lunedì 26 luglio 2021

Recensione Ready player One Ernest Cline

Genere: Distopia Fantascienza
Traduzione: Laura Spini
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Formato: Brossura
Pagine: 480
Costo: 13,90 euro


Bentrovati cari lettori,

Finalmente posso urlare al miracolo e dirmi soddisfatta di una lettura. Purtroppo in questo periodo non sono stata molto fortunata, e ho letto perlopiù cose carine ma che non mi hanno entusiasmata particolarmente.

Ready player one di Ernest Cline riedito da Mondadori (che ringrazio per la copia ARC), é stata una lettura che mi ha ricongiunta ad una delle mie più grandi passioni, ossia il gaming.

Per chi non conoscesse la trama di seguito può trovare la sinossi dell'editore:

2044. Crisi ambientale e disuguaglianze sociali hanno reso il pianeta un brutto posto in cui vivere. Per il giovane Wade l'unica possibile evasione è l'universo virtuale di OASIS. Un gioco. Una caccia al tesoro. Una fortunata lotteria... o molto di più? Lo

Dunque partirei con il dire che non é un libro per tutti, penso che possa essere molto apprezzato dai veri nerd, dagli appassionati della cultura pop anni 80 e geek in generale, perché ci sono riferimenti continui a film, serie TV, canzoni e videogiochi cabinati e non, che se si conosce almeno un pochino rendono la caccia al tesoro e la lettura molto più piacevole, rispetto a chi invece è completamente digiuno sull'argomento.

Anche lo spirito e le tematiche che si ritrovano all'interno del testo, forse, non possono essere comprese a pieno da chiunque. La cultura del videogioco ad oggi é comunque poco apprezzata e visibilmente bisfrattata, le persone che giocano molto, vengono accusate di essere perdigiorno, svogliate, ma spesso dietro questo attaccamento ci sono problemi di ben altra natura.

Nel caso di Parzival, lui si rifugia nella realtà virtuale per scampare alla misera esistenza alla quale é costretto dalla povertà in cui vessa. Nel gioco cerca di ricrearsi una vita che non sia così miserabile, va a scuola, si erudisce, e come tutti, partecipa alla ricerca del famoso easter egg che darà accesso all'immensa eredità lasciata dal creatore di Oasis.

Il suo unico amico è Aech un altro gunter come lui, con il quale si crea un rapporto di stima reciproca, che andrà poi anche oltre la vita virtuale.

Quello che vuole insegnare questo libro in generale, è proprio che spesso si riesce a essere molto più veri e sinceri virtualmente di quanto si possa esserlo nella realtà.

Questo perché vengono a cadere tutta una serie di convenzioni ed imbarazzi, primo fra tutti il disagio della fisicità. Su Oasis ognuno può essere ciò che vuole e come vuole, ed in questo modo traspare tutta la personalità che invece non è possibile esternare nel mondo reale a causa del giudizio della società.

Parzival: Siamo su OASIS, qui non siamo altro che nuda personalità.
ART3MIS: mi permetto di dissentire. Tutto delle nostre personalità è filtrato dai nostri avatar, il che ci permette di controllare il nostro aspetto e la nostra voce quando siamo a contatto con gli altri, OASIS ti permette di essere chi vuoi essere. É per questo che é diventato una specie di droga.

Pertanto è bello sapere anche che questo concentrato di personalità che viene mostrato online, genera amicizie solide e durature come quelle reali, se non addirittura più forti, perché le convenzioni cadono e restano solo i buoni principi, che non si possono non trasportare anche nella realtà. 

Mentre parlavamo, assecondando il rituale che due persone seguono di solito quando si conoscono, mi resi conto che noi ci conoscevamo già, e meglio di chiunque altro. Eravamo legati a livello mentale. La capivo, mi fidavo di lei e le volevo bene; era mia amica. Niente era cambiato né sarebbe cambiato per un dettaglio irrilevante come il sesso, il colore della sua pelle o il suo orientamento sessuale.

Insomma Ready Player One é un libro molto ricco di contenuti, che non é fatto solo per mero intrattenimento, tutt'altro. Se avete voglia di fare una lettura diversa, se siete amanti di internet e dei social, vi consiglio questa lettura.

Ringrazio infine Alessandra di RaggyWords per aver organizzato l'evento e Silvia di Abookplaylist per le grafiche bellissime che potete vedere qui sotto.

mercoledì 7 luglio 2021

Blog tour: Le 5 fasi dell'elaborazione del dolore in Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness

Bentrovati cari lettori,

Oggi mi dedicherò ad un argomento non facile, ma che sento comunque di dover approfondire in quanto lo trovo davvero importante.
Nessuno, e dico davvero nessuno, vorrebbe mai trovarsi nella condizione di dover affrontare il dolore, né quando si tratta di se, né quando c'è necessità di aiutare una persona cara a superare un momento difficile.

