giovedì 29 settembre 2022

Victories Greater than Death - La Pietra di Talgan di Charlie Jane Anders

 



Ciao lettor3,

oggi sono particolarmente felice di parlarvi di questo libro in quanto da tempo non riuscivo a trovare una lettura così bella, e sono onesta nel dirvi che scrivere recensioni per i libri che amo, è un lavoro difficilissimo, perchè ho sempre paura di non comunicare nel modo giusto le mie sensazioni.

Victories Greater than Death - La Pietra di Talgan scritto da Charlie Jane Anders si è guadagnato il podio delle migliori letture di quest'anno, perchè con una semplicità ed una leggerezza disarmanti è riuscita a toccare una molteplicità di tematiche delicate e che spesso non vengono gestite in maniera corretta.

Ma bando alle ciance vi lascio la trama in modo che possiate farvi un un'idea e come sempre subito dopo troverete il mio commento:




Tina Mains non è un'adolescente comune. Ha un lume di salvataggio interplanetario nel petto, e trascorre ogni giorno di vita sulla Terra in trepidante attesa che questo lume si attivi e che i suoi alleati alieni, che da piccola l'avevano nascosta sulla Terra per proteggerla, la vengano a prendere per riportarla nello spazio e permetterle di compiere il suo destino: sconfiggere un terribile nemico intergalattico e far trionfare la giustizia. In quest'ardua impresa spaziale, Tina potrà fare affidamento sulla sua migliore amica Rachael e su un equipaggio di alieni e terrestri determinato a portare a termine la missione, costi quel che costi. Riusciranno a salvare l'universo da ciò che lo minaccia e a ristabilirne l'equilibrio





Victories Greater than Death è un libro in grado di far sentire chiunque accolto. Anders è stat3 in grado di creare un universo in cui gli esseri che lo abitano hanno abbattuto grandissime barriere sociali e comunicative, creando una vera e propria proiezione di ciò che potrebbe essere la nostra vita se solo decidessimo di rispettarci un pò più l'un l'altra. Questo non significa aver creato un mondo senza negatività, anzi, ci propone nuovi modi di affrontare i prolemi, creando modelli in cui l'amicizia, il rispetto, la consapevolezza di se e dei propri limiti, giocano a favore delle situazioni rendendole meno pesanti poichè socialmente condivisibili.

I protagonisti, ad esempio, pur appartenendo a razze e nazionalità diverse, sono in grado di comunicare con il TuttoLingua, un dispositivo in grado di tradurre tutte le lingue. Inoltre nello spazio quando ci si presenta oltre al nome si enuncia anche il proprio genere, scampando a chiunque l'imbarazzo di trovare la giusta forma per rivolgersi a chi ci si trova innanzi.

Questa variegata coesistenza di generi ha dato non poco filo da torcere alla bravissima traduttrice Leonarda Grazioso, che ha fatto un lavoro encomiabile al meglio delle sue possibilità. Questo perchè laddove ci siamo trovati difronte personagg3 a-gender o fluidi, non potendo servirsi dell'utilizzo di caratteri speciali quali la schwa, gli asterischi, o le chiocciole, per una scelta di tipo editoriale, ha cercato di evitare in qualunque modo di enunciarne il genere, ricorrendo spesso a perifrasi. 

Laddove non ha potuto esimersi, ha comunque fatto una scelta oculata e ponderata per poter rendere nel migliore dei modi l'obiettivo della stessa autrice, che è stata in grado di rappresentare la comunità LGBTQI+ in maniera così naturale, semplice e senza forzature, esattamente come ci si aspetterebbe che fosse anche nella realtà.

La fantasia e l'accuratezza che Anders ha impiegato nell'inventarsi una quantità di popoli alieni, ognuno con la propria cultura è davvero sconvolgente, sicuramente quelli che sono rimasti nel mio cuore sono i Grattna, esseri che hanno 3 cose di tutto e che non riescono a guardare il mondo in bianco e nero, sono convinti che ci siano sempre tre strade e non riescono ad imboccarne una senza aver vagliato tutte le possibilità. Ciò comporta che anche l'eventuale inizio di un conflitto sia molto difficoltoso in quanto non può partire se le parti in causa non sono esattamente tre. 

