sabato 29 ottobre 2022

LifeL1k3 Jay Kristoff

 



Ciao Lettor3,


Life L1k3 é il primo volume della nuova attesissima trilogia di Jay Kristoff edita Mondadori, che anche io ero abbastanza curiosa di leggere. Mi sono follemente innamorata di Illuminae che scrisse insieme a Kaufman nel 2015, un lavoro davvero geniale e innovativo, ho poi avuto modo di leggere anche Aurora Rising, che però mi aveva già molto delusa, per cui non sono partita con altissime aspettative per questo titolo, e purtroppo devo dire che le mie disattese sono state confermate. Ci sono sicuramente dei pro ma altrettanti contro, che onestamente immaginavo fossero molto meno consistenti. 


Di seguito vi lascio la trama e subito dopo, come sempre, troverete le mie considerazioni:

Eve ha diciassette anni, e l'ultima cosa di cui ha bisogno è un segreto da custodire. No, grazie, è già abbastanza impegnata a guardarsi le spalle e a districarsi tra mille problemi. Problema numero uno: il robot gladiatore che ha passato mesi a costruire è stato ridotto a un relitto fumante. Problema numero due: ha perso con gli allibratori i pochi crediti che aveva, l'unico mezzo per comprare le medicine indispensabili a Nonno. Problema numero tre: un gruppo di fanatici puritani la vuole uccidere e… che altro? Ah, sì, ha appena scoperto che può distruggere le macchine con il potere della mente. Forse ha vissuto momenti peggiori, ma non riesce proprio a ricordarseli. Quando però scopre la carcassa di un ragazzo androide di nome Ezekiel, nell'ammasso di rottami che chiama casa, tutto cambia; si mette in viaggio per salvare chi ama insieme a lui, alla sua amica Lemon e al suo compagno robotico Cricket: attraverseranno deserti di vetro nero, combatteranno contro cyborg assassini, esploreranno megalopoli abbandonate, fino a scoprire i segreti sepolti nel suo passato… anche se ci sono segreti che è meglio non portare alla luce.


Il worldbuilding é sicuramente uno dei pro di questo volume. Kristoff ambienta la sua storia in un futuro post-apocalittico in cui le guerre e l'inquinamento hanno irrimediabilmente rovinato la Terra. Le persone muoiono di cancro, il cielo ha perso il suo colorito azzurro a causa dei fumi e tre grandi aziende, spadroneggiano sul mercato della robotica, spartendosi ciò che resta dei territori abitabili, creando delle egemonie economiche, suddividendo la popolazione in persone straricche o molto povere.


Ha sicuramente creato una proiezione estremamente veritiera del nostro pianeta, partendo dai principali problemi che affliggono il nostro presente. Cieli grigi a causa dell'inquinamento provocato dalle guerre, città-discariche di oggetti non riciclabili, clima estremamente caldo, e zone così radioattive, a seguito di esplosioni, da doverle attraversare necessariamente con delle tute protettive, contribuiscono a creare la famosa sospensione dell'incredulità, e anzi, portano i lettorə a immedesimarsi molto nel contesto.


Il problema é che Kristoff é davvero maldestro nelle descrizioni, punta ad essere breve a favore della scorrevolezza della scrittura, ma resta il fatto che spesso diventa difficile immaginarsi le cose per come vuole mostrarcele.


Per quanto riguarda invece i personaggi, é stato bravo nel fornire caratterizzazioni plausibili, e approfondimenti psicologici. Eve Carpenter é la protagonista della nostra storia, insieme a Lemon Fresh la sua "frizzante" amica per la pelle. Due ragazze abituate a vivere nella "Discarica" che monetizzano grazie agli incontri fra robot. Entrambe vivono le loro mirabolanti avventure, senza però mai essere overpowered. La loro storia é interessante ed evolve in maniera rapida.


Molto meno interessante é il punto di vista di Ezekiel, il protagonista tutto muscoli e buone intenzioni, che benché abbia un grosso spazio all'interno dell'intreccio, resta un personaggio molto piatto.


La lettura é in effetti molto scorrevole, rallenta un po' sul finale, é ricca di battaglie, in certi casi davvero troppo lunghe e inverosimili, un modo carino per non definirle noiose.


La trama in sé per sé non è assolutamente nulla di nuovo, ci ho trovato molto di Cinder, Io Robot, Murderbot, Asimov, insomma un grosso pot pourri di cose già viste in libri scritti sicuramente meglio di questo.