Sono rimasta davvero positivamente colpita però, da come Patrick Ness in Sette minuti dopo la mezzanotte, sia riuscito a scrivere una storia che parla al cuore di chiunque provi dolore, normalizzando un processo estremamente difficile da elaborare, con il risultato che alla fine del libro, una volta chiuso, ci si senta come abbracciati da qualcuno che sussurra: Va bene cosí, é tutto ok, ce la farai.

Molto penso sia dovuto al fatto che Siobhan Dowd, coautrice della storia, stesse attraversando un momento particolarmente difficile quando ha iniziato a buttare giù il canovaccio del romanzo. Infatti, era all'ultimo atto della malattia che le ha poi portato via la vita. Pertanto, credo sia riuscita a imprimere nelle sue parole, ciò che lei stessa stava provando in prima persona.

La storia di Sette minuti dopo la mezzanotte, si basa sul modello di Kübler-Ross, una psicologa che nel 1969, ha ideato uno schema in cui venivano presentate le cinque fasi del dolore ossia: Negazione, Rabbia, Contrattazione, Depressione ed Accettazione.

Non tutti coloro che soffrono le attraversano tutte e cinque, alcune persone addirittura non si identificano in nessuna di esse, ma nella maggior parte dei casi il percorso prevede queste tappe prima di arrivare all'accettazione di un dolore che può essere relativo a qualcosa di grave come la malattia o la perdita di un caro, o qualcosa di meno grave come la fine di un amore, o una delusione cocente.

Nel nostro caso, Connor, il piccolo protagonista della storia le attraversa tutte.
Il libro si apre proprio con il concetto di Negazione, Connor vive da solo con la sua mamma, per la quale a soli 13 anni fa veramente di tutto, dal cucinare al fare le pulizie al sostenerla quando la sua malattia si acutizza. É faticoso, ma si fa forte del fatto che le cure che vengono somministrate a sua mamma la salveranno. É nel momento in cui sua nonna si trasferisce a casa loro per aiutare, che la fase di negazione di Connor inizia a vacillare. Non accetta l'aiuto della donna in quanto é convinto che non sia necessario, ma é anche il momento in cui compare il Mostro, la figura che lo accompagnerà nel suo doloroso percorso. 

La storia prosegue e la madre di Connor viene ricoverata in ospedale, lui é costretto a vivere a casa della nonna, inizia ad affacciarsi l'idea che le cose stiano peggiorando senza che lui possa fare nulla per aiutare la sua mamma, per cui si manifesta il desiderio di distruggere tutto ciò che gli sta intorno, che Connor asseconda, per il desiderio di venire punito per le sue colpe. 

Si rende però subito conto che questo non é il modo giusto di reagire, perché gli adulti, non lo puniscono per ciò che ha fatto, ma lo compatiscono ed abbracciano il suo dolore. Si conclude così la fase della Rabbia.

Connor però continua a non capire perché il mostro si ripresenti ogni notte, quale sia il suo scopo, e ad un certo punto, quando sua mamma continua a peggiorare, pensa che lui sia li per salvarla e lo supplica disperatamente affinché la salvi. Si trova nella fase di contrattazione, che gli restituisce speranza, lo aiuta a reagire alla situazione, ma é solo una panacea che si esaurirà non appena la mamma di Connor smetterà di reagire positivamente alle nuove cure.

Soggiunge quindi la depressione, Connor non si sente compreso, pensa che le persone intorno a lui lo evitino, si sente invisibile e questo lo addolora, l'unica persona in grado di comprenderlo sta pian piano scomparendo e lui si sente, inutile.

Il libro si chiude con l'ultimo atto in cui aiutato dal mostro, finalmente capisce che l'unico modo per uscire dalla situazione è fare cadere il mondo di illusioni che vedono sua mamma guarire, e guardare dritto in faccia la verità, che é il mostro più spaventoso di tutti. Finalmente Connor riesce a dire la verità, a capire che di lì a poco la sua mamma non ci sarà più, affronterà la paura di perderla, e finalmente riuscirà a comprendere che l'unico modo per mettere fine alle sue sofferenze sarà quello di lasciarla andare.