Inoltre lo stile estremamente colloquiale e variegato, rende la lettura molto leggera ed adatta al pubblico per il quale il libro è stato pensato. Le imprecazioni fantasiose, l'utilizzo della trasposizione delle chat, il meta pensiero, tutto contribuisce a empatizzare con chi legge, creando livelli di comunicazione così stratificati, che è impossibile che il messaggio di amore, uguaglianza, rispetto per gli altri non trapeli.

Questo libro va letto, anche solo per la curiosità che spinge le persone verso il diverso, perchè finalmente approda sul panorama letterario per ragazzi qualcosa di fresco, attuale, e vicino ai giovani d'oggi che meritano di ricevere una rappresentazione che sia in grado di incudere tutt* e ricca di nuovi punti di vista, dove i cattivi hanno delle motivazioni valide per esserlo, e i buoni non hanno bisogno di distruggere per poter debellare i problemi.

Ringrazio Franci di Coffee and books per l'organizzazione dell'evento, e Fanucci per la copia del libro, ma soprattutto per il bellissimo piano editoriale che mi sta dando tante belle soddisfazioni!

Che le schiere della disavventura siano clementi

A presto!



lunedì 26 settembre 2022

Il demone nel bosco Leigh Bardugo Recensione


Ciao Lettor3,

Mi ritrovo qui a parlarvi de Il demone del bosco, una graphic novel illustrata da Dani Pendergast su un racconto di Leigh Bardugo che si ritrova anche nella versione inglese dei libri.

Si tratta di un episodio cruciale della vita dell'Oscuro, che sicuramente gli amanti del Grishaverse apprezzeranno.

Di seguito trovate la trama e subito dopo il mio commento: 

Eryk e sua madre, Lena, hanno trascorso la loro esistenza fuggendo incessantemente da un luogo all'altro, con la convinzione che, forse, per loro non esista proprio un porto sicuro. Perché entrambi non solo sono Grisha, ma sono i più potenti e letali tra loro. Temuti da chi vorrebbe ucciderli e braccati da chi vorrebbe sfruttarne i doni, devono cercare di tenere nascoste le loro capacità ovunque vadano. Ma talvolta i segreti più pericolosi trovano comunque il modo di venire a galla...

Ci ritroviamo nei freddi territori di Fjerda l'ambientazione é riconoscibilissima e prepotente sin dalla prima pagina, e sicuramente bisogna dare un grandissimo merito a Pendergast per aver rappresentato in maniera impeccabile il mondo ed i personaggi che lo abitano.

Non era un compito facile, dal momento che la serie Netflix ha definito i contorni della nostra immaginazione, ma le sue illustrazioni sono veramente belle e comunicative.

I toni rigorosamente freddi delle tavole, evocano subito in chi legge sensazioni tristi, come triste é tutta la vicenda che Bardugo ci racconta.

Viene estremizzata la sete di potere, e il fatto che le persone pur di perseguire i propri obiettivi, sono in grado di prevaricare chiunque, utilizzando i mezzi più subdoli per il raggiungimento del proprio scopo.

Altro argomento che ritroviamo sempre fortemente presente nelle parole di Bardugo, è la discriminazione, che anche in questa storia diventa il movente di indicibili orrori.

Il demone nel bosco é una lettura non indispensabile: non completa e neppure aggiunge nulla alla main series, ma è certamente dilettevole per gli appassionati del Grishaverse, un bel ninnolo da tenere in libreria a completezza dell'opera.

Ringrazio Alessandra di Raggywords per l'organizzazione dell'evento e Mondadori per la collaborazione.

Vi lascio la locandina in cui troverete altri blog che in questi giorni vi parleranno di questo testo.

Alla prossima!




giovedì 1 settembre 2022

Recensione Hide Kiersten White


Ciao Lettorɜ bentrovatɜ su questi schermi!

Se sei qui in questo momento é perché hai adocchiato Hide di Kirsten White, un horror young Adult in uscita proprio in questi giorni per Mondadori. 

É un libro perfetto per l'estate, da leggere in spiaggia o più in generale quando si ha voglia di una lettura breve, scorrevole, alla quale non si deve applicare alcun tipo di attenzione.