Perché aldilà di rielaborazioni maldestre, quello che più mi infastidisce é proprio lo stile di Kristoff, che ricorre a battute sessiste davvero squallide che a me più che ridere fanno accapponare la pelle. Tralascia spesso spiegazioni importanti che i lettorə si aspetta, sulle quali glissa spudoratamente, oppure manipola le informazioni: un momento prima esprime un concetto, che tre pagine dopo contraddice, o ribalta ai fini di trama.


In conclusione, di certo non mi aspettavo un capolavoro, ed in questi termini questo libro non mi ha stupita, sicuramente la lettura é molto fruibile, e sono quasi certa che piacerà a molti, personalmente non ci trovo nulla di nuovo, o di particolarmente interessante.

Vederemo se nei prossimi libri diventerà un po' più frizzante.


Ringrazio Mondadori per la copia cartacea e Alessandra di Raggywords per aver organizzato l'evento.


Alla prossima!




giovedì 20 ottobre 2022

Gallant V.E. Schwab

Titolo: Gallant

Autore: V.E. Schwab

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Fantastica

Genere: Gotico

Età lettura: 16+

Prezzo: 20,00 euro

Pagine: 360




Ciao Lettor3,

anche questa volta sono ricascata nel gorgo di nome Schwab. Nonostante io non abbia assolutamente un buon rapporto con questa autrice, ho voluto darle ancora una possibilità e anche questa volta purtroppo non sono venuta fuori soddisfatta da ciò che ho letto.

A questo punto penso si tratti proprio di un problema con il suo stile di scrittura, che purtroppo mi lascia sempre molto interdetta. La trama dei suoi scritti mi intriga sempre moltissimo, ma nella pratica, trovo i suoi contenuti sempre molto scontati e con una prosa troppo lenta e dispersiva.

Di seguito vi lascio la trama e qualche informazione sul libro in modo che possiate farvi un'idea:

La protagonista è Olivia Prior, ragazza cresciuta nel tetro Collegio per ragazze indipendenti Merilance. Del suo passato le rimane solo un diario malconcio dalla copertina verde appartenuto a sua madre, contenente solo frasi enigmatiche e disegni che paiono semplici macchie d’inchiostro.

Quando viene invitata da una lettera a Gallant, il luogo da cui il diario materno l’ha messa in guardia, Olivia decide di partire. Al suo arrivo non c’è nessuno ad aspettarla, ma la ragazza non può lasciare l'unico luogo che può riconoscere come "casa" e soprattutto suo cugino, ultimo parente in vita.

Quali segreti nasconde Gallant? Un palazzo sontuoso con una sala da ballo, uno studio che custodisce una misteriosa scultura e un grande giardino rigoglioso. E, proprio in quel giardino, un muro diroccato con una porta di ferro che Olivia non dovrà mai e poi mai aprire...

Gallant rientra in quella che si può definire letteratura gotica, ed è stato pensato per una fascia d'età che va dai 16 anni a salire.

Come dicevo pocanzi, la trama del libro attira molto, soprattutto in questo periodo in cui è carino fare letture un pò dark e creepy. La prima parte del libro mette davvero i brividi, l'autrice crea un'ambientazione vivida e le situazioni sono altrettanto scenografiche, ma sfortunatamente non mantiene il clima horrorifico per tutta la durata del libro. Infatti queste sensazioni vanno un pò scemando fino a sparire del tutto quando si arriva al finale.

Un buon lavoro invece è stato fatto in termini di caratterizzazione del personaggio principale, Olivia è una ragazza muta, ed è davvero stata brava nella rappresentazione delle difficoltà di Olivia nel farsi comprendere; lei era costretta a portare con sè un taccuino per poter comunicare in quanto nessuna delle persone accanto a lei ha avuto la premura di imparare il linguaggio dei segni. Ha reso palpabile l'esasperazione provata da Olivia quando provava a farsi capire e il suo interlocutore le voltava le spalle o perdeva il contatto visivo. Anche l'evoluzione del personaggio di Olivia, è sempre stata graduale e credibile, arriva alla fine del testo ad aver raggiunto maggiore consapevolezza e fiducia in se stessa, senza necessariamente sfociare nell'over power, segue l'arco di crescita che avrebbe una persona reale nell'affrontare quel tipo di situazioni. Peccato però che lei sia l'unico personaggio per la quale l'autrice si sia spesa in dettagli, fisici e psicologici. E' un vero peccato che non abbia approfondito la caratterizzazione di alcuni personaggi di contorno che si sono poi rivelati essere fondamentali ai fini di trama, lasciando i lettor3 con il palato asciutto.

