giovedì 7 ottobre 2021

Ragazza, serpente, spina Melissa Bashardoust Recensione



 Ciao Lettori,


oggi parliamo di Ragazza, serpente, spina, scritto da Melissa Bashardoust edito da Mondadori per la collana Oscar Fantastica che ringrazio per la copia ARC digitale.

Questa storia riprende un pò tutti i canoni dei classici fantasy con un tocco moderno. E' stata una lettura discretamente interessante, grazie proprio al fatto che i personaggi non sono scontati, pur essendo quelli canonici quali la principessa, il demone, la fata alata, poichè posseggono una caratterizzazione frizzante ed un pizzico di innovazione.

Soraya, la nostra protagonista, è una principessa maledetta, non può essere toccata da nessun essere vivente in quanto nelle sue vene scorre un veleno letale, che ammazza chiunque le sfiori la pelle. Questa sua condizione l'ha costretta ad una vita da reclusa, che inizialmente ricorda moltissimo la situazione della più famosa Raperonzolo.

Lei non è la classica eroina che mira a conquistare il potere per diventare più forte e così distruggere il nemico, bensì farà di tutto pur di spezzare la sua maledizione, che le ha tolto moltissimo in termini affettivi, ma le ha fornito una grandissima invulnerabilità. E' proprio a causa di questo suo atto egoistico che si scateneranno una serie di eventi che porteranno lo Shahmar a usurpare il trono di suo fratello.

Soraya dunque è una ragazza la cui umanità traspare dalle sue insicurezze, dalle sue pulsioni, fa danni e cerca di ripararli, spesso facendone di più grandi ancora. E' tutt'altro che un'eroina, e questo la rende senza dubbio un personaggio interessante, una rivisitazione della giovane principessa da salvare. Perchè Soraya viene salvata per diventare a sua volta salvatrice.

Anche l'antagonista della storia assume una bella sfumatura, lo Shahmar è il re dei demoni, dei quali si serve per conquistare il regno di Soraya, ma non è il classico villain brutto e cattivo senza motivi. La sua storia è intrigata e sanguinaria, ci sono dei moventi che lo hanno spinto a compiere le sue azioni. E' un personaggio che conserva ancora un pizzico di umanità e in tal senso ricorda molto la Bestia de La bella e la bestia. Insomma cattivo, ma con qualche riserva.

Infine abbiamo Parvaneh un demone donna dotata di ali di falena appartenente alla famiglia delle Parik, che più che un demone si assimila alla figura della fata, che in questo caso, non è la personificazione della bontà. E' astuta e manipolatrice, ma anche lei, ha un lato buono che giocherà un ruolo importantissimo in tutta la storia.

L'ambientazione anche è molto canonica, il castello è il luogo in cui risiede la famiglia reale, attorniato da guardie ed una fervente cittadina, la montagna invece è la dimora dei div (i demoni) che proliferano di notte e riposano di giorno, la foresta invece è la dimora delle Parik. Per quest' ultimo elemento l'autrice ci fa sapere che ha preso ispirazione dalle foreste miste ircane, dette anche foreste del Caspio, che si estendono nel Nord dell'Iran, di cui potete vedere alcune foto qui:



C'è sicuramente un plus, ed è il fatto che Melissa abbia preso ispirazione da un poema epico Persiano chiamato Shah-Nameh, dal quale ha tratto sia alcuni spunti per il background dei suoi personaggi, sia alcuni dettagli della cultura persiana, che sono andati ad arricchire il suo world building.

Apprezzatissime le note dell'autrice alla fine del libro che danno tantissime informazioni interessanti relative alle sue scelte di trama.

In conclusione mi sento di dire che:

E' una storia che corre sul filo che distingue il bene ed il male, la cui protagonista non è affatto un'eroina canonica senza macchie e senza paura. 

E' una storia che si fa leggere velocemente, e che tutto sommato lascia al lettore con parecchie riflessioni.

E' una storia che non ruota intorno al romanticismo, non troveremo la classica liaison c'è qualcosa ma nulla di scontato.

E' una storia che vi consiglio di leggere perchè non sarà un capolavoro, ma sa farsi apprezzare se saprete osservare bene, poichè è diversa da tutti gli young adult attualmente in circolazione.

