martedì 14 luglio 2020

Recensione La quinta stagione N. K. Jemisin





La quinta stagione
Autore: N. K. Jemisin
Traduttore: Alba Mantovani
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: 14,25 euro 
Genere: Fantascienza
Vol. 1 di 3
Pagine: 490
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Ciao Lettori!

La quinta stagione di N. K. Jemisin rientrerà quasi certamente fra i miei libri preferiti di questo 2020.
I motivi sono parecchi, primo fra tutti, è indubbiamente lo stile dell'autrice che mi ha catturata sin dalla prima pagina. Questo non è un libro per tutti, è molto complesso sia dal punto di vista del worldbilding, sia per la caratterizzazione dei personaggi ma anche per la storia in sè, in cui si è catapultati sin da subito, senza avere il tempo di capire bene cosa stia succedendo, si sprofonda fra i termini nuovi che il glossario alla fine del testo, aiuterà moltissimo a comprendere. E' una storia che lascia senza fiato, pagina dopo pagina si fa divorare inesorabilmente, è ricco di colpi di scena e la penna della Jemisin sa essere anche molto cruda in determinati momenti, ma questo secondo me aggiunge il famoso fattore x che fa pensare di aver letto un'opera bellissima.

Questo è il primo libro di una trilogia della quale qui in italia grazie alla Mondadori, sono già arrivati i primi due capitoli, e del secondo parleremo la prossima settimana, per cui stay tuned!

Ora vi lascio la trama in modo che possiate farvi un'idea:

È iniziata la stagione della fine. Con un’enorme frattura che percorre l’Immoto, l’unico continente del pianeta, da parte a parte, una faglia che sputa tanta cenere da oscurare il cielo per anni. O secoli. Comincia con la morte, con un figlio assassinato e una figlia scomparsa. Comincia con il tradimento e con ferite a lungo sopite che tornano a pulsare.

L’Immoto è da sempre abituato alle catastrofi, alle terribili Quinte Stagioni che ne sconquassano periodicamente le viscere provocando sismi e sconvolgimenti climatici. Quelle Stagioni che gli orogeni sono in grado di prevedere, controllare, provocare. Per questo sono temuti e odiati più della lunga e fredda notte; per questo vengono perseguitati, nascosti, uccisi; o, se sono fortunati, sono presi fin da piccoli e messi sotto la tutela di un Custode, nel Fulcro, e costretti a usare il loro potere per il bene del mondo.

È in questa terra spezzata che si trovano a vivere Damaya, Essun e Syenite, tre orogene legate da un unico destino.

Come anticipato, il worldbilding è davvero complesso, come deducibile anche dalla trama, il tutto si ambienta in questo mondo il cui unico continente è l'Immoto, le quattro stagioni si alternano regolarmente, ma ne esiste anche una quinta che è il prodotto di vari eventi geologici che sono in grado di distruggere il continente, e solo coloro che saranno ben equipaggiati ed istruiti, potranno sopravvivere e ricostruire tutto ciò che è andato distrutto.


Inverno, primavera, estate, autunno; la quinta è la morte, e di tutti decide la sorte.
ANTICO PROVERBIO. [cit.]


Gli abitanti dell'Immoto sono tutti raccolti in COM, per appartenervi ogni persona deve adempiere al suo dovere, e rientrare nella propria casta d'uso, una sorta di struttura sovrafamiliare, in cui vengono raccolti per maestranze. Per aiutare le COM a sopravvivere, esiste il Fulcro, un'organizzazione di persone, chiamati orogeni, in grado di manipolare la terra e di gestire qualsiasi evento geologico grazie al loro potere. Questi ultimi, sono molto temuti e considerati al pari delle bestie perchè, anche se sono utili, sono in grado di scatenare una quinta stagione per la forza del loro potere, che è solo grazie al Fulcro che riescono ad addestrare e domare. Altre figure emblematiche sono i custodi, gli unici in grado di inibire ed annullare i poteri degli orogeni, il loro scopo è appunto quello di controllare che il loro potere venga usato solo per aiutare e mai per distruggere.
Nella costruzione dell'ambientazione, è intuibile l'attenzione che l'autrice ha verso il problema dei cambiamenti climatici, in questo libro vengono spiegati i problemi generati dal surriscaldamento globale, che inseriti in questo contesto sembrano delle iperboli, mentre invece non lo sono.
E' molto complicato stabilire l'epoca in cui è ambientato il romanzo, gli spostamenti avvengono ancora con i cavalli, i carri o a piedi, addirittura su navi di legno, ed utilizzano armi rudimentali quali archi frecce, spade e coltelli, però hanno oggetti in plastica e corrente elettrica e tutti i confort domestici dei nostri giorni. Ed immagino sia proprio questa incongruenza a creare un pò di difficoltà al lettore, ma non solo.

Art by Joshua Mays
Lo stile della Jemisin è davvero molto particolare in quanto è sempre in divenire, non si sofferma quasi mai sulle digressioni volte a dare spiegazioni, le informazioni arrivano poco alla volta e il lettore le mette insieme così come farebbe se fosse il protagonista della storia.
Inizia il romanzo in medias res, l'effetto è quello di una secchiata di acqua gelida, le prime cinquanta pagine mandano in confusione, ma la sua scrittura incalzante non concede altra possibilità che non sia divorare le sue parole una dopo l'altra, spinti dalla voglia di comprendere meglio cosa stia accadendo.
Inoltre quello che sconvolge più di tutto è la destrezza e la padronanza nell'utilizzo della consecutio temporum che varia da capitolo a capitolo e da personaggio in personaggio, per la resa della quale è necessario fare tanto di chapeau alla traduttrice Alba Mantovani, sicuramente fra le più esperte che io abbia letto, il cui lavoro è stato davvero encomiabile. Questo perchè la Jemisin non si è di certo risparmiata nel coniare un linguaggio vero e proprio adattato alla sua storia, per il quale ha preso molta ispirazione dalla geologia, di cui denota un'ottima conoscenza, e che la Mantovani ha saputo rendere in Italiano in maniera magistrale. La terminologia da lei scelta, non stona affatto con il contesto. Il linguaggio usato è davvero molto rock'n'roll, ma attraverso di esso, riesce a rendere la caratterizzazione dei personaggi molto più concreta.