Purtroppo anche l'evoluzione dell'arco narrativo è stato deludente, è partita benissimo mixando le pagine inquietanti del diario della madre di Olivia con la sua storia, creando un parallelismo gradevole, ma che poi è sfociato nel banale, molte situazioni sono risultate estremamente prevedibili per un lettore attento e questo, in un romanzo che si presta al mistery, non è un dettaglio trascurabile.

Molto bello invece il messaggio di fondo che fa passare l'autrice, Olivia è alla ricerca del suo posto nel mondo, e quando riceve una lettera di questo suo parente lontano che la invita in casa sua, immagina di trovare un ambiente accogliente. Gallant sfortunatamente nasconde segreti inquietanti, quindi non può essere esattamente il luogo caldo e caloroso che tutti si immaginano pensando al luogo da chiamare casa. Ma Olivia a dispetto di tutto e tutti, trova in quelle strane persone che abitano quel luogo tetro il suo posto sicuro, che non deve per forza essere bello, deve essere fare sentire bene e protetti.

-Credo che una parte di me confidasse che fossi in qualche luogo sicuro.- Ci risiamo con quella parola: "sicuro".

Ma che significa "sicuro"? Un cimitero è sicuro. Il Meriland era sicuro. Sicuro non sta necessariamente per felice, buono o gentile.

Dunque, in definitiva Gallant è una di quelle letture che non mi hanno fatta urlare al capolavoro, l'ho trovata lenta e ridondante con un finale molto raffazzonato, mi sarebbe piaciuto scoprire di più sulla storia della famiglia di Olivia, e mi sarebbe piaciuto vedere caratterizzati meglio alcuni personaggi secondari che però sono stati fondamentali ai fini di trama. E' una lettura che non soddisfa appieno, nonostante si tratti di un libro autoconclusivo, forse in questo caso sarebbe servito ampliare quanto appena detto, riempiendo i tempi morti che dalla seconda metà del libro hanno appesantito non poco la lettura.

Lo consiglio per questo periodo pre-Halloween , ma non aspettatevi il libro della vita.

Ringrazio Mondadori per la copia digitale e Alessandra di Raggywords per l'organizzazione dell'evento, sotto trovate la locandina con gli altri blog che hanno partecipato al review party, vi consiglio di leggere anche i loro pareri perchè è un libro che è stato abbastanza divisivo.

Alla prossima!




 

venerdì 14 ottobre 2022

Anche le zanzare vanno in vacanza Diana Del Grande

 



Titolo: Anche le zanzare vanno in vacanza

Autore: Diana Del Grande

Editore: Sabir

Genere: albo illustrato

Età lettura: 4+

Prezzo: 15,00 euro

Pagine: 36



TramaAutunno, poesia di colori nell'aria, arrivano i primi freddi... Fino all'anno successivo dovremo dire addio a bagni in piscina, a giochi con l'acqua, a gelati e alle... zanzareee! Ma loro, d'inverno, dove vanno a finire?


Ciao Lettor3,

vi siete mai chiest* dove vanno le tanto "amate" zanzare quando arriva la stagione fredda?

Diana Del Grande si, e ha scritto e illustrato un meraviglioso albo per piccoli lettori in erba 4+ edito per Sabir Editore.


La protagonista del racconto è una piccola zanzara, che Diana ci propone antropomorfizzata e addolcita all'inverosimile con la sua testona pelosa, gli occhioni grandi e tanto espressivi, le alette piccole, che quasi ci fa provare simpatia nei confronti di questa bestiolina che ogni anno torna a tormentare le nostre giornate (e nottate) estive.

L'autrice si è immedesimata nella vita di questi fastidiosi esserini e con frasi semplici e coincise, e tante situazioni divertenti, ci ha raccontato che duro lavoro svolgono.



Avete mai pensato che fatica sia correre tutto il giorno dietro noi umani, dovendo anche preoccuparsi di

scansare schiaffi, colpi di paletta e ciabatte volanti? Non è mica una vita facile! 


E' per questo che anche loro si concedono una meritata vacanza, la loro meta preferita? Il Messico! la temperatura calda e afosa, i cocktail in spiaggia, i colori, le feste i tramonti stupendi offrono un soggiorno davvero paradisiaco.