Vi consiglio di passare anche dai blog delle mie colleghe:





venerdì 1 ottobre 2021

Untravel the dusk Elisabeth Lim recensione



Ciao Lettori bentrovati,
Ebbene se l'ultimo post parlava di un libro che per me é stato bellissimo (parlo di Le streghe in eterno di Alix Harrow: compratelo, leggetelo, amatelo!) ritorniamo subito a rotolarci nel fango parlando del seguito, nonché volume conclusivo, di Spin the down.

Unravel the Dusk si é rivelato essere un mega-giga-iper-super NO! Mi appello al vostro buon senso: non spendete i vostri soldi per questa dilogia, non se li merita.

Questo volume conclusivo é stato davvero estremamente deludente, in primis perché i personaggi hanno subito una fortissima involuzione.
Ritroviamo Maia che sta per trasformarsi in demone, ed é combattuta fra l'abbracciare il potere che deriva da questa nuova condizione per salvare la sua famiglia ed il suo paese, o rifiutarlo perché non vuole perdere i suoi ricordi e la sua umanità.
E indovinate un po' cosa sceglierà? Ma non mi dire....
Questo che io vi ho riassunto in poche frasi é il fulcro attorno a cui ruota tutta la trama di Unravel the dusk, se volete leggere quattrocento pagine di paranoia sulla questione, é esattamente il libro che fa per voi.

E Edan? Era l'unico motivo per il quale avevo salvato Spin the Dawn, mi era piaciuto molto come personaggio: potente, simpatico, spumeggiante avete capito no? Bene, prendete Edan, toglietegli i poteri, aggiungete un pizzico di vittimismo, abbondante pateticità, non dimenticate un po' di romanticismo stucchevole, e una buona dose di fragilità mascolina, e amalgamate bene. Ecco la ricetta perfetta per rovinare un personaggio dall'ottimo potenziale.

Ma quindi Lady Sarnai, L'Imperatore, e tutti gli altri? Niente, compaiono come meteore, perché il problema di tutta la storia é sempre quello: essere o non essere un demone? Ma falla finita che sappiamo tutti come andrà a finire!

E dunque come si capisce da quanto scritto fin ora, é facile intuire l'andazzo della storia perché é ricchissima di cliché. Qualche emozione (e non per forza positiva) ce la regalano i buchi di trama che compaiono, ti destabilizzano, e ti lasciano li come Julia Roberts nella famosa gif con il teoremi e i calcoli a cercare di capire cosa sta cercando di scrivere la Lim.

Sorvolo ampiamente sullo stile di scrittura che ho trovato sciatto ed elementare, l'unico pregio é che fa scorrere il libro velocemente, e altrettanto velocemente spero di dimenticarmene, perché davvero...no.

Ci sono tanti fantasy con ambientazione orientale che meritano di essere letti (per esempio la Guerra dei Papaveri), ma non é il caso di questa dilogia, che non fosse per la descrizione degli abiti e qualche cibo tipicamente orientale buttato qui e lì, non ha affatto un'ambientazione definita.

Desistete, fuggite, non vi curate di loro ma guardate e passate.

Ringrazio comunque Mondadori per la copia digitale e Nia per aver organizzato l'evento.


lunedì 13 settembre 2021

Le streghe in eterno Alix Harrow - Recensione


Titolo originale: The Once and Future Witches
Traduzione: Alice Casarini e Barbara Ronca
Collana: Oscar Fantastica
Genere: Fantasy storico
Pagine: 576
Edizione: Copertina Rigida
Prezzo: 22,80 euro




Ciao Lettori, bentrovati!


Sono davvero contenta di poter scrivere questa recensione perché finalmente, udite, UDITE, ho letto un libro che mi ha soddisfatta sotto tutti i punti di vista.


Come sa chi segue questo blog da un po', sono stati ben pochi i libri degni di nota che ho letto quest'anno, ci stavo quasi perdendo le speranze ed invece finalmente é arrivato lui: Streghe in Eterno di Alix Harrow edito Mondadori. 


