giovedì 25 marzo 2021

Il regno di Rame S.A. Chakraborty Recensione

Edito: Mondadori
Collana: Oscar Vault
Genere: Fantasy
Vol. 2 di 3
Nome della saga: Daevabad
Pagine: 648
Versione: Rilegatura Rigida
Costo: 24,00 euro




 Cari lettori bentrovati,

oggi ritorniamo a parlare della saga di Daevabad  scritta da S.A. Chakraborty che consta di 3 libri, di cui attualmente sono stati tradotti da Mondadori, solo i primi due ossia: La Città di Ottone (uscito lo scorso Giugno) e Il regno di rame, pubblicato in Italia questo mese. Non si sa ancora nulla circa l'uscita dell'ultimo volume, The Empire of Gold, ma immagino arriverà entro fine anno.

Questa per quanto mi riguarda è una saga che non è partita proprio benissimo, La Città di Ottone infatti è stato un libro con qualche pro e molti contro, che però in fin dei conti mi ha lasciata con la curiosità di voler vedere dove sarebbe andata a parare questa storia. Se volete potete recuperare la recensione del primo volume cliccando qui.

Purtroppo Il Regno di rame mi ha delusa più del primo per diversi motivi che andrò ad analizzare fra pochissimo, nel frattempo ecco a voi la trama:

La vita di Nahri è cambiata per sempre nel momento in cui ha accidentalmente evocato Dara, un misterioso jinn. Fuggita dalla sua casa al Cairo, si è ritrovata nell'abbagliante corte reale di Daevabad, immersa nelle cupe conseguenze di una battaglia devastante, e lì ha scoperto di aver bisogno di tutto il suo istinto truffaldino per sopravvivere. Anche se accetta il suo ruolo ereditario, sa di essere intrappolata in una gabbia dorata, controllata da un sovrano che governa dal trono che una volta apparteneva alla sua famiglia: basterà un passo falso per far condannare la sua tribù. Nel frattempo, Ali è stato esiliato per aver osato sfidare suo padre. Braccato dagli assassini, è costretto a fare affidamento sui poteri spaventosi che gli hanno donato i marid. Così facendo, però, minaccia di portare alla luce un terribile segreto che la sua famiglia ha tenuto nascosto a lungo. Intanto, nel desolato nord, si sta sviluppando una minaccia invisibile. È una forza capace di portare una tempesta di fuoco proprio alle porte della città. Un potere che richiede l'intervento di un guerriero combattuto tra un feroce dovere a cui non potrà mai sottrarsi e una pace che teme di non meritare mai.

Partirei dagli aspetti positivi di questo secondo volume, che non sono molti, ma qualche merito dovremo pur renderglielo, no?

La prima cosa che si nota è certamente il fatto che la narrazione sia molto più fluida, e senza troppe interruzioni. Il primo volume era ricco di spiegoni necessari a far comprendere la struttura delle varie tribù e la loro storia. Questo secondo libro ha sicuramente beneficiato del fatto che, essendo il lettore già un pò più addentrato nelle questioni socio-politiche della città di Daevabad non si sia sentito spaesato. Il problema però è che seppur mancano questi intervalli (che nel primo libro avevano comunque un valore propedeutico), nel Regno di rame i vari eventi sono distanziati da pagine e pagine di descrizioni, che finchè servono alla costruzione dell'ambientazione, hanno anche un senso, ma in questo caso sono solamente un modo per stiracchiare all'inverosimile la narrazione.

Perchè si, il punto più dolente di questo libro è proprio il fatto che sia composto da 600 e passa pagine di niente. La trama poteva essere ben riassunta in appena 200-300 pagine e risultare ben più avvincente, perchè fondamentalmente, trattandosi di un volume transitorio, non accade nulla di rilevante fino alle ultime 200 pagine circa, durante le quali l'autrice cerca di risollevare un attimo l'effetto climax (senza riuscirci perchè tutti gli eventi sono estremamente prevedibili) per creare poi quello che dovrebbe essere un potente cliffhanger, che avrebbe dovuto lasciare il lettore senza fiato e smanioso di voler leggere il terzo volume. E invece, per quanto mi riguarda, la serie sarebbe anche potuta essere finita li lasciando il lettore a tirare le sue conclusioni.

Un'altra cosa positiva sta nel fatto che la suddivisione dei capitoli sia rimasta sempre per pov, questa volta non solo quelli di Ali e Nahri, ma anche Dara ha avuto il suo spazio. E forse sarebbe stato un bene non riservargli questo "onore".

Dara, è stato il personaggio che aveva creato aspettativa e interesse nel primo volume, mentre in questo quasi non lo si riconosce, diventa insicuro e incapace di ribellarsi alle scelte della sua nuova comandante, anche se sa che sono sbagliate. Non fa altro che piangersi addosso e, nel momento in cui avrebbe potuto cambiare tutto, si riduce ad eseguire gli ordini.