Anche se il divertimento per loro inizia con il viaggio, poichè scegliendo rigorosamente i mezzi più caldi, puzzolenti e affollati, continueranno a banchettare e infastidire noi poveri umani.


Una storia simpatica e divertente, che vuole comunque insegnare ad empatizzare con il prossimo, a prestare attenzione alle difficoltà di chi ci circonda, animale o umano che sia, e ad osservare con altri occhi il mondo che ci circonda.

I disegni sono molto belli con linee morbide, le colorazioni tenui dei toni caldi, lo rendono perfetto per le letture serali pre nanna, non infastidiscono e comunicano un senso di serenità.



E dunque, quale momento migliore dell'anno per scoprire dove sono sparite le nostre zanzare?

Non perdetevi questo albo illustrato davvero divertente!

Ringrazio Sabir editore per la copia omaggio, anche a nome delle mie bimbe, che ormai grazie a Daniela Del Grande e alla sua amabile storia, hanno istituito una lega a protezione delle zanzare.




lunedì 3 ottobre 2022

Chi ha ucciso Mr Wickham? Claudia Gray

 



Ciao Lettor3,


bentrovat3 su questi schermi, con questo libro divaghiamo un pò rispetto ai generi che siete soliti3 leggere su questo blog, ma come potevo mai esimermi dall' approcciarmi ad un libro che riprende i personaggi di Jane Austen e li riadatta ad un giallo con ambientazione regency? E dunque eccoci qui.

Di seguito trovate la trama del romanzo e subito dopo le mie considerazioni: 


È un'estate molto calda a Donwell Abbey, residenza di Emma Knightley e marito, che, ormai sposati da sedici anni, si godono la meritata felicità, su cui nessuno avrebbe scommesso.Nonostante il caldo, però, i doveri della vita sociale non si fermano: Mrs e Mr Knightley stanno organizzando un summer party, i cui invitati, ivi compresi Elizabeth Bennet e il marito, Mr Darcy, sono pronti a godersi chiacchiere e socialità, conditi naturalmente di tè e buone maniere.Ma c'è qualcuno che non è affatto bene accetto: Mr Wickham, il personaggio più cattivo di Orgoglio e pregiudizio, l'odioso amico di Darcy, che gli altri ospiti, in barba al bon ton, sarebbero ben felici di vedere morto. Eppure restano tutti a bocca aperta quando si ritrovano davanti nientedimeno che il suo cadavere. Adesso che ci è scappato il morto, gli invitati sono tutti nella lista dei sospettati, e tutti sono ugualmente prigionieri della splendida casa di campagna dei signori Knightley, consapevoli che tra loro c'è un assassino.



Non sono una grandissima appassionata di gialli, ma adoro l'ambientazione regency, e devo dire che Claudia Gray si è dimostrata grandissima appassionata del genere, in quanto ha saputo catapultarci in questa storia molto carina, senza colpo ferire.

Mi è piaciuto molto come è stata in grado di raccordare la cronologia degli eventi e di inserire nel romanzo tutti i personaggi dei libri più famosi di Jane Austen, stando sempre attenta a non accavallare mai situazioni che avrebbero potuto tendenzialmente sembrare incongruenti.

Anche la caratterizzazione dei vari attori rispecchia molto quella originale, non sono mai fuori posto, l'unica forzatura che viene fatta è quella per il capitano Wentworth, il quale comportamento è stato un pò esacerbato ai fini di trama, ma comunque mantenendo sempre la plausibilità del personaggio.

In ogni caso per tutte le "forzature" che sono state effettuate, Claudia Gray lascia una giusta dose di annotazioni nelle quali ci vengono spiegati i passaggi più angusti della storia, e le motivazioni che l'hanno condotta a determinate scelte, che sono anche piacevoli da leggere e scoprire.

La scrittura è estremamente semplice e scorrevole, ricalcando un pò quella della Austen troviamo lunghi flussi di coscienza e descrizioni ricche, ciò rende un pò troppo prolisso il romanzo spostando il focus dall'indagine, al racconto delle relazioni interpersonali tra i personaggi. Questo mi ha fatto un pò pensare ad un ragazzo che ha studiato bene la sua lezione e vuole a tutti i costi dimostrarlo.