Onestamente ero scettica nei confronti di questo libro, poiché l'anno scorso ho letto Le diecimila porte di January della stessa autrice, e non mi aveva fatta impazzire, perché la trama è un po' troppo prevedibile (se siete curiosi, vi lascio qui il link alla recensione), però mi era piaciuto moltissimo lo stile di scrittura della Harrow, per cui ho voluto dare una possibilità a questa storia, e posso affermare con certezza di aver fatto benissimo.


Rispetto a Le diecimila porte di January, ci troviamo ad un livello parecchio più alto, l'autrice é stata in grado di superare se stessa sotto tutti i punti di vista, raccontando una storia alla quale davvero non manca nulla.


Le protagoniste sono tre giovani donne, Agnes Amaranth, James Juniper e Beatrice Belladonna, tre sorelle streghe. Ognuna di essa incarna una delle figure femminili più ricorrenti nelle storie, ossia: la Madre, la Fanciulla e la Vecchia. Un'allegoria bellissima, perché é proprio attraverso le storie di cui sono protagoniste queste tre figure, che le donne sono riuscite a tramandare gli incantesimi di generazione in generazione, superando le epurazioni che sono state perpetrate nei secoli contro le streghe.


Le nostre tre eroine sono state caratterizzate così bene, che é impossibile per il lettore non riuscire ad empatizzare con loro: Belladonna, impersona la Vecchia, é una donna austera, che ama i libri, lo studio e la scrittura, coraggiosa e che riesce a restare fredda e lucida in tutte le situazioni, anche quelle più pressanti emotivamente.

Amaranth, invece é più schiva, ma passionale e forte, si butterebbe letteralmente nel fuoco pur di salvare le persone che ama. É estremamente protettiva e non a caso a lei é stato attribuito il ruolo della Madre, che finalmente non vediamo relegata ad angelo del focolare, o come genitore assente, finalmente troviamo una madre combattiva degna di questo nome.

Juniper infine, si ritrova nel ruolo della fanciulla, é ferina, selvaggia ed astuta, pazza e ribelle con un carattere forte ma infantile. É una gran sognatrice, ed é grazie a lei che le tre sorelle riescono a riunirsi per fare si che la stregoneria venga portata alla luce ed accettata, perché la magia é di tutti coloro che posseggono la volontà, le parole ed i mezzi.


É proprio questo uno degli aspetti che rende la storia innovativa, poiché non ci troviamo difronte al classico cliché, in cui la magia é solo per pochi eletti e deve essere preservata. In questo caso diventa un mezzo da diffondere, uno strumento che possa aiutare le categorie più discriminate, in questo caso quella delle donne, ma non solo.

<< Sono una Strega [...] e lo è ogni Donnache dice quello che non dovrebbe o vuole ciò che non può avere, che combatte per avere ciò che le spetta >>

La Harrow ha creato un vero e proprio inno alla figura femminile ed alla forza che ogni donna deve impiegare per affermarsi ogni giorno, senza soccombere e diventare schiava di una società che la vuole solo moglie e madre. Il libro si ambienta in America alla fine dell'800', un momento in cui il femminismo muoveva i suoi primi passi grazie alle Suffragette, che per prime sollevarono il problema del diritto di voto alle donne.

Ci si ritrova a New Salem, in un periodo storico in cui le donne iniziavano a desiderare l'emancipazione, ma non tutte potevano permettersela a causa della povertà, o semplicemente per il colore della pelle. Queste condizioni generano soprusi, le donne sono sottopagate per fare lavori pesanti e dannosi per la propria salute, vengono molestate, e picchiate perché non c'è rispetto per loro. Per cui si servono di piccoli incantesimi che le possano agevolare nella vita di tutti o giorni, come per esempio rammendare calzini, o mantenere in piega perfetta i capelli, o le pieghe delle gonne.
Ma se la magia potesse fare più di questo? L'obiettivo delle tre sorelle sta proprio nel voler divulgare la stregoneria fra le donne, in modo che attraverso la reverenza e la paura, possano ribellarsi ed ottenere l'emancipazione, ed il giusto rispetto.


La magia non è altro che questo, in realtà: lo spazio tra ciò che hai e ciò di cui hai bisogno

mercoledì 8 settembre 2021

Spin The Dawn Elisabeth Lim recensione

Bentrovati cari lettori,

Spero che le vostre letture estive siano state belle ed interessanti, le mie sono state un po' altalenanti, ho trovato cose belle ed un po' meno belle.