Vi lascio la trama così da farvi un'idea e poi passiamo alle considerazioni:

La sfida: trascorrere un'intera settimana a giocare a nascondino, dal sorgere del sole al tramonto, in un parco divertimenti abbandonato da decenni e fare di tutto per non essere presi (da chi non è dato saperlo). Il premio: denaro a sufficienza per rivoluzionare completamente la propria vita. Anche se gli altri concorrenti sono determinati a vincere - per ritagliarsi un futuro da sogno o sfuggire a un passato che li perseguita -, Mack è sicura di poterli battere tutti. In fondo, ciò che deve fare è nascondersi e lei, fin da bambina, non fa altro. Anzi, è proprio questa la ragione per cui è ancora viva mentre la sua intera famiglia è morta. Ma, quando capisce che l'eliminazione dei concorrenti nasconde qualcosa di sospetto, Mack comprende che il gioco è molto più sinistro di quanto potesse immaginare e che per sopravvivere sarà necessario unire le forze...

Hide é un libro che mi ha lasciato l'amaro in bocca sotto moltissimi aspetti, il che mi dispiace abbastanza poiché nutrivo grandi speranze per questo titolo in quanto Kiersten White ha riscosso un discreto successo con i suoi primi libri, eppure questo non mi ha proprio convinta. 

La prosa può sembrare fredda e distaccata, ma ha la capacità di adattarsi in modo elastico ai sentimenti dei vari protagonisti, diventando più ermetica, o leggermente sensuale, un po' nevrotica, seguendo quelle che sono le necessità narrative legate alla caratterizzazione dei vari personaggi, che sono 14 più alcune comparse. Il problema però é che poco meno di 300 pagine, sono davvero poche per poter creare una tridimensionalità per così tanti attori. Si arriva infatti ad un punto che non si riesce più a capire chi sia protagonista di una determinata scena, perché li si inizia a  confondere, soprattutto quando le loro sensazioni iniziano ad equivalersi, per cui lo stile di scrittura della White basato sulla comunicazione emotiva attraverso l'esposizione dei pensieri, inizia a diventare ostica.

L'ambientazione resta la parte più interessante, sicuramente una buona intuizione quella di associare il gioco del nascondino ad un parco dei divertimenti fatiscente, trattandosi di un horror, é davvero una buona base per creare qualcosa di interessante.

Peccato per la trama, che é davvero molto molto debole, é una di quelle letture che se ci si fa troppe domande, crolla come un castello di carta perché non ha solidità. Oltretutto ha voluto inserire all'internodella storia una componente mitologica davvero ipersfruttata, l'ennesima versione del mito di cui davvero non avevamo bisogno. Per le basi gettate con la creazione di questo worldbuilding, mi sarei aspettata di più, avrebbe potuto far galoppare la fantasia e dare vita ad una storia originale, invece ha preferito non rischiare, rifugiandosi in qualcosa che é già stato visto tante volte, senza considerare che la il libro sarebbe risultato scontato e banale.

Un vero peccato considerando anche il fatto che era riuscita ad introdurre delle tematiche davvero interessanti ed inesplorate, come ad esempio il fatto che le persone farebbero qualunque cosa per un po' di fama e di soldi facili, ha fatto una piccola puntatina sul capitalismo parlando del fatto che le persone privilegiate spesso non si rendono conto di quante vite umane calpestano per il raggiungimento del loro benessere. Insomma c'erano dei buoni presupposti affinché questo libro non naufragasse in questo mare di banalità, ma sfortunatamente White non é stata in grado di sfruttare al meglio le sue idee.

In definitiva lo consiglio a chi ha voglia di una lettura breve e scorrevole, un horror poco spaventoso, che punta soprattutto alle scene splatter, adatto anche ai più fifoni (like me) che vogliono testare gradualmente il genere.

Ringrazio Silvia per aver organizzato il review party vi lascio la locandina con gli altri blog che hanno parlato di questo testo cosi che possiate farvi un'idea più precisa.

Alla prossima!

mercoledì 31 agosto 2022

Recensione La casa di Sale e Lacrime Erin Craig

La casa di sale e lacrime - Erin A. Craig - copertina


Amicɜ lettorɜ bentrovatɜ,

Che piacere e che benessere mi provoca oggi la scrittura di queste considerazioni in merito a La casa di sale e lacrime di Erin Craig edito Fanucci, un editore che ci sta regalando vere e proprie gioie a prezzi contenuti, non lesinando però sulla qualità del prodotto offerto, qui ci sono libri belli dentro quanto fuori, altroché!

