lunedì 13 settembre 2021

Le streghe in eterno Alix Harrow - Recensione


Titolo originale: The Once and Future Witches
Traduzione: Alice Casarini e Barbara Ronca
Collana: Oscar Fantastica
Genere: Fantasy storico
Pagine: 576
Edizione: Copertina Rigida
Prezzo: 22,80 euro




Ciao Lettori, bentrovati!


Sono davvero contenta di poter scrivere questa recensione perché finalmente, udite, UDITE, ho letto un libro che mi ha soddisfatta sotto tutti i punti di vista.


Come sa chi segue questo blog da un po', sono stati ben pochi i libri degni di nota che ho letto quest'anno, ci stavo quasi perdendo le speranze ed invece finalmente é arrivato lui: Streghe in Eterno di Alix Harrow edito Mondadori. 


Onestamente ero scettica nei confronti di questo libro, poiché l'anno scorso ho letto Le diecimila porte di January della stessa autrice, e non mi aveva fatta impazzire, perché la trama è un po' troppo prevedibile (se siete curiosi, vi lascio qui il link alla recensione), però mi era piaciuto moltissimo lo stile di scrittura della Harrow, per cui ho voluto dare una possibilità a questa storia, e posso affermare con certezza di aver fatto benissimo.


Rispetto a Le diecimila porte di January, ci troviamo ad un livello parecchio più alto, l'autrice é stata in grado di superare se stessa sotto tutti i punti di vista, raccontando una storia alla quale davvero non manca nulla.


Le protagoniste sono tre giovani donne, Agnes Amaranth, James Juniper e Beatrice Belladonna, tre sorelle streghe. Ognuna di essa incarna una delle figure femminili più ricorrenti nelle storie, ossia: la Madre, la Fanciulla e la Vecchia. Un'allegoria bellissima, perché é proprio attraverso le storie di cui sono protagoniste queste tre figure, che le donne sono riuscite a tramandare gli incantesimi di generazione in generazione, superando le epurazioni che sono state perpetrate nei secoli contro le streghe.


Le nostre tre eroine sono state caratterizzate così bene, che é impossibile per il lettore non riuscire ad empatizzare con loro: Belladonna, impersona la Vecchia, é una donna austera, che ama i libri, lo studio e la scrittura, coraggiosa e che riesce a restare fredda e lucida in tutte le situazioni, anche quelle più pressanti emotivamente.

Amaranth, invece é più schiva, ma passionale e forte, si butterebbe letteralmente nel fuoco pur di salvare le persone che ama. É estremamente protettiva e non a caso a lei é stato attribuito il ruolo della Madre, che finalmente non vediamo relegata ad angelo del focolare, o come genitore assente, finalmente troviamo una madre combattiva degna di questo nome.

Juniper infine, si ritrova nel ruolo della fanciulla, é ferina, selvaggia ed astuta, pazza e ribelle con un carattere forte ma infantile. É una gran sognatrice, ed é grazie a lei che le tre sorelle riescono a riunirsi per fare si che la stregoneria venga portata alla luce ed accettata, perché la magia é di tutti coloro che posseggono la volontà, le parole ed i mezzi.


É proprio questo uno degli aspetti che rende la storia innovativa, poiché non ci troviamo difronte al classico cliché, in cui la magia é solo per pochi eletti e deve essere preservata. In questo caso diventa un mezzo da diffondere, uno strumento che possa aiutare le categorie più discriminate, in questo caso quella delle donne, ma non solo.

<< Sono una Strega [...] e lo è ogni Donnache dice quello che non dovrebbe o vuole ciò che non può avere, che combatte per avere ciò che le spetta >>

La Harrow ha creato un vero e proprio inno alla figura femminile ed alla forza che ogni donna deve impiegare per affermarsi ogni giorno, senza soccombere e diventare schiava di una società che la vuole solo moglie e madre. Il libro si ambienta in America alla fine dell'800', un momento in cui il femminismo muoveva i suoi primi passi grazie alle Suffragette, che per prime sollevarono il problema del diritto di voto alle donne.

Ci si ritrova a New Salem, in un periodo storico in cui le donne iniziavano a desiderare l'emancipazione, ma non tutte potevano permettersela a causa della povertà, o semplicemente per il colore della pelle. Queste condizioni generano soprusi, le donne sono sottopagate per fare lavori pesanti e dannosi per la propria salute, vengono molestate, e picchiate perché non c'è rispetto per loro. Per cui si servono di piccoli incantesimi che le possano agevolare nella vita di tutti o giorni, come per esempio rammendare calzini, o mantenere in piega perfetta i capelli, o le pieghe delle gonne.
Ma se la magia potesse fare più di questo? L'obiettivo delle tre sorelle sta proprio nel voler divulgare la stregoneria fra le donne, in modo che attraverso la reverenza e la paura, possano ribellarsi ed ottenere l'emancipazione, ed il giusto rispetto.


