martedì 10 gennaio 2023

Hell Bent Leigh Bardugo




 Ciao Lettor3,

oggi finalmente termina il mio silenzio stampa perchè, finalmente, posso parlarvi di Hell Bent di Leigh Bardugo edito Mondadori, attesissimo seguito della Nona Casa.

Quest'ultimo è un libro che io ho amato moltissimo è stata per me una delle letture più belle del 2022, ero contenta e al contempo terrorizzata di poter leggere il secondo libro di questa saga, perchè temevo in un fall down della narrazione, così come accade sempre a molti autori. Ma a Bardugo no.

Sono rimasta meravigliata positivamente del modo in cui ha saputo tirare le fila della storia senza mai lasciare trasparire le sue vere intenzioni. Tutto inizia in un modo, prosegue ingannando gli occhi de* lettor3, perchè tutte le congetture fatte fino a metà libro, nell'ultima parte vengono ribaltate in maniera scioccante, ma coerente con tutto il resto.

Ora vi lascio la trama de La nona casa ed anche di Hell Bent, così che possiate farvi un'idea anche se non avete ancora letto il primo libro vi anticipo che nel mio commento non troverete alcun tipo di spoiler, ma solo tanto tanto entusiasmo:


La Nona Casa Vol.1
: Galaxy “Alex” Stern è la matricola più atipica di tutta Yale. Cresciuta nei sobborghi di Los Angeles con una madre hippie, abbandona molto presto la scuola e, giovanissima, entra in un mondo fatto di fidanzati loschi e spacciatori, lavoretti senza futuro e di molto, molto peggio. A soli vent’anni, è l’unica superstite di un orribile e irrisolto omicidio multiplo. Ma è a questo punto che accade l’impensabile. Ancora costretta in un letto d’ospedale, le viene offerta una seconda possibilità: una borsa di studio a copertura totale per frequentare una delle università più prestigiose del mondo. Dov’è l’inganno? E perché proprio lei?
Ancora alla ricerca di risposte, Alex arriva a New Haven con un compito ben preciso affidatole dai suoi misteriosi benefattori: monitorare le attività occulte delle società segrete che gravitano intorno a Yale. Le famose otto “tombe” senza finestre sono i luoghi dove si ritrovano ricchi e potenti, dai politici di alto rango ai grandi di Wall Street. E le loro attività occulte sono più sinistre e fuori dal comune di quanto qualunque mente, anche la più paranoica, possa immaginare. Fanno danni utilizzando la magia proibita. Resuscitano i morti. E, a volte, prendono di mira i vivi.


Hell Bent Vol.2
: Trovare un portale per il mondo sotterraneo e rubare un’anima dall’inferno. Un piano semplice, se non fosse che le persone che compiono questo particolare viaggio raramente tornano indietro. Ma Galaxy “Alex” Stern è determinata a liberare Darlington, anche se questo le costerà il futuro alla Lethe e a Yale.
Impossibilitate a tentare un salvataggio perché non possono accedere alle risorse della Nona Casa, Alex e Pamela Dawes, l’assistente di ricerca, mettono quindi insieme una squadra di dubbi alleati per salvare il “gentiluomo della Lethe”. Insieme, dovranno navigare in un labirinto di testi arcani e artefatti bizzarri per scoprire i segreti più gelosamente custoditi dalla società, infrangendo ogni regola. Ma quando i membri della facoltà iniziano a morire, Alex sa che non si tratta di semplici incidenti. Qualcosa di letale è all’opera a New Haven e, se vuole sopravvivere, dovrà fare i conti con i fantasmi del suo passato e con l’oscurità insita nelle mura dell’università.
Denso di storia e ricco di colpi di scena nello stile magnifico di Bardugo, Hell Bent dà vita a un mondo intricato e indimenticabile, pieno di magia, violenza e mostri fin troppo reali

Commento

Che dire se non : vi prego leggete questi libri! 
Magari potesse bastare solo questa fiducia atavica a convincervi, perchè di argomentazioni ne ho talmente tante che vi annoierei.

Partirei come mio solito dall'ambientazione che rispecchia molto il trend del momento che è il Dark Academia, il tutto si ambienta a Yale, antica università Americana ricca di storia e anche di magia. 
Fra le case studentesche ci sono le case del velo, ossia delle associazioni che praticano dei riti magici a servizio dei potenti o di chiunque possa economicamente consentirsi l'utilizzo di tali artifici. 
La Lethe e la casa a cui appartiene Alex, la nostra protagonista, ed il suo compito è quello di garantire che i riti non generino alcun tipo di effetto collaterale che possa svelare la segretezza degli eventi, o mettere  in pericolo delle persone innocenti. 

