venerdì 25 settembre 2020

Dormire in un mare di stelle Christopher Paolini Recensione

 


Autore: Christopher Paolini
Editore: Rizzoli
Genere: Fantascienza
Pagine: 480
Prezzo: 19,00 euro


Ciao Lettori,

se anche voi  avete letto e amato Eragon e tutto il Ciclo dell'Eredità, e siete curiosi di avere qualche info in più sulla nuova serie scritta da Paolini, siete nel posto giusto.

Grazie ad Alessandra di Raggywords che ha organizzato l'evento in collaborazione con Rizzoli, ho avuto modo di leggere "Dormire in un mare di stelle" in anteprima e, vi anticipo, non sono rimasta assolutamente delusa! 

Il repentino cambio di genere dell'autore che è passato da high fantasy a fantascienza, mi ha spiazzata e pensavo che non sarebbe riuscito a reggere ad una transizione fra due ambientazioni cosi agli antipodi, questa innovazione ha acceso ancora di più la mia curiosità, il suo intento era quello raccontare una grande storia, e ci è riuscito benissimo!

Quindi siete pronti ad abbandonare le schiene dei vostri draghi per volare in un mare pieno di stelle? Vi assicuro che non ve ne pentirete:

È l’ultima missione nello spazio per la scienziata Kira Navárez. Semplici rilievi di routine su un pianeta non ancora colonizzato. Il sogno di un futuro d’amore con Alan sta per realizzarsi. Ma il giorno della partenza accade qualcosa di inatteso. Qualcosa di terribile. Spinta dalla curiosità, Kira si imbatte in un reperto alieno. Il terrore la invade quando il pulviscolo intorno a lei comincia a muoversi.Una guerra universale è alle porte, e Kira è trascinata nelle profondità della galassia in un’odissea di scoperte e trasformazioni. Lei ha dalla sua compagni formidabili e un coraggio immenso. Ma soltanto fidandosi davvero di se stessa potrà affrontare il destino a cui è chiamata e combattere per i propri simili. Sarà il secondo volume di questa visionaria impresa di Christopher Paolini a svelare fino a dove si spinge il viaggio di Kira, quali conflitti dovrà superare il genere umano per sopravvivere, nel vasto mare di stelle.




Dunque partiamo dall'ambientazione, ci troviamo nello spazio, gli umani sono riusciti a costruirsi una tecnologia talmente tanto avanzata che sono stati in grado di scovare e colonizzare molti altri pianeti facenti parte di nuovi sistemi, per viaggiare da un luogo all'altro ricorrono alla criogenia, in modo da ridurre al minimo il numero delle razioni di cibo e lo stress che può causare al corpo umano un viaggio estremamente lungo in completa assenza di gravità. Quello che differenzia questa storia dalle altre, è che in questo caso, l'umanità, nonostante il progredire della tecnologia, non abbia ancora trovato tracce di altri esseri viventi nell'universo, ha però le prove che siano esistite altre forme di vita grazie alla scoperta di alcuni reperti non riconducibili alla cultura umana. 

L'universo vive tendenzialmente in pace, non ci sono grandi conflitti che turbano l'equilibrio della convivenza reciproca, e con l'espansione si sono andati a dissipare gravi problemi quali la sovrappopolazione e l'inquinamento, anche se persistono situazioni di degrado e povertà, perlopiù la società che ci viene tratteggiata da Paolini è una proiezione futuristica estremamente utopica.

E' soprattutto il worldbilding che mette in luce il grandissimo lavoro di ricerca che è stato fatto dall'autore, ci sono infatti riferimenti a sistemi davvero esistenti per esempio Alpha Centauri, ed anche a tecnologie in via di sviluppo ai nostri giorni, questo rende tutto più reale e plausibile, e si ha la sensazione di star leggendo una storia ambientata in un futuro a noi prossimo.

In verità, se volessimo trovare un aggettivo che caratterizzi il libro nell'insieme, si può scegliere senza ombra di dubbio il termine: Realistico, che poi diciamoci la verità, è esattamente la tangibilità delle scene, dei personaggi e delle ambientazioni, ciò che avvicina il lettore, lo coinvolge e lo trattiene. Tutti siamo alla ricerca di qualcosa che possa scaturire delle emozioni, che intrappoli i nostri sensi nel vorticare della nostra immaginazione, che deve comunque attingere da elementi realistici per poter essere sollecitata. Ed è esattamente questo che Paolini fa, partendo per l'appunto dalle ambientazioni, a finire alla caratterizzazione della protagonista.

Kira Navàrez è una xenobiologa, il suo compito è quello di analizzare la fauna di nuovi pianeti, è una donna come tante prima che la sua avventura abbia inizio, è un personaggio che subisce nell'arco di tutta la storia una crescita costante, forse sul finire anche un pò troppo over-powered, ma resta pur sempre una persona nella quale chiunque riesce a identificarsi senza troppo sforzo.

Quello che lascia piacevolmente sorpresi è l'estrema umanità di Kira, le scelte che compie, i suoi gesti, e persino gli aspetti fisiologici del suo corpo, che muta a causa di un "piccolo" inconveniente, sono realistici e questo consente al lettore di empatizzare con la protagonista.

E' una donna che possiede un grandissimo senso di adattamento, nonostante i cambiamenti che ruotano intorno alla sua persona siano terrificanti, e non nasconde di certo le sue emozioni, i suoi momenti deboli, le sue paure. La ritroviamo alla fine del libro cresciuta, una donna che ha affrontato tanti drammi, riuscendo sempre a uscirne a testa alta, seppur con tanta sofferenza. Si può quasi pensare che questa "grande storia", come la definisce lo stesso autore, contenga al suo interno un racconto di formazione, che intrattiene ma da anche modo di riflettere.