Ma non solo Dara, fra le pagine di questo libro, subisce un forte downgrade, anche Nahri incastrata in un matrimonio di convenienza, e ricattata da re Ghassan non è in grado di sollevare le sue sorti e neppure quelle del suo popolo, pur essendo l'esponente più influente della sua tribù, viene continuamente messa all'angolo.

Ali è l'unico personaggio che resta fedele a se stesso, non ha una vera e propria involuzione ma neppure un miglioramento, fatto sta che lui insieme ai suoi fratelli sono i personaggi che ho più apprezzato, perchè per lo meno, sono quelli che hanno smosso un pò la trama.

L'ambientazione resta in ogni caso il punto forte di questa saga, sicuramente molto studiata però spesso davvero troppo invadente.

In conclusione, sarò onesta e non so se riuscirò a continuare la saga, vedremo un pò quando uscirà l'ultimo capitolo cosa mi sentirò di fare. Un pò la curiosità di sapere come verrà conclusa resta, ma la paura di sprecare tempo per un libro che, visti i primi due, probabilmente non mi piacerà è comunque sufficiente a scoraggiarmi.

Ringrazio Nia per aver organizzato l'evento, e la Mondadori per aver fornito il file digitale per la lettura in anteprima.

Qui sotto vi lascio la locandina del Review Party in modo che possiate farvi un'idea più ampia leggendo le recensioni delle altre blogger che hanno partecipato.



mercoledì 17 marzo 2021

L'ultima creatura di Erica Prontera recensione

Autore: Erica Prontera
Edito: Elpis 
Genere: Fantasy/Romance Young Adult
Costo: 14,90 euro
Pagine: 380
Formato: Brossura



Bentornati Lettori,
Oggi vi parlerò di un altro libro che si va ad aggiungere al catalogo della Elpis, una piccola casa editrice che sta lavorando davvero molto bene, e che ringrazio per aver fornito la copia digitale del libro.

Questa volta di tratta di un fantasy young adult con una fortissima componente romance. Ammetto che durante la lettura di questo libro, mi sono sentita molto fuori target soprattutto perché é stato difficile immedesimarmi nei personaggi, però sono certa che il pubblico al quale si rivolge apprezzerà senza dubbio questa storia molto fresca e leggera.

Vi lascio la trama, in modo che possiate farvi un'idea di quanto dirò più avanti:

Lenora ha sedici anni quando il suo mondo viene capovolto in maniera irreversibile: suo padre ha ottenuto un lavoro prestigioso a Monry ed entrambi sono costretti a trasferirsi al castello reale. Gli abitanti del luogo, però, si dimostreranno subito disgustati da lei, da quello che si nasconde all'interno del suo corpo. Lenora, infatti, non è un mutamorfo come tutti gli altri. L'essere che vive dentro di lei si nutre delle paure altrui, condizionando il suo modo di vivere. Inoltre, alcuni componenti della famiglia reale sono diabolici, senza scrupoli. Tra quelle mura si nascondono enormi segreti che verranno a galla e contro cui Lenora dovrà combattere. Non è l'unica a non trovare conforto in quel luogo: anche Jannik, un ragazzo che lavora al castello, prova la stessa sensazione. Quando si incontrano, lui sembra sempre sul punto di scappare. Nei suoi occhi chiari si nasconde un tormento che non può rivelare a nessuno. Neppure a Lenora. Sono ancora molte, infatti, le cose che lei non sa, come il vero motivo di quel trasferimento: lei. L'ultima creatura di una specie estinta.




Partiamo con il world building, il quale é davvero molto essenziale, consta di 3 pianeti in guerra fra loro a causa di Elras l'immortale tiranno del pianeta R14 la cui capitale é Monry. Tutti e tre i pianeti sono abitati da creature magiche quali elfi e mutamorfi, ossia umani in grado di trasformarsi in animali, o con poteri magici come quelli delle fate. Tutta la storia si svolge in questo luogo dove Lenora, la nostra protagonista, dovrà trasferirsi insieme a suo padre in quanto resterà l'unico esemplare della sua razza. 
Il regno di Monry é stato costruito dall'autrice, in modo che preservasse la classicità del periodo medioevale, nel quale si ambientano la gran parte dei fantasy, aggiungendo però degli elementi moderni, quali ad esempio i cellulari, i tablet, i maxischermi. Anche l'abbigliamento dei vari personaggi é una commistione di antico e moderno, troveremo principi in jeans, t-shirt e mantello, affiancati da ufficiali della guardia reale armati di spade ma anche di pistole!