Bardugo ci racconta di una magia che è ben lungi dall'essere buona, anzi: attraverso il sistema magico viene sottolineato proprio il fatto che gli aiuti per spianare la strada, vengono forniti solo a coloro i quali se lo possono permettere economicamente, oppure per la posizione sociale. 
Anche se di contro la magia si manifesta in modi sempre poco ortodossi anzi umilianti, per coloro i quali chiedono i suoi servigi. 
In Hell Bent Alex ad esempio, deve sorvegliare un rito della Manuscript in cui una cantante che voleva che la sua voce ritornasse meravigliosa, deve attendere che un usignolo le defechi in gola.
Questo a sottolineare il fatto che non importa quanto potenti siano i mezzi di una persona, il richiedere delle agevolazioni senza meriti, provoca sempre una forma di umiliazione.
La contrapposizione tra male e bene non è mai netta, nelle situazioni inventate dall'autrice essi si sfumano l'uno all'interno dell'altro senza mai creare un confine definito.
Tutte le azioni di Alex infatti non sono guidate dai buoni propositi, ma dall'istinto di sopravvivenza. 
Ci troviamo difronte ad una donna che ha superato innumerevoli traumi che l'hanno incattivita, il suo aggrapparsi ostinatamente alla vita, è dettato sicuramente dal suo dono. 
Alex vede i fantasmi e non vuole essere una di loro, perchè per le sue esperienze pregresse, sa che il suo inferno sarà peggiore della vita che attualmente vive con tante difficoltà, ed è per questo che ci si aggrappa con le unghie e con i denti diventando un'antieroina per eccellenza.
Il desiderio di Alex di ritrovare Darlinghton non nasce da un sentimento d'amore, o di amicizia. Lei sa che lui è l'unico che può aiutarla a non perdere la sua posizione privilegiata e per questo è disposta a gettarsi nell'inferno pur di salvare la sua garanzia per una vita tranquilla.

Per questo il titolo del secondo volume è proprio Hell Bent un'espressione che sta a significare proprio la forte determinazione a portare avanti un'intenzione nonostante gli eventi avversi.
Ed è esattamente questo quello che fa Alex.

Bardugo è stata eccelsa nel caratterizzare tutti gli attori di questi due libri, non ci sono incongruenze, anche gli atteggiamenti più strani possono essere ricondotti alla personalità dei personaggi, al loro vissuto ai loro traumi.
Certamente si prende il suo tempo nella narrazione, che parte lenta fino ad arrivare ad un finale da fuochi d'artificio, ma è tutto giustificato, per dare il giusto peso alle cose ci vuole tempo, soprattutto perchè l'autrice non si getta in spiegoni tediosi, c'è un legame azione-causa che si prolunga ininterrottamente e in maniera sempre estremamente realistica che non consente al* lettor3 di annoiarsi.

In particolare nel secondo volume, la componente thriller non è eccessivamente evidente, ma questo perchè Hell Bent è molto di più, ridurre il tutto alla parola "thriller" è ingiusto.

Qui troviamo una serie di espedienti letterari completamente rinnovati, il famoso "viaggio dell'eroe" mirato ad una crescita del personaggio, in questo preciso contesto si trasforma in un fall down dei protagonisti che saranno costretti a toccare il fondo prima di poter ricominciare a vedere forse un barlume di speranza nel terzo capitolo di questa storia mozzafiato.
Le allegorie con la realtà sono innumerevoli, perchè Bardugo non racconta una fiaba, racconta sprazzi di vita reale dal punto di vista peggiore che possa esistere: quello vero. 
L'autrice non le manda certo a dire racconta di un mondo ricco di appetiti dove l'uomo è anche demone, la dualità che è dentro ognuno di noi non è certo un mistero, eppure sono pochi coloro che riescono, con onestà intellettuale, a raccontare anche cosa accade dall'altro lato del velo.

Se avete letto i libri del Grishaverse, o la dilogia di Sei di corvi, e non vi hanno particolarmente affascinato, vi prego di metterli da parte e di dare una possibilità a questa serie perchè è davvero di una qualità superiore, al punto che non sembra neppure essere scritta dalla stessa persona.

Spero di avervi dato tanti buoni motivi e che il mio entusiasmo sia stato sufficientemente contagioso da accendere in voi il desiderio di leggere questi libri. E se non vi sentite sufficientemente persuasi, vi invito a passare anche dai blog delle mie colleghe che trovate nella locandina qui sopra.
Ringrazio Beatrice per aver organizzato l'evento e la CE per la copia.

Alla prossima!
 

martedì 29 novembre 2022

La Regina del Nord di Anne Lise Marstrand-Jørgensen


Ciao Lettorə,

No, non avete sbagliato blog, sono proprio io Rossella, che oggi vi parlo di un testo inusuale per chi bazzica questi luoghi.