Tutti gli altri personaggi che girano intorno a questa storia sono molto da contorno, e nonostante sia sempre Kira l'oggetto dell'attenzione del lettore, ci si accorge che non si desidera altro che leggere dei suoi pensieri, dei suoi stati d'animo e delle sue paure, ci si ritrova trascinati nelle vicende che non si può fare a meno di divorare pagina dopo pagina.

Ma una best mention è doverosa per il personaggio che, dopo la protagonista, diventerà il vostro preferito, ossia Gregorovic: cervello di bordo della nave spaziale sulla quale Kira si imbarcherà per la sua missione. E' l'elemento goliardico di questo romanzo che insieme al resto della ciurma di disadattati, alleggerisce i toni del romanzo.

Per quanto concerne lo stile di Paolini, di certo la scrittura è molto più matura si vede che c'è una struttura più robusta dietro la sua storia, ed un lavoro di editing davvero encomiabile. Il ritmo del susseguirsi degli eventi è abbastanza altalenante, anche se non si è mai portati ad un calo dell'attenzione, l'azione dà il cambio a spiegazioni funzionali alla comprensione della storia, ogni informazione compare al momento giusto, anche se ci sono alcune situazioni che resteranno molto fumose fino alla fine del libro, il cui finale lascia davvero assetati.

Stupisce sicuramente il fatto che con poche e semplici pennellate riesca a dare vita ad una storia così avvincente calandola in un mondo così complesso, Paolini riesce a farci immaginare un mondo complesso senza alcuno sforzo attraverso gli occhi dei vari personaggi, con passaggi brevi e concisi senza mai lanciarsi in descrizioni troppo approfondite che risulterebbero oltremodo pesanti.

La trama scorre veloce, e nonostante le 520 pagine, si arriva alla fine del libro senza sforzo alcuno, in quanto ogni capitolo è pieno di climax sapientemente alimentati, che rendono la lettura estremamente avvincente.

Se proprio devo trovare una nota negativa, posso dire che ci sono troppi tentacoli! Ma non posso e non voglio aggiungere altro per non spoilerare niente! 

Vi Aspetto i 1 Ottobre per un altro articolo inerente al cambiamento del mondo della fantascienza, nella letteratura, e vi lascio la locandina con le altre bellissime recensioni delle mie colleghe di avventura.

Grazie ancora alla gentilissima Alessandra per aver organizzato l'evento ed alla Rizzoli per averci fornito la copia del libro.






martedì 8 settembre 2020

Cuori Arcani Melissa Panarello Recensione

 



Autore: Melissa Panarello
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy/Romance
Numero Pagine: 202
Prezzo: 17,10 euro



Ciao Lettori!


L'articolo di oggi è dedicato alla recensione della prossima uscita di Cuori Arcani di Melissa Panarello, edito da Mondadori, che ringrazio per avermi dato l'opportunità di leggere il romanzo in anteprima, colgo l'occasione per ringraziare anche Regina di Sfumature di inchiostro e Flavia de La libreria di Ophelia per aver organizzato il Review Party.


Vi lascio subito alla trama, in modo che possiate farvi un'idea di quello di cui andremo a parlare fra qualche riga:

Alla scomparsa della nonna Angela, Greta rimane sola al mondo. Perciò, in attesa di diventare maggiorenne, è costretta a lasciare il luogo in cui è cresciuta, a Catania - dove tutto, dai soffitti affrescati al profumo di scorze d'arancia che aleggia nelle stanze, le ricorda l'amore avvolgente della nonna -, e a trasferirsi in una casa famiglia che si trova in un piccolo paese alle pendici dell'Etna. Delle cose appartenute ad Angela, Greta porta con sé solo pochi oggetti, tra cui un mazzo di strane carte avvolte in un panno di velluto, i suoi Tarocchi.

Non appena arrivata nella sua nuova casa, si imbatte in Arturo, un ragazzo dall'aria misteriosa - capelli neri di seta, occhi spietati e bellissimi e una bocca rossa come se avesse appena spalmato del sale sulle labbra - che la ammalia dal primo istante. Un ragazzo che sembra leggerle dentro come mai nessuno prima, del quale però nessuno nella sua nuova famiglia sembra sapere nulla. Una creatura dall'apparenza forte e al contempo estremamente fragile come se, al solo toccarlo, potesse rompersi in mille pezzi. E, soprattutto, con un destino crudele davanti a sé al quale solo lei sembra in grado di opporsi. Ma per farlo, Greta dovrà prima imparare a conoscere profondamente se stessa, liberandosi delle proprie paure. E, chissà, forse proprio nelle strane carte ereditate dall'amata nonna è indicata la strada per riuscirci...


Dunque, partiamo dal principio, la trama è davvero molto carina ed è fondamentalmente questo che mi ha persuasa a leggere questo volumetto di appena 202 pagine.

La lettura è davvero molto scorrevole, lo si termina in poche ore e, tutto sommato, è un buon intrattenimento, il ritmo della storia è abbastanza incalzante, e non dà modo al lettore di annoiarsi.

La cosa che sicuramente si fa apprezzare maggiormente è l'ambientazione, Catania, e la Sicilia in generale, hanno una ricca tradizione esoterica, da cui l'autrice ha attinto le sue idee. Anche le descrizioni delle occupazioni delle anziane signore che popolano il suo racconto, riconducono la mente del lettore ad un passato non troppo lontano che profuma di "casa dei nonni".

Anche il concetto stesso di magia associato alla cultura popolare sicula e ripreso in maniera innovativa. La magia vera, buona è guidata dagli astri, dalla natura e dalla Dea della terra, che si identifica in questo caso nell'Etna, viene contrapposta alla natura maligna dell'essere umano che non ha nulla di magico, che si nutre di invidia e rancore, e che desidera il potere solo e soltanto per fare del male e fomentare l'odio.