Infatti come per l'ambientazione, non si lancia in descrizioni minuziose dei suoi protagonisti, bensì le palesa poco per volta, facendoli scoprire attraverso gli occhi degli altri personaggi che peregrinano nella storia, oppure tramite astutissimi escamotage linguistici, con i quali spadroneggia incontrastata.
Essun, Damaya e Syenite, sono tre donne forti ma umane, non si trovano tracce di cavalieri senza paura e senza macchia, sbagliano, hanno paura, e sono caratterizzate così bene che il lettore empatizza con qualsiasi scelta, giusta o sbagliata, che loro intraprendono.

Attraverso di esse e la loro storia, traspare sicuramente l'impegno che la Jemisin, fiera donna afroamericana,  profonde nell'attivismo politico per la difesa dei diritti e dell'uguaglianza razziale. Questo romanzo, infatti, è tutto incentrato su "quanti devono combattere per ottenere quel rispetto che agli altri è garantito" cit. Le nostre tre protagoniste, infatti, sono impegnate a lottare contro chi le vuole schiave, affermando la loro forza ribellandosi e prendendo la propria vita in mano lottando fortemente per avere diritto di scelta, e di affermazione, cose che per altri invece risultano scontate. Anche la controparte maschile è ben studiata ed interessante, fortemente umanizzata e sicuramente non manchevole rispetto a quella femminile. In questo libro non esiste disparità di genere, neppure sulle oppressioni sociali, che colpiscono indistintamente sia gli uomini che le donne, ma su questo è difficile aggiungere altro senza dover fare spoiler.

In conclusione, vorrei semplicemente dire che se la trilogia della terra spezzata ha vinto ben 3 premi Hugo consecutivi dal 2016 al 2018 come Miglior romanzo, un motivo c'è e potrete scoprirlo soltanto facendovi trascinare da questa bellissima esperienza di lettura che consiglio a chiunque voglia leggere qualcosa di davvero bello ed impegnativo sia per uno stile bello impeccabile e travolgente, che per una storia davvero appassionante.

Ringrazio Beatrice e Yelena per avermi dato la possibilità di leggere questo libro per questo evento in collaborazione con Mondadori per il quale nei prossimi giorni pubblicheranno anche altri bravissimi blogger, vi lascio di seguito le loro date, e io vi do appuntamento alla prossima!







giovedì 9 luglio 2020

Recensione Crescent City Sarah J. Maas







Crescent City -  La casa di Terra e Sangue
Autore: Sarah J Maas
Traduzione: Vanessa Valentinuzzi
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo:19,90
Pagine: 708
Vol. 1 di 3


Ciao Lettori!

Oggi parleremo di Crescent City, il primo libro della nuova trilogia di Sarah J Maas che ho avuto l'opportunità di leggere in anteprima grazie all'evento organizzato da Beatrice Coviello alias https://eynyspaolinibook.blogspot.com/  e Yelena Zerulo alias https://lalibreriadiyely.blogspot.com in collaborazione con Mondadori.

Iniziamo col dire che l'approccio alla lettura di questo libro è importante: aspettarsi qualcosa di strutturato, con delle tematiche importanti o argomenti di spicco è sicuramente fuori luogo. Questa è una lettura da svago, con una grande dose di trash adatta ad un pubblico adulto, ottima per intermezzare letture più corpose. E' sconsigliabile alle persone sensibili a temi quali: femminismo, pari opportunità o, più ampiamente, alle tematiche di genere, perchè purtroppo la Maas non è certamente portatrice di esempi positivi, in quanto questo libro è ricco di elementi disturbanti sotto questo punto di vista.

Di seguito trovate la trama in modo che possiate farvi un'idea di quello di cui andremo a parlare successivamente:

Ventitré anni, mezza Fae e mezza umana, Bryce Quinlan ha una vita perfetta: di giorno lavora in una galleria d’arte e di notte passa da una festa all’altra, senza problemi e senza preoccupazioni. Quando però una brutale strage scuote profondamente Crescent City, la città in cui vive, e Bryce perde una persona a lei molto cara, il suo mondo crolla in mille pezzi lasciandola disperata, ferita e molto sola. Adesso non cerca più il divertimento, ma un oblio in grado di farle dimenticare i terribili fatti che hanno cambiato la sua vita per sempre. Due anni dopo l’imputato è finalmente dietro le sbarre ma, tutt’a un tratto, i crimini ricominciano e Bryce è decisa a fare tutto il possibile per vendicare quelle morti. Ad affiancarla nelle indagini arriva Hunt Athalar, un famoso angelo caduto, prigioniero degli arcangeli che lui stesso aveva tentato di detronizzare. Le sue grandi capacità e la sua forza incredibile sono utilizzate all’unico scopo di eliminare i nemici del suo capo. Quando però si scatena il caos in città, Hunt riceve una proposta irrinunciabile: aiutare Bryce a trovare l’assassino e riconquistare, in cambio, la sua libertà.
Quando Bryce e Hunt cominciano a scavare in profondità nel ventre di Crescent City, scoprono un potere terrificante e oscuro che minaccia tutto e tutti, e vengono travolti da una passione irrefrenabile, che potrebbe renderli entrambi liberi, se solo lo volessero.