La magia non è altro che questo, in realtà: lo spazio tra ciò che hai e ciò di cui hai bisogno

mercoledì 8 settembre 2021

Spin The Dawn Elisabeth Lim recensione

Bentrovati cari lettori,

Spero che le vostre letture estive siano state belle ed interessanti, le mie sono state un po' altalenanti, ho trovato cose belle ed un po' meno belle.

A tal proposito, un paio di settimane fa mi sono dedicata alla lettura di Spin The Dawn di Elizabeth Lim, autrice tradotta in moltissime lingue in quanto dichiarata dal New York Times e dallo USA today come una delle autrici bestselling grazie alle sue opere più  famose ossia Six Crimson Cranes e alla dilogia The Blood of Stars composta da Spin the Dawn e Untravel the Dusk.

La Lim é una scrittrice di young adult, che predilige ambientare le sue storie in contesti orientali, sicuramente ciò é dovuto al fatto che ha conseguito una laurea ad Harvard in Studi Est Asiatici, e perché ha trascorso la sua vita tra Tokyo e il Nord California.

Grazie a queste premesse ho deciso di intraprendere la lettura della sua dilogia, The Blood of Stars, attualmente pubblicata da Mondadori nella collana Oscar Fantastica (che ringrazio per la copia ARC), soprattutto perché di recente sta spopolando nel mondo del fantasy l'ambientazione orientale, che devo dire, mi ha sempre affascinata molto.

Intanto vi lascio la trama del libro Spin The Down per avere una first impression, dopodiché troverete un'analisi che vi aiuterà a stabilire se, aldilà della meravigliosa copertina di questo libro, il contenuto faccia al caso vostro:


Maia Tamarin lavora come cucitrice nella bottega del padre, un tempo rinomato sarto. Ciò che desidera è diventare la migliore sarta del paese, ma sa che come donna il massimo cui può ambire è un buon matrimonio. Quando un messaggero reale convoca a corte il padre, gravemente malato, Maia finge di essere suo figlio e si reca al Palazzo d'Estate al suo posto. Sa che perderebbe la vita se venisse scoperta, ma correrà il rischio per salvare la famiglia dalla rovina e diventare sarta imperiale. C'è però un problema: Maia è solo una dei dodici che aspirano all'incarico. E nulla avrebbe mai potuto prepararla alla sfida che la attende: cucire tre abiti magici per la promessa sposa dell'imperatore, uno intessuto con la risata del sole, uno ricamato con le lacrime della luna e uno dipinto con il sangue delle stelle. In compagnia di Edan, il misterioso stregone di corte, i cui occhi penetranti sembrano vedere oltre il suo travestimento, Maia intraprenderà un viaggio che la porterà fino agli estremi confini del regno, alla ricerca del sole, della luna e delle stelle. Ma troverà qualcosa che non avrebbe potuto mai immaginare…


Partirei proprio da quello che avrebbe dovuto essere il punto forte di questo libro, ossia l'ambientazione. L'autrice ci aiuta ad immergerci nel suo mondo, non molto complesso, e di cui spiega davvero ben poco. Sappiamo solo che in questa realtà orientaleggiante, é in corso una guerra tra due fazioni, di cui non conosciamo le cause, ma solo gli effetti. La nostra protagonista, sarà coinvolta in una situazione che potrebbe salvare le sorti dell'Impero portando la pace, e riuscirà ad uscirne solo grazie all'aiuto dello stregone di corte e ad un paio di forbici magiche. Il sistema magico é abbastanza precario, l'umanità sa che esiste la magia, ma resta indifferente. Gli stregoni sono tutti uomini, e diventano tali, effettuando un percorso che gli fa ottenere il potere ma che li lega ad una reliquia, la quale permette a chi la possiede di disporre a proprio piacimento delle abilità del mago. Un po' come il genio della lampada di Aladino, con il quale il collegamento viene più facile perché la sua storia é molto famosa, ma, dato i suoi studi, in questo caso l'autrice si sarà ispirata alle leggende dei Jinn Giapponesi.

Gli stregoni spesso creano oggetti magici che le persone comuni, con un po' di magia nel sangue, possono utilizzare per i propri scopi, é appunto il caso delle forbici che possiede Maia.

Quest'ultima é la protagonista di questa storia, che purtroppo manca di verve. All'inizio sembra promettente, quando per salvare suo padre da un'incarico che potrebbe ucciderlo, si finge uomo e parte al suo posto per affrontare le sfide che l'imperatore ha ideato per trovare il sarto imperiale più bravo del paese.
Ma questo é l'ultimo gesto degno di nota per Maia, la quale successivamente, necessiterà sempre dell'aiuto di un Deus ex machina per potersi trarre d'impaccio nelle avventure che si troverà ad affrontare.