Penso che questo, nonostante rientri nella narrativa per ragazzi, sia un libro che possa essere adatto a qualunque target di età, purtroppo la vita é fatta di gioie, ma soprattutto di dolori, per i quali ognuno di noi é alla ricerca di un balsamo in grado di lenirli.
Sette minuti dopo la mezzanotte, potrà dare il suo contributo palliativo a chiunque ne abbia bisogno, in quanto é in grado di affrontare un argomento così delicato, con cognizione di causa, facendo sì che il lettore si senta avvolto in un caldo abbraccio e si senta meno solo nell'affrontare le difficoltà che la vita gli riserva.


giovedì 1 luglio 2021

Sette Minuti dopo la mezzanotte Patrick Ness - Recensione

Autori: Patrick Ness, Siobhan Dowd
Traduzione: Giuseppe Iacobaci
Collana: Oscar Fantastica
Editore: Mondadori
Titolo orginale: A Monster Calls
Pagine: 240
Formato: Brossura
Prezzo: 10,50 euro


Salve lettori e bentrovati,


Con la recensione di oggi spero di sfatare un mito vecchio come il mondo, ma che purtroppo é ancora troppo diffuso.

Mi si irrigidiscono le sinapsi ogni volta che sento dire che la narrativa per ragazzi é poco interessante, poiché ricca di contenuti banali, tematiche poco aderenti alla vita degli "adulti" e quindi viene catalogata come di serie B.

Ecco io inviterei chi crede in queste affermazioni a leggere Sette minuti dopo la mezzanotte. L'idea per questo libro é stata buttata giù dalla scrittrice Siobhan Dowd, durante la fase terminale della sua malattia. Il testimone é stato poi passato a Patrick Ness per far sì che questo libro vedesse la luce.


Quello che aveva erano i personaggi, una premessa dettagliata e l'inizio. Quello che non aveva, sfortunatamente, era il tempo


E non possiamo che essere felici del fatto che Ness abbia portato avanti egregiamente questo splendido
lavoro, con una delicatezza e un piglio tali da prendere per mano il lettore dalla prima pagina, e continuare a tenergliela anche a libro chiuso.

La storia di Conor, é una di quelle storie di cui nessuno vorrebbe mai trovarsi ad essere il protagonista. Sua mamma é malata di cancro, e Ness ci racconta delle ultime fasi della vita di questa donna, ma soprattutto di come Conor, riuscirà ad affrontare, e superare la perdita.

Ad aiutare Conor, ci sarà un Mostro che gli racconterà delle storie dove nulla é ciò che sembra, dove il confine tra bene e male, giusto o sbagliato, é così sottile da poterlo confondere, in cui spesso la decisione più tragica, risulta essere anche la migliore per far sì che le persone possano vivere serenamente.

Il percorso di Conor nell'accettazione del dolore non é semplice, lui é convinto del fatto che la mamma guarirà, mentre invece grazie all'aiuto del Mostro inizierà ad elaborare anche la possibilità che questo possa non accadere. Ciò lo renderà nervoso, impulsivo, rabbioso, e la cosa bella é che nessun adulto gli dirà che questo é sbagliato. Lo aiuteranno a vivere il suo dolore con pazienza e a volte anche lasciandosi andare a queste stesse emozioni, a dimostrazione del fatto che anche questi sentimenti, per quanto brutti, o sconvolgenti, sono da vivere.


Sette minuti dopo la mezzanotte é un libro in grado di suscitare emozioni forti, é un libro che ti scrolla le spalle con forza e ti costringe ad aprire la mente e gli occhi, ma é anche in grado di fornire un supporto emotivo duraturo. Una volta chiuso, ci si sente tristi ma arricchiti di una forza d'animo impareggiabile, che dà una spinta forte e decisa a chiunque sia stato in grado di empatizzare con la storia, è la stessa sensazione di dolce tranquillità che si avverte alla fine di un temporale, che é stato brutto si, ma ha lavato il nostro mondo che adesso appare limpido e brillante di tutti i colori che la vita ci offre, se solo imparassimo a lasciare andare le cose negative che ci asfissiano.

Penso che sia un aiuto per chiunque stia vivendo un momento particolarmente difficile della propria vita, è una storia triste ma che è in grado di lasciare impresso qualcosa nella mente. Aiutano sicuramente il linguaggio semplice e diretto dell'autore, che non gira intorno al problema ma lo affronta a viso duro, senza indorare la pillola. Anche qui emerge chiara la volontà di dimostrare che la vita è dura, ma per quanti schiaffi possa rifilare, c'è sempre un modo per uscire dal tunnel, e lo si può fare solo affrontando i problemi con coraggio, senza costruire muri di false illusioni dentro le quali vivere.

Gli esseri umani sono bestie complicate, credono alle bugie consolatrici pur conoscendo la realtà dolorosa che le ha rese necessarie.

E ora vi chiedo: alla luce di quanto letto fin qui, pensereste ancora che la narrativa per ragazzi sia effimera? 

Ringrazio Nia per aver organizzato il Review Party per il quale ho scritto questa recensione e la Mondadori per la copia digitale omaggio.


giovedì 24 giugno 2021

La Repubblica del Drago Recensione








Salve lettori e ben ritrovati!