Per quanto riguarda i personaggi e la trama, bisogna specificare che si tratta di un romanzo canon in cui i cliché sono davvero molti, questo é stato un po' un peccato perché c'erano tutti i presupposti per poter osare di più e creare qualcosa di davvero unico, non ci sono colpi di scena che non ci si aspetta, ma il ritmo della narrazione é molto coinvolgente e invoglia il lettore a proseguire velocemente.
La protagonista della storia é Lenora, una ragazza apparentemente dolce e tranquilla, ma che condivide il suo corpo con un altro IO molto più primordiale e certamente meno gentile di lei.
É davvero apprezzabile la dicotomia tra le due personalità di Lenora, che danno un twist tutto speciale a questo personaggio, che inizialmente potrebbe fare fatica a farsi apprezzare, perché molto infantile e oltremodo vittimista. Considerando la sua natura le sarebbe bastato snudare gli artigli per farsi rispettare un po' di più dai suoi compagni di scuola, che invece la bullizzano e la escludono a causa della sua unicità.
Tutto migliora quando finalmente Lenora riesce a equilibrare il suo lato bestiale con quello umano, accettando la coesistenza delle due personalità e impegnandosi affinchè "collaborino" fra loro in maniera costruttiva, c'è un cambiamento radicale e repentino del suo carattere che la renderà ancora più apprezzabile.

Fortunatamente c'è Pasiox il suo primo ed unico amico che la protegge e la aiuta a trascorrere le sue giornate scolastiche in maniera più leggera. É il classico amico dal cuore grande in grado di guardare oltre ciò che rende diversa Lenora, riuscendo così a guadagnarsi il suo affetto.

Ma il cuore di Lenora viene rubato a prima vista da Jannik, un ragazzo che si ammanta di mistero ma anch'egli dal cuore nobile, che insieme a Pasiox, andrà a creare l'immancabile triangolo, che farà sobbalzare i cuori di coloro che si imbatteranno in questa storia.

Ci sono anche altri personaggi di contorno, quali il principe Marlock la cui personalità é descritta così bene da dare una sensazione di negatività ogni volta che si leggono passaggi in cui é il protagonista, il padre di Lenora un'uomo forte e al contempo amorevole, la signora Gines che é una figura chiave per la trama e infine Brown fedele guardia del corpo di Lenora che avrà anch'egli un ruolo importante nel dipanarsi della trama.

Best mention va a Milizia l'ologramma del cellulare che tutti vorrebbero avere, ironico smaliziato eppure tanto cute! 

In conclusione mi sento di dire che seppur con qualche piccolo difetto, é una storia che si fa leggere e fa trascorrere del tempo in un mondo magico dove tutto può diventare possibile. Lo consiglio a tutti coloro che sono alla ricerca di evasione dal mondo reale, che vogliono una storia fresca leggera e che non impegni, ma soprattutto di una storia che parli di molte forme di amore, di amicizia e ricca di buoni sentimenti.




lunedì 8 marzo 2021

Fireflies Stelle sulla Terra di Debora Guzzo


Autore: Debora Guzzo
Casa Editrice: Elpis Editrice
Prezzo: 13,90 euro 
Genere: Romance
Pagine: 330 
Formato: Brossura




Ciao Lettori e bentrovati,
Oggi parleremo di Fireflies di Debora Guzzo edito da Elpis editore i quali ringrazio per avermi inviato la copia digitale ed anche per il coinvolgimento nel review party.
É raro che su questo blog si possano leggere recensioni di romance, sapete bene che non si tratta di un genere al quale sono particolarmente affezionata, ma in questo periodo ho voglia di variare e di fare letture più leggere e spensierate. Quando mi sono imbattuta nella trama di Fireflies, mi sono fatta catturare dal fatto che non fosse la classica storia d'amore con dei protagonisti dalle personalità stereotipate, benché comunque rispetti le strutture dei romanzi, ci sono degli elementi che me lo hanno fatto apprezzare molto. Di seguito vi lascio la trama in modo che possiate farvi un'idea:

Ogni mattina, dopo essere uscita da casa, Effie mette su le sue cuffie rosse. Un po' rovinate e con una R incisa sopra, impediscono al mondo esterno di mescolarsi al suo. Ogni volta che la musica è in pausa, il distante vociare degli studenti le ricorda di essere rimasta sola. A farle compagnia, soltanto le lucciole che brillano in riva al lago. Dell'artefice di quella situazione non le resta che quella reliquia, il ricordo dei suoi sorrisi e una rabbia immensa che non sa contro chi sfogare. Effie, al sicuro dentro la bolla di musica dentro la quale si è nascosta, non immagina neanche che il proprietario di quelle cuffie sta per tornare e che si ricorda perfettamente di lei. Non sa che, al di là di ogni suo sforzo, la storia che le ha portato via le sue migliori amiche è destinata a ripetersi. Ma questa volta con un finale ben diverso.






Partiamo subito parlando dell'ambientazione, la storia si svolge tutta all'interno di questa piccola e caratteristica cittadina lacustre che conta pochissimi abitanti i quali si conoscono tutti. Le descrizioni paesaggistiche sono molto brevi ma accattivanti e curate, non fanno faticare il lettore ad immaginare, e dunque a calarsi, nei luoghi in cui l'autrice desidera condurlo. Si tratta di un luogo magico dove il lago con i suoi colori cangianti, diventa silenzioso testimone delle vicende di Effie e Roe.