Il suo aiutante é Edan, lo stregone imperiale, che é l'unico personaggio degno di nota. Viene presentato come un bell'uomo, colto e potente, che metterà a rischio la sua posizione solo per aiutare Maia, con la quale intraprenderà un viaggio, il cui esito potrebbe salvare le sorti dell'Impero.

É abbastanza esagerata l'idea di delegare la salvezza dell'Impero ad una sarta sempliciotta accompagnata da uno stregone, soprattutto quando lei non ha un'indole da guerriera, anzi, ha una personalità davvero molto scialba.

Una nota positiva, sono le tematiche che ritroviamo, anche se ad un certo punto, vengono completamente surclassate dalla love story che diventa molto ingombrante e non lascia spazio a molto altro.

Lo stile della Lim, in compenso, é molto fluido, il libro si legge davvero in poco tempo, anche se le descrizioni non sono proprio accuratissime. Questo da un lato rende la lettura più scorrevole, ma si perde molto il gusto dell'immedesimazione, tutto é lasciato all'immaginazione del lettore, che non ha molti elementi per ricostruire il mondo che l'autrice gli presenta.

In conclusione Spin the Dawn, é una lettura estremamente leggera, in cui la storia d'amore é certamente predominante, ci sono delle tematiche interessanti, ma poco sviluppate. Questo lo rende una lettura perfetta per uscire dal blocco del lettore, ma di certo non é un libro meritevole di elogi, é una storia senza infamia e senza lode che ben si presta per chi desidera una lettura poco impegnativa.

Se volete conoscere altri pareri di sotto trovate le colleghe blogger che hanno partecipato a questo review party organizzato da Nia che ringrazio.




lunedì 2 agosto 2021

Recensione Ready Player Two



Editore: Mondadori
Traduzione: Laura Spini
Genere: Fantascienza-Distopia
Pagine: 372
Formato: copertina rigida
Prezzo: 19,00 euro


Ciao Lettori,

Ci siamo lasciati un paio di settimane fa con la mia entusiastica recensione relativa a Ready Player One di Ernest Cline. Un libro che mi é davvero piaciuto un sacco, per tematiche, ambientazione e trama. Ero davvero molto felice e impaziente di continuare la mia avventura immergendomi nuovamente in OASIS grazie al secondo volume di questa dilogia edita da Mondadori (che ringrazio per la copia ARCD) che è appunto Ready Player Two. 
Purtroppo però devo dire che le mie aspettative sono state disattese. Nel Two ci sono una serie di problemi, assolutamente non soprassedibili, relativi alla trama, ai personaggi e all'ambientazione che fanno molto pensare al fatto che Cline abbia scritto questo secondo volume più con l'intento di procreare un sequel per il film, piuttosto che per vero impeto letterario. Di seguito vi lascio la trama per capire più o meno da dove riparte la storia:

Pochi giorni dopo aver vinto la gara voluta da James Halliday, il fondatore di OASIS, Wade Watts fa una scoperta che potrebbe trasformare radicalmente l'esistenza di tutti. Nascosto in uno dei caveau di Halliday, e che attende solo di essere trovato dal suo erede, c'è un dispositivo tecnologico che, ancora una volta, potrebbe cambiare il mondo, rendendo OASIS mille volte più straordinario (e in grado di generare una dipendenza ben maggiore) di quanto lo stesso Wade possa aver mai sognato. Ben presto arrivano però anche un nuovo indovinello, una nuova missione – un ultimo Easter egg di Halliday, che potrebbe condurre a un non meglio precisato premio – e un inaspettato nuovo rivale, incredibilmente potente e pericoloso. Uno che, per ottenere ciò che vuole, sarebbe disposto a uccidere milioni di individui. II

Dunque, l'ambientazione è sempre la stessa, il mondo reale vessa in condizioni critiche, a causa dell'inquinamento ambientale, della povertà, e della fame, dovute al fatto che Terra è stata così tanto sfruttata che mancano anche le risorse primarie. Per cui le persone sentono sempre di più la necessità di evadere dal mondo reale per poter vivere una vita virtuale parallela su OASIS, una piattaforma di gioco MORPG dove ognuno diventa ciò che più desidera essere. É apprezzabilissimo lo sforzo da parte di Cline di voler dare un tono ambientalistico a questo volume, creando una sorta di distopia in cui é proprio il continuo disserbamento del pianeta a creare situazioni critiche. Il problema é che nella caratterizzazione dei personaggi, c'è un forte controsenso. Avevamo lasciato Aech, Parzival, Shoto e ART3MIS, come valorosi cavalieri che con la loro forza e il loro coraggio erano riusciti a sovvertire gli equilibri di due mondi in parallelo. Li ritroviamo ricchi sfondati, lagnosi, e davvero molto poco eroici. La loro ricchezza é tale che potrebbero davvero risanare la Terra, ma no....loro sperperano il loro denaro in associazioni filantropiche o per costruire navicelle spaziali, per poter andare su un altro pianeta quando Terra non sarà più abitabile...davvero eroico no?
L'unica che resta fedele a se stessa é Art3mis, anche se pure lei dimostra in varie occasioni di non essere poi tanto coerente.