Pensavo che questo articolo non avrebbe mai visto la luce, perché il primo volume di questa saga ossia La guerra dei papaveri, per me é stato davvero un disastro (qui trovate la recensione), per cui non avevo assolutamente in programma di continuare la saga in quanto messa sul mucchio dei: Ma che cos'hanno letto i miei poveri occhi! Eppure devo ringraziare l'impegno di Alessandra del blog RaggyWords per aver organizzato l'evento e la Mondadori per il file digitale, per avermi in qualche modo convinta a proseguire. Nella vita davvero mai dire mai!


Inizio ad anticipare che, a mio modesto parere, La Repubblica del Drago, é stato moooolto più bello del primo libro, il quale mi chiedo perché mai abbia visto la luce, ma vabbè...perdono alla Kuang questa defaillance SOLO perché ha saputo riprendersi alla grande.

 Vi lascio le due trame e poi andró a sproloquiare debitamente sull'argomento:


La Guerra dei papaveri:
 Orfana, cresciuta in una remota provincia, la giovane Rin ha superato senza battere ciglio il difficile esame per entrare nella più selettiva accademia militare dell’Impero. Per lei significa essere finalmente libera dalla condizione di schiavitù in cui è cresciuta. Ma la aspetta un difficile cammino: dovrà superare le ostilità e i pregiudizi. Ci riuscirà risvegliando il potere dell’antico sciamanesimo, aiutata dai papaveri oppiacei, fino a scoprire di avere un dono potente. Deve solo imparare a usarlo per il giusto scopo...

Rin ha passato a pieni voti il kējǔ, il difficile esame con cui in tutto l'Impero vengono selezionati i giovani più talentuosi che accadranno a studiare all'Accademia. Ed è stata una sorpresa per tutti: per i censori, increduli che un'orfana di guerra della provincia di Jī potesse superarlo senza imbrogliare; per i genitori affidatari di Rin, che pensavano di poterla finalmente dare in sposa e finanziare così la loro impresa criminale; e per la stessa Rin, finalmente libera da una vita di schiavitù e disperazione. Il fatto che sia entrata alla Sinegard – la scuola militare più esclusiva del Nikan – è stato ancora più sorprendente. Ma le sorprese non sono sempre buone. Perché essere una contadina del Sud dalla pelle scura non è una cosa facile alla Sinegard. Presa subito di mira dai compagni, tutti provenienti dalle famiglie più in vista del Paese, Rin scopre di avere un dono letale: l'antica e semileggendaria arte sciamanica. Man mano che indaga le proprie facoltà, grazie a un insegnante apparentemente folle e all'uso dei papaveri da oppio, Rin si rende conto che le divinità credute defunte da tempo sono invece più vive che mai, e che imparare a dominare il suo potere può significare molto più che non sopravvivere a scuola: è forse l'unico modo per salvare la sua gente, minacciata dalla Federazione di Mugen, che la sta spingendo verso il baratro di una Terza guerra dei papaveri. Il prezzo da pagare, però, potrebbe essere davvero troppo alto.

La Repubblica del Drago:
 Già tre volte nella sua storia il Nikan ha dovuto combattere per sopravvivere alle sanguinarie Guerre dei papaveri. Il terzo conflitto si è appena spento, ma Rin, guerriera e sciamana, non può dimenticare le atrocità che ha dovuto commettere per salvare il suo popolo. E ora sta scappando, nel tentativo di sfuggire alla dipendenza dall'oppio e agli ordini omicidi della spietata Fenice, la divinità che le ha donato i suoi straordinari poteri. Solo un desiderio la spinge a vivere: non vuole morire prima di essersi vendicata dell'Imperatrice, che ha tradito la sua patria vendendola ai nemici. E l'unico modo per farlo è allearsi con il signore di Lóng, discendente dell'ultimo Imperatore Drago, che vuole conquistare il Nikan, deporre l'Imperatrice e instaurare una repubblica. Né l'Imperatrice, né il signore di Lóng, però, sono ciò che sembrano. E più Rin va avanti, più si rende conto che per amore del Nikan dovrà usare ancora una volta il potere letale della Fenice. Non c'è niente che Rin non sia disposta a sacrificare per salvare il suo paese, e ottenere la sua vendetta. Così si getta di nuovo nella lotta. Perché in fondo lottare è ciò che sa fare meglio.



La Repubblica del Drago è un libro davvero molto intenso, ricco di colpi di scena piccoli e grandi, soprattutto sul finale, che il lettore non si aspetta e contribuiscono indubbiamente a rendere la storia scorrevole ed interessante. 