É proprio il caso de La casa di sale e lacrime, un retelling della fiaba delle Dodici principesse danzanti valido come pochi. Vi lascio di seguito la trama e successivamente il mio commento come sempre spoiler free:


Erin Craig ha fatto una rielaborazione magistrale della favola delle Dodici principesse danzanti dei Grimm, riprendendo gli elementi che la caratterizzano e manipolandoli finché non ne ha tirato fuori una storia completamente rinnovata, appassionante e coinvolgente.

Ha ricreato un'atmosfera spooky dominata da una palette di colori che va dal nero, al viola, al blu notte, al verde speranza, utilizzando simbolicamente ognuna di queste sfumature.

L'ambientazione é resa magistralmente, il Castello di Highmoor a picco sulle scogliere frastagliate dai flutti impetuosi, la città portuale, il grande faro, tutto contribuisce a creare un'atmosfera horrorifica, una perfetta cornice per una storia di omicidi, demoni e fantasmi.
Ma il suo worldbuilding non si ferma solo all'ambientazione: ci racconta di miti e leggende, del credo religioso degli abitanti dei luoghi, delle loro convenzioni sociali, senza mai ricorrere a interminabili descrizioni, semplicemente amalgamando i vari elementi come ingredienti di una succulenta torta.

I personaggi mantengono dei profili attendibili rispetto alle caratteristiche anagrafiche, sono molto credibili senza però scadere nella banalità, un termine che non si addice a nessuno degli aspetti di questo testo.

Erin Craig tira le fila della sua trama, inserendo elementi su elementi, che complicano l'investigazione, portando per il naso il lettore, distogliendo il suo sguardo per poi lasciarlo di stucco al termine della storia, perché la verità si nasconde sempre sotto gli occhi di tutti.

Vi consiglio questa lettura se vi piacciono le storie in grado di farvi sussultare, un po' splatter, e con tanti omicidi da risolvere dove il paranormale si fonde alla realtà ottundendo i sensi. Una scrittura estremamente coinvolgente che non vi consentirà di mettere giù il libro, finché non si addiviene alla soluzione del mistero.





giovedì 21 luglio 2022

La ragazza dimenticata Karin Slaughter

 


Editore: Harper Collins
Autore: Karin Slaughter
Genere: Thriller
Pagine: 480
Riegatura: Copertina Rida
Anno di pubblicazione:2022
Prezzo: 18,52


Ciao Lettor3,

di recente ho partecipato ad una Readalong organizzata da Tandem Collective Global in collaborazione con la casa editrice Harper Collins, durante la quale ho letto insieme ad un gruppo di bookstagrammer il thriller La ragazza dimenticata di Karin Slaughter uscito il 12 luglio.

E' stata una bella esperienza durante la quale abbiamo avuto modo di confrontarci e architettare le nostre ipotesi su chi fosse l'assassino, e in pochissime sono riuscite ad individuarlo prima del termine del libro.

La lettura è stata molto scorrevole ed appassionante, anche se ci sono stati alcuni elementi che non mi hanno particolarmente convinta, vi lascio la trama in modo che possiate farvi un'idea:


Una ragazza con un segreto... Longbill Beach, 1982. Emily Vaughn si prepara per il ballo di fine anno. Per una ragazza come lei, intelligente, brillante e popolare, quell'evento dovrebbe essere la degna conclusione e il coronamento della sua carriera scolastica. Ma Emily ha un segreto. E per questo entro la fine della serata verrà messa a tacere per sempre. Un omicidio mai risolto... Longbill Beach, 2022. Sono passati quarant'anni, e l'omicidio di Emily è ancora avvolto nel mistero: i suoi amici più cari hanno fatto quadrato, mantenendo il più stretto riserbo su di lei e sull'accaduto; la sua ricca e potente famiglia si è chiusa in se stessa; i suoi concittadini hanno scelto di voltare pagina e di lasciarsi quella terribile vicenda alle spalle. Ma tutto questo sta per cambiare... L'ultima occasione per trovare l'assassino... Andrea Oliver, agente degli US Marshal al suo primo incarico, è stata assegnata alla squadra che si occupa della sicurezza di una nota giudice federale che ha ricevuto minacce di morte. Ma il suo vero scopo è un altro: ottenere giustizia per Emily Vaughn. Scoprire chi l'ha uccisa e perché il killer è ancora a piede libero. Prima che trovi il modo di mettere a tacere anche lei... La ragazza dimenticata è un thriller incalzante, a tratti angosciante, che scava nel profondo dell'animo umano, mettendone in evidenza luci e ombre, bassezza e generosità.