Altro punto debole della storia sono le tematiche, affrontate in maniera debole e davvero poco convincente, basti pensare a come viene liquidata la questione della fluidità di genere, chiaramente buttata lì perché un libro oggi non è bello se non ha riferimenti relativi a questioni di genere. Onestamente per come è stata posta la situazione avrei preferito non trovarli affatto, non mi interessa molto il fatto che OASIS dia la possibilità a chiunque di provare le esperienze sessuali sia dal punto di vista maschile che femminile, non mette e non toglie assolutamente nulla alla storia. È una cosa buttata lì tanto per dire: "Oh io ce l'ho messa quindi fa figo".

Una cosa che non mi è dispiaciuta, ma che appunto potrebbe essere andata meglio se non ci fossero stati i problemi sopra elencati, è il fatto che in questo libro c'è la "novità" che l'eroe, diventa antieroe a causa delle stesse gesta che lo hanno reso famoso. Un bel punto di vista che invita chi legge a non adagiarsi sugli allori, perché per usare la stessa citazione che usa Parzival: I cattivi non sono altro che dei buoni vissuti troppo a lungo.

Insomma questo libro resta comunque una lettura molto scorrevole, non aspettatevi di trovarci i fuochi d'artificio che si possono riscontrare in Ready Player One, ma é comunque carina e sicuramente diversa dal solito.

Ringrazio Alessandra di RaggyWords per aver organizzato questo evento e vi invito a passare dalle altre colleghe per avere altre opinioni, sotto trovate la locandina.




lunedì 26 luglio 2021

Recensione Ready player One Ernest Cline

Genere: Distopia Fantascienza
Traduzione: Laura Spini
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Formato: Brossura
Pagine: 480
Costo: 13,90 euro


Bentrovati cari lettori,

Finalmente posso urlare al miracolo e dirmi soddisfatta di una lettura. Purtroppo in questo periodo non sono stata molto fortunata, e ho letto perlopiù cose carine ma che non mi hanno entusiasmata particolarmente.

Ready player one di Ernest Cline riedito da Mondadori (che ringrazio per la copia ARC), é stata una lettura che mi ha ricongiunta ad una delle mie più grandi passioni, ossia il gaming.

Per chi non conoscesse la trama di seguito può trovare la sinossi dell'editore:

2044. Crisi ambientale e disuguaglianze sociali hanno reso il pianeta un brutto posto in cui vivere. Per il giovane Wade l'unica possibile evasione è l'universo virtuale di OASIS. Un gioco. Una caccia al tesoro. Una fortunata lotteria... o molto di più? Lo

Dunque partirei con il dire che non é un libro per tutti, penso che possa essere molto apprezzato dai veri nerd, dagli appassionati della cultura pop anni 80 e geek in generale, perché ci sono riferimenti continui a film, serie TV, canzoni e videogiochi cabinati e non, che se si conosce almeno un pochino rendono la caccia al tesoro e la lettura molto più piacevole, rispetto a chi invece è completamente digiuno sull'argomento.

Anche lo spirito e le tematiche che si ritrovano all'interno del testo, forse, non possono essere comprese a pieno da chiunque. La cultura del videogioco ad oggi é comunque poco apprezzata e visibilmente bisfrattata, le persone che giocano molto, vengono accusate di essere perdigiorno, svogliate, ma spesso dietro questo attaccamento ci sono problemi di ben altra natura.

Nel caso di Parzival, lui si rifugia nella realtà virtuale per scampare alla misera esistenza alla quale é costretto dalla povertà in cui vessa. Nel gioco cerca di ricrearsi una vita che non sia così miserabile, va a scuola, si erudisce, e come tutti, partecipa alla ricerca del famoso easter egg che darà accesso all'immensa eredità lasciata dal creatore di Oasis.

Il suo unico amico è Aech un altro gunter come lui, con il quale si crea un rapporto di stima reciproca, che andrà poi anche oltre la vita virtuale.

Quello che vuole insegnare questo libro in generale, è proprio che spesso si riesce a essere molto più veri e sinceri virtualmente di quanto si possa esserlo nella realtà.