Sono loro i protagonisti di questa liaison che non é incentrata tanto sull'amore, quanto sull'amicizia. Ci viene mostrato attraverso le vicissitudini di Effie quanto le amicizie influiscano sulla vita di un adolescente, forse anche più dell'amore, portandola tanto in paradiso, quando tutto fila liscio, quanto all'inferno, quando invece iniziano a farsi spazio sentimenti quali invidia e gelosia.

La personalità di Effie é davvero molto bella e particolare, si tratta di una ragazza che trova più semplice attaccare e ferire chi prova ad avvicinarla, che dimostrare i suoi veri sentimenti. All'apparenza sembra acida e scostante, ma la sua è solo una corazza che ha costruito nel tempo. Il suo atteggiamento fa sorridere in più di un'occasione, Effie é sempre molto dura con se stessa e con gli altri, ma allo stesso tempo conserva l'ingenuità dei suoi 16 anni.

Poi ci sono tutta una serie di personaggi di contorno: Roe il bel ragazzo perfetto ma irraggiungibile, le amiche perfide, Eric il cugino confidente, e la migliore amica voltagabbana, che accenderanno la vita di Effie e la trascineranno nelle loro beghe adolescenziali, che la faranno crescere e maturare, e le insegneranno a riconoscere quali sono realmente le persone positive e quali quelle tossiche.

Una cosa che ho apprezzato tantissimo, é che ad ogni momento della storia l'autrice ha abbinato un brano musicale, e questo indubbiamente aiuta ad entrare in sintonia con i personaggi, soprattutto se si ha la costanza e la curiosità di metter su e ascoltare le canzoni che vengono di volta in volta proposte.

Nel complesso Fireflies si rivolge ad un pubblico che va dai 15 ai 17-18 anni, e le tematiche sono affrontate in maniera costruttiva, a differenza di altri libri young adult che prediligono e fanno passare per buone relazioni tossiche.
Questo invece é un romanzo piacevole, divertente e scorrevole, che mi sento di consigliare a chi desidera una lettura confortante e leggera facendosi accompagnare dalla ottima playlist che l'autrice ci suggerisce fra le pagine.


venerdì 5 marzo 2021

Il Cielo di Pietra N.K. Jemisin




Autore: N. K. Jemisin
Traduttore: Alba Mantovani
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: 14,25 euro 
Genere: Fantascienza
Vol. 3 di 3
Pagine: 444




Ciao Lettori e ben ritrovati,

oggi ritorniamo a parlare della trilogia della Terra Spezzata scritta da N.K. Jemisin, in quanto di recente è uscito il terzo ed ultimo volume edito Mondadori.

Il rapporto con questa saga per me è stato un pò di amore ed odio, in quanto ho davvero apprezzato la scrittura della Jemisin che ho trovato davvero bella e particolare, ma ci sono dei problemi di trama che hanno molto appesantito la lettura di questo terzo volume, che mi aspettavo molto più spumeggiate.
 Bando alle ciance vi lascio un breve recap, fatto soprattutto per coloro che hanno già letto il primo ed il secondo libro ed hanno bisogno un attimo di raccapezzarsi. 
Se tu che stai leggendo non hai ancora letto i primi due volumi salta questa parte in corsivo e vai direttamente al commento.

La Quinta Stagione Vol.1
L’Immoto è da sempre abituato alle catastrofi, alle terribili Quinte Stagioni che ne sconquassano periodicamente le viscere provocando sismi e sconvolgimenti climatici. Quelle Stagioni che gli orogeni sono in grado di prevedere, controllare, provocare. Per questo sono temuti e odiati più della lunga e fredda notte; per questo vengono perseguitati, nascosti, uccisi; o, se sono fortunati, sono presi fin da piccoli e messi sotto la tutela di un Custode, nel Fulcro, e costretti a usare il loro potere per il bene del mondo. È in questa terra spezzata che si trovano a vivere Damaya, Essun e Syenite, tre orogene legate da un unico destino.

Il portale degli Obelischi Vol. 2
La Stagione della fine si fa sempre più buia, mentre la civiltà sprofonda in una notte senza termine. Essun ha trovato un luogo dove rifugiarsi, ma soprattutto ha trovato Alabaster, sorprendentemente ancora vivo; ha inoltre scoperto che è stato lui, ormai in procinto di trasformarsi in pietra, a provocare la frattura nel continente e a scatenare una Stagione che forse non terminerà mai. E ora Alabaster ha una richiesta da farle: deve usare il suo potere per chiamare un obelisco. Agendo così, però, segnerà per sempre il destino del continente Immoto. Nel frattempo, molto lontano, anche Nassun, la figlia perduta di Essun, è forse approdata in un luogo dove sentirsi a casa, dove coltivare la sua straordinaria dote di orogenia, per diventare sempre più potente. Ma anche Nassun dovrà compiere scelte decisive, in grado di mutare il futuro del mondo intero.

