venerdì 5 novembre 2021

La mano sinistra del buio Ursula Le Guin Recensione




Ciao lettorə,
Quella di oggi più che una recensione sarà un commento a un libro che, a mio modesto parere, non ha bisogno di recensioni.

Come per tutti i classici, che sono alla base di tutti i generi narrativi, non sta a me darne una valutazione, in quanto onestamente, non mi sento neppure all'altezza del compito. Ma posso parlarvene nella speranza di suscitare in voi anche il minimo desiderio di lettura.

La mano sinistra del buio di Ursula Le Guin è stato pubblicato per la prima volta nel 69' e successivamente tradotto in Italia negli anni 70'. Purtroppo non ha avuto un grande successo perché la nostra nazione, non era pronta ad essere sferzata dal vento dell'innovazione che portano con sé le parole di Le Guin, che sono talmente tanto futuristiche che probabilmente neppure oggi, a distanza di oltre 50 anni, siamo pronti a coglierne l'essenza.

Le Guin, in sole 300 pagine, è riuscita a costruire un mondo secondario con una precisione capillare. Durante il viaggio dell'ambasciatore umano Mr Genry Ai sul pianeta Inverno, conosceremo le dinamiche sociali, politiche e culturali di un luogo popolato da esseri simili agli umani, diversi solo perchè androgeni.

I Getheniani infatti, per gran parte del tempo sono individui senza genere, ogni 23 giorni circa la loro sessualità si attiva ed entrano in Kemmer, ossia una particolare situazione durante la quale c'è un forte desiderio sessuale, e cercano un compagno con cui condividere questo momento. Durante l'atto sessuale il loro corpo muta assumendo casualmente talvolta sembianze maschili, talvolta quelle femminili, cosicchè un individuo possa sperimentare il sesso da entrambe le prospettive. Anche vivere una gravidanza e la genitorialità non rappresenta una questione di genere:

Sospetto che non valga la pena distinguere fra un istinto materno e paterno; l'istinto genitoriale, il desiderio di proteggere, di incoraggiare, non è una caratteristica legata al sesso.

Questo aspetto domina la loro società, la loro cultura e la loro politica. I Getheniani non sono atti a farsi trascinare dalle pulsioni così come accade invece per gli umani. Ciò comporta il fatto che su Gethen non conoscano la parola guerra, le loro divergenze le risolvono con omicidi, faide, ma non con conflitti che prevedano l'impiego di risorse umane che non siano strettamente collegate alla discordia in atto.

Come viene promesso nel prologo, Le Guin ordisce una lucida menzogna così perfettamente costruita che il lettore non ha alcuna difficoltà a credere plausibile ciò che l'autrice racconta, anzi, ad un certo punto sorge spontaneo fare dei paragoni con la realtà rapportando l'immaginativo della scrittrice a situazioni quotidiane che sarebbero infinitamente più semplici, se viste sotto il suo punto di vista.

 Le Guin crea un mondo alternativo in cui non esiste maschilismo e neppure il femminismo, l'individuo viene considerato per le sue azioni, la cosa particolare è che Mr Genry Ai guarda la diversità dei Getheniani con critico disprezzo e si fa portavoce della cultura umana che si approccia al diverso.

Su Inverno si è rispettati e giudicati solo in quanto esseri umani. E' un'esperienza scioccante

Se la mettiamo sotto questo punto di vista, i Getheniani rappresentano il progresso socio-culturale, anche se sono retrogradi per quanto riguarda la tecnologia, mentre Mr Ai rappresenta il nesso con la realtà l'ancoraggio alle tradizioni, e la volontà di convertire un popolo alla tecnologia ed al commercio senza tener conto del fatto che il loro mondo è molto più bilanciato di quello da cui lo stesso proviene.

Approposito di tecnologia, è stupefacente come Le Guin nel 69' abbia immaginato trasporti elettrici, dispositivi che permettevano di "chattare" con persone lontane anni luce. E' impressionante come abbia anticipato il tema del surriscaldamento globale e dello scioglimento dei ghiacciai, quando ancora erano argomenti di cui non si parlava, utilizzando una terminologia tecnico-scientifica che certamente denota uno studio approfondito di  quelle che erano le nozioni dell'epoca riguardo il fenomeno.

In tal senso la scrittura di Le Guin non è sempre paragonabile ad una passeggiata spensierata, è uno stile ricco, non penso ci sia termine migliore per definirlo. E' ricco di descrizioni, di retorica, di aulicità e di vocaboli forbiti, e questa sua stessa ricchezza lo penalizza per coloro che non hanno la costanza e la pazienza di dedicarsi ad un libro che è tutt'altro che semplice.

La bellezza de La mano sinistra del buio infatti, non sta tanto nell'ordito della trama, che è di per se molto semplice, basato molto sulla politica e poco sull'azione. Il punto forte di questo romanzo, il motivo per il quale secondo me dovrebbe essere letto, è la visione di Le Guin relativamente ad un mondo dove il genere dell'individuo non domina la cultura e la societa, un mondo in cui non esistono guerre, un mondo in cui l'anarchia pacifista non è solo un lontano miraggio, ed il modo splendido in cui ci guida alla scoperta di una cultura giocando perfettamente al gioco del "immaginiamo che" rendendo talmente vivide queste possibilità, da non avere poi troppe difficoltà a credere che tali supposizioni, in questo frangente immaginarie, possano un giorno diventare realtà.




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