Questo perché vengono a cadere tutta una serie di convenzioni ed imbarazzi, primo fra tutti il disagio della fisicità. Su Oasis ognuno può essere ciò che vuole e come vuole, ed in questo modo traspare tutta la personalità che invece non è possibile esternare nel mondo reale a causa del giudizio della società.

Parzival: Siamo su OASIS, qui non siamo altro che nuda personalità.
ART3MIS: mi permetto di dissentire. Tutto delle nostre personalità è filtrato dai nostri avatar, il che ci permette di controllare il nostro aspetto e la nostra voce quando siamo a contatto con gli altri, OASIS ti permette di essere chi vuoi essere. É per questo che é diventato una specie di droga.

Pertanto è bello sapere anche che questo concentrato di personalità che viene mostrato online, genera amicizie solide e durature come quelle reali, se non addirittura più forti, perché le convenzioni cadono e restano solo i buoni principi, che non si possono non trasportare anche nella realtà. 

Mentre parlavamo, assecondando il rituale che due persone seguono di solito quando si conoscono, mi resi conto che noi ci conoscevamo già, e meglio di chiunque altro. Eravamo legati a livello mentale. La capivo, mi fidavo di lei e le volevo bene; era mia amica. Niente era cambiato né sarebbe cambiato per un dettaglio irrilevante come il sesso, il colore della sua pelle o il suo orientamento sessuale.

Insomma Ready Player One é un libro molto ricco di contenuti, che non é fatto solo per mero intrattenimento, tutt'altro. Se avete voglia di fare una lettura diversa, se siete amanti di internet e dei social, vi consiglio questa lettura.

Ringrazio infine Alessandra di RaggyWords per aver organizzato l'evento e Silvia di Abookplaylist per le grafiche bellissime che potete vedere qui sotto.

mercoledì 7 luglio 2021

Blog tour: Le 5 fasi dell'elaborazione del dolore in Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness

Bentrovati cari lettori,

Oggi mi dedicherò ad un argomento non facile, ma che sento comunque di dover approfondire in quanto lo trovo davvero importante.
Nessuno, e dico davvero nessuno, vorrebbe mai trovarsi nella condizione di dover affrontare il dolore, né quando si tratta di se, né quando c'è necessità di aiutare una persona cara a superare un momento difficile.

Sono rimasta davvero positivamente colpita però, da come Patrick Ness in Sette minuti dopo la mezzanotte, sia riuscito a scrivere una storia che parla al cuore di chiunque provi dolore, normalizzando un processo estremamente difficile da elaborare, con il risultato che alla fine del libro, una volta chiuso, ci si senta come abbracciati da qualcuno che sussurra: Va bene cosí, é tutto ok, ce la farai.

Molto penso sia dovuto al fatto che Siobhan Dowd, coautrice della storia, stesse attraversando un momento particolarmente difficile quando ha iniziato a buttare giù il canovaccio del romanzo. Infatti, era all'ultimo atto della malattia che le ha poi portato via la vita. Pertanto, credo sia riuscita a imprimere nelle sue parole, ciò che lei stessa stava provando in prima persona.

La storia di Sette minuti dopo la mezzanotte, si basa sul modello di Kübler-Ross, una psicologa che nel 1969, ha ideato uno schema in cui venivano presentate le cinque fasi del dolore ossia: Negazione, Rabbia, Contrattazione, Depressione ed Accettazione.

Non tutti coloro che soffrono le attraversano tutte e cinque, alcune persone addirittura non si identificano in nessuna di esse, ma nella maggior parte dei casi il percorso prevede queste tappe prima di arrivare all'accettazione di un dolore che può essere relativo a qualcosa di grave come la malattia o la perdita di un caro, o qualcosa di meno grave come la fine di un amore, o una delusione cocente.

Nel nostro caso, Connor, il piccolo protagonista della storia le attraversa tutte.
Il libro si apre proprio con il concetto di Negazione, Connor vive da solo con la sua mamma, per la quale a soli 13 anni fa veramente di tutto, dal cucinare al fare le pulizie al sostenerla quando la sua malattia si acutizza. É faticoso, ma si fa forte del fatto che le cure che vengono somministrate a sua mamma la salveranno. É nel momento in cui sua nonna si trasferisce a casa loro per aiutare, che la fase di negazione di Connor inizia a vacillare. Non accetta l'aiuto della donna in quanto é convinto che non sia necessario, ma é anche il momento in cui compare il Mostro, la figura che lo accompagnerà nel suo doloroso percorso. 