L'autrice fa trasparire molto il senso di appartenenza alla sua terra ed alla sua cultura, e questo è davvero molto apprezzabile. Anche se l'idea di fondo è sicuramente buona, non si può dire altrettanto dello sviluppo che ne è stato fatto. Alcuni passaggi risultano davvero troppo frettolosi, ci si trova a leggere alcune scene in cui niente è come dovrebbe essere, pertanto è difficile empatizzare con i personaggi che non sono molto realistici.

In 202 pagine non è semplice esprimere in maniera chiara ed approfondita tutto quello che di interessante poteva esserci, ma a questo punto perchè non dilungarsi? Ci sono stati dei temi davvero molto belli liquidati con poco più di un paio di pagine, per esempio quello dei tarocchi e della lettura del futuro attraverso l'associazione alle stelle ed ai pianeti, argomento su cui l'autrice non è assolutamente a digiuno in quanto da molti anni ormai si interessa di astrologia e di oroscopi, per cui chi meglio di lei avrebbe potuto approfondire queste tematiche?

Anche la storia d'amore intorno alla quale si muovono tutti gli ingranaggi, è scialba e davvero troppo sintetizzata, tanto che il lettore è quasi sempre portato a stupirsi della rapidità del susseguirsi degli eventi che è davvero poco realistica. Il finale poi, ha un retrogusto molto amaro ed anch'esso risulta  davvero insoddisfacente, perchè molto raffazzonato e poco chiaro.

In conclusione Cuori Arcani è un grandissimo "vorrei ma non posso" le idee sono buone, e sarebbero servite più pagine per svilupparle meglio ed arricchire tutto il contesto. 

Vi lascio di seguito la locandina con i nomi delle altre colleghe blogger che in questi giorni vi parleranno di questo libro, in modo che possiate farvi un'idea più ampia.



martedì 1 settembre 2020

I racconti di Poirot - Review Party

 



Ciao Lettori!

quest'ultimo periodo è stato ricco di belle uscite ed ancora ce ne saranno, e ahimè, il portafogli già piange anche le lacrime che non ha!

A tal proposito vorrei deliziarvi con questa nuova uscita targata Mondadori, che farà tanto gola a tutti gli appassionati di Poirot, Agatha Christie e di gialli in generale.

Ebbene si! Parlo proprio di questa bellissima raccolta: Tutti i racconti di Poirot che sarà disponibile in libreria da oggi 1 Settembre.

La veste grafica è davvero stupenda, richiama molto le illustrazioni d'epoca con un tocco moderno sempre di gran gusto, che ti invoglia a mettere il testo in bella mostra sulla libreria.

Ed il contenuto, curato da Marco Amici, non è certamente da meno! Come è noto la produzione della Christie è immensa e va dai romanzi, passando per gli sceneggiati teatrali o radiofonici, ed al momento in Italia, questa è la raccolta più ricca e completa dei racconti dedicati al nostro amatissimo Poirot.

Consta infatti di 59 racconti brevi, che la Christie scrisse per vari giornali dell'epoca tra cui <<The Sketch>>, rivista davvero importante per la carriera di Poirot, in quanto fu proprio la pubblicazione delle sue avventure su questo rotocalco a renderlo famoso. 


Inoltre, ci sono alcuni racconti che compaiono qui per la prima volta e sono Il Mistero della pallina del cane, e La cattura del cerbero (storie edite nei Quaderni segreti di Agatha Christie, volume curato da John Curran), ed un racconto inedito che non è mai stato tradotto prima d'ora ossia: La stella del mattino.

Credits @oscarvault

Ad intermezzo della lettura, sono presenti anche illustrazioni d'epoca di alcune pubblicità che si accompagnavano ai racconti che venivano pubblicati sui giornali, ed anche l'impostazione grafica ricorda molto le riviste dell'epoca e dà la sensazione di fare un vero e proprio tuffo nel passato.

La lettura di questo libro è stata divertente, leggera e scorrevole, grazie anche al fatto che, trattandosi di racconti brevi, si entra subito nel vivo della situazione, non ci sono molti giri di parole: la scrittura della Christie ti cattura e la personalità spavalda e narcisista di Poirot fa il resto. Dopo solo alcune righe che introducono la situazione, il lettore è spinto a fare le prime congetture su chi sarà il colpevole del caso, cercando di fare a gara con l'inarrivabile perspicacia di Poirot.

E' interessantissimo vedere come Agatha Christie riesca a non cadere nella banalità, nonostante usi sempre gli stessi personaggi e cambi poco l'ambientazione, non ci si annoia mai ed è sempre in grado di scatenare l'elemento sorpresa. Ne sono lampante testimonianza i racconti Il caso del dolce di Natale/L’avventura di Natale e Lo specchio del morto/Il secondo gong che sono rispettivamente due versioni dello stesso racconto, in cui l'autrice varia solo pochi elementi, riuscendo ad essere comunque in grado di sorprendere il lettore.

Un altro tema che emerge dalle sue opere è la volontà di Agatha di dare lustro alle donne, attraverso le parole di Poirot. In tutti i suoi racconti infatti la figura femminile, anche quando è nel torto, viene sempre esaltata, in Doppia Colpa una signorina apparentemente dolce e gentile, si rivela una scaltra volpe che nasconde un grande segreto, in Una donna sa... viene messo in evidenza il fatto che l'istinto femminile prevale anche sulle caratteristiche più frivole di una donna, portandola sempre sulla strada giusta. E non è di certo l'unico in cui viene reso omaggio a questa caratteristica: anche in Accadde in Cornovaglia e L'eredità dei Lemesurier, è sempre l'istinto femminile a giocare un ruolo importante nella risoluzione del caso.