La Regina del Nord di Anne Lise Marstrand-Jørgensen è un romanzo storico che racconta della regina Margherita, sovrana di Norvegia, Svezia e Danimarca ambientato nella seconda metà del 1300 . 

Per chi non lo sapesse, la storia è una materia che amo molto, e quando si tratta, come in questo caso, di fare un tuffo nel passato di paesi affascinanti come quelli nordici, non ho potuto fare a meno di affrontare questa lettura.
 
Ringrazio sia Valeria che la casa editrice Sonzogno per avermi concesso questa possibilità.

Vi lascio la trama del libro che racconta brevemente anche la storia della regina Margherita così che possiate farvi un'infarinatura delle vicende:

Danimarca, 1363. Margherita ha appena dieci anni quando viene data in sposa a re Håkon VI di Norvegia. Accompagnata e accudita da Kerstin, la sua enigmatica ancella, deve lasciarsi alle spalle la sua bellissima terra natale, l'amato padre, il re Valdemaro IV, e il dolore per la morte improvvisa del fratello Cristoforo. Un unico compito la attende: dare un erede al trono, così da consolidare l'alleanza tra i due regni. Ma quando, nel giro di pochi anni, perde sia il padre sia il marito, Margherita si ritrova da sola a difendere i diritti del suo piccolo Oluf, legittimo erede del grande Nord. Muovendosi in un mondo dove il potere è sempre stato prerogativa degli uomini, la regina lotta contro l'ostilità della corte, le dicerie, le sobillazioni e le continue minacce di guerra per affermare il suo disegno: i regni di Scandinavia devono unirsi sotto un unico sovrano, e quel sovrano dev'essere lei. In questo bestseller, che ha già ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, la scrittrice e poetessa Anne Lise Marstrand-Jørgensen ci restituisce il ritratto di una donna risoluta e vulnerabile insieme, divisa tra le proprie ambizioni e i giochi di potere, combattuta tra la fede e le antiche leggende pagane, tra il dovere della ragione e il misterioso richiamo della natura. Dotata di acume e tenacia, Margherita sfiderà le convenzioni e saprà piegare i pregiudizi a proprio favore, diventando una delle figure più visionarie e lungimiranti della sua epoca.

Ho scelto di leggere questo testo guidata dalla mia passione per i miti e le leggende norrene, e mi sono trovata difronte una donna sconvolgente.

Il libro è tutto incentrato sulla vita della regina Margherita, e di come dal momento in cui é stata promessa a soli 10 anni al marito, ha dovuto lottare per non essere fagocitata dalla società e dai giochi politici.

La storia é raccontata in maniera squisita dall'autrice, che non ricorre a lunghe digressioni per inquadrare il periodo storico che fa da sfondo alle vicende, tutto si comprende attraverso i dialoghi e i pensieri dei protagonisti. La lettura é molto scorrevole, e rallenta solo verso la metà del libro, dove gli eventi sono prettamente dettati dai conflitti politici, per cui necessariamente l'autrice ha dovuto affrontare in maniera più approfondita tematiche un po' più noiose, ma ha fatto un grandissimo lavoro di sfoltimento per renderle quanto più leggere e fruibili.

Il personaggio di Margherita e il suo arco di crescita, sono un bellissimo esempio, Anna Lise ci mostra il lato forte, ma anche quello umano di una regina che ha cambiato la storia grazie alla sua forza di volontà, un personaggio che nonostante sia vissuto secoli addietro, incarna perfettamente il modello di donna moderno.

Moglie, Madre, Sorella, Reggente è riuscita ad essere tutte queste cose contemporaneamente a volte sbagliando, così come capita un po' a tutti.

Ho apprezzato il modo in cui questa figura è stata umanizzata ed ammorbidita, senza togliere merito alle sue grandi gesta.

È stato interessante vedere anche come l'interpolazione tra cristianesimo e paganesimo abbia influenzato i movimenti sociali e politici dell'epoca, anche se talvolta, il pensiero dell'autrice si è palesato troppo, soprattutto quando i personaggi prendevano coscienza di situazioni di discriminazione, che all'epoca non avevano gli strumenti per poter identificare.

Per concludere posso dire che è una bellissima lettura, per chi desidera immergersi nel medioevo norreno. È un libro da leggere a piccole dosi alternandolo con altri testi, ma davvero molto interessante, perfetto per questo periodo in quanto rievoca le fredde vibes invernali.

Alla prossima!




giovedì 24 novembre 2022

Brave ragazze cattivo sangue Holly Jackson

Ciao Lettorə,

Come uccidono le brave ragazze e Brave ragazze cattivo sangue di Holly Jackson sono i primi due volumi di una trilogia dedicata alla simpaticissima Pippa Fitz-Amobi, una giovane studentessa che decide di portare come caso di studio per il suo diploma, l'omicidio irrisolto di una ragazza della sua città Andie Bell. Inizia il suo lavoro senza sapere che poi non resterà semplicemente mera osservatrice dei fatti.