La storia prosegue e la madre di Connor viene ricoverata in ospedale, lui é costretto a vivere a casa della nonna, inizia ad affacciarsi l'idea che le cose stiano peggiorando senza che lui possa fare nulla per aiutare la sua mamma, per cui si manifesta il desiderio di distruggere tutto ciò che gli sta intorno, che Connor asseconda, per il desiderio di venire punito per le sue colpe. 

Si rende però subito conto che questo non é il modo giusto di reagire, perché gli adulti, non lo puniscono per ciò che ha fatto, ma lo compatiscono ed abbracciano il suo dolore. Si conclude così la fase della Rabbia.

Connor però continua a non capire perché il mostro si ripresenti ogni notte, quale sia il suo scopo, e ad un certo punto, quando sua mamma continua a peggiorare, pensa che lui sia li per salvarla e lo supplica disperatamente affinché la salvi. Si trova nella fase di contrattazione, che gli restituisce speranza, lo aiuta a reagire alla situazione, ma é solo una panacea che si esaurirà non appena la mamma di Connor smetterà di reagire positivamente alle nuove cure.

Soggiunge quindi la depressione, Connor non si sente compreso, pensa che le persone intorno a lui lo evitino, si sente invisibile e questo lo addolora, l'unica persona in grado di comprenderlo sta pian piano scomparendo e lui si sente, inutile.

Il libro si chiude con l'ultimo atto in cui aiutato dal mostro, finalmente capisce che l'unico modo per uscire dalla situazione è fare cadere il mondo di illusioni che vedono sua mamma guarire, e guardare dritto in faccia la verità, che é il mostro più spaventoso di tutti. Finalmente Connor riesce a dire la verità, a capire che di lì a poco la sua mamma non ci sarà più, affronterà la paura di perderla, e finalmente riuscirà a comprendere che l'unico modo per mettere fine alle sue sofferenze sarà quello di lasciarla andare.

Penso che questo, nonostante rientri nella narrativa per ragazzi, sia un libro che possa essere adatto a qualunque target di età, purtroppo la vita é fatta di gioie, ma soprattutto di dolori, per i quali ognuno di noi é alla ricerca di un balsamo in grado di lenirli.
Sette minuti dopo la mezzanotte, potrà dare il suo contributo palliativo a chiunque ne abbia bisogno, in quanto é in grado di affrontare un argomento così delicato, con cognizione di causa, facendo sì che il lettore si senta avvolto in un caldo abbraccio e si senta meno solo nell'affrontare le difficoltà che la vita gli riserva.


giovedì 1 luglio 2021

Sette Minuti dopo la mezzanotte Patrick Ness - Recensione

Autori: Patrick Ness, Siobhan Dowd
Traduzione: Giuseppe Iacobaci
Collana: Oscar Fantastica
Editore: Mondadori
Titolo orginale: A Monster Calls
Pagine: 240
Formato: Brossura
Prezzo: 10,50 euro


Salve lettori e bentrovati,


Con la recensione di oggi spero di sfatare un mito vecchio come il mondo, ma che purtroppo é ancora troppo diffuso.

Mi si irrigidiscono le sinapsi ogni volta che sento dire che la narrativa per ragazzi é poco interessante, poiché ricca di contenuti banali, tematiche poco aderenti alla vita degli "adulti" e quindi viene catalogata come di serie B.

Ecco io inviterei chi crede in queste affermazioni a leggere Sette minuti dopo la mezzanotte. L'idea per questo libro é stata buttata giù dalla scrittrice Siobhan Dowd, durante la fase terminale della sua malattia. Il testimone é stato poi passato a Patrick Ness per far sì che questo libro vedesse la luce.


Quello che aveva erano i personaggi, una premessa dettagliata e l'inizio. Quello che non aveva, sfortunatamente, era il tempo


E non possiamo che essere felici del fatto che Ness abbia portato avanti egregiamente questo splendido
lavoro, con una delicatezza e un piglio tali da prendere per mano il lettore dalla prima pagina, e continuare a tenergliela anche a libro chiuso.

La storia di Conor, é una di quelle storie di cui nessuno vorrebbe mai trovarsi ad essere il protagonista. Sua mamma é malata di cancro, e Ness ci racconta delle ultime fasi della vita di questa donna, ma soprattutto di come Conor, riuscirà ad affrontare, e superare la perdita.

Ad aiutare Conor, ci sarà un Mostro che gli racconterà delle storie dove nulla é ciò che sembra, dove il confine tra bene e male, giusto o sbagliato, é così sottile da poterlo confondere, in cui spesso la decisione più tragica, risulta essere anche la migliore per far sì che le persone possano vivere serenamente.