È intenso anche per la quantità di tematiche affrontate con una qualità di concetti e contenuti ineccepibili. Gli orrori della guerra sono descritti con estrema vividitá, e questo aiuta molto a incastonare problemi gravi come possono essere lo stress post-traumatico dei soldati, o il fenomeno dei profughi di guerra. La Kuang é bravissima a metterci difronte a delle situazioni talmente orrorifiche e talmente realistiche che é impossibile non comprendere ed empatizzare con le scelte di queste persone. Il tema dei profughi e degli sfollati, in particolare, l'ho sentito davvero molto attuale e vicino, soprattutto perché l'Italia é attualmente coinvolta in una situazione del genere, e bisognerebbe essere meno schizzinosi nei confronti di queste persone che sono solo in cerca di aiuto e di una vita migliore.

C'è anche una forte componente geopolitica e strategica che mi é piaciuta tanto, in quanto ha dato alle situazioni quel piglio in più che di solito manca nel genere epico contemporaneo. Mi é piaciuto vedere come i protagonisti si preparavano meticolosamente ad affrontare le battaglie, e come per un dettaglio si possa rovesciare una situazione da positiva in negativa.

Tutta la battaglia sul piano politico é davvero ben studiata, ed estremamente realistica, la Kuang ci pone problemi che non sarebbe impossibile riscontrare nel nostro sistema sociale, l'autrice ha studiato ogni mossa e si vede perché nulla viene lasciato al caso, cita spesso manovre di famosi strateghi quali Sun Tsu e non perde un colpo.

Mi é piaciuto soprattutto il fatto che gli scontri fossero perlopiù navali, e questa é una cosa di cui poco si legge, poiché é necessario approfondire la conoscenza delle imbarcazioni, delle tecnologie marittime, della terminologia, che non é scontato che il lettore conosca, é stato un'azzardo, ma davvero ben riuscito.

Terminerei con la cosa che ho apprezzato meno, ossia i personaggi.
Rin la protagonista, per me continua ad essere scialba, insulta ed inadatta al suo ruolo, si sente la mancanza di un buon protagonista con una verve attrattiva, anche se il tutto é compensato dai molteplici personaggi secondari che rubano continuamente la scena e rendono la storia interessante ed affascinante, i miei preferiti sono stati Kitay e Vaisra, ma non posso dire di più, perché qualsiasi altra affermazione potrebbe essere uno spoiler.

Che dire, sono davvero entusiasta di questa lettura che non ha nulla a che vedere con il primo volume, quindi io vi consiglierei di proseguire, staremo poi a vedere come si concluderà questa saga che mi ha saputo davvero stupire.

venerdì 21 maggio 2021

Nessundove Neil Gaiman Recensione



Editore: Mondadori
Illustrazioni di: Chreis Riddell
Genere: Urban Fantasy
Traduzione:Elena Villa (2005)
Formato: Brossura
Pagine: 456
Prezzo: 15,00 euro

Trama: Richard Mayhew è un giovane uomo d'affar londinese, una persona di buon cuore e dalla vita prevedibile che si districa quotidianamente tra i capricci dell'ambiziosa fidanzata Jessica e le pretese del suo capo. Ma tutto cambia quando, per strada, si imbatte in una ragazza ferita e decide di aiutarla portandola a casa con sé. Un atto di gentilezza, che lo catapulterà in un mondo fantasmagorico di cui mai avrebbe sognato l'esistenza. Perché sotto le affollate strade di Londra si cela una città parallela popolata di mostri e di santi, di assassini e di angeli, cavalieri in armatura e pallide fanciulle vestite di velluto: le persone che sono precipitate nelle fenditure del mondo. Ora Richard è uno di loro, e deve imparare a cavarsela in quell'universo di ombre e fantasmi che gli appare insieme stranamente familiare e assolutamente bizzarro. Un insolito destino lo attende laggiù...



Ciao Lettori!
Se mi seguite su Instagram saprete sicuramente che l'ultima lettura conclusa del mese di Maggio é stata Nessundove di Neil Gaiman.
Pur essendo una sua grande fan, non avevo ancora letto questo libro che ho potuto recuperare grazie alla copia digitale fornita da Mondadori, che ringrazio.

In realtà poco dopo aver iniziato la lettura in digitale, ho sentito la necessità di acquistare la versione cartacea, per non perdermi l'esperienza di lettura corredata dalle meravigliose illustrazioni di Chris Riddell, che arricchiscono moltissimo il testo. Si tratta di disegni in bianco e nero fatti a carboncino, alcuni sono i ritratti dei personaggi che incontreremo nell'arco della narrazione, altri sono delle vere e proprie cornici alle pagine, che richiamano la situazione di cui si sta leggendo. Fortunatamente il formato in brossura e la morbidezza della carta del libro, non creano alcuna difficoltà nella lettura e nella visione di queste illustrazioni, molte delle quali sono su due facciate.