Vi lascio entrambe le trame dei libri così che possiate farvi un'idea

Nello specifico oggi vi parlerò del secondo volume della saga, recente uscita di Rizzoli che ringrazio per la copia omaggio, non troverete nessuno spoiler neppure del primo libro, per cui procedete serenə.

Dunque ritroviamo la nostra Pippa Fitz-Amobi che si gode il suo meritato riposo a seguito dallo stress post traumatico che le ha causato l'indagine sul caso Andie Bell. 

É stato davvero molto bello vedere la maturazione di questo personaggio che da ragazzina ficcanaso, è divenuta accorta, pragmatica, giudiziosa. In questo secondo volume seguirá il caso della scomparsa del fratello del suo migliore amico Connor, ma se al primo caso si è approcciata con estrema leggerezza, nello scorrere della lettura travolgente e impetuosa, troveremo Pip alle prese con grandissimi dilemmi personali.
La pressione psicologica che la attanaglia è forte e gioca un ruolo fondamentale, poiché se nel primo libro il caso di Andie Bell è stato protagonista indiscusso, qui è la caratterizzazione di Pip a giocare un ruolo altrettanto importante e fondamentale per lo svolgimento della trama.

Holly Jackson ha fatto un bellissimo lavoro, perché Brave ragazze cattivo sangue non subisce minimamente quelli che possono essere i deficit del così detto "libro di mezzo", anzi! Costruisce la storia con estrema maestria, studiando ogni particolare in modo che sia sempre accattivante e trascinante, non annoia vedere come si evolvono i rapporti e le relazioni sociali di Pip, e non appesantisce il fatto che i protagonisti siano gli stessi del primo libro.

Inoltre accompagna l* lettorə per mano nel dipanarsi della trama, lasciando piccoli indizi qui e lì che possano fare si che chi legge arrivi alle conclusioni di Pip senza inventarsi scene per spiegare gli eventi. Tutto ha una logica ed è possibile per chi legge attentamente arrivare alla soluzione del crimine.

Inoltre sono importanti i temi che vengono affrontati, come ad esempio il catfishing, pratica diffusa mirata a ingannare le persone online spacciandosi per qualcun altro, fornendo anche metodi per smascherare un eventuale impostore o semplici regole e controlli da seguire quando si entra in contatto con uno sconosciuto online.

Ho trovato molto interessante la rappresentazione della realtà giudiziaria dove non sempre i colpevoli pagano per quello che fanno, e troppo spesso le persone sono costrette a farsi giustizia da sole.

Insomma è una trilogia (di cui attendiamo la pubblicazione del terzo) davvero molto interessante un passpartout che può essere un'ottima idea regalo se non si conoscono bene i gusti letterari di una persona. Un libro ricco di sagacia che non deluderà l* suə lettorə.

Ringrazio Nia di The Imperfectionist per l'organizzazione dell'evento e la Rizzoli per la copia omaggio.

Alla prossima !

martedì 22 novembre 2022

True Life Jay Kristoff



Ciao Lettorə,

Bentrovatə all'ultimo episodio di questa serie di post dedicati alla trilogia L1f3 L1K3 di Jay Kristoff, edito da Mondadori.

Chi ha letto gli articoli precedenti sa che questa saga non mi ha fatto gridare al miracolo, e devo dire che purtroppo neppure questo terzo ed ultimo volume ridona lustro alla serie.

Vi lascio la trama, se non volete spoiler saltatela e andate direttamente al mio commento che conterrà solo tanta amarezza mista a delusione:

Eve e Lemon hanno scoperto la verità su se stesse e l'una sull'altra. Sono cresciute legate da una solida amicizia, ma le recenti rivelazioni hanno messo in crisi il loro rapporto e le hanno allontanate (forse) per sempre. Ora però non c'è tempo per i rimpianti: l'intero Yousay è sull'orlo di una nuova guerra nucleare tra lo sciame della BioMaas Incorporated e l'esercito della Daedalus Technologies. Una situazione in cui nuove e vecchie lealtà saranno messe a dura prova, si formeranno improbabili alleanze e prenderanno corpo inaspettati tradimenti. E non è tutto, perché i sembianti sono determinati a impossessarsi di Libertas, il virus capace di liberare gli androidi dall'obbedienza alle Tre Leggi della robotica. E per farlo c'è bisogno sia di Ana Monrova, la ragazza rapita e conservata in animazione sospesa, sia della sua sembiante, Eve. Solo alla fine si scoprirà chi sono i veri eroi… e potrebbe essere davvero una sorpresa.