Il Cielo di Pietra Vol. 3
La Luna sta per sfiorare di nuovo l'Immoto. Se porterà la salvezza o la distruzione dell'umanità dipende da due donne. Essun ha ereditato il potere di Alabaster Diecianelli. Vuole usarlo per ritrovare la figlia Nassun e tentare di costruire un mondo migliore, dando una seconda occasione all'umanità. Ma aprire il Portale degli Obelischi non basta. Bisogna far tornare la Luna. Nassun ha sperimentato tutto il male possibile ed è giunta a una conclusione che sua madre non accetta: il mondo è troppo guasto per poterlo riparare. Meglio distruggerlo per sempre. Madre e figlia si ritroveranno l'una contro l'altra nell'ultima, decisiva lotta per la sopravvivenza o la fine dell'Immoto.




Non vi nego che scrivere questa recensione mi sta mettendo non poco in difficoltà proprio a causa della dualità del sentimento che provo per questa saga. Il primo volume La Quinta Stagione (la recensione la trovate qui) mi conquistò completamente, infatti terminai di leggerlo in soli due giorni, e per me, che sono una lettrice lumaca, è davvero un record. Di quel volume ho amato tutto: la struttura ciclica della storia, l'impronta data ai personaggi, i momenti di climax coordinati alla perfezione con un ritmo incalzante che ricorda sul serio le montagne russe. Per non parlare della gestione di tematiche estremamente spinose, portate avanti senza troppi peli sulla lingua, quello che mi è piaciuto di più è stato proprio il fatto che nonostante si trattasse di un'opera di fantasia, gli argomenti sono calati in situazioni così realistiche da far immedesimare il lettore nelle situazioni al punto da turbarlo nel profondo.

Con la lettura del secondo volume Il portale degli Obelischi (qui la recensione), la trama ed i personaggi subiscono un calo, diventa tutto più astratto e non si capisce bene quali siano gli obiettivi che i protagonisti devono perseguire. Il sistema elementale tanto ben costruito nella Quinta stagione, viene poi destabilizzato dall'inserimento della magia, che ho trovato davvero inutile perchè era tutto già bello, equilibrato, ma soprattutto innovativo così come era stato fino a quel momento. Ma mi rendo conto che fosse necessario ai fini di trama inserire questo elemento come deus ex machina. Anche le tematiche restano le stesse e diventano davvero angoscianti, non sono più coinvolgenti, sono solo un mezzo per emozionare, negativamente, il lettore. Però i libri di mezzo nelle trilogie sono sempre leggermente sottotono per poi dare all'ultimo volume la giusta spinta per poter creare un finale che lasci a bocca aperta.

Purtroppo però Il Cielo di Pietra non è stato un finale degno di una saga partita così bene, ed è per questo che complessivamente, mi ha lasciato l'amaro in bocca. Probabilmente questo calo è dovuto alla grande pressione che la Jemisin ha subito per la pubblicazione di quest'ultimo volume, in un momento poco felice della sua vita. Infatti ha prodotto questo testo mentre accudiva sua madre ammalatasi improvvisamente, e poi deceduta. Evento che sicuramente ha influito negativamente sulla scrittura e anche sull'andamento della trama.
In questo terzo volume Essun subisce un'involuzione tale da diventare l'ombra della donna e madre forte e caparbia che ci viene raccontata nei primi due volumi, preferisce dedicare la sua vita alla gente di Castrima piuttosto che raggiungere sua figlia Nassun per il semplice motivo che non riuscirebbe a prendere atto del fatto che quest'ultima probabilmente la ritenga una pessima madre, e quindi si dedica a queste persone che non le devono assolutamente nulla.
Nassun invece è sicuramente overpowered, lei a soli 11 anni non solo è più forte di sua madre, ma è in grado addirittura di distruggere l'intero Immoto soltanto perchè è stata addestrata da un custode, questa tesi onestamente regge poco.
Finalmente si approfondisce la conoscenza della figura dei mangiapietra e dei custodi, ma non senza che il lettore debba sudare 7 camicie per poter comprendere qualcosa, in quanto la narrazione di questo libro sembra seguire più un flusso di coscienza dell'autrice che un vero e proprio schema. Questo gioca sicuramente a favore dell'imprevedibilità degli eventi, ma va a discapito della comprensione, il lettore infatti si trova alla fine del libro assetato e insoddisfatto perchè le risposte che cercava non arrivano, o comunque non sono complete.
E' apprezzabile la volontà dell'autrice di chiudere il cerchio ricollegando tutti gli eventi alla trama del primo volume cercando di dare con la struttura ad anello, una parvenza di coerenza a tutta la storia, ma restano aperti davvero troppi punti.