Il percorso di Conor nell'accettazione del dolore non é semplice, lui é convinto del fatto che la mamma guarirà, mentre invece grazie all'aiuto del Mostro inizierà ad elaborare anche la possibilità che questo possa non accadere. Ciò lo renderà nervoso, impulsivo, rabbioso, e la cosa bella é che nessun adulto gli dirà che questo é sbagliato. Lo aiuteranno a vivere il suo dolore con pazienza e a volte anche lasciandosi andare a queste stesse emozioni, a dimostrazione del fatto che anche questi sentimenti, per quanto brutti, o sconvolgenti, sono da vivere.


Sette minuti dopo la mezzanotte é un libro in grado di suscitare emozioni forti, é un libro che ti scrolla le spalle con forza e ti costringe ad aprire la mente e gli occhi, ma é anche in grado di fornire un supporto emotivo duraturo. Una volta chiuso, ci si sente tristi ma arricchiti di una forza d'animo impareggiabile, che dà una spinta forte e decisa a chiunque sia stato in grado di empatizzare con la storia, è la stessa sensazione di dolce tranquillità che si avverte alla fine di un temporale, che é stato brutto si, ma ha lavato il nostro mondo che adesso appare limpido e brillante di tutti i colori che la vita ci offre, se solo imparassimo a lasciare andare le cose negative che ci asfissiano.

Penso che sia un aiuto per chiunque stia vivendo un momento particolarmente difficile della propria vita, è una storia triste ma che è in grado di lasciare impresso qualcosa nella mente. Aiutano sicuramente il linguaggio semplice e diretto dell'autore, che non gira intorno al problema ma lo affronta a viso duro, senza indorare la pillola. Anche qui emerge chiara la volontà di dimostrare che la vita è dura, ma per quanti schiaffi possa rifilare, c'è sempre un modo per uscire dal tunnel, e lo si può fare solo affrontando i problemi con coraggio, senza costruire muri di false illusioni dentro le quali vivere.

Gli esseri umani sono bestie complicate, credono alle bugie consolatrici pur conoscendo la realtà dolorosa che le ha rese necessarie.

E ora vi chiedo: alla luce di quanto letto fin qui, pensereste ancora che la narrativa per ragazzi sia effimera? 

Ringrazio Nia per aver organizzato il Review Party per il quale ho scritto questa recensione e la Mondadori per la copia digitale omaggio.


giovedì 24 giugno 2021

La Repubblica del Drago Recensione








Salve lettori e ben ritrovati!

Pensavo che questo articolo non avrebbe mai visto la luce, perché il primo volume di questa saga ossia La guerra dei papaveri, per me é stato davvero un disastro (qui trovate la recensione), per cui non avevo assolutamente in programma di continuare la saga in quanto messa sul mucchio dei: Ma che cos'hanno letto i miei poveri occhi! Eppure devo ringraziare l'impegno di Alessandra del blog RaggyWords per aver organizzato l'evento e la Mondadori per il file digitale, per avermi in qualche modo convinta a proseguire. Nella vita davvero mai dire mai!


Inizio ad anticipare che, a mio modesto parere, La Repubblica del Drago, é stato moooolto più bello del primo libro, il quale mi chiedo perché mai abbia visto la luce, ma vabbè...perdono alla Kuang questa defaillance SOLO perché ha saputo riprendersi alla grande.

 Vi lascio le due trame e poi andró a sproloquiare debitamente sull'argomento:


La Guerra dei papaveri:
 Orfana, cresciuta in una remota provincia, la giovane Rin ha superato senza battere ciglio il difficile esame per entrare nella più selettiva accademia militare dell’Impero. Per lei significa essere finalmente libera dalla condizione di schiavitù in cui è cresciuta. Ma la aspetta un difficile cammino: dovrà superare le ostilità e i pregiudizi. Ci riuscirà risvegliando il potere dell’antico sciamanesimo, aiutata dai papaveri oppiacei, fino a scoprire di avere un dono potente. Deve solo imparare a usarlo per il giusto scopo...

Rin ha passato a pieni voti il kējǔ, il difficile esame con cui in tutto l'Impero vengono selezionati i giovani più talentuosi che accadranno a studiare all'Accademia. Ed è stata una sorpresa per tutti: per i censori, increduli che un'orfana di guerra della provincia di Jī potesse superarlo senza imbrogliare; per i genitori affidatari di Rin, che pensavano di poterla finalmente dare in sposa e finanziare così la loro impresa criminale; e per la stessa Rin, finalmente libera da una vita di schiavitù e disperazione. Il fatto che sia entrata alla Sinegard – la scuola militare più esclusiva del Nikan – è stato ancora più sorprendente. Ma le sorprese non sono sempre buone. Perché essere una contadina del Sud dalla pelle scura non è una cosa facile alla Sinegard. Presa subito di mira dai compagni, tutti provenienti dalle famiglie più in vista del Paese, Rin scopre di avere un dono letale: l'antica e semileggendaria arte sciamanica. Man mano che indaga le proprie facoltà, grazie a un insegnante apparentemente folle e all'uso dei papaveri da oppio, Rin si rende conto che le divinità credute defunte da tempo sono invece più vive che mai, e che imparare a dominare il suo potere può significare molto più che non sopravvivere a scuola: è forse l'unico modo per salvare la sua gente, minacciata dalla Federazione di Mugen, che la sta spingendo verso il baratro di una Terza guerra dei papaveri. Il prezzo da pagare, però, potrebbe essere davvero troppo alto.