Sappiate che ho da poco terminato di leggere True Life nel momento in cui sto scrivendo queste parole, e davvero sto facendo una gran fatica a trovare anche solo una cosa positiva di cui parlarvi. Mi dispiace ma ad oggi non l'ho ancora trovata.

True Life é il capitolo conclusivo della saga L1f3 L1K3, che era partita abbastanza bene con il primo volume scorrevole, ricco di spunti, con un bel world Building, sicuramente con parecchi difetti a livello di trama, e anche di caratterizzazione dei personaggi, ma comunque in linea di massima un libro che desse modo al lettore di presagire futuri migliori. Poi arriva Deviat3, che soffre molto del complesso del libro di mezzo, la narrazione rallenta, gli episodi chiave sono pochi ed eccessivamente diluiti nell'arco della trama, i protagonisti proseguono languidamente nelle loro avventure non sense, ma almeno vediamo ampliarsi l'ambientazione, aggiungiamo tasselli al nostro puzzle e attendiamo l'ultimo volume per sapere dove andrà a parare Kristoff questa volta. Spoiler: da nessuna parte!

Ebbene sì il True Life, probabilmente tra i tre volumi é forse il più brutto.

Chiaramente a corto di idee, Kristoff si inventa le più rocambolesche, quanto inutili, peripezie per i nostri protagonisti, che sembrano sempre più aver inserito la testa in uno shaker, che gli ha rimescolato pensieri e personalità. Più si va avanti nella storia più la caratterizzazione dei personaggi per come li avevamo conosciuti fino a questo punto cambia di slega dalle idee iniziali dando vita a comportamenti e scelte che chi legge fatica davvero a contestualizzare.

Per non parlare del fatto che si raggiungono punti in cui la sospensione dell'incredulità de* lettorə viene messa a dura prova, e onestamente sul finale proprio viene meno qualsiasi aspettativa di successo potesse avere questa saga.

Che dire, le idee sono buone, ma l'esecuzione lascia molto a desiderare. Inizialmente pensavo di essere io fuori target, o inadeguata alla comprensione di questo testo, eppure vedo che anche lə altrə blogger hanno riscontrato il mio stesso disappunto. Cosa che da un lato mi rincuora e mi fa sentire meno sola, dall'altro mi dispiace, perché le buone intenzioni e le aspettative erano alte ma ancora una volta Kristoff mi ha illusa e delusa (coff coff Aurora Rising coff coff).

Per cui, se siete fan dell'autore sappiate che questa saga non é al livello delle precedenti, se invece siete nuovi del genere fantascientifico, e non volete affrontare classici del settore, ma semplicemente divertirvi con qualcosa che richiami temi e personaggi attuali, allora potete provare ad approcciarvi a questa lettura, consapevoli che però detesterete il finale.

Ringrazio Raggywords per l'organizzazione dell'evento e la casa editrice per la copia cartacea.

Alla prossima!




venerdì 11 novembre 2022

Dev1at3 Jay Kristoff


Ciao Lettorə,

Se sei qui é perché immagino tu voglia sapere se la serie L1f3 L1K3 scritta da Jay Kristoff edita da Mondadori, abbia un andamento incrementale o meno. Purtroppo devo dire che le cose non vanno migliorando. D3viat3 é il secondo libro della trilogia, e come la maggior parte dei libri di mezzo, possiede delle caratteristiche che lo rendono meno interessante rispetto agli altri. Per questo motivo, spero che la serie si riprenda con il libro finale,
perché ora come ora, penso che sia davvero un lavoro mediocre. 

Vi lascio la trama, di questo secondo volume in modo che possiate avere un'infarinatura generale di quello che é successo in L1f3 L1K3 senza troppi spoiler, ed avere delle piccole anticipazioni di D3v1at3 che vi aiutino a contestualizzare le mie parole:

È l’alba della battaglia decisiva tra le rovine della città di Babel. Eve e Lemon sono state amiche per la pelle, ma in questa lotta si trovano l’una contro l’altra. Eve è divisa tra i ricordi della propria vita umana, che ancora conserva, e la scoperta di essere un’androide. Insieme alle sue “sorelle” e ai suoi “fratelli”, ora deve trovare la vera Ana Monrova, il cui DNA è fondamentale per creare un esercito di sembianti.


Nel frattempo per Lemon è giunto il tempo di fare i conti con un potere che ha troppo a lungo rifiutato, e che qualcuno vuole usare come arma. La svolta per lei è l’incontro con un ragazzo, Grimm, che le propone di portarla fuori da quella terra devastata e piena di orrori, verso un’enclave abitata da altri devianti come lei. Lì, finalmente Lemon scoprirà un senso di appartenenza, e forse anche l’amore.