Questa riedizione però, mi ha delusa sotto un punto di vista davvero fondamentale: la traduzione.
É davvero un peccato che l'editore non abbia pensato ad aggiornarla, anche perché in un periodo in cui si parla tantissimo di linguaggio inclusivo, sarebbe stato oltremodo opportuno, visto che all'interno della trama troviamo un personaggio agender, che già Gaiman, precursore dei tempi, nel lontano '97 (quando ancora non si parlava di linguaggio inclusivo) aveva trattato con tutto il dovuto rispetto utilizzando il pronome IT nel riferirsi ad ess*. Mentre invece, nella traduzione dell'edizione Mondadori risalente al 2005 che é la stessa utilizzata da Fanucci, non ci sono queste accortezze, e la questione viene semplicemente liquidata utilizzando i pronomi maschili. Ma questo é solo il problema più evidente di una traduzione che risulta essere molto obsoleta.

Un vero peccato, considerando il calibro e la portata delle tematiche che Gaiman si é sforzato di inserire in questo bellissimo testo, le quali nonostante abbiano ben 35 anni sono più attuali che mai.

Richard, il protagonista della nostra storia, é un uomo con una vita semplice, fatta di una routine quotidiana, e avvezzo a farsi trascinare dagli eventi. Ha un lavoro mediocre e non troppo soddisfacente, vive in un appartamento nella città di Londra che non é bellissimo, ma neppure brutto, ha una fidanzata rompiscatole, bella e arrivista, insomma vive una vita ordinaria, nella quale ognuno di noi lettori facilmente può identificarsi, finché non entrerà in contatto con gli abitanti di Londra di sotto.
Una comunità popolata da personaggi magici, e non, che sembra l'esatto contrario della Londra che noi tutti conosciamo. É un mondo dove i ratti sono sovrani, e i clochard possono essere Marchesi e vuole essere una chiara contrapposizione al mondo reale in cui il capitalismo regna sovrano.

Richard, dopo aver soccorso Porta, la coprotagonista della storia, diventerà "un invisibile" per le persone del mondo di sopra. Il suo scopo sarà proprio quello di ritornare alla normalità e ciò che lo guiderà durante il suo fatidico "viaggio dell'eroe", che poi in realtà eroe non é.
La cosa più bella é proprio il fatto che Richard, non subirà uno sconvolgimento radicale nel corso delle sue disavventure, non diventerà un eroe forte e invincibile. No. Richard verrà messo davanti alle sue più grandi paure, gli verrà imposto di affrontarle, e lui lo farà con tutti i problemi che un normalissimo essere umano può riscontrare in determinati contesti: piangendo, paralizzandosi, con tanti sudori freddi e via dicendo. Ma é da queste situazioni che trarrà la sua maturazione più grande. 
Riuscirà infatti a perseguire il suo intento, ma si renderà conto che non era poi effettivamente ciò che voleva, o meglio, ciò che desiderava prima di iniziare il suo incredibile viaggio, non è più adatto al Richard che è diventato al termine del suo percorso di formazione.

L'insegnamento più importante di tutti in questa storia, é proprio il fatto che spesso, ci neghiamo al cambiamento, per non affrontare le paure che ci dominano. La chiave di tutto sta proprio nell'affrontare queste ultime e solo dopo averle sconfitte, il mutamento risulterà reale, perché a quel punto, avremo cambiato il nostro stesso essere.

Che dire, Nessundove è un romanzo per adulti, che sprona al miglioramento di se stessi, ci affascina con personaggi eclettici, e un mondo bellissimo nella sua bruttezza. Penso che chiunque ami il genere non possa assolutamente esimersi dal leggerlo.

Voglio ringraziare anche tutte le blogger che hanno partecipato all'evento con i loro bellissimi articoli, qui sotto vi lascio la bellissima locandina creata da Silvia di Abookplaylist, con tutti i loro nomi in modo che possiate recuperarli:






mercoledì 12 maggio 2021

Papà Gambalunga Jean Webster Caravaggio Editore



Editore: Caravaggio Editore
Collana Classici ritrovati a cura di Enrico De Luca
Traduzione: Miriam Chiaromonte
Genere: Romanzo epistolare
Prezzo: 15,50 euro
Pagine: 264




Buonsalve cari lettori e bentrovati,

Papà Gambalunga di Jean Webster, é l'unico libro dall'inizio dell'anno che mi é davvero piaciuto. É una lettura leggera, frizzante, diversa, bella nel contenuto quanto nella forma. Vorrei per questo, fare i miei complimenti alla casa editrice Caravaggio Editore e al curatore di questa magnifica edizione Enrico De Luca, che hanno rispolverato, con grandissima cura, un classico della letteratura passato, a mio parere, per troppo tempo in sordina. Sono pochi difatti coloro che sanno che l'omonimo e famoso anime degli anni '90 , é stato tratto da un romanzo di Jean Webster.