La Repubblica del Drago:
 Già tre volte nella sua storia il Nikan ha dovuto combattere per sopravvivere alle sanguinarie Guerre dei papaveri. Il terzo conflitto si è appena spento, ma Rin, guerriera e sciamana, non può dimenticare le atrocità che ha dovuto commettere per salvare il suo popolo. E ora sta scappando, nel tentativo di sfuggire alla dipendenza dall'oppio e agli ordini omicidi della spietata Fenice, la divinità che le ha donato i suoi straordinari poteri. Solo un desiderio la spinge a vivere: non vuole morire prima di essersi vendicata dell'Imperatrice, che ha tradito la sua patria vendendola ai nemici. E l'unico modo per farlo è allearsi con il signore di Lóng, discendente dell'ultimo Imperatore Drago, che vuole conquistare il Nikan, deporre l'Imperatrice e instaurare una repubblica. Né l'Imperatrice, né il signore di Lóng, però, sono ciò che sembrano. E più Rin va avanti, più si rende conto che per amore del Nikan dovrà usare ancora una volta il potere letale della Fenice. Non c'è niente che Rin non sia disposta a sacrificare per salvare il suo paese, e ottenere la sua vendetta. Così si getta di nuovo nella lotta. Perché in fondo lottare è ciò che sa fare meglio.



La Repubblica del Drago è un libro davvero molto intenso, ricco di colpi di scena piccoli e grandi, soprattutto sul finale, che il lettore non si aspetta e contribuiscono indubbiamente a rendere la storia scorrevole ed interessante. 

È intenso anche per la quantità di tematiche affrontate con una qualità di concetti e contenuti ineccepibili. Gli orrori della guerra sono descritti con estrema vividitá, e questo aiuta molto a incastonare problemi gravi come possono essere lo stress post-traumatico dei soldati, o il fenomeno dei profughi di guerra. La Kuang é bravissima a metterci difronte a delle situazioni talmente orrorifiche e talmente realistiche che é impossibile non comprendere ed empatizzare con le scelte di queste persone. Il tema dei profughi e degli sfollati, in particolare, l'ho sentito davvero molto attuale e vicino, soprattutto perché l'Italia é attualmente coinvolta in una situazione del genere, e bisognerebbe essere meno schizzinosi nei confronti di queste persone che sono solo in cerca di aiuto e di una vita migliore.

C'è anche una forte componente geopolitica e strategica che mi é piaciuta tanto, in quanto ha dato alle situazioni quel piglio in più che di solito manca nel genere epico contemporaneo. Mi é piaciuto vedere come i protagonisti si preparavano meticolosamente ad affrontare le battaglie, e come per un dettaglio si possa rovesciare una situazione da positiva in negativa.

Tutta la battaglia sul piano politico é davvero ben studiata, ed estremamente realistica, la Kuang ci pone problemi che non sarebbe impossibile riscontrare nel nostro sistema sociale, l'autrice ha studiato ogni mossa e si vede perché nulla viene lasciato al caso, cita spesso manovre di famosi strateghi quali Sun Tsu e non perde un colpo.

Mi é piaciuto soprattutto il fatto che gli scontri fossero perlopiù navali, e questa é una cosa di cui poco si legge, poiché é necessario approfondire la conoscenza delle imbarcazioni, delle tecnologie marittime, della terminologia, che non é scontato che il lettore conosca, é stato un'azzardo, ma davvero ben riuscito.

Terminerei con la cosa che ho apprezzato meno, ossia i personaggi.
Rin la protagonista, per me continua ad essere scialba, insulta ed inadatta al suo ruolo, si sente la mancanza di un buon protagonista con una verve attrattiva, anche se il tutto é compensato dai molteplici personaggi secondari che rubano continuamente la scena e rendono la storia interessante ed affascinante, i miei preferiti sono stati Kitay e Vaisra, ma non posso dire di più, perché qualsiasi altra affermazione potrebbe essere uno spoiler.

Che dire, sono davvero entusiasta di questa lettura che non ha nulla a che vedere con il primo volume, quindi io vi consiglierei di proseguire, staremo poi a vedere come si concluderà questa saga che mi ha saputo davvero stupire.