Il fatto che sia Poirot, e dunque un uomo, a tessere le lodi delle sue coprotagoniste, per l'epoca in cui venivano letti, aveva sicuramente un peso maggiore, ed indubbiamente Agatha è stata in grado di far fluire attraverso il suo personaggio la sua personalità forte e all'avanguardia esprimendo le sue opinioni in maniera furba e sicuramente efficace.

Che dire, Agatha Christie ha saputo regalarci un personaggio iconico che anche a distanza di ben 100 anni, fa ancora parlare di sè e del suo estro meraviglioso, e questa raccolta non può assolutamente mancare nella libreria dei suoi fan, ma anche di coloro che vogliono avvicinarsi a questo tipo di letteratura; vi assicuro che questi racconti sono come le ciliegie: uno tira l'altro, e arriverete alla fine di questo libro senza neppure esservene accorti.

Ringrazio di cuore la Mondadori per avermi dato la possibilità di organizzare questo evento, e ringrazio le mie colleghe che hanno supportato il mio progetto pazientemente. Da oggi sono online anche i loro bellissimi e dettagliatissimi articoli che vi consiglio di leggere, i loro nomi li trovate qui sotto. Inoltre se siete utilizzatori di instagram sotto #pirotIGTour potrete trovare tutti i post relativi a questa bellissima raccolta e le storie di approfondimento che abbiamo pubblicato nell'arco di questa settimana.

Tutte le bellissime grafiche per questo evento sono state create da @orestekaizel <IG account












martedì 25 agosto 2020

Il mondo nuovo - Huxley Aldous Review Party

 


Il mondo nuovo e Ritorno al mondo nuovo
Titolo originale: Brave new world e Brave New World Revisited 
Edizione: Mondadori
Collana: Oscar Draghi
Traduzione: Lorenzo Gigli, Paola Levante, Luciana Bianciardi, Alessandro Maurini
Illustrazioni: Giuseppe Palumbo
Genere: Distopico - Fantascientifico
Pagine:480
Prezzo: 28,00 euro


"O brave new world, that has such people in't" diceva Miranda in un passo della Tempesta di Shakespeare dal quale Huxley ha tratto e reso in maniera ironica, il titolo di uno delle sue opere più famose: Il mondo nuovo o, in originale, Brave new world.

Ed è proprio di quest'ultimo che vi parlerò oggi in quanto è uscita ieri, per Mondadori, una bellissima edizione illustrata da Giuseppe Palumbo (il quale, per chi non lo sapesse, cura anche Diabolik), che comprende sia Il mondo nuovo che Ritorno al mondo nuovo, un saggio scritto sempre da Huxley, nel quale riprende i vari temi presenti nel suo romanzo e li rivisita alla luce degli avanzamenti in campo tecnico e scientifico, che si sono avvicendati nell'arco di tempo che intercorre tra la scrittura dei due testi.

Qui sopra trovate la copertina (stupenda!!!) e qualche informazione basilare, mentre di seguito vi lascio la trama:

Scritto nel 1932, "Il mondo nuovo" (qui accompagnato dal testo del 1958 "Ritorno al mondo nuovo") è ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, nel quale ogni aspetto della vita viene pianificato in nome del razionalismo produttivistico e tutto è sacrificabile a un malinteso mito del progresso. I cittadini di questa società non sono oppressi da fame, guerra, malattie e possono accedere liberamente a ogni piacere materiale. In cambio del benessere fisico, però, devono rinunciare a ogni emozione, a ogni sentimento, a ogni manifestazione della propria individualità. Produrre, consumare. E soprattutto, non amare. Un romanzo visionario, dall'inesausta forza profetica, sul destino dell'umanità. E sulla forza di cambiarlo. 

Foto di Adrian Goh 

L'ambientazione è davvero unica e particolare, Huxley si sofferma davvero poco sulle descrizioni ambientali, ci fornisce lo stretto necessario a comprendere che ci troviamo in un futuro non troppo remoto, nel quale la tecnologia ha preso il sopravvento, ed è diventata uno strumento nelle mani dell'uomo per la manipolazione della società.

Huxley infatti ci descrive un mondo utopico nel quale gli esseri umani non sono più vivipari, in quanto vengono coltivati in vitro, e attraverso l'eugenetica, il sesso e la classe di appartenenza dell'individuo che verrà creato, vengono stabilite in anticipo. 

La società, sulla quale Huxley si sofferma molto, è divisa in caste: gli esseri umani che hanno subito un processo di gestazione in vitro che non gli ha consentito lo sviluppo di capacità fisiche ed intellettuali, appartengono alle classi gamma ed epsilon, e vengono sfruttati per l'esecuzione dei lavori più beceri. Mentre invece gli esseri umani che hanno subito il trattamento "completo" ossia i beta, sono la borghesia, a loro vengono assegnati lavori mediamente elevati e sono, per così dire, liberi di divertirsi e di vivere la propria vita, così come gli Alfa e gli Alfa Plus ai quali vengono assegnati solo ruoli prestigiosi, essendo stati creati con un cervello che possa superare le aspettative in termini di intelligenza.

Tutte le caste subiscono un processo di condizionamento mentale, fin dalla primissima infanzia, che li costringe a vivere la propria condizione senza mai sollevare obiezioni e prendendo per normale, ciò che invece ai giorni nostri risulterebbe abominevole.

In tale contesto, le donne non partoriscono più e possono amare tutti gli uomini che vogliono, il concetto di famiglia viene completamente abolito e addirittura aberrato.

Ma tutto questo a che pro?

In questo modo l'uomo viene sedato ed assuefatto, convito che per essere felice basti seguire le regole, ed un uomo felice, non può sovvertire gli equilibri dello stato sovrano.

Ma, ci sono alcune persone come ad esempio Bernard Marx, protagonista della nostra storia, che sono state in grado, per un errore durante la loro gestazione artificiale, di sfuggire a tale condizionamento mentale.