La bellezza di questa edizione, sta nella dovizia di particolari che arricchiscono la storia attraverso le note, che non si limitano a spiegare solo qualche scelta di traduzione, ma forniscono anche puntuali commenti al contesto storico e culturale che spesso traspare poco attraverso le raccolte epistolari.
Per non parlare della scelta di inserire le illustrazioni originali dell'autrice risalenti alla prima edizione del 1912, che hanno impreziosito senza alcun dubbio questa piccola chicca. 

Per chi ancora non conoscesse Jerusha Abbott e la sua storia, lascio una breve sinossi:  

Jerusha Abbott (Judy) è un’orfana dell’Istituto John Grier, una ragazza sola e senza speranze. Un “deprimente”  mercoledì, la sua vita cambia radicalmente e in modo inaspettato: grazie alle sue ottime potenzialità, in particolare nella scrittura, un misterioso benefattore decide di pagarle gli studi presso un prestigioso college, in modo da permetterle di conquistare istruzione e indipendenza; ciò a due condizioni: Judy dovrà scrivere regolarmente all’ignoto filantropo, che ribattezzerà Papà Gambalunga (avendone visto solo la lunga ombra proiettata su un muro), per aggiornarlo sui suoi progressi, e il benefattore stesso dovrà restare sempre nell’anonimato. Inizierà così questo splendido romanzo epistolare “a senso unico”, ma capace – grazie alla simpatia, al senso dell’umorismo e alla sfrontatezza di Judy – di coinvolgere fino all’imprevedibile finale.

Come scritto poco sopra, la particolarità del romanzo sta nel fatto che conosceremo Judy, attraverso le lettere che inizierà a scrivere al suo benefattore. Sarà impossibile non farsi coinvolgere dalla simpatia travolgente della nostra protagonista, della quale scopriremo uno sfavillante percorso di crescita.

Le tematiche principali continuano ad essere molto attuali, una vasta importanza viene data al concetto di famiglia, che in questo caso, non prende l'accezione tradizionale. Essendo Judy un'orfana, la sua è una famiglia atipica composta in un primo momento dalla direttrice dell'orfanotrofio, e dai bambini che lo popolano, in cui però lei non si è mai sentita veramente a casa. Quando poi grazie al suo benefattore anonimo, inizia il college emerge il concetto della "famiglia che una persona si sceglie" di cui fanno parte le sue care amiche, ed ovviamente, il membro più importante il suo "Papà Gambalunga".
Judy sarà in grado di amare e farsi amare da quest'uomo dall'identità misteriosa, senza però mai rinunciare alla libertà delle sue scelte e senza mai abbassare il capo alle richieste di quest'ultimo, ben sapendo che la sua istruzione e il suo futuro dipendono interamente da lui.
Soffrendo molto per questa "dipendenza", la crescita del personaggio di Judy, sta proprio nel fatto che lei desidera ripagare Papà Gambalunga di ogni soldo speso per lei. Si impegnerà nello studio, e nella pubblicazione dei suoi scritti, per avere finalmente la sua agognata indipendenza.

„Tu credi nel libero arbitrio? Io sì, senza riserve. Non sono per niente d'accordo con quei filosofi che ritengono che ogni azione sia assolutamente inevitabile e che il risultato venga automaticamente da un'aggregazione di cause remote. Questa è la dottrina più immorale di cui abbia mai sentito parlare: in questo modo nessuno dovrebbe essere biasimato per ciò che accade. Se un uomo crede nel fatalismo dovrebbe soltanto rimanere seduto e dire: “Che sia fatto il volere di Dio”, e continuare a stare immobile fino a che cade a terra stecchito. Io, invece, credo fermamente nella mia libera volontà e nel mio potere di agire in piena autonomia. È questa la forza che smuove le montagne.“

Non ci stupiamo della presenza di questo femminismo d'avanguardia, in quanto la Webster é stata un'attivista molto attenta al tema dell'istruzione femminile, e più in generale, sul tema dell'indipendenza della donna, che purtroppo all'epoca doveva sottostare alle convenzioni sociali che la riducevano a semplice angelo del focolare domestico.

Insomma penso che a questo libro non manchi assolutamente nulla, e se desiderate qualcosa di leggero ma comunque ricco di tematiche importanti, Ve lo consiglio davvero vivamente.




venerdì 16 aprile 2021

Rovina e Ascesa - L. Bardugo Recensione

 

Autore: Leigh Bardugo
Editore: Mondadori
Vol 2 di 3
Prezzo 17,90 euro
Pagine 288
Genere: Fantasy


Buonsalve lettori,

eccomi qui, come promesso, per parlarvi dell'ultimo capitolo della Grisha Trilogy ossia Rovina e Ascesa, anche lui edito Mondadori, che ringrazio per la copia digitale offertaci nell'ambito del review party organizzato da Ylenia che potete trovare su IG come @reine_deslivres.