A tal proposito, un paio di settimane fa mi sono dedicata alla lettura di Spin The Dawn di Elizabeth Lim, autrice tradotta in moltissime lingue in quanto dichiarata dal New York Times e dallo USA today come una delle autrici bestselling grazie alle sue opere più  famose ossia Six Crimson Cranes e alla dilogia The Blood of Stars composta da Spin the Dawn e Untravel the Dusk.

La Lim é una scrittrice di young adult, che predilige ambientare le sue storie in contesti orientali, sicuramente ciò é dovuto al fatto che ha conseguito una laurea ad Harvard in Studi Est Asiatici, e perché ha trascorso la sua vita tra Tokyo e il Nord California.

Grazie a queste premesse ho deciso di intraprendere la lettura della sua dilogia, The Blood of Stars, attualmente pubblicata da Mondadori nella collana Oscar Fantastica (che ringrazio per la copia ARC), soprattutto perché di recente sta spopolando nel mondo del fantasy l'ambientazione orientale, che devo dire, mi ha sempre affascinata molto.

Intanto vi lascio la trama del libro Spin The Down per avere una first impression, dopodiché troverete un'analisi che vi aiuterà a stabilire se, aldilà della meravigliosa copertina di questo libro, il contenuto faccia al caso vostro:


Maia Tamarin lavora come cucitrice nella bottega del padre, un tempo rinomato sarto. Ciò che desidera è diventare la migliore sarta del paese, ma sa che come donna il massimo cui può ambire è un buon matrimonio. Quando un messaggero reale convoca a corte il padre, gravemente malato, Maia finge di essere suo figlio e si reca al Palazzo d'Estate al suo posto. Sa che perderebbe la vita se venisse scoperta, ma correrà il rischio per salvare la famiglia dalla rovina e diventare sarta imperiale. C'è però un problema: Maia è solo una dei dodici che aspirano all'incarico. E nulla avrebbe mai potuto prepararla alla sfida che la attende: cucire tre abiti magici per la promessa sposa dell'imperatore, uno intessuto con la risata del sole, uno ricamato con le lacrime della luna e uno dipinto con il sangue delle stelle. In compagnia di Edan, il misterioso stregone di corte, i cui occhi penetranti sembrano vedere oltre il suo travestimento, Maia intraprenderà un viaggio che la porterà fino agli estremi confini del regno, alla ricerca del sole, della luna e delle stelle. Ma troverà qualcosa che non avrebbe potuto mai immaginare…


Partirei proprio da quello che avrebbe dovuto essere il punto forte di questo libro, ossia l'ambientazione. L'autrice ci aiuta ad immergerci nel suo mondo, non molto complesso, e di cui spiega davvero ben poco. Sappiamo solo che in questa realtà orientaleggiante, é in corso una guerra tra due fazioni, di cui non conosciamo le cause, ma solo gli effetti. La nostra protagonista, sarà coinvolta in una situazione che potrebbe salvare le sorti dell'Impero portando la pace, e riuscirà ad uscirne solo grazie all'aiuto dello stregone di corte e ad un paio di forbici magiche. Il sistema magico é abbastanza precario, l'umanità sa che esiste la magia, ma resta indifferente. Gli stregoni sono tutti uomini, e diventano tali, effettuando un percorso che gli fa ottenere il potere ma che li lega ad una reliquia, la quale permette a chi la possiede di disporre a proprio piacimento delle abilità del mago. Un po' come il genio della lampada di Aladino, con il quale il collegamento viene più facile perché la sua storia é molto famosa, ma, dato i suoi studi, in questo caso l'autrice si sarà ispirata alle leggende dei Jinn Giapponesi.

Gli stregoni spesso creano oggetti magici che le persone comuni, con un po' di magia nel sangue, possono utilizzare per i propri scopi, é appunto il caso delle forbici che possiede Maia.