Bernard risulterà essere sempre fuori luogo in quanto non riesce ad ambientarsi e a fare proprie quelle che sono le attività della sua classe. E' possibile riscontrare in questo alienamento, un filone autobiografico in quanto Huxley, a causa della sua spiccata intelligenza generava negli altri aristocratici una sorta di timore referenziale, e nonostante il suo impegno non riusciva ad integrarsi con i suoi pari.

A tal proposito Huxley ha saputo creare dei personaggi molto verosimili, gli unici a subire una caratterizzazione spiccata sono appunto Bernard e John, tutti gli altri che si avvicendano all'interno del racconto risultano piatti ed insignificanti, esattamente come la società costruita dall'autore li vuole.

Attraverso la sua narrazione, che cambia ritmo a seconda delle scene che racconta, si percepiscono gran parte delle sensazioni, che di certo non pervengono tramite le descrizioni che sono poche e talvolta manchevoli. Il connubio di quanto appena detto con uno stile molto semplice e pulito, rendono Il mondo nuovo, un libro estremamente fruibile, a dispetto dei temi trattati che risultano davvero forti e spesso scomodi o controtendenza, motivo per il quale questo romanzo ha faticato molto ad affermarsi.

Dovettero infatti passare gli anni della guerra prima che Brave new world raggiungesse il successo, nel periodo che va dagli anni 40' agli anni 70', infatti, la letteratura science and fiction, in cui venne inserito questo titolo, fu relegata in un angolo come letteratura di svago e il suo pubblico venne individuato nei bambini e negli adolescenti. In questo modo fu possibile evitare il confronto con le grosse critiche che animavano questi testi, perchè quest'etichetta dava la giustificazione a considerarli in qualche modo "poco seri". Soltanto di recente, quest'opera di Huxley è stata inserita nei programmi scolastici delle scuole superiori.

Tutto questo perchè Il mondo nuovo è un libro avvincente che mette in luce tutti gli aspetti deteriori di uno Stato dittatoriale e padrone delle coscienze, e dove la riflessione sugli aspetti della spiritualità individuale non prende eccessivo spazio.

Se volete conoscere altre informazioni sulla controversa figura di Huxley, vi invito a leggere l'articolo che ho pubblicato ieri che potete trovare cliccando qui

Oppure potete approfondire i vati temi presenti in questo romanzo leggendo i bellissimi articoli dei miei colleghi blogger che vi lascio qui sotto.

Colgo l'occasione per ringraziare Milena e Mondadori per aver organizzato questa bellissima collaborazione.


lunedì 24 agosto 2020

Huxley Aldous il lungimirante autore de Il mondo Nuovo

 

Ciao Lettori!

Oggi parleremo di Aldous Huxley, uno dei padri del genere distopico, scrittore di Brave New World, meglio conosciuto in Italia come Il mondo nuovo, di cui uscirà a fine Agosto una nuova edizione targata Mondadori, in una veste davvero splendida con tanto di illustrazioni di Giuseppe Palumbo.



Ma torniamo a noi : Huxley è un autore davvero controverso e geniale, nasce in Inghilterra nel 1894 da una famiglia di aristocratici intellettuali, inizia i suoi studi ad Eaton desiderando diventare medico, ma a 16 anni una grave malattia oftalmica lo rese ipovedente.

Dovendo così rinunciare alla sua carriera medica, si diede allo studio letterario e filosofico e, nonostante tutto, riuscì a migliorare la sua condizione ed anche a laurearsi. Un altro episodio segnante della sua infanzia, fu la morte di sua madre quando aveva solo 14 anni. Un trauma, questo, che può essere riscontrabile in molte delle sue opere poiché buona parte dei personaggi per i quali i protagonisti dei suoi libri nutrono un grande affetto, muoiono quasi sempre a causa di un tumore, la malattia che ha appunto ucciso sua madre.

In generale questo non è l'unico episodio della vita di Huxley ad aver influenzato la sua scrittura. Tutte le sue opere subiscono sempre le esperienze travagliate dell'autore.

Ad esempio la rigida gerarchia classista che ritroviamo in Brave New World, non è altro che una caricatura di quella presente nel 1932 a Londra, è proprio lì, infatti, che Huxley ha scritto il suo celebre romanzo in soli quattro mesi. La sua esperienza personale lo portò a isolarsi dai suoi stessi simili, in quanto la sua straordinaria intelligenza e la sua grande curiosità, erano entrambe doti che lo allontanavano dagli altri aristocratici del suo stesso rango. Questo suo senso di disagio nel far parte della "classe superiore" senza mai essere realmente integrato, lo si evince ne Il mondo nuovo in cui personaggi fondamentali come Bernard Marx e Helmholtz Watson, entrambi appartenenti all'elite, non riescono realmente a farne parte in quanto i loro interessi non collimano con quelli del resto della comunità, rendendoli così persone strane e con cui non è piacevole accompagnarsi.

Partendo quindi dal presupposto che c'è molto della vita di Huxley nelle sue opere, è possibile suddividerle in due parti:

La prima va dal 1921 al 1946, raccoglie tutte le sue opere di narrativa, nelle quali emergono argomenti strettamente legati al suo ambiente familiare. E' possibile appunto trovare tematiche scientifiche, che si accompagnano a questioni etiche di tipo filosofico e sociale. Fanno parte di questo filone: Giallo Cromo in cui l'autore satireggia i capricci e le mode dell'epoca, oppure Il mondo nuovo in cui vengono anticipati temi quali lo sviluppo della tecnologia per la riproduzione assistita e il condizionamento mentale, usati come strumento per la creazione di una società distopica, o ancora L'Isola in cui il protagonista viene a contatto con una popolazione dal carattere gentile e sereno che è riuscita a coniugare la scienza con l'arte, e trova giovamento dall'utilizzo di droghe. 