Fonte: Janae Pinterest
Crescent City si colloca sicuramente nella categoria Urban Fantasy, tutto si ambienta all'interno della città di Lunathion, polietnica, ricca di storia e di divertimenti di ogni tipo: locali alla moda, droga  ed un' amministrazione corrotta, fanno da sfondo alle vicende dei protagonisti.
Ci si ritrova a leggere di un governo totalitario e crudele, in cui la schiavitù è ben lungi dall'essere abolita, il tutto calato all'interno di una struttura sociale molto complessa, composta da quattro Case principali nelle quali vengono raggruppate le varie razze per elemento di appartenenza, nello specifico: terra, acqua, aria e ombre.
A capo delle Case troviamo 4 regnanti, che a loro volta sono sotto il controllo di un Governatore che a sua volta è sotto il comando di 7 antichissimi Angeli che al mercato mio padre comprò...
Le informazioni inerenti al worldbilding che la Maas dissemina tra le pagine, sono davvero molto frammentate ed inizialmente confondono il lettore sul ruolo preciso che ognuna di queste figure occupa nel contesto che descrive.

Senza dubbio non gioca a favore della chiarezza la sua scrittura maldestra, che sembra non sia stata soggetta ad un editing attento in quanto spesso ci sono frasi sconnesse, periodi completamente decontestualizzati e descrizioni che non coincidono (clamoroso un punto in cui viene descritto minuziosamente il vestito della protagonista, che neppure due righe dopo, si trova ad estrarre il cellulare dalla tasca dei jeans!). Inoltre quando non è chiaramente reso noto il soggetto della frase, si fa non poca fatica a capire di chi sia il point of view di cui si sta leggendo, e il più delle volte conviene procedere per capire bene le informazioni, piuttosto che ritornare su ciò che si è già letto.
A completare un quadro sufficientemente disastroso dal punto di vista stilistico, si aggiunge la scelta di un linguaggio estremamente scurrile. Probabilmente l'intenzione era quella di rendere più realistici i dialoghi ma, sfortunatamente, si è fatta prendere troppo la mano rendendoli spesso elemento disturbante anzicchè goliardico, soprattutto perchè si tratta quasi sempre di uscite a sfondo sessuale spesso molto offensive e sessiste, dove anche l'utilizzo di un rossetto rosso da parte di una donna assume un significato deplorevole, in quanto associato alla fellatio.

Anche i personaggi risultano essere estremamente stereotipati, tutti i protagonisti di sesso maschile sono belli in modo assurdo e sembra acquisiscano valore solo perchè posseggono muscoli da paura o visi perfetti (Derek Zoolander sei tu?), sono tutti potenti guerrieri letali, ma chi salverà le sorti di tutti loro? La protagonista principale (ovviamente) bellissima (anche lei), sottoposta alla sorveglianza costante dei sicari più abili perchè indifesa e senza poteri. Alla fine però, proprio lei, subisce un overpower e diventa all'improvviso la più abile combattente, che fa sfigurare tutti gli altri, riuscendo dove molti hanno fallito, diventando la versione femminile di Rambo l'immortale.

Pertanto, avendo personaggi così poco particolari, anche la trama si sviluppa lentamente, non mancano di certo le incongruenze, qualche colpo di scena c'è ma non è poì così eclatante, tutto si concretizza nelle ultime 200 pagine, mentre le precedenti 500 si focalizzano molto di più nell'approfondire la ship, immancabile, stucchevole e scontata. Poche invece le scene di sesso per cui la Maas è molto famosa.

In conclusione è difficile scegliere un target al quale consigliare questo libro: non è ben scritto, non è interessante, poco coinvolgente, pressochè scontato. E' difficile trovare anche un solo lato positivo,
però devo dire che se si intraprende questa lettura seppellendo lo spirito critico in una cassa piombata sotto almeno 3 metri di terra, diventa anche divertente in quanto alcune situazioni sono talmente tanto trash da sfociare nel ridicolo. Quella fra tutte che mi ha fatto ridere di più, è stata una scena in cui i protagonisti erano immersi in un momento di intimità:

[...] "Che Urd mi protegga" pensò. Gli afferrò il ca**o, provocandogli un verso di piacere. <<Sia lodato il ca**o>> sussurrò lui contro il collo di lei, provocandole una risata. [...]
 Un altro punto a favore di Crescent City è dato dal fatto che questo volume, è quasi autoconclusivo, il finale lascia sicuramente spazio a dei seguiti, ma è molto esaustivo, per cui potrebbe essere ideale per chi volesse cimentarsi per la prima volta con questa autrice molto discussa.

In ogni caso vi invito a leggere le recensioni delle mie colleghe d'evento che usciranno nei prossimi giorni, così da potervi fare un'idea più completa, di seguito vi lascio la locandina con le date e i blog:









lunedì 22 giugno 2020

Recensione: La città di Ottone di S. A. Chakraborty




Titolo: La città di Ottone
Autore: S.A. Chakraborty
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy
Pagine: 528
Prezzo: 22,00 euro
Volume 1 di 3

Ciao Lettori! Oggi torniamo a parlare di una nuova uscita di Mondadori, che in questo periodo ci sta deliziando con le sue meravigliose edizioni, curatissime in ogni dettaglio. Questa recensione nasce grazie ad una iniziativa creata da Alessandra Fattori, in arte Raggy Words che, in collaborazione con Oscar Vault, ha dato il via a questo Review Party al quale parteciperanno anche altri blogger, che contribuiranno con le loro recensioni ad esplorare il mondo creato da S.A. Chakraborty nel suo romanzo d'esordio La Città di Ottone. Di seguito, per iniziare, trovate la trama:

EGITTO, XVIII SECOLO. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori.

Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all’interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L’arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli.

https://www.sachakraborty.com/the-world-of-daevabad.html


Il worldbilding che crea Chakraborty è davvero splendido, sicuramente inusuale per un fantasy. Troviamo ambientazioni arabeggianti, che si fondono con dettagli della cultura indiana, che denotano una buona padronanza della materia, ed una fantasia sfrenata dell'autrice. Le descrizioni sono davvero ben fatte e il lettore non deve sforzare troppo l'immaginazione, riesce a condividere la sua visione del mondo in modo semplice ed efficace. Questo grazie anche alla sua scrittura, perlopiù lineare e senza orpelli, che a tratti diventa inspiegabilmente caotica e contorta, penalizzando la comprensione della complessa struttura sociale e il dipanarsi della trama.

Questi ultimi due elementi infatti, sono il tallone di Achille di questo primo libro della trilogia di Daevabad. La costruzione di una gerarchia sociale estremamente intricata, che affonda le proprie origini nelle leggende, cozza fortemente con la scelta di non servirsi di un narratore esterno per affrontare la spiegazione volta a chiarire bene l'organizzazione delle varie tribù. Bensì viene lasciato l'onere ai personaggi principali che, oltre a dover portare avanti la trama, devono lanciarsi in spiegazioni talvolta frammentate, fra un avvenimento e l'altro che li coinvolge. Tutto questo crea un senso di dispersione nel lettore, il quale é costretto continuamente a servirsi del glossario (utilissimo) posto alla fine del libro, per raccapezzarsi riguardo le varie razze, tribù e famiglie che compongono il mondo di Daevabad. Per quanto concerne i protagonisti della storia, ho trovato anacronistico il modo in cui sono descritti. Nahri é una donna forte, risoluta, astuta, e sfrontata e le azioni che evidenziano queste caratteristiche, mal si collocano nel contesto storico che l'autrice ha tenuto a specificare. Quanto può essere veritiera una figura come questa in  Egitto in età Napoleonica? La risposta é: per nulla. A parte questo, la sua caratterizzazione é ben definita, e risulta l'unica a restare coerente nell'arco di tutta la narrazione.

Virginie Pairaya, https://www.instagram.com/virginie.pairaya.art/


Ali, é il coprotagonista nonché detentore dell'altro point of view, intorno al quale si articola tutta la storia. Lui é un giovane principe combattente, fanatico religioso che rifugge il lusso di corte e dedica la sua vita ad aiutare i più deboli, ha un carattere che si lascia facilmente influenzare, benché trasudi testardaggine e sicurezza da ogni poro, e la sua bontà d'animo segna sempre le sue disfatte. Insomma nulla di nuovo, un cliché molto in voga da lunga data ormai.

Infine troviamo Dara, fedele combattente sanguinario a servizio della famiglia Nahid , che ha atteggiamenti tipici di una persona bipolare, che almeno lo rendono il personaggio più imprevedibile e meno piatto, é grazie a lui se la storia ha dei twist improvvisi e un po' adrenalinici, benché anche lui incorra nel cliché bello, dannato e pure un po' pazzo.

Nel complesso La città di Ottone, superate le prime 250 pagine, può essere una lettura piacevole, anche se non estremamente avvincente. Probabilmente questa trilogia fa parte di quelle a struttura convessa, nelle quali il primo libro fa da introduzione, si ha un picco di pathos nel secondo volume, per poi lentamente ridiscendere fino alla conclusione con il terzo. Di certo alla fine il lettore viene stuzzicato a proseguire la lettura della saga, anche grazie al finale decisamente molto brusco e poco esaustivo, che lascia moltissimi punti aperti.

In generale, mi sento di consigliare questo libro a chi cerca una storia leggera ma per questo non banale, che vi trasporti in un mondo caldo ed inusuale.

Se volete leggere altri pareri in merito a La città di Ottone, vi lascio la locandina dell'evento con le date e i Blog che partecipano:













mercoledì 3 giugno 2020

Fahrenheit 451 Ray Bradbury




Titolo: Fahrenheit 451
Autore: Ray Bradbury
Genere: Fantascientifico-Distopico
Anno prima pubblicazione: 1953
Editore: Mondadori
Pagine:163
Prezzo: 11,40


Ciao Lettori! Ho da poco terminiato di leggere Fahrenheit 451, un libro che mi ha lasciata davvero a bocca aperta. Si tratta di un'opera scritta per solleticare la mente, e far riflettere sull'importanza della lettura e della cultura in generale. La scrittura di Bradbury è davvero molto bella, toccante, ed empatica. E' una lettura che può sembrare breve, ma non lo è assolutamente, io ho impiegato parecchio tempo per terminarlo perchè, lancia molti spunti di riflessione, che necessitano del giusto tempo per essere metabolizzati. Vi lascio la trama in modo che possiate farvi un'idea di ciò di cui andrò a parlarvi più avanti:

Farhenheit 451 è ambientato in un ipotetico futuro in cui i libri sono diventati illegali e in cui i pompieri, hanno il compito di bruciarli.
Guy Montag è un pompiere, al servizio di uno Stato che ha bandito qualsiasi strumento di conoscenza, per mantenere il controllo. La vita delle persone trascorre anestetizzata da programmi televisivi privi di qualsiasi contenuto, corse a velocità folli in autostrada e parchi di divertimento. Una sera tornando da lavoro, incontra Clarisse una ragazzina di 17 anni, che osserva il mondo incuriosita da tutto, e gli mostra la bellezza delle cose più semplici. Grazie a lei, Montag si risveglierà dal torpore della sua non-vita ponendosi delle domande: perchè è necessario bruciare i libri? Da qui inizierà la sua personale ricerca della verità, che lo porterà a dover fare scelte per lui inimmaginabili.