Il piano narrativo del libro è strutturato in maniera binaria, si alternano le vicende del passato raccontate dal punto di vista della stessa Emily Vaughn e quelle di Andrea Oliver ambientate nel presente. Tutti i capitoli presentano entrambe le storylines, questo fa si che il lettore si appassioni ancor di più alla trama in quanto i continui feedback smentiscono o prevengono le intuizioni dell'agente dei Marshal, creando un ritmo serrato in cui non c'è spazio per i tempi morti.

Grazie a questo espediente letterario la lettura si esaurisce in pochissimo tempo, forte anche del fatto che Karin Slaughter ha uno stile molto cinematografico, in grado di richiamare alla mente le scene in maniera talmente dettagliata da riuscire perfettamente ad immaginarle come se si svolgesse la pellicola di un film.

Sicuramente lo stile è uno dei punti forti di questo libro, la trama invece presenta alcune lacune, soprattutto nella storyline dedicata ad Andrea Oliver, che risulta essere un pò lenta soprattutto nella prima parte dove si fa spesso riferimento ad alcune vicende personali dell'agente affrontate in un precedente scritto di cui era protagonista.

Inoltre spesso l'indagine è troppo precipitosa e, ancor più spesso, gli indizi e i personaggi chiave, si presentano in maniera troppo casuale e forzata, si tratta comunque di un "difetto" che non va ad inficiare la lettura estremamente coinvolgente, ma sicuramente lascia il lettor3 leggermente interdett3.

L'ambientazione negli anni 80' Americani, offre innumerevoli spunti di ragionamento con nessi quanto mai attuali, ad esempio la tematica dell'aborto. Suscita molta emotività la storia di Emily, che a soli 16 anni resta incita a causa di uno stupro mentre lei era incosciente, e non le viene neppure proposta la possibilità di abortire, in quanto la madre appartiene alla compagine conservatrice della politica di quel momento. Le scelte di Emily non sono molte, può sposarsi e quindi legittimare la sua situazione, oppure avere *l bambin* da ragazza madre, subendo l'onta della sua condizione.

Il dramma di Emily è molto toccante, e rende la lettura molto sollecita dal punto di vista emotivo, è impossibile non immedesimarsi nei suoi panni e provare pena per lei.

In conclusione mi sento di consigliare la lettura de La ragazza dimenticata,  un testo molto coinvolgente adatto alla calura estiva che permea le nostre giornate, in cui si ha voglia di svagarsi con qualcosa che sia leggero e intrigante.

Ringrazio di cuore Camilla Riccadonna di Tandem Collective per avermi inserita in questa bellissima esperienza.

Alla prossima car3 lettor3.

lunedì 20 giugno 2022

La principessa delle ceneri Laura Sebastian


 Ciao Lettor3,


bentrovat3 su questi schermi, se siete approdat3 qui è perchè vi siete sentit3 minimamente incuriosit3 da questo titolo edito Fanucci che ringrazio per la copia.

Si tratta di una storia molto canonica, non abbiamo elementi innovativi che ci fanno urlare al miracolo, ma è stata una lettura molto godibile, anche se mi aspettavo qualcosina in più.