Quest'ultima é la protagonista di questa storia, che purtroppo manca di verve. All'inizio sembra promettente, quando per salvare suo padre da un'incarico che potrebbe ucciderlo, si finge uomo e parte al suo posto per affrontare le sfide che l'imperatore ha ideato per trovare il sarto imperiale più bravo del paese.
Ma questo é l'ultimo gesto degno di nota per Maia, la quale successivamente, necessiterà sempre dell'aiuto di un Deus ex machina per potersi trarre d'impaccio nelle avventure che si troverà ad affrontare.

Il suo aiutante é Edan, lo stregone imperiale, che é l'unico personaggio degno di nota. Viene presentato come un bell'uomo, colto e potente, che metterà a rischio la sua posizione solo per aiutare Maia, con la quale intraprenderà un viaggio, il cui esito potrebbe salvare le sorti dell'Impero.

É abbastanza esagerata l'idea di delegare la salvezza dell'Impero ad una sarta sempliciotta accompagnata da uno stregone, soprattutto quando lei non ha un'indole da guerriera, anzi, ha una personalità davvero molto scialba.

Una nota positiva, sono le tematiche che ritroviamo, anche se ad un certo punto, vengono completamente surclassate dalla love story che diventa molto ingombrante e non lascia spazio a molto altro.

Lo stile della Lim, in compenso, é molto fluido, il libro si legge davvero in poco tempo, anche se le descrizioni non sono proprio accuratissime. Questo da un lato rende la lettura più scorrevole, ma si perde molto il gusto dell'immedesimazione, tutto é lasciato all'immaginazione del lettore, che non ha molti elementi per ricostruire il mondo che l'autrice gli presenta.

In conclusione Spin the Dawn, é una lettura estremamente leggera, in cui la storia d'amore é certamente predominante, ci sono delle tematiche interessanti, ma poco sviluppate. Questo lo rende una lettura perfetta per uscire dal blocco del lettore, ma di certo non é un libro meritevole di elogi, é una storia senza infamia e senza lode che ben si presta per chi desidera una lettura poco impegnativa.

Se volete conoscere altri pareri di sotto trovate le colleghe blogger che hanno partecipato a questo review party organizzato da Nia che ringrazio.




lunedì 2 agosto 2021

Recensione Ready Player Two



Editore: Mondadori
Traduzione: Laura Spini
Genere: Fantascienza-Distopia
Pagine: 372
Formato: copertina rigida
Prezzo: 19,00 euro


Ciao Lettori,

Ci siamo lasciati un paio di settimane fa con la mia entusiastica recensione relativa a Ready Player One di Ernest Cline. Un libro che mi é davvero piaciuto un sacco, per tematiche, ambientazione e trama. Ero davvero molto felice e impaziente di continuare la mia avventura immergendomi nuovamente in OASIS grazie al secondo volume di questa dilogia edita da Mondadori (che ringrazio per la copia ARCD) che è appunto Ready Player Two. 
Purtroppo però devo dire che le mie aspettative sono state disattese. Nel Two ci sono una serie di problemi, assolutamente non soprassedibili, relativi alla trama, ai personaggi e all'ambientazione che fanno molto pensare al fatto che Cline abbia scritto questo secondo volume più con l'intento di procreare un sequel per il film, piuttosto che per vero impeto letterario. Di seguito vi lascio la trama per capire più o meno da dove riparte la storia:

Pochi giorni dopo aver vinto la gara voluta da James Halliday, il fondatore di OASIS, Wade Watts fa una scoperta che potrebbe trasformare radicalmente l'esistenza di tutti. Nascosto in uno dei caveau di Halliday, e che attende solo di essere trovato dal suo erede, c'è un dispositivo tecnologico che, ancora una volta, potrebbe cambiare il mondo, rendendo OASIS mille volte più straordinario (e in grado di generare una dipendenza ben maggiore) di quanto lo stesso Wade possa aver mai sognato. Ben presto arrivano però anche un nuovo indovinello, una nuova missione – un ultimo Easter egg di Halliday, che potrebbe condurre a un non meglio precisato premio – e un inaspettato nuovo rivale, incredibilmente potente e pericoloso. Uno che, per ottenere ciò che vuole, sarebbe disposto a uccidere milioni di individui. II