L'ambientazione di questo romanzo in realtà è davvero molto semplice, Bradbury fa solo trasparire attraverso il racconto e le descrizioni dei personaggi, gli elementi essenziali alla comprensione della storia, senza lanciarsi in lunghe spiegazioni e descrizioni dettagliate. Ci troviamo in America, in un futuro successivo sicuramente al 1960, sull'orlo di una guerra di cui si ha però solo una vaga percezione, poichè viene vissuta in maniera disinteressata dagli abitanti di questo ipotetico mondo, ai quali è stato tolto il diritto all'istruzione ed al libero pensiero. 

lo Stato infatti, applica un assioma fondamentale, intorno al quale Bradbury costruisce tutta la storia: L'ignoranza è forza (concetto che viene ripreso da 1984 di Orwell) secondo il quale per mantenere il controllo assoluto sulle persone è necessario renderle ignoranti. In questo caso specifico, l'ottundimento delle menti è favorito dall'utilizzo della tecnologia, attraverso la quale viene effettuato un controllo dell'informazione, tenendo alta l'attenzione delle persone su temi insignificanti e vacui. Il divertimento, l'adrenalina, e sopratutto l'evasione completa da quello che è il dispiacere, e la mancanza dell'instillazione dubbio che, come diceva Cartesio "è l'origine della saggezza", tengono le coscienze anestetizzate. Per scomodare Giovenale si può utilizzare la sua espressione "Panem ed circenses" con la quale si usa definire un modello politico secondo il quale, una popolazione ben nutrita e adeguatamente intrattenuta da sciocchezze, risulta molto più gestibile grazie a questa parvenza di benessere.




I personaggi costruiti da Bradbury sono descritti in maniera particolare. Lui non si sofferma affatto sull'aspetto fisico, di cui lascia solo qualche indizio qui e lì dove strettamente necessario, lasciando tutto all'immaginazione del lettore. Al contrario l'introspezione psicologica è assai approfondita, e questo, abbinato alla sua prosa davvero molto poetica, crea il giusto livello di empatia, che coinvolge il lettore e accorda la sua anima sui toni del suo racconto.
Quello che ho trovato abbastanza duro, è sicuramente il fatto che gli attori principali della storia, sono perlopiù uomini, ed i personaggi femminili assumono sempre atteggiamenti negativi e denigratori della categoria. Sicuramente sarà una deformazione sociale dovuta all'epoca in cui Bradbury ha scritto il libro, di certo gli anni 50' non sono stati il periodo migliore dell'emancipazione femminile, ma il ritratto che ne fà Bradbury è davvero perfido. Troviamo donne completamente assorte dai programmi inutili trasmessi dalle pareti, frivole, che portano avanti la casa e pretendono che i loro mariti provvedano a tutti i loro bisogni in termini economici. Donne deboli che hanno paura di acculturarsi, non tanto per la mancanza di interesse, ma per la paura della perdita del loro status quo. Il passaggio più denigratorio in assoluto credo si verifichi quando, una delle amiche della moglie di Montag sa che il marito dovrà andare in guerra, e non se ne preoccupa minimamente, perchè tanto a morire è sempre il marito di qualcun'altra:

<<Io non mi preoccupo>> disse la signora Phelps.
 <<Dev'essere Pete a preoccuparsi, non io. Quindi sono tranquilla.>>  
<<Muore sempre il marito di un'altra, dicono>>. 


A parte questo, Fahrenheit 451, è senza ogni ombra di dubbio una dichiarazione d'amore per i libri e per la cultura in generale, un inno alla lettura ed ai suoi particolari vitali. E' sconvolgente il modo in cui è riuscito a rendere, parola dopo parola, l'angoscia e la limitazione di libertà che crea la mancanza della lettura, e lo smarrimento delle menti che non hanno conoscenze. Il messaggio più bello e più forte che questo libro porta con se è il fatto che la lettura, i libri e la cultura rendono l'uomo libero dal controllo e da qualsiasi tipo di omologazione.

Inutile dire che consiglio spassionatamente di leggere questo'opera, soprattutto ai ragazzi giovani, perchè quelle 163 pagine racchiudono tutte le ragioni per le quali l'amore per la lettura e per i libri, non è solo uno svago, ma qualcosa che può cambiarti radicalmente la vita.


martedì 26 maggio 2020

Elementi LGBT in TOLAS - L'AMULETO Blogtour



Ciao Lettori! Oggi torniamo a parlare di TOLAS il primo romanzo scritto da Zac D'Aleo e prima pubblicazione della Triskedizioni, che ringrazio per avermi dato la possibilità di leggere in anteprima questo piccolo tesoro e per aver organizzato il BlogTour di approfondimento.

Ma ora passiamo al dunque:

Come saprete se avete letto la mia recensione di qualche tempo fa (e se non l'avete fatto potete recuperarla cliccando QUI),  L'Amuleto è il primo libro della trilogia Tales of Lights And Shadows è un fantasy che si rivolge ad una platea di lettori che va dai 12 ai 16 anni ma, mi permetto di dire, non solo. Io ho abbontantemente superato la fascia d'età eppure mi ha fatta tanto appassionare, per quale motivo? Bè ce ne sono tanti, ma uno fra questi è il tocco di innovazione che l'autore ha impresso, inserendo all'interno della trama personaggi che con le loro vicende, introducono il tema dell'LGBT.
Scelta azzardata, penserebbe qualcuno, aprirsi ad un tema considerato ancora un tabù, in un libro per ragazzi. Invece a mio modestissimo parere, è una scelta coraggiosa che dà un valore aggiunto a tutto il resto. Questo perchè di LGBT si parla sempre poco e lo si fà ancor meno con i giovanissimi, perchè si ha l'idea che parlarne possa essere fuorviante per le loro menti troppo malleabili.
Ma dobbiamo renderci conto che i tempi sono cambiati, che i ragazzi di 11,12 o 13 anni si affacciano alla conoscenza della propria sessualità, e dobbiamo tenere in considerazione il fatto che ci sono alcuni di loro che si scoprono attratti da persone del loro stesso sesso e si ritengono SBAGLIATI.