Ciò comporta che in alcuni passaggi il libro risulta davvero prolisso, e i repentini cambi di prospettiva fra gli attori in campo confonde, anche perchè sono davvero tanti, e costringe talvolta a ritornare sul capoverso appena letto. Inoltre anche la componente investigativa subisce molto questa scelta narrativa, perchè gli indizi arrivano molto dilazionati e soprattutto, non danno a lettor3 la possobilità di risolvere autonomamente il caso.

Ciò non toglie che sia stata una lettura davvero piacevole, sono stata felice di aver ritrovato i miei personaggi del cuore e che non abbiano subito stravolgimenti fortissimi.

Ringrazio Franci di Coffee and Books per aver organizzato l'evento e la casa editrice Piemme per la copia cartacea.

Vi lascio anche la locandina dove poter trovare le altre blogger che hanno scritto una recesione in merito.

Alla prossima!

giovedì 29 settembre 2022

Victories Greater than Death - La Pietra di Talgan di Charlie Jane Anders

 



Ciao lettor3,

oggi sono particolarmente felice di parlarvi di questo libro in quanto da tempo non riuscivo a trovare una lettura così bella, e sono onesta nel dirvi che scrivere recensioni per i libri che amo, è un lavoro difficilissimo, perchè ho sempre paura di non comunicare nel modo giusto le mie sensazioni.

Victories Greater than Death - La Pietra di Talgan scritto da Charlie Jane Anders si è guadagnato il podio delle migliori letture di quest'anno, perchè con una semplicità ed una leggerezza disarmanti è riuscita a toccare una molteplicità di tematiche delicate e che spesso non vengono gestite in maniera corretta.

Ma bando alle ciance vi lascio la trama in modo che possiate farvi un un'idea e come sempre subito dopo troverete il mio commento:




Tina Mains non è un'adolescente comune. Ha un lume di salvataggio interplanetario nel petto, e trascorre ogni giorno di vita sulla Terra in trepidante attesa che questo lume si attivi e che i suoi alleati alieni, che da piccola l'avevano nascosta sulla Terra per proteggerla, la vengano a prendere per riportarla nello spazio e permetterle di compiere il suo destino: sconfiggere un terribile nemico intergalattico e far trionfare la giustizia. In quest'ardua impresa spaziale, Tina potrà fare affidamento sulla sua migliore amica Rachael e su un equipaggio di alieni e terrestri determinato a portare a termine la missione, costi quel che costi. Riusciranno a salvare l'universo da ciò che lo minaccia e a ristabilirne l'equilibrio





Victories Greater than Death è un libro in grado di far sentire chiunque accolto. Anders è stat3 in grado di creare un universo in cui gli esseri che lo abitano hanno abbattuto grandissime barriere sociali e comunicative, creando una vera e propria proiezione di ciò che potrebbe essere la nostra vita se solo decidessimo di rispettarci un pò più l'un l'altra. Questo non significa aver creato un mondo senza negatività, anzi, ci propone nuovi modi di affrontare i prolemi, creando modelli in cui l'amicizia, il rispetto, la consapevolezza di se e dei propri limiti, giocano a favore delle situazioni rendendole meno pesanti poichè socialmente condivisibili.

I protagonisti, ad esempio, pur appartenendo a razze e nazionalità diverse, sono in grado di comunicare con il TuttoLingua, un dispositivo in grado di tradurre tutte le lingue. Inoltre nello spazio quando ci si presenta oltre al nome si enuncia anche il proprio genere, scampando a chiunque l'imbarazzo di trovare la giusta forma per rivolgersi a chi ci si trova innanzi.

Questa variegata coesistenza di generi ha dato non poco filo da torcere alla bravissima traduttrice Leonarda Grazioso, che ha fatto un lavoro encomiabile al meglio delle sue possibilità. Questo perchè laddove ci siamo trovati difronte personagg3 a-gender o fluidi, non potendo servirsi dell'utilizzo di caratteri speciali quali la schwa, gli asterischi, o le chiocciole, per una scelta di tipo editoriale, ha cercato di evitare in qualunque modo di enunciarne il genere, ricorrendo spesso a perifrasi. 

Laddove non ha potuto esimersi, ha comunque fatto una scelta oculata e ponderata per poter rendere nel migliore dei modi l'obiettivo della stessa autrice, che è stata in grado di rappresentare la comunità LGBTQI+ in maniera così naturale, semplice e senza forzature, esattamente come ci si aspetterebbe che fosse anche nella realtà.