Dunque, l'ambientazione è sempre la stessa, il mondo reale vessa in condizioni critiche, a causa dell'inquinamento ambientale, della povertà, e della fame, dovute al fatto che Terra è stata così tanto sfruttata che mancano anche le risorse primarie. Per cui le persone sentono sempre di più la necessità di evadere dal mondo reale per poter vivere una vita virtuale parallela su OASIS, una piattaforma di gioco MORPG dove ognuno diventa ciò che più desidera essere. É apprezzabilissimo lo sforzo da parte di Cline di voler dare un tono ambientalistico a questo volume, creando una sorta di distopia in cui é proprio il continuo disserbamento del pianeta a creare situazioni critiche. Il problema é che nella caratterizzazione dei personaggi, c'è un forte controsenso. Avevamo lasciato Aech, Parzival, Shoto e ART3MIS, come valorosi cavalieri che con la loro forza e il loro coraggio erano riusciti a sovvertire gli equilibri di due mondi in parallelo. Li ritroviamo ricchi sfondati, lagnosi, e davvero molto poco eroici. La loro ricchezza é tale che potrebbero davvero risanare la Terra, ma no....loro sperperano il loro denaro in associazioni filantropiche o per costruire navicelle spaziali, per poter andare su un altro pianeta quando Terra non sarà più abitabile...davvero eroico no?
L'unica che resta fedele a se stessa é Art3mis, anche se pure lei dimostra in varie occasioni di non essere poi tanto coerente.

Altro punto debole della storia sono le tematiche, affrontate in maniera debole e davvero poco convincente, basti pensare a come viene liquidata la questione della fluidità di genere, chiaramente buttata lì perché un libro oggi non è bello se non ha riferimenti relativi a questioni di genere. Onestamente per come è stata posta la situazione avrei preferito non trovarli affatto, non mi interessa molto il fatto che OASIS dia la possibilità a chiunque di provare le esperienze sessuali sia dal punto di vista maschile che femminile, non mette e non toglie assolutamente nulla alla storia. È una cosa buttata lì tanto per dire: "Oh io ce l'ho messa quindi fa figo".

Una cosa che non mi è dispiaciuta, ma che appunto potrebbe essere andata meglio se non ci fossero stati i problemi sopra elencati, è il fatto che in questo libro c'è la "novità" che l'eroe, diventa antieroe a causa delle stesse gesta che lo hanno reso famoso. Un bel punto di vista che invita chi legge a non adagiarsi sugli allori, perché per usare la stessa citazione che usa Parzival: I cattivi non sono altro che dei buoni vissuti troppo a lungo.

Insomma questo libro resta comunque una lettura molto scorrevole, non aspettatevi di trovarci i fuochi d'artificio che si possono riscontrare in Ready Player One, ma é comunque carina e sicuramente diversa dal solito.

Ringrazio Alessandra di RaggyWords per aver organizzato questo evento e vi invito a passare dalle altre colleghe per avere altre opinioni, sotto trovate la locandina.




lunedì 26 luglio 2021

Recensione Ready player One Ernest Cline

Genere: Distopia Fantascienza
Traduzione: Laura Spini
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Formato: Brossura
Pagine: 480
Costo: 13,90 euro


Bentrovati cari lettori,

Finalmente posso urlare al miracolo e dirmi soddisfatta di una lettura. Purtroppo in questo periodo non sono stata molto fortunata, e ho letto perlopiù cose carine ma che non mi hanno entusiasmata particolarmente.

Ready player one di Ernest Cline riedito da Mondadori (che ringrazio per la copia ARC), é stata una lettura che mi ha ricongiunta ad una delle mie più grandi passioni, ossia il gaming.

Per chi non conoscesse la trama di seguito può trovare la sinossi dell'editore:

2044. Crisi ambientale e disuguaglianze sociali hanno reso il pianeta un brutto posto in cui vivere. Per il giovane Wade l'unica possibile evasione è l'universo virtuale di OASIS. Un gioco. Una caccia al tesoro. Una fortunata lotteria... o molto di più? Lo

Dunque partirei con il dire che non é un libro per tutti, penso che possa essere molto apprezzato dai veri nerd, dagli appassionati della cultura pop anni 80 e geek in generale, perché ci sono riferimenti continui a film, serie TV, canzoni e videogiochi cabinati e non, che se si conosce almeno un pochino rendono la caccia al tesoro e la lettura molto più piacevole, rispetto a chi invece è completamente digiuno sull'argomento.