Per questo hanno bisogno di esempi sani e positivi a cui potersi ispirare, e trovarli in una lettura fantasy che è un genere narrativo che per antonomasia ha lo scopo di sottolineare l'importanza di valori quali la perseveranza, il senso di giustizia, l'onestà e la lealtà, è davvero bello e confortante.

Non c'è nulla di sbagliato nell'amore a chiunque esso sia rivolto, e l'essere gay non è assolutamente sintomo di debolezza, sono in particolare questi i messaggi che l'autore fa passare nel narrarci la storia di questi due personaggi, e lo fà in un maniera magistralmente delicata ed introspettiva. Parte pian piano, lasciando ogni tanto una frase, un'azione o un pensiero, quasi a costruire la mappa dei sentimenti di una caccia al tesoro che ci porta a scoprire insieme, l'attrazione magnetica verso un'altra persona dello stesso sesso, poi la negazione di questo sentimento, lo sconforto che si prova nel sentirsi diversi, la paura di essere respinti, la gioia ed il conforto nel condividere questi sentimenti con qualcuno che sia uguale a te, la paura del giudizio degli altri, e le difficoltà del doversi adeguare ad una società in cui non è contemplato il vostro modo di amare.

E' riuscito ad inserire tutto questo, senza togliere tempi narrativi alla trama principale e senza risultare stucchevole o volgare. Ha creato due personaggi forti, fieri e valorosi con sani principi, che hanno il loro peso nella storia, benchè siano comunque secondari, calandoli perfettamente nelle strutture rigide del fantasy senza creare forzature. Ci si appassiona in fretta a questa storia nella storia, grazie alla forte empatia che l'autore è riuscito a creare ed è bello vedere come due persone, con un carattere estremamente spigoloso, riescano a sciogliersi in un amore così bello e profondo:

Fanart IG: @RebaAnto

«Sai perché gli antichi chiamavano il proprio amore con la
radice Sheen?» [...] «She è la radice della vita,
she è il primo, enn l’ultimo respiro...» [...] «Non
è dato a noi conoscere né la ragione che ha portato al primo,
né quando e come avverrà l’ultimo, ma possiamo decidere
come vivere nel mentre... Tu sei la ragione che completa il
tutto, dall’inizio alla fine. Sei il respiro di cui mi voglio
inebriare in attesa dell’ultimo. Ni enre. Enre ennekkum. E non
vedo l’ora di conoscerti, sheena e ne.»
Sheena e ne... Amore mio.




Un altro elemento innovativo, risiede sicuramente nel fatto che le protagoniste di questa liaison sono due fierissime donne. Non è impossibile trovare personaggi omosessuali fra le bestie magiche ed i draghi sputafuoco, ma direi che è rarissimo incontrare personaggi femminili che non siano eterosessuali. Più di tutto sono felice del fatto che l'autore non sia caduto nel clichè che rappresenta le donne omosessuali con una componente fortemente mascolina. Entrambe sono ritratte come bellissime e carismatiche, coraggiose, intrepide e valorose ma anche passionali e con una lieve frivolezza.

Tutto ciò costruisce un modello che si allontana sicuramente dai canoni secondo i quali essere gay e sinonimo di debolezza, tutt'altro!

Fanart IG: @RebaAnto

Vorrei concludere con il bellissimo messaggio che ho potuto trovare nascosto fra le righe di questo romanzo: a ognuno di noi è concesso di essere come vogliamo, basta solo avere il coraggio e la perseveranza di affermarsi nel mondo esattamente per come vogliamo essere e non per come gli altri ci vogliono far apparire.

Questa è la quarta tappa del Blogtour organizzato dalla casa editrice, vi lascio il calendario degli appuntamenti con gli altri blogger e gli argomenti trattati. Se volete immergervi in questo mondo fantastico, vi consiglio di dare una sbirciatina:


venerdì 15 maggio 2020

Recensione Falce Neal Shusterman


Titolo: Falce
Autore: Neal Shusterman
Editore: Mondadori
Genere: Distopico
Volume 1 di 3 
Pagine: 360
Prezzo: 19,00

Ciao Lettori! In questi giorni ho avuto modo di leggere in anteprima Falce di Neal Shusterman, grazie all'evento organizzato da Beatrice Coviello alias Eynys Paolini Book in collaborazione con Mondadori.
Che dire è un libro stupefacente per la ricchezza di contenuti che offre, e soprattutto per il modo in cui vengono trattati, decisamente aulico ed inaspettato dato che si colloca nella fascia d'età Young Adult, di seguito vi riporto la trama:

Un mondo senza fame, senza guerre, senza povertà, senza malattie. Un mondo senza morte. Un mondo in cui l'umanità è riuscita a sconfiggere i suoi incubi peggiori. A occuparsi di tutte le necessità della razza umana è il Thunderhead, un'immensa, onnisciente e onnipotente intelligenza artificiale. Il Thunderhead non sbaglia mai, e soprattutto non ha sentimenti, né rimorsi, né rimpianti.
Quello in cui vivono i due adolescenti Citra Terranova e Rowan Damisch è davvero un mondo perfetto. O così appare. Se nessuno muore più, infatti, tenere la pressione demografica sotto controllo diventa un vincolo ineluttabile. Anche l'efficienza del Thunderhead ha dei limiti e non può provvedere alle esigenze di una popolazione in continua crescita. Per questo ogni anno un certo numero di persone deve essere "spigolato". In termini meno poetici: ucciso. Il delicato quanto cruciale incarico è affidato alle cosiddette falci, le uniche a poter decidere quali vite devono finire. Quando la Compagnia delle falci decide di reclutare nuovi membri, il Venerando Maestro Faraday sceglie come apprendisti proprio Citra e Rowan. Schietti, coraggiosi, onesti, i due ragazzi non ne vogliono sapere di diventare degli assassini. E questo fa di loro delle falci potenzialmente perfette.