La fantasia e l'accuratezza che Anders ha impiegato nell'inventarsi una quantità di popoli alieni, ognuno con la propria cultura è davvero sconvolgente, sicuramente quelli che sono rimasti nel mio cuore sono i Grattna, esseri che hanno 3 cose di tutto e che non riescono a guardare il mondo in bianco e nero, sono convinti che ci siano sempre tre strade e non riescono ad imboccarne una senza aver vagliato tutte le possibilità. Ciò comporta che anche l'eventuale inizio di un conflitto sia molto difficoltoso in quanto non può partire se le parti in causa non sono esattamente tre. 

Inoltre lo stile estremamente colloquiale e variegato, rende la lettura molto leggera ed adatta al pubblico per il quale il libro è stato pensato. Le imprecazioni fantasiose, l'utilizzo della trasposizione delle chat, il meta pensiero, tutto contribuisce a empatizzare con chi legge, creando livelli di comunicazione così stratificati, che è impossibile che il messaggio di amore, uguaglianza, rispetto per gli altri non trapeli.

Questo libro va letto, anche solo per la curiosità che spinge le persone verso il diverso, perchè finalmente approda sul panorama letterario per ragazzi qualcosa di fresco, attuale, e vicino ai giovani d'oggi che meritano di ricevere una rappresentazione che sia in grado di incudere tutt* e ricca di nuovi punti di vista, dove i cattivi hanno delle motivazioni valide per esserlo, e i buoni non hanno bisogno di distruggere per poter debellare i problemi.

Ringrazio Franci di Coffee and books per l'organizzazione dell'evento, e Fanucci per la copia del libro, ma soprattutto per il bellissimo piano editoriale che mi sta dando tante belle soddisfazioni!

Che le schiere della disavventura siano clementi

A presto!



lunedì 26 settembre 2022

Il demone nel bosco Leigh Bardugo Recensione


Ciao Lettor3,

Mi ritrovo qui a parlarvi de Il demone del bosco, una graphic novel illustrata da Dani Pendergast su un racconto di Leigh Bardugo che si ritrova anche nella versione inglese dei libri.

Si tratta di un episodio cruciale della vita dell'Oscuro, che sicuramente gli amanti del Grishaverse apprezzeranno.

Di seguito trovate la trama e subito dopo il mio commento: 

Eryk e sua madre, Lena, hanno trascorso la loro esistenza fuggendo incessantemente da un luogo all'altro, con la convinzione che, forse, per loro non esista proprio un porto sicuro. Perché entrambi non solo sono Grisha, ma sono i più potenti e letali tra loro. Temuti da chi vorrebbe ucciderli e braccati da chi vorrebbe sfruttarne i doni, devono cercare di tenere nascoste le loro capacità ovunque vadano. Ma talvolta i segreti più pericolosi trovano comunque il modo di venire a galla...

Ci ritroviamo nei freddi territori di Fjerda l'ambientazione é riconoscibilissima e prepotente sin dalla prima pagina, e sicuramente bisogna dare un grandissimo merito a Pendergast per aver rappresentato in maniera impeccabile il mondo ed i personaggi che lo abitano.

Non era un compito facile, dal momento che la serie Netflix ha definito i contorni della nostra immaginazione, ma le sue illustrazioni sono veramente belle e comunicative.

I toni rigorosamente freddi delle tavole, evocano subito in chi legge sensazioni tristi, come triste é tutta la vicenda che Bardugo ci racconta.

Viene estremizzata la sete di potere, e il fatto che le persone pur di perseguire i propri obiettivi, sono in grado di prevaricare chiunque, utilizzando i mezzi più subdoli per il raggiungimento del proprio scopo.

Altro argomento che ritroviamo sempre fortemente presente nelle parole di Bardugo, è la discriminazione, che anche in questa storia diventa il movente di indicibili orrori.

Il demone nel bosco é una lettura non indispensabile: non completa e neppure aggiunge nulla alla main series, ma è certamente dilettevole per gli appassionati del Grishaverse, un bel ninnolo da tenere in libreria a completezza dell'opera.

Ringrazio Alessandra di Raggywords per l'organizzazione dell'evento e Mondadori per la collaborazione.

Vi lascio la locandina in cui troverete altri blog che in questi giorni vi parleranno di questo testo.

Alla prossima!




giovedì 1 settembre 2022

Recensione Hide Kiersten White


Ciao Lettorɜ bentrovatɜ su questi schermi!