Nel complesso, capisco perfettamente perchè questa trilogia abbia vinto ben tre premi Hugo, lo stile della Jemisin è davvero qualcosa di incredibile, stiloso, forte, imprevedibile. La ricchezza di tematiche particolari e spinose è davvero scioccante e finalmente si vede la figura di una madre non più banalizzata e relegata alle sue solite mansioni. 
Di certo è una saga qualitativamente ottima, ma senza dubbio difficile da leggere, bisogna armarsi di tanta pazienza.
Un consiglio che mi sento di dare a tutti coloro che decideranno di affrontare questa lettura, è quello di leggere tutti e tre i volumi senza lunghe interruzioni, perchè le vicende sono tutte strettamente collegate e penso che si possa apprezzare molto di più questa storia leggendola in questo modo.

Ringrazio Nia per aver organizzato questo evento e la Mondadori per aver fornito la copia digitale.





mercoledì 27 gennaio 2021

Recensione Adattamento Editoriale Il giardino segreto - Il Film 2020

 

Editore DeA Planeta
Autore: Linda Chapman sulle sceneggiature di Jack Thorne
Traduzione: Alessandra Maestrini
Pagine: 256, con inserto fotografico
Prezzo: 14,90 euro


Ciao Lettori,

come promesso eccoci di nuovo insieme per parlare del libro Il giardino segreto pubblicato da DeA Planeta in occasione dell'uscita dell'omonimo film, visionabile su Prime Video.

Ci tengo a precisare che questa edizione non contiene la storia originale di Frances Burnett, ma si tratta dell'adattamento editoriale scritto da Linda Chapman basato sulle sceneggiature di Jack Thorne.

Per chi non la conoscesse di seguito vi lascio la sinossi:

Per Mary Lennox le storie hanno un potere straordinario. Le basta raccontarne una ad alta voce per superare i momenti difficili. Ma la sua partenza per l’Inghilterra e la sua misteriosa e sterminata brughiera sta per cambiare ogni cosa. Mary andrà a vivere insieme a uno strano ricchissimo zio che non ha mai visto, e che, di certo, non ha tempo per le storie. All’improvviso, il mondo di Mary inizia a crollare. I suoi genitori non ci sono più, l’amata India, la terra delle storie, è più lontana che mai. Sembra che non ci sia rimedio a nulla. Almeno fino a quando Mary non incontra Colin, il cugino che non ha mai conosciuto. E Dickon, espertissimo di natura, di animali, sempre pronto ad ascoltare. Insieme a loro Mary attraverserà il maniero dello zio fino a scoprire un meraviglioso giardino, un luogo incantato che custodisce un segreto, ma… dove è proibito mettere piede. Ed è qui che l’avventura inizia. È qui che la storia prende vita. È qui che Mary Lennox troverà la sua vera casa.

Detto ciò devo dire che l'edizione in se è davvero molto bella e curata, ci sono delle belle illustrazioni floreali come intermezzo fra i capitoli, ed alla fine della storia è stato inserito un albo illustrato a colori di bellissime immagini tratte dal film.

Purtroppo non mi sento di approvarne il contenuto in quanto sono davvero molto affezionata alla storia narrata dalla Burnett, e quella raccontata da Linda Chapman se ne discosta abbastanza.

Ciò che più mi ha infastidita è stata la snaturalizzazione dei personaggi originali che, come dicevo anche nell'articolo del blog tour che potete ripescare cliccando qui, hanno perso il loro fascino ed, in alcuni casi, la loro funzione all'interno della storia.




Immagino che determinati cambiamenti siano stati fatti per modernizzare un classico che probabilmente avrebbe annoiato i ragazzi di oggi. Sono stati aggiunti, infatti elementi che possono essere sicuramente più appetibili e interessanti per il target verso il quale sono rivolti.

Però per gli affezionati della storia della Burnett queste sono cose che poco si digeriscono.

Una innovazione rispetto all'originale che salverei, è la giustificazione che hanno voluto dare alla madre di Mary per la sua mancanza d'amore nei confronti della figlia, e quindi l'inserimento del rapporto che intercorre fra le due sorelle (la mamma di Mary e quella di Colin) e tutto il mistero che ruota intorno alle loro vite.

Bellissimo anche il worldbuilding che ho trovato molto ampliato e, tutto sommato, appropriato, che associato anche alle bellissime immagini del film, è stato in grado di creare la giusta suggestione, e sollevare un adeguato interesse.

Restano solide le tematiche principali della storia originale, quali ad esempio la forza di volontà nella persecuzione dei propri interessi, aiutare il prossimo, e aprirsi al mondo.

In conclusione, penso che la storia possa essere apprezzata da coloro i quali non sono affezionati alla versione originale, mentre a chi come me ha adorato il libro della Burnett, farà un pò storcere il naso.

Ringrazio la DeA Planeta per la copia in omaggio ed Ylenia per aver organizzato l'evento.