Tali argomenti venivano approfonditi con il padre intellettuale e scrittore, il nonno Thomas Henry scienziato darwinista, suo zio Mattew Arnold poeta, e suo fratello Julian biologo, con i quali l'autore era solito confrontarsi. Egli rielaborò tutte le loro tematiche di discussione con originalità, ironia e fantasia trasponendole all'interno delle sue opere.

Nel momento in cui Huxley esaurisce l'approvvigionamento di tematiche attraverso le persone che compongono la sua famiglia, è possibile notare un cambiamento repentino. In questo momento della sua vita, si trasferisce in America ed inizia la seconda fase della sua produzione, abbandona la narrativa per dedicarsi completamente alla speculazione filosofica. Le sue ricerche lo portano ad approfondire gli studi esoterici cui aveva dato inizio vent'anni prima durante i suoi viaggi in India, ed inizia a sperimentare su se stesso gli effetti di sostanze come la mescalina e l'acido lisergico.

Queste sostanze gli rivelarono nuove capacità e nuovi orizzonti della psiche umana, e venne aspramente criticato per questo aspetto della sua ricerca, ed a causa della sua eccentricità, la produzione di questo periodo ebbe un successo postumo e neppure troppo eclatante.

In definitiva Huxley ha osservato il mondo in cui viveva con l'obiettività di uno scienziato, e con la sensibilità di un artista riunendo in sè entrambe queste caratteristiche. Sebbene di mentalità scientifica non fu affatto materialista, ma seguì la sua vena spirituale, da cui fu guidato senza mai cadere nel dogmatismo.

Ringrazio Milena di TimelessHopefulReader per aver organizzato l'evento che comprende sia il Blog Tour, per il quale ho scritto questo articolo, che il Review Party per il quale troverete la mia recensione de Il mondo nuovo il prossimo 26 Agosto.

Inoltre vi lascio di seguito la locandina con gli appuntamenti con gli altri blogger che vi parleranno di quest'opera, vi consiglio di non perdervi i loro articoli perchè sono davvero super interessanti!






domenica 2 agosto 2020

Agnes Grey, I capolavori delle impareggiabili penne sororali review party




I capolavori delle impareggiabili penne sororali
Edizione: Mondadori
Collana: Oscar Draghi
Traduzione: Anna Luisa Zazo, Margherita Giacobino, Luisa Reali
Pagine: 768
Prezzo: 28,00 euro


Ciao lettori!

Oggi facciamo un salto nel mondo dei classici, perchè si, non leggo solo fantasy e sottogeneri, anzi!
Credo che le storie di un tempo siano importantissime per ispirare quelle nuove perchè, volente o nolente, dal passato c'è sempre una lezione da imparare.

Dunque parleremo delle mie care Sorelle Brontë di cui Mondadori ha creato una bellissima raccolta che comprende: Agnes Grey di Anne Brontë, Cime Tempestose di Emily Brontë e Jane Eyre di Charlotte Brontë, con una breve introduzione di Virginia Woolf, che sarà disponibile a partire dal 25 di Agosto, in una delle loro magnifiche edizioni della collana Oscar Draghi.

Ne approfitto per ringraziare Milena di Timeless Hopeful Reader per aver organizzato questo bellissimo evento, e come al solito la Mondadori, per avermi dato la possibilità di leggere in anteprima questo libro in una veste davvero stupenda.

Ma ora passiamo a noi! Fra tutti e tre i romanzi presenti in questo tomo, ho scelto di parlarvi di Agnes Grey di Anne Brontë, perchè è l'unico dei tre che non avevo ancora letto, ed ero curiosa di scoprire come mai questo volume, non abbia avuto il successo che hanno avuto invece quelli delle altre due sorelle. Partiamo subito dalla trama in modo tale che possiate farvi un'idea di ciò che andrò ad analizzare più avanti:

 Protagonista della vicenda, è Agnes, una giovane ragazza di sani principi che lascia la famiglia caduta in disgrazia per aiutarla economicamente, dando così prova delle proprie capacità di istitutrice presso due famiglie ricche, con figli viziati. La sua figura si rivela essere, in maniera atipica per l'epoca in cui si muove, moderna e riflessiva. Con una prosa elegante e scorrevole, la scrittrice mette a confronto gli usi e i costumi della nobiltà dell'epoca vittoriana, priva di scrupoli e valori, con i principi morali di una giovane credente.


Le sorelle Brontë illustrate da Elisabetta Stoinich
Già a partire dalla trama è possibile intuire uno dei motivi del mancato successo di questo romanzo, in quanto, essendo anche Agnes un'istitutrice, scatta il paragone facile con la figura di Jane Eyre, anche se i due scritti hanno davvero ben poco in comune. L'ambientazione creata da Charlotte è certamente più gotica rispetto invece a quella di Anne molto bucolica, che punta a contenuti moraleggianti che portano il suo libro sulla scia del romanzo di formazione.
Inoltre è palese anche la differenza di stile che intercorre tra le due, quello di Charlotte è più complesso e maturo, mentre invece quello di Anne è molto più semplice e lineare.

Un altro dei motivi che sicuramente le ha precluso il successo, è stato certamente il fatto che Agnes Grey è stato stampato lo stesso anno in cui è uscito anche Cime Tempestose, il cui enorme successo è arrivato roboante fino ai nostri giorni.