Ma non tutto è come appare: tra amici e nemici, buoni e cattivi che si scambiano continuamente di ruolo, anche Lemon si unirà alla ricerca di Ana Monrova, e dovrà trovarla prima che ci riesca la sua vecchia amica.

Come dicevo poc'anzi, il lavoro di Kristoff con questa serie è davvero mediocre, ed é un peccato, perché ci sono le basi giuste per creare qualcosa di nuovo, eppure l'autore ha preferito rimanere nella sua confort zone, limitandosi a fare un ctrl+c - ctrl+v di cose già viste rimescolando il calderone con il suo stile irriverente da fan fiction, che a molti appassiona, ma a lungo andare perde di brillantezza.

Inoltre stilisticamente parlando, adotta delle scelte che hanno un'effetto speed down. Se uno dei pregi di L1f3 L1K3 era proprio la scorrevolezza del libro, Dev1at3 é di una lentezza e di una pesantezza davvero spaventose. Questo grazie a due motivi fondamentali il primo é lo svolgimento non sense della trama: il nostro gruppo di protagonisti si divide, dando luogo a ben quattro storiline diverse, che trovano un collegamento solo sul finire. In ognuna di esse non ci sono grandi plot twist, che si verificano solo nel momento in cui le loro azioni iniziano a convergere, per cui possiamo dire con assoluta certezza che una buona metà del libro poteva tranquillamente essere evitata.
In secondo luogo, questa dissezione di storie comporta l'utilizzo di ben 4 pov diversi, che ad una certa, diventano pesanti e anche difficili da seguire, rallentando così immensamente la narrazione. Si può comprendere la necessità di approfondire la caratterizzazione dei personaggi incontrati nel precedente volume, ma così é davvero troppo: Ezekiel non dà nessun valore aggiunto alla storia, il suo personal drama si incentra sulla scelta della persona da amare. Cricket é forse il personaggio con il potenziale maggiormente interessante perché si trova in una serie di situazioni in cui mette in discussione le tre leggi della robotica (chiaramente riprese dal ben più noto Asimov), poteva uscirne qualcosa di bello, ma di fatto è solo stato patetico. Eve e il suo cambiato di personalità repentino lascia sconvolti e molto a disagio nei confronti del suo personaggio, ed infine Lemon che ha forse la parte più interessante, ma anche qui mal eseguita perché ricca di cliché.

Unico punto a favore di questo libro e l'ampliamento dell'ambientazione che risulta abbastanza interessante e ricca, penalizzata però dalla pessima tecnica di descrizione di Kristoff, il quale non riesce mai ad accompagnare il lettore nel processo di immaginazione.

Dunque per il momento posso dire che la trilogia non mi sta appassionando, peccato perché le idee c'erano anche, ma davvero troppo ispirate e mal eseguite.

Spero tanto che il terzo libro vada un po' a migliorare la situazione.

Alla prossima!








sabato 29 ottobre 2022

LifeL1k3 Jay Kristoff

 



Ciao Lettor3,


Life L1k3 é il primo volume della nuova attesissima trilogia di Jay Kristoff edita Mondadori, che anche io ero abbastanza curiosa di leggere. Mi sono follemente innamorata di Illuminae che scrisse insieme a Kaufman nel 2015, un lavoro davvero geniale e innovativo, ho poi avuto modo di leggere anche Aurora Rising, che però mi aveva già molto delusa, per cui non sono partita con altissime aspettative per questo titolo, e purtroppo devo dire che le mie disattese sono state confermate. Ci sono sicuramente dei pro ma altrettanti contro, che onestamente immaginavo fossero molto meno consistenti. 


Di seguito vi lascio la trama e subito dopo, come sempre, troverete le mie considerazioni:

Eve ha diciassette anni, e l'ultima cosa di cui ha bisogno è un segreto da custodire. No, grazie, è già abbastanza impegnata a guardarsi le spalle e a districarsi tra mille problemi. Problema numero uno: il robot gladiatore che ha passato mesi a costruire è stato ridotto a un relitto fumante. Problema numero due: ha perso con gli allibratori i pochi crediti che aveva, l'unico mezzo per comprare le medicine indispensabili a Nonno. Problema numero tre: un gruppo di fanatici puritani la vuole uccidere e… che altro? Ah, sì, ha appena scoperto che può distruggere le macchine con il potere della mente. Forse ha vissuto momenti peggiori, ma non riesce proprio a ricordarseli. Quando però scopre la carcassa di un ragazzo androide di nome Ezekiel, nell'ammasso di rottami che chiama casa, tutto cambia; si mette in viaggio per salvare chi ama insieme a lui, alla sua amica Lemon e al suo compagno robotico Cricket: attraverseranno deserti di vetro nero, combatteranno contro cyborg assassini, esploreranno megalopoli abbandonate, fino a scoprire i segreti sepolti nel suo passato… anche se ci sono segreti che è meglio non portare alla luce.