Vi lascio la trama e subito sotto le mie considerazioni:

Theodosia aveva sei anni quando il suo Paese fu invaso, e sua madre, la Regina del Fuoco, fu assassinata davanti ai suoi occhi. Dieci anni dopo, Theo ha imparato a sopravvivere ai continui abusi del kaiser e della sua corte nelle vesti della ridicola Principessa delle Ceneri. Poi, un giorno, il kaiser la costringe a fare ciò che non avrebbe mai immaginato. Con le mani insanguinate e persa ogni speranza di reclamare il suo trono perduto, si rende conto che sopravvivere non è più sufficiente: deve seppellire nel profondo la ragazza che era un tempo. Ma ha ancora un’arma: la sua mente è più acuta di qualsiasi spada e il potere non si ottiene solo sul campo di battaglia. Per dieci anni, la Principessa delle Ceneri ha visto la sua terra saccheggiata e il suo popolo ridotto in schiavitù. Non può più ignorare i suoi sentimenti e i suoi ricordi. Decide di giurare vendetta, orchestrando un complotto per sedurre e uccidere il figlio guerriero del kaiser grazie all’aiuto di un gruppo di ribelli volubili e dotati di poteri magici. Ma Theo non si aspetta di provare sentimenti per il principe… Costretta a fare scelte impossibili e incapace di fidarsi anche di coloro che sono dalla sua parte, Theo dovrà decidere fino a che punto è disposta a spingersi per salvare il suo popolo, e quanto di sé stessa è pronta a sacrificare per diventare regina.

L'ambientazione non traspare granchè dalle parole della nostra autrice, la situazione geografica ci viene descritta a grandi linee e solo per servitù di trama, ci sono blandi intrighi geopolitici, che restano però abbastanza marginali. Quello su cui punta tutto Sebastian, è la struttura sociale e politica dei Kalovaxiani, il popolo di guerrieri che un pò come i Vichinghi (da cui trae sicuramente ispirazione per caratterizzarne usi e costumi) va alla ricerca di terre da conquistare e su cui stabilirsi finchè non si esauriscono le risorse territoriali.

I Kalovaxiani sono una popolazione molto dura, incline agli intrighi politici che non elegge il suo capo per discendenza, ma per dimostrazione di forza, assoggettano e sfruttano come schiavi le popolazioni delle terre che invadono, riducendone gli abitanti alla strenua degli animali. E ed è in questa cornice sociale in cui si dipana la storia di Theo, principessa degli Astreani, che fin dalla tenera età è stata costretta a vivere a corte, addomesticata alla vita di corte dei Kalovaxiani, costretta a dimenticare le sue origini, le usanze del suo popolo e persino la sua lingua successivamente ad una gravissima violenza psicologica.

La principessa delle Ceneri è l'unico personaggio a possedere una tridimensionalità caratteriale, è una ragazza che ha subito grandi traumi, e grazie ad un episodio chiave, riesce a scrollarsi di dosso l'etichetta di vittima, ed inizia a combattere per liberare se stessa ed il suo popolo dall'assoggettamento.

Ci sono però anche dei problemi nella psicologia di Theo, questo perchè in alcuni passaggi sembra assurdo che lei possegga una lucidità troppo vivida rispetto alle violenze psicologiche che l'hanno addirittura costretta all'età di 7 anni a ricostruirsi un'identità completamente diversa. Interessante è il modo in cui l'autrice riesce a far convivere nello stesso corpo la fiera principessa Theodosia, e Thora l'animaletto addomesticato dalle molteplici violenze.

La trama di dipana in maniera molto lineare, le relazioni sono molto classy e davvero poco innovative, ma lo stile di scrittura è piacevolmente scorrevole, i ritmi ben orchestrati, gli accadimenti ben distribuiti, questo fa si che la lettura proceda spedita ed crei interessamento da parte del lettor3 fino all'ultima pagina.

Direi che si tratta di una buona lettura, molto negli schemi, semplice e adatta al periodo estivo, in cui spesso non si ha voglia di letture eccessivamente impegnative.

La storia di Theodosia, intrattiene molto bene ed è forse il punto di forza di questo libro d'esordio, che fa sicuramente trasparire un pò di immaturità dal punto di vista stilistico, ma che lascia spazio al desiderio di leggere altro di questa autrice.

martedì 24 maggio 2022

Voce del mare Natasha Bowen

 



Ciao Lettor3,

oggi esce Voce del Mare di Natasha Bowen per Mondadori, che ringrazio per avermi dato la possibilità di leggere in anteprima il testo.

Ci viene presentato come uno dei retelling della Sirenetta di Anderson, anche se i concetti ripresi dalla storia originale sono ben pochi, difatti la riuscita del libro però non è male.