Anche i personaggi costruiti da Anne, non funzionano bene tanto quanto quelli delle sorelle: Jane e Catherine sono donne che incarnano l'evoluzione femminile nei primi dell'800 la prima vuole essere autonoma ed indipendente dalla figura maschile, la seconda lotta per mantenere la sua libertà di scelta ed il suo carattere selvaggio e ribelle, Agnes invece è una donna mite e silenziosa, dedita alla sua mansione di istitutrice nella quale non riesce tanto bene quanto vorrebbe, anche a causa del fatto che i Signori presso i quali presta servizio, le tarpano continuamente le ali, non consentendole di educare nel modo giusto i bambini, scapestrati, che le vengono affidati. Soccombe molto facilmente alle angherie sia dei suoi allievi che dei suoi padroni, senza mai controbattere o alzare il capo, ricorrendo solo alla sua incrollabile fede come espediente per cercare di correggere gli atteggiamenti indisciplinati delle persone che la circondano. Questo lo rende sicuramente un romanzo critico di quella che era l'alta società di quei tempi, che andava sempre di più allontanandosi dalla chiesa e dai buoni precetti, cedendo a facili costumi e civetterie varie che allontanavano dalla retta via.

Si ritrovano, infatti, tantissimi riferimenti alle sacre scritture ed ai vangeli, oltre che dei veri e propri consigli per affrontare la vita secondo la parola di Dio, che l'autrice conosceva bene essendo lei figlia di un esponente ecclesiastico. Pertanto è facile immaginare che il suo libro volesse si criticare determinati atteggiamenti, ma anche porvi rimedio grazie a tutti i buoni precetti di cui lo ha infarcito.

A tal proposito, il romanzo di Anne può essere anche inteso come uno dei primi trattati pedagogici dell'epoca, per più di metà del libro infatti, si dedica a spiegare come ha cercato di affrontare il suo compito di istitutrice, comparando le soluzioni che secondo lei erano le più giuste da applicare per una corretta educazione, con quelle che i genitori dei suoi alunni le imponevano di utilizzare. Infatti lei era costretta a compiacere i suoi studenti e a persuaderli sempre con maniere gentili, le era proibito alzare la voce o usare modi bruschi, non poteva obbligarli a fare qualcosa, o a tenerli chiusi in una stanza, pertanto il suo compito era davvero arduo, in quanto non le restavano molti espedienti per poter garantire ai suoi studenti una buona educazione, Tutto questo non vi è familiare?

Fa quasi sorridere il fatto che a quasi 200 anni di distanza, si sia ritornati ad un modello educativo che già Anne Brontë all'epoca riteneva poco produttivo, spesso si sente di insegnanti allo strenuo delle forze, perchè costretti a lottare con dei genitori che non consentono che il proprio figlio venga rimproverato, o addirittura costretto a trascorrere tempo sui libri anche in orari extra scolastici.
Situazione quanto mai attuale non credete?

Infine è possibile trovare elementi autobiografici all'interno del libro in quanto la storia di Agnes Grey è davvero molto affine con quella di Anne, entrambe sono infatti figlie di reverendi, entrambe hanno intrapreso la carriera di educatrici, e nutrono un profondo amore per la famiglia per per Dio, entrambe poste al nord della bussola del loro cuore.
Probabilmente la storia di Agnes Grey si tratta di una rappresentazione romantica della vita che Anne non ha potuto avere, anche a causa della sua tragica morte prematura.

In conclusione posso dire che è un romanzo piacevole e molto scorrevole, che vi aiuterà a calarvi nella brughiera Britannica ed assaporare un pò dei tempi perduti, sensa dover investire troppo tempo nella lettura, grazie alle sue agevolissime 230 pagine circa.

Vi invito a leggere anche gli articoli delle mie colleghe blogger, che usciranno nei prossimi giorni:



lunedì 27 luglio 2020

Il mare senza stelle Erin Morgenstern





Il mare senza stelle
Titolo originale: The Starless sea
Casa editrice: Fazi
Collana: Lainya
Traduttore: Donatella Rizzati
Pagine: 600
Prezzo 17,58




A volte essere dei lettori appassionati porta delle piccole gioie, e devo dire che il famigerato nuovo titolo di Erin Morgenstern Il mare senza stelle, emerge come una perla fra i sassi nel panorama della letteratura straniera di quest'anno.
E' il primo libro che leggo di questa autrice, e devo dire che la sua fama non mi ha affatto delusa.
Il mare senza stelle può definirsi davvero ricco, e la cosa più bella e particolare è che ogni lettore troverà al suo interno un pezzettino che si adatti perfettamente alle proprie corde.

Non è sicuramente un libro di semplice lettura, richiede molta attenzione ed, una volta giunti alla fine, lascia un desiderio quasi compulsivo di voler ritornare a pagina uno per poter assaporare tutte le sfumature che durante una prima lettura, non si riesce davvero a cogliere.

Vi lascio di seguito la trama in modo da avere una vaga idea di ciò di cui andrete a leggere, anche se vi faccio la calda raccomandazione di non fermarvi a quanto leggerete nelle prossime righe, in quanto nessuna sinossi, per  quanto ben scritta, è in grado di rendere giustizia a quello che realmente è questo libro:

Zachary Ezra Rawlins è uno studente del Vermont che un giorno trova un libro misterioso nascosto fra gli scaffali della biblioteca universitaria. Mentre lo sfoglia, affascinato da racconti di prigionieri disperati, collezionisti di chiavi e adepti senza nome, legge qualcosa di strano: fra quelle pagine è custodito un episodio della sua infanzia. È soltanto il primo di una lunga catena di enigmi. Una serie di indizi disseminati lungo il suo cammino – un’ape, una chiave, una spada – lo conduce a una festa in maschera a New York, poi in un club segreto e infine in un’antica libreria sotterranea. Là sotto trova ben più di un nascondiglio per i libri: ci sono città disperse e mari sterminati, amanti che fanno scivolare messaggi sotto le porte e attraverso il tempo, storie bisbigliate da ombre. C’è chi ha sacrificato tutto per proteggere questo regno ormai dimenticato, trattenendo sguardi e parole per preservare questo prezioso archivio, e chi invece mira alla sua distruzione. Insieme a Mirabel, un’impetuosa pittrice dai capelli rosa, e Dorian, un ragazzo attraente e raffinato, Zachary compie un viaggio in questo mondo magico, attraverso miti, favole e leggende, alla ricerca della verità sul misterioso libro. Ma scoprirà molto di più.
Preparatevi a solcare le pagine del Mare Senza Stelle, a perdervi in questo viaggio straordinario attraverso mondi inimmaginabili, che celebra il potere delle storie e l’amore per i libri. Finché il Mare Senza Stelle non scriverà l’ultima pagina.