Di seguito vi lascio la grafica con tutti gli appuntamenti con i vari blogger coinvolti.

Alla prossima!





sabato 23 gennaio 2021

Il giardino segreto: confronto tra i personaggi del libro originale ed il retelling del 2020

Bentornati cari lettori,
Oggi parleremo de il Giardino Segreto di Frances Burnett e del suo retelling prodotto da DeAgostini, un libro tratto dal remake del film Il giardino segreto, al momento disponibile su Prime video.

Purtroppo per me, questo libro, ed il relativo film, cascano male in quanto giusto a Novembre ho letto l'edizione originale della Burnett, e ad essere onesta, mi ha fatto storcere un po' il naso, soprattutto per la caratterizzazione dei personaggi che é stata completata stravolta, cambiando, a mio modesto parere, anche un po' il senso stesso della storia.
Mary, la protagonista, originalmente viveva in India, accudita esclusivamente dalle sue balie, in quanto la madre e il padre, non avevano tempo ma neppure voglia e pazienza per occuparsi di lei, perché Mary era estremamente viziata, presuntuosa ed ostinata. Persino le sue balie non la curavano particolarmente, perché venivano trattate malissimo. Per cui durante un'epidemia di colera, al sopraggiungere della morte improvvisa del padre e della madre, tutti i domestici abbandonarono la casa, lasciando Mary completamente sola. Essa fu ritrovata diversi giorni dopo da uno degli amici del padre che era andato a fare un sopralluogo dell'abitazione. La forza del cambiamento di Mary sta proprio nel suo carattere avverso ed ostile, che invece nel retelling è stato completamente smorzato.

Un altro personaggio chiave della versione originale è Martha, la giovane cameriera di casa Craven , che attraverso il confronto con la realtà della sua famiglia, povera ma ricca d'amore, con il racconto dolce di sua mamma che sforna pane e dolci per tutti i suoi figli, risveglia la coscienza di Mary e la sprona a cercare di migliorare la sua condizione triste e solitaria. Mentre invece nel retelling, Martha ha solo la funzione di fare conoscere a Mary Dickon, suo fratello, dandole così lo spessore di una pozzanghera.

Anche Dickon, che è stato il mio personaggio preferito nella versione della Burnett, é stato completamente spersonalizzato. Lui é un amante della natura e degli animali, a cui si dedica con amore e dedizione, cura il giardino segreto e grazie a lui tutto sboccia e rinasce, cosa che nella nuova versione, non emerge.

Forse i personaggi più mal caratterizzati in assoluto sono proprio Colin e suo padre il Signor Craven. Nella versione originale sono entrambe persone fragili e ferite dalla morte della Signora Craven in cerca solo di un'ancora di salvezza, che troveranno poi in Mary e Dickon. Mentre invece nel retelling vengono ritratte come persone schive e cattive.

Completamente assente invece la figura del giardiniere Ben Weatherstuff, che però é stato rimpiazzato da un simpatico cagnolino, ed anche il dolcissimo pettirosso che diventa il primo amico di Mary, il simbolo della sua speranza e del suo cambiamento, ha solo un ruolo tristemente marginale.

Nel complesso dunque sono queste le cose che mi hanno lasciata molto a desiderare. Certo la storia é stata sicuramente "allegerita", e magari resa fruibile per tutti coloro che non conoscono la storia originale. Ma per chi, come me, é affezionato ai personaggi della Burnett, é stato un piccolo colpo al cuore.

Ringrazio Nia per avermi coinvolta in questo evento e la DeAgostini per la copia cartacea.
Vi lascio la locandina con tutti i blog che hanno scritto per l'evento e sui quali potrete trovare altri interessati articoli relativi al retelling de Il giardino segreto.




mercoledì 20 gennaio 2021

Sorcery of Thorns di Margaret Rogerson

Autore: Margaret Rogerson
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Vault
Genere: Fantasy YA
Pagine: 444
Costo: 22,90 euro


Bentrovati lettori!

rieccoci qua ad analizzare insieme un nuovo attesissimo caso editoriale a cura ancora una volta di Mondadori.

Questo 2021 sarà iniziato bene o male per questa blasonatissima casa editrice che sforna un successo dietro l'altro?

Se dobbiamo basarci solo su Sorcery of Thorns di Margaret Rogerson, vi anticipo che si tratta di un NI.

Vi lascio la trama dopodiché andremo ad analizzare i vari aspetti che caratterizzano questa attesissima lettura:

Trovatella allevata in una delle Grandi Biblioteche di Austermeer, è cresciuta in mezzo agli strumenti della stregoneria: grimori magici che sussurrano e sferragliano catene. Se provocati, si trasformano in mostri inquietanti di cuoio e di inchiostro. Ciò cui Elisabeth ambisce è diventare una guardiana, incaricata di proteggere il regno dalle minacce della magia.