Se sei qui in questo momento é perché hai adocchiato Hide di Kirsten White, un horror young Adult in uscita proprio in questi giorni per Mondadori. 

É un libro perfetto per l'estate, da leggere in spiaggia o più in generale quando si ha voglia di una lettura breve, scorrevole, alla quale non si deve applicare alcun tipo di attenzione.

Vi lascio la trama così da farvi un'idea e poi passiamo alle considerazioni:

La sfida: trascorrere un'intera settimana a giocare a nascondino, dal sorgere del sole al tramonto, in un parco divertimenti abbandonato da decenni e fare di tutto per non essere presi (da chi non è dato saperlo). Il premio: denaro a sufficienza per rivoluzionare completamente la propria vita. Anche se gli altri concorrenti sono determinati a vincere - per ritagliarsi un futuro da sogno o sfuggire a un passato che li perseguita -, Mack è sicura di poterli battere tutti. In fondo, ciò che deve fare è nascondersi e lei, fin da bambina, non fa altro. Anzi, è proprio questa la ragione per cui è ancora viva mentre la sua intera famiglia è morta. Ma, quando capisce che l'eliminazione dei concorrenti nasconde qualcosa di sospetto, Mack comprende che il gioco è molto più sinistro di quanto potesse immaginare e che per sopravvivere sarà necessario unire le forze...

Hide é un libro che mi ha lasciato l'amaro in bocca sotto moltissimi aspetti, il che mi dispiace abbastanza poiché nutrivo grandi speranze per questo titolo in quanto Kiersten White ha riscosso un discreto successo con i suoi primi libri, eppure questo non mi ha proprio convinta. 

La prosa può sembrare fredda e distaccata, ma ha la capacità di adattarsi in modo elastico ai sentimenti dei vari protagonisti, diventando più ermetica, o leggermente sensuale, un po' nevrotica, seguendo quelle che sono le necessità narrative legate alla caratterizzazione dei vari personaggi, che sono 14 più alcune comparse. Il problema però é che poco meno di 300 pagine, sono davvero poche per poter creare una tridimensionalità per così tanti attori. Si arriva infatti ad un punto che non si riesce più a capire chi sia protagonista di una determinata scena, perché li si inizia a  confondere, soprattutto quando le loro sensazioni iniziano ad equivalersi, per cui lo stile di scrittura della White basato sulla comunicazione emotiva attraverso l'esposizione dei pensieri, inizia a diventare ostica.

L'ambientazione resta la parte più interessante, sicuramente una buona intuizione quella di associare il gioco del nascondino ad un parco dei divertimenti fatiscente, trattandosi di un horror, é davvero una buona base per creare qualcosa di interessante.

Peccato per la trama, che é davvero molto molto debole, é una di quelle letture che se ci si fa troppe domande, crolla come un castello di carta perché non ha solidità. Oltretutto ha voluto inserire all'internodella storia una componente mitologica davvero ipersfruttata, l'ennesima versione del mito di cui davvero non avevamo bisogno. Per le basi gettate con la creazione di questo worldbuilding, mi sarei aspettata di più, avrebbe potuto far galoppare la fantasia e dare vita ad una storia originale, invece ha preferito non rischiare, rifugiandosi in qualcosa che é già stato visto tante volte, senza considerare che la il libro sarebbe risultato scontato e banale.

Un vero peccato considerando anche il fatto che era riuscita ad introdurre delle tematiche davvero interessanti ed inesplorate, come ad esempio il fatto che le persone farebbero qualunque cosa per un po' di fama e di soldi facili, ha fatto una piccola puntatina sul capitalismo parlando del fatto che le persone privilegiate spesso non si rendono conto di quante vite umane calpestano per il raggiungimento del loro benessere. Insomma c'erano dei buoni presupposti affinché questo libro non naufragasse in questo mare di banalità, ma sfortunatamente White non é stata in grado di sfruttare al meglio le sue idee.

In definitiva lo consiglio a chi ha voglia di una lettura breve e scorrevole, un horror poco spaventoso, che punta soprattutto alle scene splatter, adatto anche ai più fifoni (like me) che vogliono testare gradualmente il genere.

Ringrazio Silvia per aver organizzato il review party vi lascio la locandina con gli altri blog che hanno parlato di questo testo cosi che possiate farvi un'idea più precisa.

Alla prossima!