Anche lo spirito e le tematiche che si ritrovano all'interno del testo, forse, non possono essere comprese a pieno da chiunque. La cultura del videogioco ad oggi é comunque poco apprezzata e visibilmente bisfrattata, le persone che giocano molto, vengono accusate di essere perdigiorno, svogliate, ma spesso dietro questo attaccamento ci sono problemi di ben altra natura.

Nel caso di Parzival, lui si rifugia nella realtà virtuale per scampare alla misera esistenza alla quale é costretto dalla povertà in cui vessa. Nel gioco cerca di ricrearsi una vita che non sia così miserabile, va a scuola, si erudisce, e come tutti, partecipa alla ricerca del famoso easter egg che darà accesso all'immensa eredità lasciata dal creatore di Oasis.

Il suo unico amico è Aech un altro gunter come lui, con il quale si crea un rapporto di stima reciproca, che andrà poi anche oltre la vita virtuale.

Quello che vuole insegnare questo libro in generale, è proprio che spesso si riesce a essere molto più veri e sinceri virtualmente di quanto si possa esserlo nella realtà.

Questo perché vengono a cadere tutta una serie di convenzioni ed imbarazzi, primo fra tutti il disagio della fisicità. Su Oasis ognuno può essere ciò che vuole e come vuole, ed in questo modo traspare tutta la personalità che invece non è possibile esternare nel mondo reale a causa del giudizio della società.

Parzival: Siamo su OASIS, qui non siamo altro che nuda personalità.
ART3MIS: mi permetto di dissentire. Tutto delle nostre personalità è filtrato dai nostri avatar, il che ci permette di controllare il nostro aspetto e la nostra voce quando siamo a contatto con gli altri, OASIS ti permette di essere chi vuoi essere. É per questo che é diventato una specie di droga.

Pertanto è bello sapere anche che questo concentrato di personalità che viene mostrato online, genera amicizie solide e durature come quelle reali, se non addirittura più forti, perché le convenzioni cadono e restano solo i buoni principi, che non si possono non trasportare anche nella realtà. 

Mentre parlavamo, assecondando il rituale che due persone seguono di solito quando si conoscono, mi resi conto che noi ci conoscevamo già, e meglio di chiunque altro. Eravamo legati a livello mentale. La capivo, mi fidavo di lei e le volevo bene; era mia amica. Niente era cambiato né sarebbe cambiato per un dettaglio irrilevante come il sesso, il colore della sua pelle o il suo orientamento sessuale.

Insomma Ready Player One é un libro molto ricco di contenuti, che non é fatto solo per mero intrattenimento, tutt'altro. Se avete voglia di fare una lettura diversa, se siete amanti di internet e dei social, vi consiglio questa lettura.

Ringrazio infine Alessandra di RaggyWords per aver organizzato l'evento e Silvia di Abookplaylist per le grafiche bellissime che potete vedere qui sotto.

mercoledì 7 luglio 2021

Blog tour: Le 5 fasi dell'elaborazione del dolore in Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness

Bentrovati cari lettori,

Oggi mi dedicherò ad un argomento non facile, ma che sento comunque di dover approfondire in quanto lo trovo davvero importante.
Nessuno, e dico davvero nessuno, vorrebbe mai trovarsi nella condizione di dover affrontare il dolore, né quando si tratta di se, né quando c'è necessità di aiutare una persona cara a superare un momento difficile.

Sono rimasta davvero positivamente colpita però, da come Patrick Ness in Sette minuti dopo la mezzanotte, sia riuscito a scrivere una storia che parla al cuore di chiunque provi dolore, normalizzando un processo estremamente difficile da elaborare, con il risultato che alla fine del libro, una volta chiuso, ci si senta come abbracciati da qualcuno che sussurra: Va bene cosí, é tutto ok, ce la farai.