Il suo disperato tentativo di impedire l’atto di sabotaggio che libera il grimorio più pericoloso della biblioteca finisce per ritorcersi contro di lei: ritenuta coinvolta nel crimine, viene condotta nella capitale, in attesa di interrogatorio. L’unica persona su cui può fare affidamento è il suo nemico di sempre, il Magister Nathaniel Thorn, con il suo misterioso servitore; ma tutto sembra intrappolarla in una congiura secolare, che potrebbe radere al suolo non solo le Grandi Biblioteche, ma anche il mondo intero.

A mano a mano che la sua alleanza con Nathaniel si rafforza, Elisabeth inizia a mettere in discussione tutto quello che le hanno insegnato sui maghi, sulle biblioteche che ama così tanto, e soprattutto su se stessa. Perché Elisabeth ha un potere che non avrebbe mai sospettato, e un destino che non avrebbe mai potuto immaginare.

Partirei dal world building, sicuramente un aspetto di questa storia abbastanza penalizzato in quanto non viene ben approfondito, Margaret fornisce solo pochi spunti sui quali poi il lettore costruirà, a mano libera, una visione dei luoghi in cui sono calate le vicende dei protagonisti. All'inizio infatti la sensazione è quella di trovarsi in un Medioevo fantasy in cui la magia la fa da padrona, mentre solo avanzando con la lettura scopriremo di trovarci nei primi dell' 800', nel regno di Austermeer dove in realtà la modernità inizia a scalzare e mettere da parte la magia che è si riconosciuta, ma come qualcosa di non esattamente buono. Motivo per il quale i Grimori appartenuti ai maghi necessitano di essere custoditi in delle biblioteche che siano in grado di contenere il loro potenziale magico, sia per proteggere gli umani dal loro potere, ma anche per essere protetti da tutti coloro che potrebbero farne un uso improprio.

La non invadenza di un world building immaginativo, è positiva da un lato, perchè non annoia il lettore con pagine e pagine di descrizioni, talvolta fini a se stesse, rendendo la lettura snella ed agile, dall'altro lato con una complessità di argomenti quali quelli prescelti dall'autrice, un pizzico di chiarezza in più non sarebbe guastata, sarebbe stato interessante infatti, comprendere più a fondo il sistema magico che non è assolutamente banale, ma davvero poco sviluppato e convincente. 


Poco sviluppata è anche la caratterizzazione dei personaggi, la protagonista, Elizabeth, è una ragazzina che è sempre vissuta all'interno di una biblioteca, per cui viene rappresentata come una persona impavida ma credulona, che nell'arco della narrazione subisce una piccola evoluzione, ma che sicuramente non basta a garantirle il titolo di eroina che le viene attribuito.

Nathaniel Thorn (che del vero, solo, ed unico Thorn della Dabois ha solo il cognome) viene presentato come uno dei più temibili maghi del secolo, in quanto è l'unico in grado di padroneggiare l'arte della negromanzia, ma per tutta la durata del libro, emerge solo la controparte estremamente umana. Nathaniel deve essere curato, servito e riverito dal suo maggiordomo demoniaco, in quanto non è neppure capace di annodarsi la cravatta. La sua forza, non risiede tanto nel suo potere, quanto nel fatto che abbia schierato dalla sua parte Silas, un demone di prima classe tanto figo che gli salva le terga in ogni occasione.

Ma è proprio quest'ultimo a detenere il premio di miglior attore non protagonista di questo libro. Silas è una figura davvero bellissima un demone di alta classe al servizio di un mago, del quale si è preso cura sin da quando era solo un ragazzino al quale il destino aveva strappato l'affetto della sua famiglia. E' un esperto conoscitore della psiche umana, in quanto vive sulla terra al servizio della famiglia Thorn da secoli ormai, e per lui ogni gesto o espressione non cela segreti. Si diverte a osservare le dinamiche sociali degli umani, e a prendersi cura della casa e di chi la abita, ma lo fa perchè vuole bene al suo padrone, o solo perchè è ad esso legato da un contratto? E' questo il sottile filo sul quale viaggia la personalità di questo demone sul quale avrei voluto sapere tanto di più.

In conclusione non mi sento di denigrare completamente il lavoro della Rogerson. E' un libro che nonostante i vari difetti sopra elencati, si legge davvero in poco tempo, e se lo si affronta senza troppe pretese, può risultare una lettura carina e scorrevole, adatta magari ad un periodo nel quale non si ha voglia di libri pesanti o impegnativi.

Certo non lo annovererei tra le letture migliori di questo 2021, sono certa che ce ne saranno di più belle, ma questo è uno ya senza troppe pretese, godibile, e che consiglierei a chiunque abbia magari la necessità di uscire da un blocco del lettore, o a chi vuole approcciarsi al fantasy in maniera soft.

Ringrazio la Mondadori per avermi concesso di leggere il libro in anteprima e passo la parola alle mie colleghe Giorgia di Love Reading more e Silvia di A book play list che oggi pubblicheranno la loro recensione.