle storie, ossia: la Madre, la Fanciulla e la Vecchia. Un'allegoria bellissima, perché é proprio attraverso le storie di cui sono protagoniste queste tre figure, che le donne sono riuscite a tramandare gli incantesimi di generazione in generazione, superando le epurazioni che sono state perpetrate nei secoli contro le streghe.


Le nostre tre eroine sono state caratterizzate così bene, che é impossibile per il lettore non riuscire ad empatizzare con loro: Belladonna, impersona la Vecchia, é una donna austera, che ama i libri, lo studio e la scrittura, coraggiosa e che riesce a restare fredda e lucida in tutte le situazioni, anche quelle più pressanti emotivamente.

Amaranth, invece é più schiva, ma passionale e forte, si butterebbe letteralmente nel fuoco pur di salvare le persone che ama. É estremamente protettiva e non a caso a lei é stato attribuito il ruolo della Madre, che finalmente non vediamo relegata ad angelo del focolare, o come genitore assente, finalmente troviamo una madre combattiva degna di questo nome.

Juniper infine, si ritrova nel ruolo della fanciulla, é ferina, selvaggia ed astuta, pazza e ribelle con un carattere forte ma infantile. É una gran sognatrice, ed é grazie a lei che le tre sorelle riescono a riunirsi per fare si che la stregoneria venga portata alla luce ed accettata, perché la magia é di tutti coloro che posseggono la volontà, le parole ed i mezzi.


É proprio questo uno degli aspetti che rende la storia innovativa, poiché non ci troviamo difronte al classico cliché, in cui la magia é solo per pochi eletti e deve essere preservata. In questo caso diventa un mezzo da diffondere, uno strumento che possa aiutare le categorie più discriminate, in questo caso quella delle donne, ma non solo.

<< Sono una Strega [...] e lo è ogni Donnache dice quello che non dovrebbe o vuole ciò che non può avere, che combatte per avere ciò che le spetta >>

La Harrow ha creato un vero e proprio inno alla figura femminile ed alla forza che ogni donna deve impiegare per affermarsi ogni giorno, senza soccombere e diventare schiava di una società che la vuole solo moglie e madre. Il libro si ambienta in America alla fine dell'800', un momento in cui il femminismo muoveva i suoi primi passi grazie alle Suffragette, che per prime sollevarono il problema del diritto di voto alle donne.

Ci si ritrova a New Salem, in un periodo storico in cui le donne iniziavano a desiderare l'emancipazione, ma non tutte potevano permettersela a causa della povertà, o semplicemente per il colore della pelle. Queste condizioni generano soprusi, le donne sono sottopagate per fare lavori pesanti e dannosi per la propria salute, vengono molestate, e picchiate perché non c'è rispetto per loro. Per cui si servono di piccoli incantesimi che le possano agevolare nella vita di tutti o giorni, come per esempio rammendare calzini, o mantenere in piega perfetta i capelli, o le pieghe delle gonne.
Ma se la magia potesse fare più di questo? L'obiettivo delle tre sorelle sta proprio nel voler divulgare la stregoneria fra le donne, in modo che attraverso la reverenza e la paura, possano ribellarsi ed ottenere l'emancipazione, ed il giusto rispetto.


La magia non è altro che questo, in realtà: lo spazio tra ciò che hai e ciò di cui hai bisogno

mercoledì 8 settembre 2021

Spin The Dawn Elisabeth Lim recensione

Bentrovati cari lettori,

Spero che le vostre letture estive siano state belle ed interessanti, le mie sono state un po' altalenanti, ho trovato cose belle ed un po' meno belle.

A tal proposito, un paio di settimane fa mi sono dedicata alla lettura di Spin The Dawn di Elizabeth Lim, autrice tradotta in moltissime lingue in quanto dichiarata dal New York Times e dallo USA today come una delle autrici bestselling grazie alle sue opere più  famose ossia Six Crimson Cranes e alla dilogia The Blood of Stars composta da Spin the Dawn e Untravel the Dusk.

La Lim é una scrittrice di young adult, che predilige ambientare le sue storie in contesti orientali, sicuramente ciò é dovuto al fatto che ha conseguito una laurea ad Harvard in Studi Est Asiatici, e perché ha trascorso la sua vita tra Tokyo e il Nord California.

Grazie a queste premesse ho deciso di intraprendere la lettura della sua dilogia, The Blood of Stars, attualmente pubblicata da Mondadori nella collana Oscar Fantastica (che ringrazio per la copia ARC), soprattutto perché di recente sta spopolando nel mondo del fantasy l'ambientazione orientale, che devo dire, mi ha sempre affascinata molto.