Questo è il primo libro di una serie che ne comprende tre, e risulta essere abbastanza lento all'inizio, le informazioni vengono somministrate un pò alla volta, anche perchè gli elementi che caratterizzano questo romanzo sono tanti e analizzati sempre in contrapposizione.

Il worldbilding che mette su Shusterman non è né semplice né banale. Ci descrive un mondo apparentemente utopico in cui l'umanità è progredita a tal punto da essere riuscita ad estirpare la maggior parte dei mali che affliggevano la società, la guerra, la povertà la malattia ed anche la morte naturale. Le persone infatti possono vivere in eterno e ringiovanire il loro corpo servendosi della tecnologia avanzatissima in loro possesso, non tutto è oro quello che luccica però. Dalle descrizioni dettagliate che ci vengono fornite dall'autore, che in questo è stato davvero minuzioso, traspare anche il fatto che l'uomo non vive più la sua vita pienamente in un mondo in cui non c'è più nulla da perdere, tutti i sentimenti appaiono come opacizzati, anestetizzati. L'aver raggiunto la perfezione in ogni campo, fa sì che le persone non si sentano spronate a migliorarsi, e sembra anche che la fantomatica ricerca della felicità non esista, perchè tutti gli elementi che la compongono vengono serviti su un piatto d'argento. Quindi quanto senso ha questa vita di essere vissuta? Eppure persiste la paura della morte, o meglio dell'ignoto che c'è dopo la morte. Emblematica è la scena di una delle spigolature della Veneranda Marie Curie, in cui la vittima chiede cosa ne sarà di lei DOPO la morte.



Penso si possa affermare che il libro si suddivide in tre parti. La prima è dedicata ai buoni principi secondo cui una Falce dovrebbe spigolare, perfettamente incarnati da Maestro Faraday, il quale vive uno stile di vita semplicissimo, in un appartamento nella zona meno ricca della città, non tollera gli sprechi, ed ha un approccio estremamente compassionevole nei confronti del proprio lavoro. Secondo lui una falce per essere considerata adeguata, non deve godere nel calare la scure, deve confortare la persona che sta per spigolare e assicurarle una morte rapida ed indolore. Sceglie le proprie vittime in maniera imparziale attenendosi alle statistiche dell'epoca mortale. Ed è questo che lui insegna a Citra e Rowan.

La seconda parte del libro si dedica alla versione negativa dell'essere una Falce, ed il personaggio che impersonifica le cattive abitudini è Maestro Goddard. Al contrario di Faraday, lui vive nello sfarzo e nel lusso, spigola senza alcuna pietà e soprattutto non c'è compassione nelle sue azioni. Predilige le uccisioni di massa e gli spargimenti di sangue. Predica che bisogna gioire nello spigolare qualcuno, perchè fare quel lavoro con piacere lo rende meno pesante, ed abusa continuamente del suo potere per favorire i propri interessi.

La terza parte del libro è sicuramente quella più interessante in quanto c'è una continua contrapposizione fra ciò che è bene e ciò che è male , con una sapiente alternanza dei capitoli, che mettono a confronto le due realtà precedentemente descritte. Il tempo delle spiegazioni è finito ed inizia l'azione, che incalza il lettore e lo tiene incollato pagina dopo pagina. I colpi di scena non mancano e non sono troppo prevedibili, inoltre ci sono momenti in cui è impossibile non sentirsi coinvolti emotivamente.



In un romanzo fatto per lo più da contrapposizioni vita o morte, sani principi o depravazione, bene e male, anche i personaggi principali subiscono questa netta antitesi. Citra infatti è una ragazza benvoluta, molto competitiva e con una famiglia alle spalle piccola ma molto unita, Rowan, invece, è molto introverso, si assimila ad una foglia d'insalata che messa in un panino è utile ma non indispensabile, vive in una famiglia molto grande ma nella quale nessuno lo considera, è molto pragmatico ed astuto e sembra che ogni sua azione si ispiri al principio del less is more. Anche lo stesso rapporto che hanno i due è estremamente rivaleggiate, non solo nelle caratteristiche caratteriali, ma anche il dipanarsi degli eventi metterà queste due personalità sempre più in antitesi.

La cosa che lascia insoddisfatti, è il fatto che a Citra e Rowan viene lasciato poco spazio d'azione, sono sicuramente ben caratterizzati ma li avrei preferiti più presenti. Per circa metà del libro sono più funzionali alla spiegazione di tutta una serie di informazioni rigurado al mondo creato e alla condizione sociale in cui vessa, piuttosto che veri e propri protagonisti della
storia.
E' una mancanza sicuramente comprensibile, dato che Shusterman costruisce una società con delle questioni etiche ben strutturate che vanno spiegate ed approfondite per comprendere a fondo la storia, questo lascia presagire il fatto che i libri a seguire saranno sicuramente più ricchi d'azione.