Di seguito vi lascio la trama e successivamente le mie considerazioni:


Un tempo, quando era ancora umana, Simi pregava gli dèi. Ora che è una sirena, una Mami Wata, è al loro servizio, anche se non riesce a rinunciare ai ricordi della sua vita precedente. Il suo compito, come quello delle sue sei sorelle, è di cercare e raccogliere le anime degli uomini e delle donne gettati in mare dalle imbarcazioni cariche di schiavi dirette al Nuovo Mondo; e, dopo averle onorate, fare in modo che possano tornare, benedette, alla loro terra d’origine. Ma un giorno, quando da una di quelle navi viene buttato in acqua un ragazzo ancora in vita, avviene l’impensabile. Simi decide di portarlo in salvo, contravvenendo così a una delle più antiche e inviolabili disposizioni divine. Per fare ammenda, sarà costretta a recarsi al cospetto di Olodumare, il Creatore Supremo, ma per poterlo incontrare, dovrà prima affrontare un viaggio pieno di ostacoli, nel corso del quale incontrerà terre ricche di insidie e creature leggendarie e si ritroverà ancora una volta a sfidare gli dèi, mettendo a rischio non solo il destino di tutte le Mami Wata ma anche quello del mondo così come lo ha conosciuto fino ad allora.


Voce del mare è un libro che nel complesso si presenta davvero molto bene, lo stile della scrittura è molto bello e fluido, il linguaggio utilizzato è sempre molto poetico e sognante e ben si adatta ai toni della storia. 

Si nota fortemente la passione dell'autrice per la cultura africana, tant'è che le pagine sono ricche di preghiere in lingua e di vocaboli che prontamente ci vengono spiegati con delle note a margine sempre molto interessanti e curate.

Le descrizioni sono brevi ma molto vivide, ci si immerge subito nei paesaggi caraibici di cui la Bowen ci racconta. Spiaggie bianche, acque cristalline, alberi di banane, galeoni, tutto contribuisce a creare un'ambientazione interessante, nuova e fresca, che non si limita solo ai paesaggi.

In questa storia ci si imbatte in continui riferimenti al folklore tipico dell'Africa Occidentale e alla religione yoruba, la volontà dell'autrice è quella di ridare lustro alle tradizioni africane che si tende sempre a scaricare nell'oblio. Si ha spesso la sensazione che la cultura di questo continente sia primitiva, che le prime luci di conoscenza si accendano con l'inizio della schiavizzazione, ma così non è.

La Bowen ambienta la sua storia nel XV secolo quando i Portoghesi iniziarono a rapire e vendere le persone di colore come schiavi, e contrappone a queste vicissitudini la cultura spirituale di questo popolo, in cui gli dei diventano fonte di tormento quanto di salvezza, dimodoché non ci si dimentichi che, quello africano, non è un popolo privo di tradizione culturale e religiosa.

La stessa Yemoya la divinità che ha dato vita a Simidele, la protagonista della storia, è una dea marittima, che si diceva combattesse contro gli occidentali che contrabbandavano vite umane,  abbattendo navi, salvando le vite degli schiavi, o riconducendo a casa le anime di coloro che perivano in mare. Ed è su questa credenza che la Bowen crea le Mami Wata, delle sirene che sono nate dalla dea per raccogliere e benedire le anime degli schiavi defunti in mare.

Realtà, religione e immaginazione si mescolano, dando vita ad una storia godibile, leggera ma pregna di significato. I protagonisti e la loro caratterizzazione sono molto canonici, così come anche la struttura del libro, sempre improntata sull'idea del Viaggio, peccato che non abbia osato un pò di più intrecciando la trama in maniera più originale donando così un pò più di carattere al libro.

Pare in ogni caso che la Bowen stia già lavorando ad un sequel, anche se si ha molto da immaginare su ciò che aspetterà i lettori, in quanto il finale di questa storia, non lascia aperti molti canali.

In conclusione si può consigliare Voce del mare a tutti coloro che hanno voglia di leggere qualcosa di leggero ma con dei contenuti interessanti, breve e non eccessivamente impegnativo, con una storia ricca di mitologia africana, e con delle ambientazioni che sono un ottimo preludio alla stagione calda che sta per arrivare.