Il worldbuilding é sicuramente uno dei pro di questo volume. Kristoff ambienta la sua storia in un futuro post-apocalittico in cui le guerre e l'inquinamento hanno irrimediabilmente rovinato la Terra. Le persone muoiono di cancro, il cielo ha perso il suo colorito azzurro a causa dei fumi e tre grandi aziende, spadroneggiano sul mercato della robotica, spartendosi ciò che resta dei territori abitabili, creando delle egemonie economiche, suddividendo la popolazione in persone straricche o molto povere.


Ha sicuramente creato una proiezione estremamente veritiera del nostro pianeta, partendo dai principali problemi che affliggono il nostro presente. Cieli grigi a causa dell'inquinamento provocato dalle guerre, città-discariche di oggetti non riciclabili, clima estremamente caldo, e zone così radioattive, a seguito di esplosioni, da doverle attraversare necessariamente con delle tute protettive, contribuiscono a creare la famosa sospensione dell'incredulità, e anzi, portano i lettorə a immedesimarsi molto nel contesto.


Il problema é che Kristoff é davvero maldestro nelle descrizioni, punta ad essere breve a favore della scorrevolezza della scrittura, ma resta il fatto che spesso diventa difficile immaginarsi le cose per come vuole mostrarcele.


Per quanto riguarda invece i personaggi, é stato bravo nel fornire caratterizzazioni plausibili, e approfondimenti psicologici. Eve Carpenter é la protagonista della nostra storia, insieme a Lemon Fresh la sua "frizzante" amica per la pelle. Due ragazze abituate a vivere nella "Discarica" che monetizzano grazie agli incontri fra robot. Entrambe vivono le loro mirabolanti avventure, senza però mai essere overpowered. La loro storia é interessante ed evolve in maniera rapida.


Molto meno interessante é il punto di vista di Ezekiel, il protagonista tutto muscoli e buone intenzioni, che benché abbia un grosso spazio all'interno dell'intreccio, resta un personaggio molto piatto.


La lettura é in effetti molto scorrevole, rallenta un po' sul finale, é ricca di battaglie, in certi casi davvero troppo lunghe e inverosimili, un modo carino per non definirle noiose.


La trama in sé per sé non è assolutamente nulla di nuovo, ci ho trovato molto di Cinder, Io Robot, Murderbot, Asimov, insomma un grosso pot pourri di cose già viste in libri scritti sicuramente meglio di questo.


Perché aldilà di rielaborazioni maldestre, quello che più mi infastidisce é proprio lo stile di Kristoff, che ricorre a battute sessiste davvero squallide che a me più che ridere fanno accapponare la pelle. Tralascia spesso spiegazioni importanti che i lettorə si aspetta, sulle quali glissa spudoratamente, oppure manipola le informazioni: un momento prima esprime un concetto, che tre pagine dopo contraddice, o ribalta ai fini di trama.


In conclusione, di certo non mi aspettavo un capolavoro, ed in questi termini questo libro non mi ha stupita, sicuramente la lettura é molto fruibile, e sono quasi certa che piacerà a molti, personalmente non ci trovo nulla di nuovo, o di particolarmente interessante.

Vederemo se nei prossimi libri diventerà un po' più frizzante.


Ringrazio Mondadori per la copia cartacea e Alessandra di Raggywords per aver organizzato l'evento.


Alla prossima!




giovedì 20 ottobre 2022

Gallant V.E. Schwab

Titolo: Gallant

Autore: V.E. Schwab

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Fantastica

Genere: Gotico

Età lettura: 16+

Prezzo: 20,00 euro

Pagine: 360




Ciao Lettor3,

anche questa volta sono ricascata nel gorgo di nome Schwab. Nonostante io non abbia assolutamente un buon rapporto con questa autrice, ho voluto darle ancora una possibilità e anche questa volta purtroppo non sono venuta fuori soddisfatta da ciò che ho letto.

A questo punto penso si tratti proprio di un problema con il suo stile di scrittura, che purtroppo mi lascia sempre molto interdetta. La trama dei suoi scritti mi intriga sempre moltissimo, ma nella pratica, trovo i suoi contenuti sempre molto scontati e con una prosa troppo lenta e dispersiva.

Di seguito vi lascio la trama e qualche informazione sul libro in modo che possiate farvi un'idea:

La protagonista è Olivia Prior, ragazza cresciuta nel tetro Collegio per ragazze indipendenti Merilance. Del suo passato le rimane solo un diario malconcio dalla copertina verde appartenuto a sua madre, contenente solo frasi enigmatiche e disegni che paiono semplici macchie d’inchiostro.