Molto penso sia dovuto al fatto che Siobhan Dowd, coautrice della storia, stesse attraversando un momento particolarmente difficile quando ha iniziato a buttare giù il canovaccio del romanzo. Infatti, era all'ultimo atto della malattia che le ha poi portato via la vita. Pertanto, credo sia riuscita a imprimere nelle sue parole, ciò che lei stessa stava provando in prima persona.

La storia di Sette minuti dopo la mezzanotte, si basa sul modello di Kübler-Ross, una psicologa che nel 1969, ha ideato uno schema in cui venivano presentate le cinque fasi del dolore ossia: Negazione, Rabbia, Contrattazione, Depressione ed Accettazione.

Non tutti coloro che soffrono le attraversano tutte e cinque, alcune persone addirittura non si identificano in nessuna di esse, ma nella maggior parte dei casi il percorso prevede queste tappe prima di arrivare all'accettazione di un dolore che può essere relativo a qualcosa di grave come la malattia o la perdita di un caro, o qualcosa di meno grave come la fine di un amore, o una delusione cocente.

Nel nostro caso, Connor, il piccolo protagonista della storia le attraversa tutte.
Il libro si apre proprio con il concetto di Negazione, Connor vive da solo con la sua mamma, per la quale a soli 13 anni fa veramente di tutto, dal cucinare al fare le pulizie al sostenerla quando la sua malattia si acutizza. É faticoso, ma si fa forte del fatto che le cure che vengono somministrate a sua mamma la salveranno. É nel momento in cui sua nonna si trasferisce a casa loro per aiutare, che la fase di negazione di Connor inizia a vacillare. Non accetta l'aiuto della donna in quanto é convinto che non sia necessario, ma é anche il momento in cui compare il Mostro, la figura che lo accompagnerà nel suo doloroso percorso. 

La storia prosegue e la madre di Connor viene ricoverata in ospedale, lui é costretto a vivere a casa della nonna, inizia ad affacciarsi l'idea che le cose stiano peggiorando senza che lui possa fare nulla per aiutare la sua mamma, per cui si manifesta il desiderio di distruggere tutto ciò che gli sta intorno, che Connor asseconda, per il desiderio di venire punito per le sue colpe. 

Si rende però subito conto che questo non é il modo giusto di reagire, perché gli adulti, non lo puniscono per ciò che ha fatto, ma lo compatiscono ed abbracciano il suo dolore. Si conclude così la fase della Rabbia.

Connor però continua a non capire perché il mostro si ripresenti ogni notte, quale sia il suo scopo, e ad un certo punto, quando sua mamma continua a peggiorare, pensa che lui sia li per salvarla e lo supplica disperatamente affinché la salvi. Si trova nella fase di contrattazione, che gli restituisce speranza, lo aiuta a reagire alla situazione, ma é solo una panacea che si esaurirà non appena la mamma di Connor smetterà di reagire positivamente alle nuove cure.

Soggiunge quindi la depressione, Connor non si sente compreso, pensa che le persone intorno a lui lo evitino, si sente invisibile e questo lo addolora, l'unica persona in grado di comprenderlo sta pian piano scomparendo e lui si sente, inutile.

Il libro si chiude con l'ultimo atto in cui aiutato dal mostro, finalmente capisce che l'unico modo per uscire dalla situazione è fare cadere il mondo di illusioni che vedono sua mamma guarire, e guardare dritto in faccia la verità, che é il mostro più spaventoso di tutti. Finalmente Connor riesce a dire la verità, a capire che di lì a poco la sua mamma non ci sarà più, affronterà la paura di perderla, e finalmente riuscirà a comprendere che l'unico modo per mettere fine alle sue sofferenze sarà quello di lasciarla andare.

Penso che questo, nonostante rientri nella narrativa per ragazzi, sia un libro che possa essere adatto a qualunque target di età, purtroppo la vita é fatta di gioie, ma soprattutto di dolori, per i quali ognuno di noi é alla ricerca di un balsamo in grado di lenirli.
Sette minuti dopo la mezzanotte, potrà dare il suo contributo palliativo a chiunque ne abbia bisogno, in quanto é in grado di affrontare un argomento così delicato, con cognizione di causa, facendo sì che il lettore si senta avvolto in un caldo abbraccio e si senta meno solo nell'affrontare le difficoltà che la vita gli riserva.