Che dire: questa saga mi ha davvero stupita in maniera positiva, soprattutto per quanto riguarda la velocità con la quale la Bardugo è riuscita a migliorare la sua prosa. Siamo partiti da Tenebre e Ossa con una scrittura un pò traballante, personaggi che non erano perfettamente caratterizzati, e con diversi clichè tipici della produzione young adult. Siamo poi passati ad Assedio e Tempesta, che a livello stilistico, si trova già nettamente un gradino sopra il primo capitolo di questa bellissima storia, i personaggi migliorano dal punto di vista psicologico, l'ambientazione si fa più presente, e anche le tematiche già affrontate nel primo volume iniziano ad acquisire spessore. Un miglioramento continuo, fino ad arrivare all'ultimo capitolo della saga ossia Rovina ed Ascesa, che è un piccolo gioiellino sotto molti punti di vista, anche se non possiamo definirlo perfetto. 

Di seguito vi lascio la trama, e subito dopo troverete tutti i motivi per i quali mi sento di consigliare vivamente questa bellissima lettura:

“Disprezza il tuo cuore.” Era quello che volevo. Non volevo più essere in lutto, soffrire per qualche perdita o per i sensi di colpa, o per la preoccupazione. Volevo essere dura, calcolatrice. Volevo essere impavida. Fino a poco prima mi era sembrato possibile. Ora ne ero meno sicura.

L’Oscuro ha ormai esteso il suo dominio su Ravka grazie al suo esercito di creature mostruose. Per completare i suoi piani, gli manca solo avere nuovamente al suo fianco Alina, la sua Evocaluce.

La giovane Grisha, anche se indebolita e costretta ad accettare la protezione dell’Apparat e di fanatici che la venerano come una Santa, non ha perso però le speranze: non tutto è perduto, sempre che un certo principe, sfacciato e fuorilegge, sia sopravvissuto, e che lei riesca a trovare la leggendaria creatura alata di Morozova, la chiave per liberare l’unico potere in grado di sconfiggere l’Oscuro e distruggere la Faglia. Per riuscirci, la potente Grisha dovrà tessere nuove alleanze e mettere da parte le vecchie rivalità. Nel farlo, verrà a conoscenza di alcuni segreti del passato dell’Oscuro che getteranno finalmente luce sulla natura del legame che li unisce e del potere che l’uomo esercita su di lei.

Con una nuova guerra alle porte, Alina si avvia verso il compimento del proprio destino, consapevole che opporsi all’ondata di crescente oscurità che lambisce il suo paese potrebbe costarle proprio quel futuro per cui combatte da sempre.



Partiamo subito dal fatto che è da un pò che non mi capitava di leggere una saga che avesse un certo equilibrio fra tutti i suoi libri. La Grisha Trilogy si sviluppa in crescita, non ci sono downgrade, ne per quanto riguarda la trama ne per quanto riguarda la fluidità della narrazione. Rovina ed Ascesa è nelle sue 300 pagine, un concentrato adrenalinico che cattura il lettore e lo trascina nel turbinio di eventi che si susseguono senza sosta. In questo libro c'è davvero tutto, la crescita dei personaggi di Alina e Mal è tangibile, finalmente ci troviamo difronte due protagonisti maturi al punto giusto per poter affrontare le situazioni che gli si pongono durante il cammino.
I colpi di scena non sono mai scontati, o prevedibili, e sono in grado di ribaltare la storia a tal punto che a 70 pagine dalla fine, il lettore si chiede come potrà mai essere chiusa la vicenda e senza averne la più pallida idea.

C'è però una cosa che io personalmente non ho gradito, ma si tratta solo di una questione di gusti. La scelta del finale per me è stata un pò troppo tendente al voler regalare un lieto fine a tutti i costi. Ci sono situazioni negative che, anche se tristi, avrebbero retto di più la storia. Come anche la scelta di Alina sul tipo di vita da intraprendere alla fine degli eventi, mi ha lasciato un pò l'amaro in bocca.
Io in ogni caso mi sento di consigliarvi la lettura di questa trilogia, che ha sicuramente tante imperfezioni, ma che è in grado di regalare moltissime gioie a chi, come me, è sempre alla ricerca di una storia che sappia tenere incollati alle pagine.

Se volete conoscere altri pareri in merito, vi consiglio di dare un'occhiata anche agli articoli delle altre partecipanti al review party che potete trovare elencate nella locandina in basso.