Inoltre mi lascia dubbiosa il target al quale questo libro è rivolto. Lo stile ed il linguaggio usati da Shusterman non sono proriamente semplici, e spesso sono risultati pesanti anche a me, che sono una lettrice un pò più matura.
Indubbiamente ci sono i classici clichè del genere young adult: i due adolescenti caricati di un peso più grande di loro, che fanno un percorso di crescita per il quale poi saranno in grado di affrontare il compito affidatogli in maniera egregia; resta il fatto che possa risultare un pò indigesto, per l'aulicità delle tematiche trattate in quanto non mancano riferimenti filosofici importanti, soprattutto nel modo che ha Maestro Faraday di rapportarsi alla morte, ci sono concetti ripresi ad esempio da Epicuro ed Heidegger, insomma niente di banale.

In conclusione posso dire che Falce mi è piaciuto, certo non tanto da farlo rientrare nella mia lista dei libri imperdibili, ma parliamo comunque di un ottimo prodotto sicuramente di un livello superiore rispetto a tutta la produzione young adult più recente, quindi mi sento di consigliarlo agli amanti del genere che non sono in cerca di frivolezze.

Vi posto il banner dell'evento dove potete trovare tutti i blogger che parteciperanno in modo da poter leggere anche qualche altra opinione:












domenica 3 maggio 2020

Recensione Heartstopper vol. 1


Titolo: HeartStopper
Vol. 1 di 3
Autore: Alice Oseman
Tipologia: Graphic Novel
Genere: Romance - Young Adult
Editore:Mondadori collana Oscar Ink


Ciao Lettori!
Questa notte ho terminato di leggere il primo volume della graphic novel Heartstopper di Alice Oseman, che Mondadori mi ha gentilmente offerto per la lettura in anteprima.

Non è sicuramente una storia che spicca per originalità, nè il tratto del disegno è particolarmente bello o ricco, tutt'altro.
Ciò che fa apprezzare questa novel è la leggerezza mai superficiale, con la quale vengono affrontati temi complicati quali, il bullismo, la scoperta della sessualità e l'omofobia, di seguito vi riporto brevemente la trama in modo tale che possiate farvi un'idea:

I protagonisti della storia sono Charlie e Nick due studenti della scuola maschile Truham. Charlie, a seguito del suo coming out è stato oggetto di bullismo, ma successivamente all'intervento di un gruppo di ragazzi più grandi, queste azioni sono terminate e lui è diventato uno degli studenti più benvoluti della scuola. Nick invece, è un anno più grande di Charlie ed è un ragazzo buono, gentile e premuroso e giocatore di rugby molto popolare, si incontrano per caso durante delle lezioni supplementari, ed iniziano a frequentarsi da amici. Entrambi riscoprono il piacere di un rapporto d'amicizia sano e senza interessi, che a poco a poco sboccerà in qualcosa di più.

Alice Oseman è un'autrice inglese, che ha debuttato con le prime  di questo romanzo su Tumblr e Tapas nel 2016, i protagonisti di Heartstopper, in realtà, erano personaggi secondari di un'altra sua novel ,Senza Nuvole, e solo successivamente la Oseman ha deciso di dare vita alla loro storia, che è stata molto apprezzata sul web, fino poi a diventare un albo cartaceo grazie ad un progetto di kickstarter del 2019.

Come avrete compreso dalla trama, la storia è molto lineare, senza colpi di scena particolari, ma quello che colpisce è la tranquillità con cui evolve il rapporto tra i due protagonisti. Ogni cosa ha il suo tempo e questo rende tutto più verosimile ai rapporti reali, che di certo non si impiega un giorno a costruire. Tutto avviene lentamente tra un "ciao!" ed un sorriso, una pacca sulla spalla ed un invito a giocare a rugby, le ricerche sui social per scoprire un pò della vita privata dell'altro, i messaggi cancellati e riscritti più e più volte. Tutte cose che le persone normalmente fanno, in questo modo la Oseman empatizza e conquista l'attenzione del lettore.



Vengono affrontati temi estremamente delicati ma molto attuali quali il bullismo e l'omofobia, e dimostra come possano essere superati con intelligenza e leggerezza d'animo, senza dover necessariamente ricorrere ad atti di violenza. Molto bella, ad esempio, è la scena in cui Nick smonta lo stereotipo che hanno i suo compagni di squadra del ragazzo gay e senza attitudini per lo sport, difendendo il suo amico col sorriso e senza dare adito ad alcun tipo di risposte negative, sottolineando le qualità di Charlie, e facendolo sembrare anche migliore di loro, strategia decisamente vincente.


Bello anche come viene introdotta la scoperta della sessualità, il primo pensiero di Nick quando pensa di essere attratto da Charlie è quello di cercare su internet i "sintomi" dell'essere gay come se quest'orientamento fosse una malattia, e poi si rende conto da solo che i risultati che trova sono inconsistenti, e che solo lui può scoprire quali sono i suoi sentimenti.

Semplicità è sicuramente la parola che meglio rappresenta Heartstopper, ed è possibile identificarla sia nel contenuto, che nel tratto del disegno che definirei essenziale. I personaggi non sono assolutamente perfezionati, così come anche gli sfondi non sono mai ben delineati, e ciò dà modo al lettore di concentrare la propria attenzione sulle parole. Tutto l'affetto, l'amore e l'umanità è rappresentato efficacemente attraverso solo quattro sfumature: nero, bianco, grigio chiaro e grigio scuro.

Trovo questa graphic novel molto adatta soprattutto ad un pubblico adolescenziale, ma anche a chi ha necessità di ritrovare un pò di speranza, tranquillità e conforto, perchè è questo ciò che trasmette questa storia dolcissima e senza pretese.