Intanto vi lascio la trama del libro Spin The Down per avere una first impression, dopodiché troverete un'analisi che vi aiuterà a stabilire se, aldilà della meravigliosa copertina di questo libro, il contenuto faccia al caso vostro:


Maia Tamarin lavora come cucitrice nella bottega del padre, un tempo rinomato sarto. Ciò che desidera è diventare la migliore sarta del paese, ma sa che come donna il massimo cui può ambire è un buon matrimonio. Quando un messaggero reale convoca a corte il padre, gravemente malato, Maia finge di essere suo figlio e si reca al Palazzo d'Estate al suo posto. Sa che perderebbe la vita se venisse scoperta, ma correrà il rischio per salvare la famiglia dalla rovina e diventare sarta imperiale. C'è però un problema: Maia è solo una dei dodici che aspirano all'incarico. E nulla avrebbe mai potuto prepararla alla sfida che la attende: cucire tre abiti magici per la promessa sposa dell'imperatore, uno intessuto con la risata del sole, uno ricamato con le lacrime della luna e uno dipinto con il sangue delle stelle. In compagnia di Edan, il misterioso stregone di corte, i cui occhi penetranti sembrano vedere oltre il suo travestimento, Maia intraprenderà un viaggio che la porterà fino agli estremi confini del regno, alla ricerca del sole, della luna e delle stelle. Ma troverà qualcosa che non avrebbe potuto mai immaginare…


Partirei proprio da quello che avrebbe dovuto essere il punto forte di questo libro, ossia l'ambientazione. L'autrice ci aiuta ad immergerci nel suo mondo, non molto complesso, e di cui spiega davvero ben poco. Sappiamo solo che in questa realtà orientaleggiante, é in corso una guerra tra due fazioni, di cui non conosciamo le cause, ma solo gli effetti. La nostra protagonista, sarà coinvolta in una situazione che potrebbe salvare le sorti dell'Impero portando la pace, e riuscirà ad uscirne solo grazie all'aiuto dello stregone di corte e ad un paio di forbici magiche. Il sistema magico é abbastanza precario, l'umanità sa che esiste la magia, ma resta indifferente. Gli stregoni sono tutti uomini, e diventano tali, effettuando un percorso che gli fa ottenere il potere ma che li lega ad una reliquia, la quale permette a chi la possiede di disporre a proprio piacimento delle abilità del mago. Un po' come il genio della lampada di Aladino, con il quale il collegamento viene più facile perché la sua storia é molto famosa, ma, dato i suoi studi, in questo caso l'autrice si sarà ispirata alle leggende dei Jinn Giapponesi.

Gli stregoni spesso creano oggetti magici che le persone comuni, con un po' di magia nel sangue, possono utilizzare per i propri scopi, é appunto il caso delle forbici che possiede Maia.

Quest'ultima é la protagonista di questa storia, che purtroppo manca di verve. All'inizio sembra promettente, quando per salvare suo padre da un'incarico che potrebbe ucciderlo, si finge uomo e parte al suo posto per affrontare le sfide che l'imperatore ha ideato per trovare il sarto imperiale più bravo del paese.
Ma questo é l'ultimo gesto degno di nota per Maia, la quale successivamente, necessiterà sempre dell'aiuto di un Deus ex machina per potersi trarre d'impaccio nelle avventure che si troverà ad affrontare.

Il suo aiutante é Edan, lo stregone imperiale, che é l'unico personaggio degno di nota. Viene presentato come un bell'uomo, colto e potente, che metterà a rischio la sua posizione solo per aiutare Maia, con la quale intraprenderà un viaggio, il cui esito potrebbe salvare le sorti dell'Impero.

É abbastanza esagerata l'idea di delegare la salvezza dell'Impero ad una sarta sempliciotta accompagnata da uno stregone, soprattutto quando lei non ha un'indole da guerriera, anzi, ha una personalità davvero molto scialba.

Una nota positiva, sono le tematiche che ritroviamo, anche se ad un certo punto, vengono completamente surclassate dalla love story che diventa molto ingombrante e non lascia spazio a molto altro.

Lo stile della Lim, in compenso, é molto fluido, il libro si legge davvero in poco tempo, anche se le descrizioni non sono proprio accuratissime. Questo da un lato rende la lettura più scorrevole, ma si perde molto il gusto dell'immedesimazione, tutto é lasciato all'immaginazione del lettore, che non ha molti elementi per ricostruire il mondo che l'autrice gli presenta.

In conclusione Spin the Dawn, é una lettura estremamente leggera, in cui la storia d'amore é certamente predominante, ci sono delle tematiche interessanti, ma poco sviluppate. Questo lo rende una lettura perfetta per uscire dal blocco del lettore, ma di certo non é un libro meritevole di elogi, é una storia senza infamia e senza lode che ben si presta per chi desidera una lettura poco impegnativa.

Se volete conoscere altri pareri di sotto trovate le colleghe blogger che hanno partecipato a questo review party organizzato da Nia che ringrazio.