Per coloro che provano nostalgia verso un luogo dove non sono mai stati.
Coloro che cercano anche se non sanno cosa (o dove) sia ciò che stanno cercando.
Coloro che cercano, troveranno. Le loro porte li stanno aspettando.


Come anticipatovi, Il mare senza stelle è una lettura davvero inusuale, è concepito per essere una raccolta di metastorie a struttura circolare, intrecciate l'una all'altra, che si incastrano come un puzzle, e lasciano il lettore davvero a bocca aperta per la minuziosità con cui alla fine tutto torna.
L'autrice è stata davvero geniale nel ricamare la trama di questo libro, ed attraverso il suo stile di scrittura molto fluido, è stata in grado di creare un percorso sensoriale che consente di percepire le vicende narrate, stimolando tutti e cinque i sensi grazie alle sue descrizioni accurate e talmente coinvolgenti, che sono in grado di risucchiare il lettore all'interno della storia lasciandolo quasi stordito una volta riemerso, dando la sensazione di aver appena fatto un sogno ad occhi aperti.

Attraverso la vista, l'udito, l'olfatto, il gusto ed il tatto ci guida alla scoperta di questo mondo bellissimo fatto di storie che si annidano ovunque. Ci viene presentato come una enorme biblioteca magica e sotterranea, nella quale ogni porta è in grado di condurre chi la apre in un luogo con una storia che ne contiene altre. Alcune porte sono anche in grado di portare le persone in delle sacche temporali in cui il tempo scorre in maniera differente. Questa è la baia del mare senza stelle, il luogo dove tutte le storie hanno un inizio ed una fine, e non attendono altro che essere scoperte e raccontate.

Ed è qui che i nostri personaggi seguiranno il filo che il fato ha tessuto per loro, senza però perdere di vista se stessi, il monito che la Morgenstern lancia fra le righe è che ognuno è artefice del proprio destino, ci vuole solo il coraggio necessario a far avvenire il cambiamento che è il fulcro di ogni storia. Un messaggio di speranza davvero bellissimo che ognuno di noi vorrebbe sentire all'infinito, infondo a chi non è mai capitato di pensare di essere sulla strada sbagliata più di una volta nella sua vita?
Proprio questo può essere considerato il punto forte di questo romanzo, ci si sente talmente in sintonia con le vicende narrate, da scoprire nel libro un pezzo che parli di se o, ancora meglio, si ha la sensazione che il libro stia parlando direttamente al lettore. Questo grazie alla narrazione in prima persona ed anche al fatto che i personaggi sono appena sbozzati, in modo da rendere molto più semplice l'immedesimazione in questi ultimi.

Un altro messaggio molto bello che l'autrice fa passare, è che una storia può trovare qualsiasi mezzo per essere raccontata, ho apprezzato moltissimo la mescolanza di vecchio e nuovo, un libro può essere il supporto adatto alla trasmissione di un racconto tanto quanto possono esserlo i videogiochi, e in effetti durante la lettura si ha la sensazione di stare giocando un gioco di ruolo costruito da quest.

Se proprio si deve trovare un difetto a questo libro, è sicuramente il fatto che in alcune parti, soprattutto verso la fine, è davvero molto prolisso, come se l'autrice non avesse mai voluto smettere in alcun modo di raccontare storie e di ampliarne il significato collocandole nella trama. Inoltre spesso si ha un senso di dispersione, anche perchè non tutti i racconti trovano subito la loro collocazione nella trama, e spesso per alcuni capita di smarrire i dettagli importanti, passando avanti senza capire esattamente come collegarli a tutti gli altri. Per questo motivo, è importante farne una rilettura che serve sicuramente ad appropriarsi di tutti quei dettagli che non conoscendo esattamente l'evoluzione delle vicende, si perdono inevitabilmente, data la ricchezza e la vastità dei contenuti offerti.

Con oggi si conclude, questo bellissimo evento organizzato da me Francesca de La biblioteca di Zosma, Giorgia di Love Reading and more e Ylenia di Cronache di lettrici accanite, in collaborazione con la Fazi che ringrazio per averci dato questa possibilità.

Il mare senza stelle é un libro complesso e sognante, ognuna di noi ha carpito e fatto suo qualcosa, di questa incredibile storia.
Siamo passati attraverso le porte che Caterina ci ha mostrato e studiato la simbologia insieme a Francesca. Abbiamo scovato i riferimenti mitologici grazie a Michela. Federica ci ha guidati alla scoperta del famigerato Mare senza stelle, e Concetta ci ha parlato dei personaggi che lo hanno solcato. Abbiamo affrontato il tema della resurrezione grazie a Patrizia, e parlato di amore ed oscurità insieme a Ylenia e Miriam.
Non sono mancate le recensioni puntualissime di Giorgia, Beatrice, Gaia, Barbara, AlekTania ed Eleonora, che mi hanno messo una gran voglia di acquistare (ancora ed ancora) questo libro davvero interessante.

A tutte le persone che ho citato fin ora va il mio più sentito ringraziamento, siete stati tutti fantastici senza di voi tutto questo non sarebbe stato così bello e divertente, mi porto a casa questa esperienza da organizzatrice ed un pezzetto che ognuno di voi mi ha donato con le sue parole.