Quando viene invitata da una lettera a Gallant, il luogo da cui il diario materno l’ha messa in guardia, Olivia decide di partire. Al suo arrivo non c’è nessuno ad aspettarla, ma la ragazza non può lasciare l'unico luogo che può riconoscere come "casa" e soprattutto suo cugino, ultimo parente in vita.

Quali segreti nasconde Gallant? Un palazzo sontuoso con una sala da ballo, uno studio che custodisce una misteriosa scultura e un grande giardino rigoglioso. E, proprio in quel giardino, un muro diroccato con una porta di ferro che Olivia non dovrà mai e poi mai aprire...

Gallant rientra in quella che si può definire letteratura gotica, ed è stato pensato per una fascia d'età che va dai 16 anni a salire.

Come dicevo pocanzi, la trama del libro attira molto, soprattutto in questo periodo in cui è carino fare letture un pò dark e creepy. La prima parte del libro mette davvero i brividi, l'autrice crea un'ambientazione vivida e le situazioni sono altrettanto scenografiche, ma sfortunatamente non mantiene il clima horrorifico per tutta la durata del libro. Infatti queste sensazioni vanno un pò scemando fino a sparire del tutto quando si arriva al finale.

Un buon lavoro invece è stato fatto in termini di caratterizzazione del personaggio principale, Olivia è una ragazza muta, ed è davvero stata brava nella rappresentazione delle difficoltà di Olivia nel farsi comprendere; lei era costretta a portare con sè un taccuino per poter comunicare in quanto nessuna delle persone accanto a lei ha avuto la premura di imparare il linguaggio dei segni. Ha reso palpabile l'esasperazione provata da Olivia quando provava a farsi capire e il suo interlocutore le voltava le spalle o perdeva il contatto visivo. Anche l'evoluzione del personaggio di Olivia, è sempre stata graduale e credibile, arriva alla fine del testo ad aver raggiunto maggiore consapevolezza e fiducia in se stessa, senza necessariamente sfociare nell'over power, segue l'arco di crescita che avrebbe una persona reale nell'affrontare quel tipo di situazioni. Peccato però che lei sia l'unico personaggio per la quale l'autrice si sia spesa in dettagli, fisici e psicologici. E' un vero peccato che non abbia approfondito la caratterizzazione di alcuni personaggi di contorno che si sono poi rivelati essere fondamentali ai fini di trama, lasciando i lettor3 con il palato asciutto.

Purtroppo anche l'evoluzione dell'arco narrativo è stato deludente, è partita benissimo mixando le pagine inquietanti del diario della madre di Olivia con la sua storia, creando un parallelismo gradevole, ma che poi è sfociato nel banale, molte situazioni sono risultate estremamente prevedibili per un lettore attento e questo, in un romanzo che si presta al mistery, non è un dettaglio trascurabile.

Molto bello invece il messaggio di fondo che fa passare l'autrice, Olivia è alla ricerca del suo posto nel mondo, e quando riceve una lettera di questo suo parente lontano che la invita in casa sua, immagina di trovare un ambiente accogliente. Gallant sfortunatamente nasconde segreti inquietanti, quindi non può essere esattamente il luogo caldo e caloroso che tutti si immaginano pensando al luogo da chiamare casa. Ma Olivia a dispetto di tutto e tutti, trova in quelle strane persone che abitano quel luogo tetro il suo posto sicuro, che non deve per forza essere bello, deve essere fare sentire bene e protetti.

-Credo che una parte di me confidasse che fossi in qualche luogo sicuro.- Ci risiamo con quella parola: "sicuro".

Ma che significa "sicuro"? Un cimitero è sicuro. Il Meriland era sicuro. Sicuro non sta necessariamente per felice, buono o gentile.

Dunque, in definitiva Gallant è una di quelle letture che non mi hanno fatta urlare al capolavoro, l'ho trovata lenta e ridondante con un finale molto raffazzonato, mi sarebbe piaciuto scoprire di più sulla storia della famiglia di Olivia, e mi sarebbe piaciuto vedere caratterizzati meglio alcuni personaggi secondari che però sono stati fondamentali ai fini di trama. E' una lettura che non soddisfa appieno, nonostante si tratti di un libro autoconclusivo, forse in questo caso sarebbe servito ampliare quanto appena detto, riempiendo i tempi morti che dalla seconda metà del libro hanno appesantito non poco la lettura.

Lo consiglio per questo periodo pre-Halloween , ma non aspettatevi il libro della vita.

Ringrazio Mondadori per la copia digitale e Alessandra di Raggywords per l'organizzazione dell'evento, sotto trovate la locandina con gli altri blog che hanno partecipato al review party, vi consiglio di leggere anche i loro pareri perchè è un libro che è stato abbastanza divisivo.

Alla prossima!